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“La musica” si scrive con l’articolo al femminile, così come “la buona cucina” e “la mostra”; The Room lo sa bene e, per questo, ha organizzato, in collaborazione con Milano Music Consulting, MiLady Brunch: un evento unico in cui queste tre componenti si troveranno ad interagire, miscelarsi ed arricchirsi.
The Room Milano, nel cuore di Porta Romana, in via Giulio Romano 8, vi aspetta Domenica 30 Marzo dalle 12.00 alle 17.00 per accompagnarvi alla scoperta del volto femminile di queste arti.
La musica ricercata e trascinante di Missin Red, eclettica cantante e dj, vi accompagnerà in un viaggio tra i suoni dello swing e dell’elettronica, passando per mash up esclusivi e performance live; un viaggio tutto da gustare, insomma, e il brunch targato Chef Rodriguez vi permetterà di farlo al meglio. Il menù alla carta dal sapore quanto mai internazionale che vi proponiamo, come la musica, fonde esperienze di tipo diverso: si potranno scegliere specialità nostrane, europee e americane, accompagnate da centrifugati di ottima qualità e pane home made.
I locali di The Room Milano, dall’ispirazione newyorkese, faranno da raffinata cornice non solo alla musica e alla buona cucina, ma anche all’arte figurativa, regalandovi un’ esperienza quanto mai trasversale e completa. Virginia Micagni, saprà rapire il vostro sguardo con i colori saturi, le visioni contemporanee e stranianti che contraddistinguono le opere della sua mostra personale intitolata: “SexIsNotTheEnemy”, esposta, per l’occasione, negli spazi dell’evento.
Si prospetta una giornata tutta da vivere tra i sapori energici e coinvolgenti de “la buona cucina”, de “la musica” e de “l’arte figurativa”, rigorosamente al femminile così come “la tua domenica”.
The Room
Via Giulio Romano 8, 20135 - Milano Domenica 30 Marzo - dalle ore 12 alle ore 17 Brunch con menù fisso a 25€. Tutti i piatti vengono accompagnati da succo di frutta, pane (home made), burro, marmellata e american coffee.
FB/theroomilano Info e Prenotazioni: 3343951406/ 0258319839
Ufficio Stampa: Rosaspinto
ALPHABET, Friday March 28th. THE ADMISSION IS STRICTLY ON GUEST LIST
Rocket Club, Alzaia Naviglio Grande 98, Porta Genova, Milan. From 11:30 PM till late.
ROOM 1: Enza Van De Kamp (Nu-disco, Electrodance, Big Beat, Dirty Disco and world's top-charted tracks).
ROOM 2: Djette Barbarella Thomas Constantin (Indie Rock, Electropop)
★ Week's Emoticon: TAGLOVE! ★ Alphabet Skaters will welcome you on the dancefloor!
At the door: Superhot Edoardo Velicskov. No dress codes: we always want stylish and open-minded people.
€ 13 till 1:00am GUEST ADMISSION w DRINK € 15 from 1:00 till 2:00am GUEST ADMISSION w DRINK
Free Parking Area. Uber Code Promotion: alphabet (20€ for free, new customers only)
Get your name on a guest list and feel free to ask for further infos:
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Dopo la performance Sanremese in compagnia di Arisa, il terzetto danese dei WhoMadeWho torna in Italia per un'imperdibile data, domenica 30 marzo al Tunnel.
Il concerto si inserisce nel tour di presentazione del nuovo disco della compagine di Copenaghen, uscito il 4 marzo con il titolo "Dreams", caratterizzato da un sound acustico e rilassato, come affermano gli stessi musicisti.
A detta loro, l'intento è stato quello di trasmettere la stessa energia di un live, ma in chiave più soft, in modo che le loro canzoni possano essere ascoltate anche nella vita di tutti i giorni, senza dover, necessariamente, andare ad una festa.
Lo stile dei WhoMadeWho resta comunque ben chiaro e definito: mixare dance, funk, rock, chitarre e voce, fino a creare un vortice di note ed emozioni, che il pubblico italiano ha avuto modo di conoscere sul palco dell'Ariston.
L'album è stato anticipato dal singolo "The Morning", per cui è stato realizzato un Instagram video, tramite le foto inviate dai fans usando l'hashtag #wmwthemorning.
Ma chi sono gli WhoMadeWho?
Il trio nasce dall'unione tra il bassista Tomas Hoffding, membro della scena underground danese, il chitarrista e cantante Jeppe Kjellberg e il batterista Tomas Barford (Tomboy), astro nascente della musica elettronica mondiale.
Nel 2005 viene pubblicato l'album d'esordio omonimo, con cui il gruppo si impone sulla scena musicale mondiale.
WHOMADEWHO
Domenica 30 marzo
Tunnel Club – Via Sammartini
Biglietti: 12 euro in prevendita + d.d.p.
