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UNA SERATA PER ALYN HOSPITAL lunedì 17 febbraio – 20.15 Milano - Teatro Franco Parenti
INFANT EYES Arti contemporanee in scena per Alyn
Una serata di teatro, musica, danza e pittura dedicata ad Alyn Hospital, centro di riabilitazione pediatrico di Gerusalemme. Protagonisti sul palco: Fabrizio Gifuni, Gigio Alberti, Ivan Bert e molti altri attori, musicisti e danzatori. A guidare il pubblico nella visione un ospite d’eccezione: Philippe Daverio.
Lunedì 17 febbraio presso il Teatro Franco Parenti di Milano si terrà la serata benefica Infant Eyes a favore di Alyn Hospital di Gerusalemme. L’ospedale è importantissimo sia per le ricerche mediche all’avanguardia che vi si svolgono, sia come simbolo di collaborazione tra popoli.
INFANT EYES è il cambio di prospettiva, da piccolo a grande, dal punto di vista di un bambino a quello di un adulto, tra lontano e vicino, tra invisibile e quasi insormontabile. Così ci piace raccontare Alyn: un luogo dove anche il piccolo diventa grande. I protagonisti della serata svilupperanno un percorso tra musica, prosa e danza traendo ispirazione dai quadri di tre artisti contemporanei: Nicola Bolaffi, Barbara Nahmad, Tobia Ravà. Lo storico dell'arte Philippe Daverio consegnerà al pubblico la chiave interpretativa dei quadri messi a disposizione dalla Ermanno Tedeschi Gallery. Il talento di Fabrizio Gifuni si presterà a dar voce alla storia di un’infanzia. Gifuni da sempre sensibile al tema dell’infanzia, dopo il recital sul Piccolo Principe torna sul palco del Parenti per Alyn Hospital. Alice di Lewis Carroll da bambina diventa adulta: a raccontarci questa magica trasformazione Gigio Alberti e Stefania Ugomari Di Blas, guidati dalle note di Ivan Bert e Marco Gentile, per la regia di Alberto Oliva. La speciale colonna sonora della serata è affidata al quintetto Architorti: un’orchestra senza tempo nota per l’eccletticità del repertorio. La Compagnia EgriBiancoDanza, da sempre interessata alla contaminazione tra i linguaggi, porta sul palco un passo a due di Raphael Bianco.
Il ricavato della vendita delle opere e l'incasso della serata saranno interamente devoluti a favore di Alyn Hospital di Gerusalemme.
lunedì 17 febbraio – 20.15 Milano - Teatro Franco Parenti
INFANT EYES Arti contemporanee in scena per Alyn
musica dal vivo Architorti
soundscape Marco Gentile e Ivan Bert
passo a due di Raphael Bianco con Francesca Ossola e Alberto Cisello della Compagnia Egri Bianco Danza
voce narrante Stefania Ugomari di Blas
presenta Elisa Marinoni
oggetti scenici Laboratorio Zanzara
ideazione e produzione Ivan Bert
messa in scena di Alberto Oliva
dal 4 al 9 febbraio 2014 Teatro Bellini - Teatro Stabile di Napoli RICORDA CON RABBIA di John Osborne con Stefania Rocca Daniele Russo, Sylvia De Fanti, Marco Mario de Notaris regia Luciano Melchionna
Il grido di rabbia e di frustrazione di una generazione in piena crisi di ideali. Le vicissitudini di un gruppo di ragazzi e la storia d'amore dei due protagonisti, diventano un paradigma universale. A quasi sessant’anni dalla prima rappresentazione del 1956 al Royal Court Theatre di Londra, il testo di Osborne è attualissimo e riesce a dare voce alla rabbia e alla frustrazione dei giovani d’oggi, schiacciati tra l’insofferenza nei confronti di una società indifferente e la mancanza di riferimenti culturali forti a cui aggrapparsi.
