GIARDÌ: quando il plant based smette di essere “alternativo” e diventa semplicemente buonissimo
Dimenticate l’idea che la cucina plant based sia fatta di rinunce, compromessi o piatti “corretti ma tristi”. Da GIARDÌ, ristorante milanese in zona Stazione Centrale, il vegetale è protagonista di una cucina golosa, saporita e sorprendentemente appagante, capace di convincere anche i più scettici. Qui non si viene per “mangiare leggero”, ma per mangiare bene. Punto.
Il progetto nasce dall’idea dello chef Tommaso Coppola e di Michela Rubegni, anima imprenditoriale del locale, con l’obiettivo dichiarato di offrire una cucina vegetale accessibile, democratica e soprattutto buona. Un luogo dove il plant based non è una scelta ideologica, ma una proposta di gusto aperta a tutti, onnivori compresi. Soprattutto onnivori. Soprattutto, onnivori scettici, che qui avranno pan per focaccia (buonissima, tra l'altro) per ricredersi.
Il mio percorso è iniziato con un guacamole di piselli con chips di mais che gioca su freschezza e croccantezza, una comfort food experience immediata, che mette subito a proprio agio. Poi arriva la focaccia con ricotta vegetale Dreamfarm, radicchio saltato e mandorle tostate: morbida, sapida, con quella nota amaricante che bilancia la cremosità e rende il piatto pieno, soddisfacente, per nulla “alternativo”.
La vera rivelazione però sono stati i MondeGreen, polpette di legumi, patate e broccoli con cavolo nero e mayo alle erbe. Uno di quei piatti che ribalta ogni preconcetto: consistenza perfetta, gusto rotondo, una costruzione che scalda e coccola, senza mai risultare pesante. Comfort food vero, fatto con intelligenza.
Tra i piatti più sorprendenti, i funghi oyster con zucca arrosto, radicchio, paprika e granella di nocciole, serviti su salsa tonnata vegetale con paratha bread. Qui la cucina plant based mostra tutta la sua ambizione: stratificata, intensa, giocata su affumicature, dolcezze e sapidità che si rincorrono. Un piatto complesso ma leggibilissimo, che resta impresso.
Chiude il cavolfiore arrostito con mix di sorgo, fagioli azuki e lenticchie beluga, accompagnato da mayo alle erbe e cipolla crunchy: texture, carattere, profondità. Un piatto che dimostra come il vegetale, se trattato con rispetto e tecnica, possa essere appagante quanto una proposta tradizionale.
«Sono vegetariano da anni e per me cucinare vegetale non è una limitazione, ma uno stimolo continuo alla sperimentazione», racconta Tommaso Coppola. «GIARDÌ è nato dal desiderio di offrire cibo buono, goloso, che piacesse a tutti, indipendentemente dalle scelte alimentari. Il plant based funziona davvero quando smette di essere una dichiarazione e diventa semplicemente una cucina fatta bene».
Da GIARDÌ il vegetale non imita, non sostituisce, non si giustifica. È protagonista di una cucina colorata, saporita e convincente, che mette d’accordo curiosi, appassionati e carnivori in pausa di riflessione. E alla fine del pasto, una cosa è certa: non hai mai sentito la mancanza di nulla.