15 euro alla porta
Circuito Ticketone
la Casa-Museo
Prosegue il viaggio di Nerospinto tra le residenze di pregio milanesi che hanno fatto la storia della città e dei suoi protagonisti, il cui prezioso patrimonio artistico e culturale li ha trasformati, nel tempo, in veri e propri musei. In questa terza occasione ci soffermiamo sul Museo Poldi Pezzoli, al quale si accede dal cortile di via Manzoni 12, nei pressi di Montenapoleone, nel cuore pulsante della città, facilmente raggiungibile con la metropolitana- linea M3. Il Museo è un vasto appartamento che occupa il piano terreno e il piano nobile del palazzo, affacciato su un silenzioso giardino.
L’appartamento di Gian Giacomo nasce dal 1846 in una porzione del palazzo di famiglia, dotato di un parco all’inglese che dava il nome (Corsia del giardino) all’attuale via Manzoni. Prevalgono nell’appartamento le sale di rappresentanza: seguendo i dettami dell’Istorismo allora all’avanguardia gli interior designer Giuseppe Bertini (1825-1891) e Luigi Scrosati (1814-1869) a partire dal 1854 ideano ogni ambiente rievocando un diverso stile del passato, per ospitare opere della medesima epoca storica.
Purtroppo un bombardamento del 1943 ha distrutto la maggior parte dei decori fissi, il cui aspetto originario è evocato dalle fotografie posizionate in ogni sala. Totalmente perduta è invece l’armeria gotica, ideata dallo scenografo della Scala Filippo Peroni tra il 1846 e 1851 e riallestita al piano terreno nel 2000 dallo scultore Arnaldo Pomodoro.
Nel 1951 il museo è riaperto al pubblico restaurato e ingrandito con nuove sale, che accolgono le numerose opere giunte dopo la morte del collezionista per acquisto e in donazione.Oggi il percorso delle sale storiche inizia al piano terreno dallo Scalone barocco, decorato con una fontana del Bertini e sculture seicentesche, da cui si accede al piano superiore. Qui si incontra la Saletta degli Stucchi in stile Rococò, divisa dal Salone Dorato dalla vetrina delle porcellane del XVIII secolo. Il Salone Dorato, una volta ornato di tappezzerie, riunisce i capolavori pittorici rinascimentali. L’attigua Sala nera “nello stile del Rinascimento del Nord”, che fungeva da salotto ed era rivestita di ebano, madreperla e avorio, custodisce mobili intarsiati con avorio o pietre dure. Segue la Sala dei Vetri di Murano, già Camera da letto, che riunisce mobili lignei intagliati e da cui si accede alla zona più privata, lo Studiolo dantesco, nello “stile del Trecento italiano”, destinato alla raccolta delle oreficerie e dei vetri antichi.
Alle sale monumentali si affiancano quattro sale “a quadri”, esclusivamente dedicate all’esposizione dei dipinti. Manca nell’appartamento una sala da pranzo, mentre gli ambienti di servizio (cucina e camere della servitù) erano posizionati al piano terreno.
La Storia:
Dopo la caduta del Regno Italico il ritorno degli Austriaci ridimensiona bruscamente il ruolo di capitale che la città aveva avuto nel periodo napoleonico. Milano rimane il maggiore centro culturale italiano ed è in sviluppo economico costante; diventa in particolare la piazza più importante del fiorente mercato antiquariale.
Discendente per parte della madre Rosina dell’antica schiatta dei principi Trivulzio, ricchissimo grazie ai beni ereditati dalla famiglia del padre Giuseppe, Gian Giacomo Poldi Pezzoli (1822-1879) viene educato all’amore dell’arte e del collezionismo. Impegnato in prima persona nei moti delle Cinque Giornate contro gli Asburgo, è multato ed esiliato come molti aristocratici milanesi. L’esilio sarà però occasione per un lungo viaggio artistico in Italia, a Londra e Parigi.
Tornato in possesso dei propri beni nel 1849, Gian Giacomo avvia la sistemazione del suo “appartamento particolare”. Il progetto nasce per ospitare la sua raccolta d’arte con dipinti e oggetti d’arte decorativa che si arricchisce di pezzi eccellenti, anche grazie al fiorente mercato artistico milanese, di importanza internazionale.
Non molto mondano e amico degli artisti suoi contemporanei, Poldi Pezzoli è anche mecenate e sostiene i giovani artisti dell’Accademia di Brera, acquistando le prime opere degli allievi del suo grande amico Bertini. raccoglie molte opere del Rinascimento, anche lombardo, con l’obbiettivo di tutelare il patrimonio cittadino, ed è tra i promotori della prima Mostra milanese di arte antica nel 1874, che sarà il primo passo per la creazione di un museo civico. Il suo desiderio che il suo appartamento che custodisce le raccolte d'arte di pregio divenga ad uso pubblico e di ispirazione e aiuto agli artisti, grazie ad una Fondazione ad hoc, si realizza 2 anni dopo la sua morte, nel 1879, l'amico Giuseppe Bertini apre il museo e diviene direttore delle raccolte.