Con Ricorda con rabbia sono in scena le vicende personali di quattro giovani (più che adulti ormai, nella mia visione della realtà) smarriti, incapaci di cavalcare il proprio tempo e la propria esistenza, ognuno a proprio modo “arrabbiato” proprio per questo, più o meno consapevolmente. Precari e refrattari alle briglie del sistema, vivono nel magazzino di un negozio di elettrodomestici, in un’ambientazione che paradossalmente evoca l’aborrito consumismo, dove a poco prezzo hanno arredato la propria “tana”. A suo tempo la piéce venne definita “manifesto di una generazione”: oggi potremmo dire che ha preannunciato i nostri tempi ed è ancora il manifesto di chi si scontra con una società indifferente. È la rabbia di chi non distingue più i confini della propria frustrazione, e si scaglia anche contro le campane, che con il loro rumore e la loro pesante simbologia, inquinano la sua testa, incrinano la sua concentrazione, stimolano l’insofferenza. È l’ira di chi è stanco dell’arroganza e dell’inconsistenza dei finti moralismi, delle convenzioni e delle ipocrisie sociali, che non lasciano spazio né consolazione alle persone “profonde e agguerrite, e quindi sole”. LUCIANO MELCHIONNA
Melchionna affida le ansie dei giovani protagonisti a quattro giovani attori d'intense e lucide invenzioni che cancellano con un tratto di penna coraggioso e logico i sessant’anni che ci separano dal tempo della prima rabbia disperata. Generazione d'oggi è la loro come lo fu quella. Ma l’ansia del Jimmy Porter di Daniele Russo, la fragilità dell’Alison di Stefania Rocca, la disperata insicurezza del Cliff di Marco Mario De Notaris, la fragile forza dell’Helena Angela De Matteo, in esemplare invenzione coraggiosa e dura, è quella del loro tempo di gioventù immatura e spaventata, in una società poco amica. GIULIO BAFFI - LA REPUBBLICA
TEATRO MENOTTI – via Ciro Menotti 11 - Milano Orari spettacolo: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 – mercoledì ore 19.30 - domenica ore 17.00 Orari biglietteria: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – sabato dalle 16.00 alle 19.00
BIGLIETTERIA Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 36592544 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.tieffeteatro.it
PREZZI Intero: 25,00 €* Ridotto >65 anni: 12,50 €* (residenti a Milano) Ridotto <25 anni: 15,00 € * (residenti a Milano) Ridotto <14 anni: 12,50 € *prevendita 1,50 euro
ABBONAMENTO PRIME: 11 prime a 100 € con posto fisso ABBONAMENTO POMERIGGIO: 6 spettacoli a 60 euro, vale sulle repliche di mercoledì e domenica
Puntuali come l'influenza a febbraio,domenica 26 gennaio i Grammy Awards, meglio noti come "Un premio che non riflette il punto di vista dei produttori, che non lo considerano affatto un premio" (cit. Homer Simpson, premiato assieme ai Re Acuti in una puntata dei tardi anni 80), sono tornati a celebrare la musica un pò come fa il Festival di Cannes/Venezia/Roma con il cinema: un turbinio di facce note, che si premiano a vicenda, in un trionfo di "volemose bene" in salsa yankee.
Forse il mio punto di vista casereccio, abituata, al massimo, ai "fasti" del Festival di Sanremo, non riesce a cogliere in pieno la grandezza di uno show divenuto, sigh!, fotocopia della programmazione di un noto canale musicale, dove un Mackelmore non si nega a nessuno e il duetto Rihanna-Eminem imperversa od ogni ora, proprio come facevano le pecore nel tanto amato segnale orario della Rai (lo ricordate?).
L'importanza della musica nello show business musicale è mostrata da come, tutti i giornali, si siano concentrati sui look/selfies delle star piuttosto che su epiche disquisizioni su questa o quell'altra esibizione, eccezion fatta per il mezzo passo falso compiuto dagli organizzatori con Trent Reznor, snobbato e condannato ad esibirsi sui titoli di coda, poi drammaticamente tagliati (un pò come fa la Rai, quando manda le televendite a volume altissimo, che ti fan svegliare di soprassalto, destandoti dal sonno pesante che ti coglie dinanzi al Festival).
Ma proseguiamo con una selezione delle categorie (ps: per gli sconfitti userò la parola "perdenti", perchè siamo in America, e li se perdi sei un perdente, non solo perchè sembra una cosa logica, ma soprattutto perchè il perdente (loser), con la sua bella L sulla fronte, è un reietto della società, merita di mangiare da solo alla mensa della scuola e di non essere invitato al ballo dalla bella e bionda studentessa del terzo anno).