La Collezione:
Dopo un’iniziale passione per l’arte contemporanea, Gian Giacomo si avvia all’arte antica. Dopo essersi dedicato alle armi, il nobiluomo viene attratto dalle arti decorative del passato e dai dipinti rinascimentali. Gli importanti tappeti ed arazzi da lui acquisiti sono esposti a rotazione al piano terreno di fianco al grande Tappeto di Caccia (deposito dello Stato italiano dal 1923).
Al piano superiore tre sale ospitano il notevole nucleo di dipinti del Rinascimento lombardo (Foppa, Bergognone, Luini, Solario). Nel Salone Dorato si trovano le glorie del Rinascimento toscano e veneto: sul cavalletto la Dama del Pollaiolo, icona del museo, quindi un dipinto di Piero della Francesca e due tavole di Sandro Botticelli. Altri due cavalletti accolgono opere di Giovanni Bellini e di Andrea Mantegna. Nella vetrina delle porcellane settecentesche trionfa il grande Servizio da caffè e da tè Borromeo.
Nella Sala Nera si notano il grande stipo in commesso di pietre dure seicentesco e il tavolo ottocentesco, nella stessa tecnica, anch’esso opera dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. I mobili intagliati della camera da letto, dove in una gara di perizia tecnica si mescolano stipi e sedie dal Rinascimento all’Ottocento e la collezione di vetri veneziani.
Le oreficerie medievali e rinascimentali, un tempo nello Studiolo, sono oggi conservate nella nuova Sala degli ori: notevoli sono gli smalti limosini medioevali e i gioielli. Nelle sale a quadri spiccano per importanza i veneti (Canaletto, Guardi, Tiepolo) , i fondi oro (Vitale da Bologna, Bernardo Daddi) e i ritratti lombardi del Settecento (Fra Galgario e Ceruti).
Tra le numerose donazioni, nel 1978 il museo ha ricevuto dagli eredi la collezione di orologi solari di Piero Portaluppi, architetto di Casa Boschi di Stefano e di Villa Necchi Campiglio.
Gli eventi:
Il Museo ospita di volta in volta mostre e altre manifestazioni culturali, si tratta di un luogo unico, modello di un modo di abitare del passato, la casa-museo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, per le collezioni e gli arredi, rappresenta il luogo ideale per accogliere mostre dedicate al design e all’arte contemporanea.
Da domani sarà aperta la mostra:
"La casa morbida. Tra Arte e Design"26 marzo – 5 maggio 2014 Orari: da mercoledì a lunedì, dalle 10.00 alle 18.00
Informazioni mostra:
www.museopoldipezzoli.it
www.abitare.it/it/arte/la-casa-morbida-tra-arte-e-design
Curiosità:
Il celebre Ritratto femminile del Pollaiolo è divenuto simbolo del museo.
Museo Poldi Pezzoli via Manzoni, 12 - Milano, Italia Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.museopoldipezzoli.it
Orari Da mer a lun 10.00-18.00 Chiuso: martedì, 1/1, Pasqua, lunedì dell’Angelo, 25/4, 1/5, 15/8, 1/11, 8/12, 25-26/12
Biglietti - Intero € 9,00 - Ridotto € 6,00 (da 11 a 17 anni e dopo i 60) - Scolaresche € 2
La Casa-Museo
Con il Museo Bagatti Valsecchi si conclude il nostro viaggio tra le incantevoli residenze del passato che custodiscono veri e propri tesori dell'arte e della cultura milanese, si tratta di luoghi affascinanti e facilmente raggiungibili percorrendo le vie cittadine, nei pressi del centro, veri e propri gioielli segreti, tra i più antichi del cuore della città.
Il Museo Bagatti Vasecchi si trova a ridosso di Via Montenapoleone, un luogo magico, da visitare con calma per respirare la giusta atmosfera ed osservare con attenzione le molteplici opere esposte, circondati dallo splendore della casa con i suoi arredi e la sua storia.
I Borghi, ovvero il quartiere tra via Spiga e Montenapoleone non sono al tempo una zona residenziale di lusso, ma appaiono caratterizzati dalla presenza di monasteri, botteghe artigiane, piccole case di abitazione. Nel 1880, alla morte della loro madre, Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi decidono di ristrutturare la dimora di famiglia, trasformandola nella sontuosa rievocazione di una dimora patrizia del Rinascimento lombardo; la predilezione esclusiva che, viene riservata all’arte quattro-cinquecentesca è in linea con il revival rinascimentale con cui l’Italia postunitaria esprime il proprio linguaggio artistico ufficiale.
Inoltre, per i Bagatti Valsecchi tale fastosa ristrutturazione contribuisce all’accrescimento del prestigio sociale della famiglia. Schiere di artigiani lavorano sotto la direzione dei due fratelli agli apparati decorativi neorinascimentali che intonano la casa alle collezioni quattro-cinquecentesche da essi acquisite.
La Storia
I fratelli Fausto (1843 - 1914) e Giuseppe Bagatti Valsecchi (1845 - 1934) appartengono a un’importante famiglia milanese, il cui titolo baronale data al 1826.
La confidenza con il mondo dell’arte viene acquisita precocemente dai due fratelli grazie al padre Pietro, miniaturista su smalto e avorio al tempo assai apprezzato. Seguendo una consolidata tradizione di famiglia, i due compiono studi in legge, che di fatto non metteranno mai a frutto in un’attività professionale.
Dagli anni ottanta dell’Ottocento, è infatti la ristrutturazione della dimora di famiglia e la raccolta delle opere d’arte destinate ad arredarla a divenire la loro occupazione principale; l’identità di gusti e la condivisione delle scelte artistiche tra i due è totale, nonostante le differenze d’indole; più viveur e mondano Fausto, che rifuggirà dal matrimonio, più quieto e riservato Giuseppe, il quale nel 1882 sposa Carolina Borromeo imparentando i Bagatti Valsecchi a una delle casate nobiliari più antiche e prestigiose di Milano. Al pari dei Necchi Campiglio, la coppia sposata e il single vivranno sotto lo stesso tetto.
L’esperienza maturata nell’allestimento e nella decorazione della propria dimora sfocerà per Fausto e Giuseppe in una più ampia attività di architetti dilettanti apprezzata da committenti aristocratici e altoborghesi.
La Collezione
Sin dal primo ambiente di visita, la Sala dell’Affresco nell’appartamento di Fausto, è evidente l’attenzione dei Bagatti Valsecchi per le arti applicate.
I due fratelli considerano il loro progetto come una sorta di collezionismo globale. All’unità stilistica dei manufatti raccolti, tutti accomunati sotto il segno del Rinascimento, corrisponde una grande varietà di oggetti: dalle ceramiche ai vetri, dai dipinti agli avori, dagli arredi alle oreficerie. Questo avviene perché i Bagatti Valsecchi pensano che gli artigiani moderni debbano formarsi sullo studio dei manufatti antichi, ma nel raccogliere la loro collezione sono mossi più che dalla ricerca di eccellenza qualitativa dalla possibilità di dar vita a un vero e proprio progetto abitativo, in cui le opere d’arte arredino la casa e i singoli manufatti diventino oggetti d’uso dei suoi abitanti.
Dopo la Sala Bevilacqua, la Camera del Letto Valtellinese e il piccolo Vestibolo, si giunge alla Sala da Bagno: la vasca in marmo neorinascimentale è in realtà una doccia, ovvero un sanitario assolutamente all’avanguardia per la fine dell’Ottocento e allo stesso modo il lavamano è di fatto un lavandino ad acqua corrente. Anche se la modernità viene dissimulata per non intaccare l’unità stilistica del luogo, dal punto di vista tecnologico la casa è all’avanguardia, anticipando soluzioni impiantistiche che si diffonderanno nelle abitazioni signorili del secolo successivo. Si giunge quindi all’appartamento abitato da Giuseppe e da sua moglie Carolina Borromeo; era lei che suonava il pianoforte camuffato da credenza neorinascimentale nella Sala della Stufa Valtellinese, in ossequio a un amore per la musica quale rito mondano e salottiero. Succedono quindi la stanza da letto dei coniugi, la Camera Rossa, dove spicca la Santa Giustina di Giovanni Bellini e la Camera Verde, ovvero la camera di Giuseppe, riservata, secondo l’usanza patrizia, al solo marito.
In tutti questi ambienti i dipinti alle pareti, i ricchi arredi intagliati, le oreficerie, gli avori, le ceramiche e i diversi manufatti allestiti sui mobili si dispongono secondo una partitura fitta e sovrabbondante. Oltrepassato il Salone, nella Sala da Pranzo le raccolte dei manufatti in vetro rinascimentali confermano una predilezione collezionistica; allo stesso modo la sua armeria trova un’eco nella scenografica Galleria delle Armi ancora disposta qui secondo l’originario allestimento ottocentesco.
Gli eventi:
Il Museo Bagatti Valsecchi è il luogo ideale per ospitare mostre temporanee ed altri eventi culturali, come è avvenuto nel marzo di quest'anno con il ciclo di conferenze che si è tenuto con il patrocinio dell'Univestità degli Studi di Milano dal titolo Nuove Voci: Giovani Storici dell'Arte dall'Università degli Studi di Milano al Museo BaVa.