Categoria "Disco dell'anno"
Vincitori:i Daft Punk, mais oui! Il duo francese che ancora si ostina ad indossare i caschi scintillanti, nonostante la loro faccia sia stata leakkata online da un amico buontempone, novelli "maschere di ferro", ha portato a casa il risultato grazie alla collaborazione di Pharrell Williams e Nile Rodgers. Un disco, "Random Access Memories", ben fatto, che spazia dalla disco anni 70 a Moroder a Julian Casablancas. Storico il quintetto Daft Punk-Pharrel-Nile- Stevie Wonder (che non negherebbe un duetto neanche ad Albano).
Perdenti: Lorde, Bruno Mars, Imagine Dragons, Thicke. Tutti resi antipatici dalla costante ed immortale cassetta del noto canale musicale, che manda in loop sempre le stesse canzoni, inesorabilmente.
Categoria "Album dell'anno"
Vincitori: i Daft Punk (e sono due!)
Perdenti: Sara Bareilles, Kendrick Lemar, Mackelmore & Ryan Lewis, Taylor Swift
Categoria "Canzone dell'anno"
Vincitori: Royals di Lorde, la cantante neozelandese che ha pronunciato la proverbiale frase "non sopporto i paparazzi", mentre si esibiva in una contorsione faccia-corporale dinanzi agli stessi paparazzi, con prevedibile espressione alla "vi odio tutti", molto in voga negli anni 90.
Perdenti: Pink, Bruno Mars, Katy Perry e Mackelmore
Categoria "Miglior nuovo artista"
Vincitori: Mackelmore, il rapper bianco che sta facendo le scarpe e le ciabatte ad Eminem, ma solo per chi ama il buon fraseggio unito all'happy ending tipico delle sit-com americane anni 90 (vedi "Settimo Cielo"). Per gli altri, Eminem ha confezionato davvero un prodotto asciutto, proclamando che "i rapper devono tornare a fare i rapper, perchè di predicatori e santoni ce ne sono già in abbondanza". L'hai detto, fratello!
Perdenti: James Blake, Ed Sheeran, Kacey Musgraves, Kendrick Lemar
Categoria "Migliore performance pop"
Vincitore: Lorde
Perdenti:Sara Bareilles, Bruno Mars (povero..), Katy Perry, Justin Timberlake
Fortunatamente, il caro Bruno Mars porta a casa il premio per il "Migliore album pop", con "Unorthodox Jukebox", sconfiggendo la femme fatale Lana del Rey, il sempre fantasmagorico Justin T. e Robin Thicke.
Ulteriori premi sono andati ai Daft Punk (aridaje), Michael Bublè, Imagine Dragons, Black Sabbath (...), Led Zeppelin, Vampire Weekend, Rihanna, Alicia Keys, Jay-Z esibitosi con Giovannona Coscialunga (cioè la moglie Beyoncè, che porta avanti la sua battaglia femminista esibendosi sempre in mutande e reggipetto)... mi fermo qui perchè vorrei soffermarmi su alcune questioni che mi stanno a cuore.
Robin Thicke: nonostante la sua hit Blurred Lines abbia spopolato in estate, l'inverno non gli è stato amico. Sarà stata la maledizione di Miley? La twerkata maledetta? Il ditone di gommapiuma posseduto? Fatto sta che il buon marpione è tornato a casa a mani vuote (abituato ad averle sempre piene..).
E che dire della musica rock? Ad essere premiati sono stati grandi nomi, ma pur sempre dei dignitosissimi dinosauri (Macca premiato in memoria dei Beatles, Nirvana, Led Zeppelin). Che fine hanno fatto le nuove leve? I nuovi nomi che dovrebbero traghettare questo genere musicale verso le nuove generazioni, intossicate dalla nube dell'hip-hop?
Mi pongo poi una domanda: i 33 matrimoni celebrati al ritmo di "Same Love" da Padre Mackelmore sono validi? E se un burocrate si fa avanti dicendo che mancano delle firme?
Quel che è stato è stato. Appuntamento al prossimo anno! Ora tocca al Festival di Sanremo (hip hip urrà)! Finalmente qualcosa di paesano, comprensibile da noi gente semplice, lontano dai vestitoni stile tenda della cucina di Katy Perry e dall'altalena rubata ad Heidi da Pink.
Tutti i vincitori e i perdenti su http://www.grammy.com/nominees
La Fondazione Stelline di Milano ospiterà fino al 23 febbraio un centinaio di opere dell'artista italo-francese Jean Marie Barotte.
Nerocenere è il titolo della mostra, un percorso che riflette sul legame tra l'arte figurativa della pittura e quella della parola, la letteratura: la parola si fa segno e diventa opera d'arte.