Curiosità:
Il Museo ha ricevuto il "Certificato di Eccellenza 2013", al 23° posto su oltre 360 attrazioni, riconoscimento attribuito da Tripadvisor a quei luoghi che ricevono solo ottime recensioni, con giudizi mediamente molto positivi, inoltre il luogo è segnalato come facente parte di "Una Milano Insolita" Coerentemente allo stereotipo di città in cui bellezza e innovazione vanno a braccetto, una città che offre, al di fuori dei tradizionali itinerari turistici, tesori che conciliano entrambi gli aspetti.
Un'altra curiosità è che la Casa-Museo è stata abitata dalla famiglia Bagatti Valsecchi fino al 1974.
Museo Bagatti Valsecchi
via Gesù, 5 - 20121 Milano, Italia
t +39 02 76006132
+39 02 76006132/76014857
f +39 02 88463650
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.museobagattivalsecchi.org
Orario Da mar a dom 13.00-17.45 Chiuso: tutti i lunedì, 1/1, 6/1, Pasqua, lunedì dell’Angelo, 25/4, 1/5, 2/6, 1/11, 7-8/12, 25-26/12. Chiusura estiva dall’1 al 31/8
Biglietto - Intero € 9,00 - Ridotto € 4,00 (da 6 a 14 anni e dopo i 65) - Scolaresche € 2,00
Dal 29 Marzo al 5 Aprile 2014 presso lo Spazio Oberdan, MIC - Museo Interattivo del cinema e Paderno Dugnano (MI) presso Area Metropolis 2.0 avrà luogo la dodicesima edizione del Festival "Il cinema italiano visto da Milano".
La manifestazione è organizzata da Fondazione Cineteca Italiana ed è sostenuta da Direzione Generale Cinema – Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano e Paderno Dugnano, Agis Lombarda, Fondazione Milano Cinema e Televisione. Il festival è caratterizzato da un respiro metropolitano e la sua attenzione si rivolge al cinema italiano di qualità, sia di giovani autori alle loro prime opere, sia di registi più affermati, con l’obiettivo di presentare il maggior numero possibile di film in anteprima. L’obiettivo della rassegna è quella di fare il punto sullo stato della nostra cinematografia attraverso la visione delle opere e gli incontri con i principali protagonisti.
I 5 lungometraggi in concorso selezionati attraverso un bando e giudicati da una giuria di esperti e una giuria del pubblico che assegneranno un premio in denaro sono: “Piccola patria”, opera prima di Alessandro Rossetto; “I corpi estranei”, opera seconda di Mirko Locatelli; “L’uomo sulla luna”, il secondo documentario realizzato da Giuliano Ricci; “Fuoristrada”, docu-film d’esordio alla regia di Elisa Amoruso; “Take Five”, opera seconda di Guido Lombardi.
Rispetto alle edizioni passate il numero di anteprime è sempre maggiore, tra cui spiccano molte opere di genere ibrido tra documentario e finzione e una selezione di film che vogliono testimoniare il fenomeno dei talenti italiani che lavorano all’estero.
Quasi tutte le proiezioni saranno accompagnate dalla presenza in sale degli autori per incontri con il pubblico. Fra gli artisti presenti in questa dodicesima edizione ci sono: Uberto Pasolini, Carlo Verdone, Matteo Oleotto, Sydney Sibilia, Luca Guadagnino, Alessandro di Robilant, Sergio Basso, Salvo Cuccia, Carlo Ferreri, Penelope Bortoluzzi, Alessandra Celesia, Mario Balsamo, Guido Gabrielli e i registi dei film in concorso Mirko Locatelli, Guido Lombardi, Elisa Amoruso, Giuliano Ricci, Alessandro Rossetto.
Durante il festival sarà proiettata l’anteprima milanese di un prezioso restauro, quello del film Gruppo di Famiglia in un interno di Luchino Visconti, realizzato in collaborazione con Minerva Pictures e Raro Video. La proiezione sarà preceduta dal documentario in anteprima L’inganno, dove il celebre film di Visconti viene analizzato e raccontato fin dalla sua genesi.
Diversi sono gli eventi collaterali che si svolgeranno in parallelo al festival. Ad esempio, Ex catheda, gli autori tornano a scuola: si terranno presso quattro licei milanesi incontri tenuti da protagonisti della nostra cinematografia ovvero Carlo Verdone, Uberto Pasolini, Sidney Sibilia e Matteo Oleotto. Un’altro evento sarà Cinema Italiano si, cinema italiano no: sarà una conversazione con Enrico Magrelli, Francesco Melzi D’Eril, Luca Guadagnino e Gianfilippo Pedote. La retrospettiva al MIC sarà dedicata al regista appena scomparso Carlo Mazzacurati. Del regista italiano verranno proiettati cinque lungometraggi. Venerdì 4 Aprile presso il MIC verrà presentato il dvd appena edito da Fondazione Cineteca Italiana del film Noi siamo come James Bond, il dolce road movie interpretato e scritto da Mario Balsamo e Guido Gabrielli, presentato in anteprima all’interno del Concorso “Rivelazioni” nell’XI edizione del Festival Il cinema italiano visto da Milano.