Chiara Gatti, che cura la mostra, indaga su come questo autore sia stato in grado di coniugare colore e calligrafia, una calligrafia arcaica 'tracciata nella polvere della materia e depositata sulla tela'. E' proprio così che nasce la materia che si fa cenere, frutto di un processo lento e corrosivo che porta all'inevitabile distruzione e/o trasformazione di una sostanza in un'altra.
Carte e tele, di repertorio e più recenti, fanno parte di questa ricca collezione di composizioni.
Jean Marie Barotte nasce a Milano nel 1957, dopo essersi diplomato alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi si addentra sempre più nel mondo del teatro, a cui rimane profondamente legato, in particolare per la sua esperienza come attore al fianco del grande regista e pittore Tadeusz Kantor che sarà proprio il punto di accesso alla pittura come nuovo modo di esprimersi. Un'arte vissuta come testimone della violenza necessaria per esprimere il concetto di sublime.
Tra le sue personali antecedenti ricordiamo I colori dell'estasi nel 2007, Tout ne tient qu'à un fil a Milano nel 2008, Le Voyage de l'ame a Parigi, La nuit obscure a Montreuil e Migraidentità.
In collaborazione con l'Associazione Culturale T.Art e il patrocinio dell'Institut francais Milano.
La mostra è a ingresso libero, aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20.
Fondazione Stelline - Corso Magenta, 61.
Per ulteriori informazioni potete chiamare il numero 02 45462111
02 45462111
oppure visitate il sito www.stelline.it
TEATRO SALA FONTANA – Via Boltraffio 21 - Milano
Sabato 8 febbraio 2014 – ore 21
Teatribù presenta
IMPRO’ – gli improvvisatori di Teatribù sfidano i comici di Zelig
Corinna Grandi, Fausto Solidoro e i Senso Doppio
Sabato 8 febbraio è la prima di due serate di improvvisazione teatrale che si terranno al Teatro Sala Fontana. Quattro improvvisatori di Teatribù sfidano quattro comici di Zelig: Corinna Grandi, Fausto Solidoro e i Senso Doppio.La seconda serata, sabato 8 marzo (Festa della Donna), sarà IMPRO’, VOTO ALLE DONNE! Spettacolo di improvvisazione teatrale con gli improvvisatori più belli d’Italia.
Imprò è una vera sfida teatrale a colpi di improvvisazione, diversa e irripetibile ogni sera, uno spettacolo in cui il pubblico riveste un ruolo realmente attivo.
Due squadre di improvvisatori si sfidano in scena, senza copione, seguendo solo l’istinto e le indicazioni del pubblico, interpretando storie create all’istante a partire dagli spunti forniti dalla platea. Imprò fornisce agli attori le ispirazioni per storie imprevedibili, comiche, surreali o drammatiche e assegna un punteggio ad ogni improvvisazione portata in scena. E’ proprio il voto del pubblico ad essere determinante per decretare la vittoria della sfida teatrale da parte di una delle due squadre di attori.
Teatribù L’associazione culturale Teatribù nasce nel 1999 con lo scopo di promuovere l’improvvisazione teatrale, l’arte dello stare in scena senza testo, a Milano e provincia. Non solo compagnia che propone spettacoli teatrali completamente improvvisati, Teatribù ha una caratteristica unica nel panorama delle scuole di recitazione milanesi: la sua peculiarità, infatti, è quella di convergere prevalentemente sull’improvvisazione, fornendo ai propri allievi una preparazione specifica volta a portare in scena varie tipologie di spettacoli senza l’ausilio di un copione e, nella maggior parte dei casi, senza costumi né scenografie. Teatribù ha anche una compagnia amatoriale, formata dagli stessi allievi della scuola e propone spettacoli e progetti di formazione aziendale, che sfruttano le metodologie dell’improvvisazione teatrale per stimolare la creatività e la collaborazione di gruppo. Teatribù fa parte del network nazionale Improteatro, che promuove e diffonde l’arte dell’improvvisazione teatrale su tutto il territorio nazionale e intrattiene rapporti con associazioni e compagnie teatrali di improvvisazione in Europa e nel mondo. Imprò E’ lo spettacolodi improvvisazione più rappresentato in Italia. Nasce nel 2006, dopo vent’anni di ricerca sull’improvvisazione teatrale, iniziata a partire dall’importazione di spettacolo di origine francese (match di improvvisazione teatrale) e inglese (theatersport) sul territorio nazionale. L’impianto tradizionale del format è di tipo “sportivo”, sul palco si fronteggiano, infatti, due squadre composte di quattro attori ciascuna. La sfida messa in scena è diversa e irripetibile in ogni spettacolo: gli attori interpretano storie nate all’istante a partire dai suggerimenti forniti dal pubblico e dalle indicazioni di un presentatore/notaio, che vigilerà sul rispetto delle regole del gioco e potrà influenzare le improvvisazioni, aggiungendo limitazioni, difficoltà, stili teatrali o cinematografici agli input dati dalla platea.