Nelle giornate del festival verranno riproposti anche i migliori lungometraggi della stagione.
Un viaggio nel mondo cinematografico italiano e un percorso per gli appassionati dell’arte del cinema è quello che vi aspetta nel Festival XIl Edizione - Cinema Italiano visto da Milano.
LE SEDI DEL FESTIVAL
Spazio Oberdan (Milano, Viale Vittorio Veneto 2) MM1 Porta Venezia MIC Museo Interattivo del Cinema - Manifattura Tabacchi (Milano, Viale Fulvio Testi 121) MM5 Bicocca Area Metropolis 2.0 (Paderno Dugnano, Via Oslavia 8)
LE BIGLIETTERIE
La vendita dei biglietti del Festival sarà aperta a partire da giovedì 27 marzo. Ogni sede del Festival venderà solo i biglietti per gli spettacoli in programma presso quella sede. Gli orari di apertura della biglietteria di Spazio Oberdan: ogni giorno dalle 16.30 alle 20 Gli orari di apertura della biglietteria del MIC: da lunedì a venerdì dalle 15 alle 18 Gli orari di apertura della biglietteria di Area Metropolis 2.0: in concomitanza con la programmazione degli spettacoli.
Prezzi degli spettacoli presso Spazio Oberdan
Concorso “Rivelazioni”: ingresso gratuito per i possessori di Cinetessera 2014 / € 5 senza Cinetessera Tutti gli altri spettacoli: Intero € 5 / Ridotto con Cinetessera € 3,50 Ad eccezione di: - sabato 29 marzo ore 15 incontro con Carlo Verdone: ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili - mercoledì 2 aprile ore 21.15 evento speciale The Special Need, proiezione Giornata Mondiale dell’Autismo: ingresso unico per tutti € 5.
Prezzi degli spettacoli presso MIC-Museo Interattivo del Cinema
Ingresso gratuito con Cinetessera 2014 / € 4 senza Cinetessera
Ad eccezione di:
- domenica 30 marzo ore 11, incontro “Cinema italiano sì, cinema italiano no”: ingresso gratuito con iscrizione obbligatoria.
Prezzi degli spettacoli presso Area Metropolis 2.0
Concorso “Rivelazioni”: ingresso gratuito per i possessori di Cinetessera 2014 / € 5 senza Cinetessera Mercoledì 2 aprile ore 21 evento speciale The Special Need, proiezione Giornata Mondiale dell’Autismo: ingresso unico per tutti € 5
WEB & MAIL
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INFOLINE
+39 02.87242114 +39 02.87242114 (da lunedì a venerdì dalle ore 10 alle ore 17) +39 02. 77406312 (sabato e domenica dalle ore 14 alle ore 20)
Mercoledì 26 marzo dalle ore 14.00 si terrà un seminario da non perdere presso la Triennale di Milano: “Inside the white cube”.
Johan & Levi editore in collaborazione con la Triennale di Milano e NABA - Nuova Accademia di Belle Arti presentano questo imperdibile appuntamento dedicato a Brian O’Doherty a cura di Luca Cerizza e Eva Fabbris.
Il titolo prende il nome dai saggi stessi dell'artista e intende ripercorrere e discutere i diversi aspetti della sua variegata produzione attraverso una somma d’interventi da parte di studiosi, critici d’arte e artisti. Le riflessioni affronteranno le innumerevoli attività a cui O’Doherty si dedicava. Un professionista a tutto tondo, soprattutto per quanto riguarda la traduzione e diffusione delle sue posizioni teoriche. Sarà inoltre presentato un affondo storico e critico su esperienze italiane e internazionali che hanno incorporato e ridiscusso le problematiche connesse al “white cube”.
Figura straordinariamente poliedrica, Brian O’Doherty ha lavorato sotto diverse identità spaziando in differenti campi di creatività e comunicazione. La sua carriera di artista, spesso condotta come Patrick Ireland, il più fecondo tra i suoi cinque alter ego, lo ha portato a farsi conoscere ed apprezzare in numerose esposizioni collettive e personali (come nel caso della retrospettiva al PS1 di New York nel 1993). Come critico, saggista e editor ha lavorato per il New York Times e Art in America ed è stato guest-editor della rivista americana Aspen, di cui ha curato il doppio numero 5+6 che presentava contributi di Roland Barthes, Samuel Beckett, John Cage, Sol LeWitt, Susan Sontag e tanti altri. Ha inoltre ricoperto l’importante ruolo istituzionale di direttore del settore delle arti visive del National Endowment for Arts, l’agenzia federale statunitense di finanziamento alle arti, che sotto la sua direzione ha sostenuto l’attività degli spazi espositivi alternativi newyorkesi.