Info e preno:
Teatro Sala Fontana – Via Boltraffio 21 – 20159 Milano 02.6901573302.69015733 – mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Orari Biglietteria: nei giorni di spettacolo: dal martedì al sabato dalle ore 18 – domenica dalle ore 14 Modalità pagamento: contanti, bancomat, carta di credito (con documento) Ritiro biglietto: entro tre quarti d’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Acquisti online: fino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo
Prezzi: posto unico 15 € Ridotti: soci Teatribù/Improteatro 10 €
Inizio spettacolo: ore 21
Torna il Milano food&wine festival: 3 giorni all'insegna della buona cucina e buon gusto. Dall'8 al 10 febbraio le porte del MiCo, al Gate 15, ex Milano City, saranno aperte al pubblico per degustazioni, showcooking e lezioni di cucina.
Cuochi, pasticceri e pizzaioli, invitati dall'ideatore di Identità Golose, Paolo Marchi, presenteranno i loro migliori piatti della cucina italiana che potranno poi essere gustati al ristorante del festival.
Domenica 9, dalle 13 alle 15, appuntamento con 'Grande cucina, piccoli piatti', un incontro speciale con golosità proposte da sei chef proveniente da ristoranti diversi.
Tre giorni che offrono la possibilità di avere una panoramica sulla migliore produzione italiana e internazionale dal punto di vista eno-gastronomico e l'occasione di incontrare personalmente i produttori.
Il festival inizia sabato dalle 11.00 alle 23.00; domenica dalle 11.00 alle 22; e lunedì dalle 11.00 alle 16.30
I biglietti sono acquistabili su Ticketone.it a 27.50 €
Per ulteriori informazioni visitate il sito www.foodwinefestival.it
Buon appetito!
Nerospinto vi segnala i concerti imperdibili di febbraio, gli appuntamenti musicali ai quali sarebbe un peccato mortale mancare e che riscalderanno le vostre giornate più fredde.
Prendere carta e penna o segnateli sull'agenda, pronti? Partiamo!
Febbraio 2014- Concerti
Depeche Mode
18: Torino (Palaolimpico)
20: Milano (Forum di Assago)
22: Bologna (Unipol Arena)
Peter Hook & The Light
17: Milano (Arci Magnolia)
18: Roma (Atlantico Live)
19: Roncade -TV (New Age Club)
Anna Calvi
21: Torino (Hiroshima Mon Amour)
22: Bologna (Estragon)
24: Roma (Auditorium Parco della Musica)
25: Brescia (Teatro Grande)
Moderat
22: Milano (Alcatraz)
Simple Minds
25: Milano (Alcatraz)
Babyshambles
27: Milano (Alcatraz)
Editors
28: Bologna (Unipol Arena)
All Time Low
28: Milano (Magazzini Generali)
La band pop punk statunitense si esibirà in Italia anche il 1 marzo (Bologna, Zona Roveri) e il 2 presso il Club Orion di Ciampino (Roma)
Bloody Beetroots Dj Set
28: Roma (Spazio 900)
Sir Bob Cornelius Rifo si esibirà anche il 1 marzo a Bergamo (Bolgia) e l'8 al Muretto di Jesolo (Ve)
Restate sintonizzati per essere informati sui concerti del mese di marzo!
Per maggiori informazioni:
www.ticketone.it
www.circolomagnolia.it
www.magazzinigenerali.it
www.spazionovecento.it
www.bolgia.info
www.ilmuretto.net
www.hiroshimamonamour.org
Gianni Colombo | Elias Crespin | Attila Csörgö | Lutz & Guggisberg | Fausto Melotti | Goran Petercol | Markus Raetz | Felice Varini
Il disegno, tradizionalmente, viene tracciato su un foglio di carta con matita, penna o pennello. Dalla metà del secolo scorso alcuni artisti hanno deciso di andare oltre la superfice ed espandere il disegno nello spazio, utilizzando materiali come il filo di metallo, rami e oggetti, ma anche la luce e lombra per tracciare linee che definiscono forme tridimensionali. Ben presto le linee vengono messe in movimento, aggiungendo così anche la quarta dimensione: il tempo. Nella mostra Drawing in Space presentiamo alcuni degli artisti più importanti che lavorano in questo ambito dagli anni 50 ad oggi.
Fausto Melotti (*Rovereto 1901 Milano 1986), una delle figure di maggiore rilievo dellarte Italiana del Novecento, già dagli anni 50 traccia linee nello spazio con il filo di rame e dacciaio per comporre figure, scene e geometrie poetiche ed essenziali.
Gianni Colombo (*Milano 1937 Melzo 1993) è tra i primi a mettere in movimento le sculture, inventando così l Arte Cinetica. Con linee di metallo o di filo di gomma crea degli spazi: una stanza, un cubo, dei cerchi o delle linee curve, che movimenta modificando così continuamente lo spazio e lesperienza dello spettatore.
Lartista svizzero Markus Raetz (*1941 Berna) analizza le dinamiche della percezione visiva e sovente utilizza il disegno nello spazio per creare dei mobiles sospesi in continua trasformazione, rendendoci partecipi della fluidità delle immagini e dei punti di vista. La sua opera Szene raffigura due ballerini davanti a un trapezio: le figure volteggiano lentamente mentre il trapezio, cambiando posizione, viene percepito di volta in volta come palcoscenico, parete, specchio o finestra.
Le forme geometriche di Felice Varini (*Locarno1952, vive a Parigi) sembrano librarsi nello spazio architettonico, con il quale dialogano intensamente, ma appena ci spostiamo si dissolvono e sembrano frantumarsi in mille pezzi, per poi sorprendentemente ricomporsi. Dipinte sulle pareti, sul pavimento e sul soffitto di ambienti complessi, danno vita ad unimmagine magicamente sospesa, visibile da un unico punto di vista. Un fenomeno ottico giocoso che permette di esplorare la relatività del tempo e dello spazio.
Lartista concettuale Goran Petercol (*1949 Pula, Croazia, vive a Zagabria) nel suo lavoro fa dialogare elementi opposti come la pianificazione e il caso. Nelle opere del ciclo Sjene (ombre) crea immagini composte da fili di metallo e dalle loro ombre.
Le strutture sospese nellaria dellartista venezuelano Elias Crespin (*1965 Caracas, vive a Parigi) si muovono lentamente seguendo una coreografia simile ad una danza, attraversano diversi stadi di ordine e disordine apparente per poi tornare alla formazione iniziale. La scultura 16 cubos si trasforma poco a poco passando da istanti di caos per ritornare a fluttuare armoniosamente. Le sue opere sono nelle collezioni di musei importanti, quali il Museum of Fine Arts Houston, il Museo de Arte Latinoamericana Buenos Aires e Museo del Barrio, New York.
Andres Lutz (*Wettingen 1969) & Anders Guggisberg (*1966 Biel), con il loro lavoro multiforme sono tra i più importanti artisti svizzeri della loro generazione. Attraverso la ricchezza e varietà di contenuti, forme e materiali riescono a reinventare continuamente il loro lavoro artistico, pur mantenendo uno stile inconfondibile. In mostra presenteranno un grande disegno nello spazio composto dai materiali più svariati, creato in loco per loccasione.
Il lavoro dellartista ungherese Attila Csörgö (*1965, Budapest) esplora il rapporto tra arte e scienza. Lartista conduce approfonditi esperimenti con macchinari precisi da lui progettati, ma con un approccio ironico e giocoso. Studia e rende visibile la traiettoria di un dado che cade, o la scia luminosa creata da una lampadina posta sulla ruota di una bicicletta. In mostra vedremo la scultura Spherical Vortex, che tramite una lampadina mossa vorticosamente crea un disegno luminoso nello spazio. Nel 1999 Attila Csörgö ha rappresentato lUngheria alla Biennale di Venezia. Ha partecipato alla Biennale di Istanbul nel 2003, a quella di Sydney nel 2008 e a Documenta nel 2012. Nel 2008 gli viene conferito il Nam June Paik Award, il più importante premio europeo per media art.