Il seminario comincerà alle ore 14.00 di mercoledì presso il Salone d’Onore della Triennale di Milano. Durante l’incontro interverranno Celine Condorelli (artista e architetto, NABA - Nuova Accademia di Belle Arti Milano), Patricia Falguières (professore associato all’École des hautes études en sciences sociales di Parigi e curatrice della traduzione francese di Inside the White Cube), David Lamelas (artista), Paola Nicolin (storico dell’arte contemporanea, Università Bocconi, Milano)e Marco Scotini (curatore e Direttore Dipartimento Arti Visive di NABA - Nuova Accademia di Belle Arti Milano).
Saranno presentati inoltre contributi video di Fabio Sargentini e Brian O’Doherty.
Indira Fassioni
INFO:Triennale di Milano - viale Alemagna 6, Milano
tel. 02.724341
Orari di apertura
Martedì - Domenica 10.30 - 20.30
Giovedì 10.30 - 23.00
Lunedì chiuso.
La biglietteria chiude un’ora prima delle mostre.
Non avete idee per weekend? Volete fare qualcosa di diverso, sorprendente, divertente ma non sapete dove trovare una serata così? Siete stufi delle solite proposte milanesi, sempre stessi locali, stesse serate? Nerospinto vi consiglia qualcosa di inusuale e insolito solo per voi.
Toilet Club, il locale più folle di tutta Milano, allieterà il vostro week end con una serata imprevedibile e divertente, facendovi ballare fino a notte fonda, o meglio fino all'alba.
Sabato 29 Marzo al Toilet Club ci sarà MARLON BRANDON!
L'evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/1454522301447992/
Ma cos’è questo MARLON BRANDON?
È un richiamo onomatopeico ad input contrastanti. Un gioco di parole, uno scioglilingua, l’insieme di un divo del cinema ed uno del piccolo schermo. Sono gli opposti che suonano bene insieme, le decadi che si mescolano e si confondono, gli spazi che perdono i confini e generano incontri inaspettati. È difficile spiegare cos’è MARLON BRANDON: è un party dove tutto si combina in modo eterogeneo ma non casuale, sconclusionato ma non inconcludente, senza una meta eppure con una direzione ben precisa: la linea di demarcazione emozionale tra quello che pensiamo di essere e quello che scopriamo poter diventare in una notte. Perchè siamo quello che balliamo, anche quando non sappiamo più cosa stiamo ballando… MARLON BRANDON è un’idea di Erik Deep, LoZelmo, Nancy Posh, Croce e Rachele De Niro, è ogni sabato sera al Toilet e balla la musica di Erik Deep, LoZelmo e Nancy Posh: il Pop, l’Alternative, il Rock, l’Electro, la Disco. Togli la maschera, esci dal personaggio, scavalca l’ostacolo, distruggi ogni barriera: fai come MARLON BRANDON, diventa protagonista.
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I DJS Erik Deep e LoZelmo: con il loro inconfondibile (quanto inetichettabile) sound dance-pop, contaminato da elettronica, anni90 e frequenze disturbate, sono i dj resident del sabato del Toilet che, con Nancy Posh, Croce e Rachele, danno vita al progetto Marlon Brandon. Poliedrici e polifonici, i loro djset sono sempre ricchi di novità e imprevedibili, fanno perdere il senso del tempo e ballare fino al mattino. L’equivalente del Viagra sul dancefloor. Nancy Posh: da sedici anni protagonista della scena underground, grazie a lei il dance floor incontra per la prima volta il Pop, l’Indie Rock, l’Alternative, l’Elettronica e la Retro Music, facendo cadere barriere musicali, sessuali e stilistiche: con lei le persone diventano le vere protagoniste. Creatore e dj resident della serata “Popstarz” del Gasoline, dj resident anche al Rocket, ha suonato al Plastic, al Glitter e alToilet Club, diventando una figura culto nel panorama club milanese e non solo.
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Arriva a Milano l'opera internazionale dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Al Teatro Menotti dal 27 al 28 Marzo 2014 sarà in scena il Flauto Magico.
Un Flauto Magico contemporaneo, riletto, smontato e reinventanto in sei lingue a ritmo di jazz, rap, mambo e pop: è il grande successo internazionale dell’Orchestra di Piazza Vittorio. L’opera in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart ha come direzione artistica Mario Tronco, l’ elaborazione musicale è curata da Mario Tronco e Leandro Piccioni. La rappresentazione è una produzione originaria di Fondazione Romaeuropa e Les Nuits de Fourvière/Department du Rhone.
Il Flauto Magico viene rappresentato e portato in scena come se fosse una favola, tramandata in forma orale e giunta in modo diverso a ciascuno dei musicisti dell’orchestra. E così, come accade ogni volta che una storia viene trasmessa di bocca in bocca, le vicende e i personaggi si sono trasformati. Anche la musica, si evolve dall’originale, rivelando ed esaltando le potenzialità dell’Orchestra e del suo bagaglio interculturale, diventando così Il flauto magico secondo l'Orchestra di Piazza Vittorio. Un Flauto contemporaneo, ambientato in una moderna società multirazziale. Tamino e Pamina, Papageno, Sarastro e gli altri personaggi cantano in wolof, spagnolo, arabo, tedesco, portoghese e inglese sottolineando il melting pot.
La multiculturalità è un tema caro all’orchestra formata da diciotto musicisti che provengono da dieci paesi e parlano nove lingue diverse. Insieme, trasformano le loro variegate radici e culture in una lingua singola, la musica. Partendo dalla musica tradizionale di ogni paese, mischiandola e intingendola con rock, pop, reggae, e classica, si arriva alla sonorità unica dell’OPV. Tra musicisti che partono e altri che arrivano, cambia il suono dell’orchestra senza mai tradire la vocazione iniziale a sfide nuove e orizzonti aperti al mondo intero. Una fusione di culture e tradizioni, memorie, sonorità antiche e nuove, strumenti sconosciuti, melodie universali, voci dal mondo.
La rappresentazione è caratterizzata da scenografie e costumi che richiamano l’idea della favola: un’atmosfera magica e sognante, contrapposta al lato terreno e concreto dei musicisti.
“Un esempio illuminante di multiculturalità.”
Come viene descritta sul New York Times.
“Dall’incontro multietnico che ha generato L’Orchestra di Piazza Vittorio e Mozart è nato un capolavoro.”
Afferma Gino Castaldo sulla La Repubblica. Un’opera particolare da non perdere al Teatro Menotti di Milano!
Nerospinto consiglia di segnarsi in agenda questo appuntamento!
TEATRO MENOTTI – via Ciro Menotti 11 - Milano
Orari spettacolo: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – mercoledì ore 19.30 - domenica ore 17.00 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00
BIGLIETTERIA
Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 36592544
02 36592544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.tieffeteatro.it
PREZZI
Intero: 25,00 €*
Ridotto >65 anni: 12,50 €* (residenti a Milano)
Ridotto <25 anni: 15,00 € * (residenti a Milano)
Ridotto <14 anni: 12,50 €
*prevendita 1,50 euro
ABBONAMENTO PRIME: 11 prime a 100 € con posto fisso
ABBONAMENTO POMERIGGIO: 6 spettacoli a 60 euro, vale sulle repliche di mercoledì e domenica
Mercoledì 26 Marzo 2014 alle ore 19.00 inaugura Cildo Meirels. Installations, la prima mostra Italia dedicata a uno dei più importanti artisti del panorama internazionale.
Dove? Ovviamente all’Hangar Bicocca.
Curata da Vicente Todolí, la personale comprende grandi installazioni, prodotte dal 1970 a oggi, di totale coinvolgimento per il pubblico. Più di 12 importanti installazioni realizzate dall’artista di fama internazionale saranno esposte nella mostra che durerà fino al 20.07.2014.
In occasione dell'apertura della mostra, Mercoledì 26 Marzo alle ore 11.30 si terrà la conferenza stampa. Durante la conferenza, trasmessa in streaming su www.hangarbicocca.org, interverranno Marco Tronchetti Provera, Vicente Todolì, Clido Meireles.
L’autore è tra i primi a sperimentare, fin dagli anni 60, installazioni immersive e multisensoriali che richiedono il totale coinvolgimento del pubblico. Egli affronta tematiche sociali e culturali attraverso opere che rivelano pienamente il loro significato solo nel momento in cui sono attraversate, coinvolgendo oltre alla vista, anche l’udito, il tatto, l’olfatto e addirittura il gusto. La mostra si snoda attraverso un percorso spiazzante, caratterizzato da opere monumentali e piccolissime che catturano lo spettatore anche attraverso l’uso indistinto dei materiali operato dall’artista.
Cildo Meireles sceglie oggetti e materie in base alle loro caratteristiche simboliche o sensoriali, mettendo insieme elementi contrastanti dal punto di vista semantico o visivo. L’uso di grandi quantità di oggetti identici o simili per creare ambienti ed effetti visivi nuovi, il suono come elemento centrale nella relazione del pubblico con le opere, e lo spazio quale componente fondamentale nell’enfatizzare i paradossi e le metafore, sono elementi chiave dell’arte di Cildo Meireles efficacemente riassunti nelle 12 installazioni presentate in HangarBicocca.
La mostra dell’artista è parzialmente coprodotta con il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofìa (Madrid) e il Museu de Arte Contemporanea de Serralves (Porto).
Una mostra particolare, interattiva e sorprendete che Nerospinto consiglia di non perdere!
Cildo Meireles. Installations / A cura di Vicente Todolí
Fondazione HangarBicocca Via Chiese 2, 20126 Milano
T (+39) 02 66 11 15 73
(+39) 02 66 11 15 73
F (+39) 02 64 70 275
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Orari d'apertura Lun-Mar-Merc: chiuso Gio-Ven-Sab-Dom: 11.00-23.00
Ingresso libero
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