ELIAS CRESPIN 16 cubos, 2013 Handmade brass and stainless stell rods, with motors, computer and electronic circuits dimensions variable
Inaugurazione sabato 15 febbraio 2014 ore 18
Mostra: 15 febbraio - 19 aprile 2014 Orario: da martedì a sabato 15 - 19
Galleria Monica De Cardenas
Chesa Albertini - Via Maistra 41
CH-7524 Zuoz St.Moritz
Tel +41 81 868 80 80
+41 81 868 80 80
www.monicadecardenas.com
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Imperfect Dancers Company
MADAME BUTTERFLY’S SON
coreografia Walter Matteini, Ina Broeckx
interpreti Ina Broeckx, Kayla May Corbin, Maria Focaraccio, Stephanie Cyr,
Ermo Dako, Julio Cesar Quintanilla Garcia, Valerio Iurato, Armando Rossi
musica Giacomo Puccini
con inserti musicalidi Max Richter, David Darling, Philip Glass, Beethoven, Haendel
sceneWalter Matteini, Ina Broeckx
costumiIna Broeckx
realizzazione costumiCristina Biondi
luciBruno Ciulli
Première Teatro Verdi di Pisa, 20 aprile 2013
BUTTERFLY’SON
di Stefano Mecenate
Butterfly rappresenta certamente, nel panorama delle produzioni pucciniane, un momento particolarmente significativo della esperienza artistica ed umana del grande compositore lucchese. Un’opera alla quale Puccini è stato particolarmente affezionato nonostante il clamoroso “fiasco” della prima scaligera e nella quale ha trasfuso, con una straordinaria dolcezza, una parte della propria identità profonda, quella che, pudicamente, ha sempre tenuto lontano dalla sua immagine pubblica e mondana. La vicenda della piccola Cio Cio San è nota a tutti perché debba essere riportata per intero; vale la pena, però, soffermarsi sull’epilogo perché da questo parte questa storia che andrete ad ammirare in questa nuova coreografia. Tradita e delusa da Pinkerton che pretende da lei anche il bambino nato dalla loro unione, Butterfly abbandona il “sogno americano” per ritrovare nella propria “giapponesità” il coraggio di una scelta che le restituisca la dignità ed il rispetto. “Con onor muore chi non può serbar vita con onore” reca inciso il pugnale con il quale suo padre, obbedendo agli ordini del Mikado, si è dato la morte. E questo onore, Butterfly intende ritrovare dopo aver vissuto, assolutamente in modo unilaterale, il sogno di un amore impossibile tra una geisha e un ufficiale della marina militare statunitense. Suo figlio, tre anni, seguirà il padre oltre l’oceano, in quella patria lontana dove lei sognava di andare un giorno: al suo fianco non ci sarà lei, ma un’altra donna, la “vera sposa americana” che Pinkerton si è trovata dopo aver lasciato il porto di Nagasaki. Lei, con i suoi sogni, le sue delusioni, la sua disperazione, resterà lì regalandosi l’unica libertà possibile, quella della morte. Accanto a lei, come sempre, la fedele Suzuki che ne ha condiviso fin dall’inizio le sorti legandosi al destino di lei fino a quell’estremo momento. Cosa ne è stato di quel bambino sottratto alla cultura e alle tradizioni orientali per trapiantarlo in un’arrogante nazione che mostra i muscoli e declama il credo del benessere e dell’arrivismo? Come ha vissuto i suoi primi mesi in quel mondo così diverso, accanto a persone mai viste, ad usi sconosciuti, a regole di vita incomprensibili? E gli anni successivi? Kate gli è stata madre o matrigna e Pinkerton ha avuto tempo e voglia di seguirlo o la carriera lo ha condotto lontano anche da quella famiglia? E del suo lontano passato, cosa gli è rimasto? Quali evanescenti immagini di quel volto materno che in un disperato gesto d’amore Butterfly gli ha mostrato affinché non lo dimenticasse, sono rimaste in lui? E cosa di quei luoghi e delle persone che li hanno popolati in quel troppo breve squarcio di vita?Il balletto Butterfly’s son parte da qui, da quel bambino divenuto ormai un ragazzo che torna a Nagasaki guidato dal bisogno di ricomporre un mosaico a cui mancano troppi pezzi e del quale vuole comprendere una volta per tutte il disegno.
LA COMPAGNIA
Imperfect Dancers Company é una compagnia di danza contemporanea che nasce nel Gennaio 2009 con Walter Matteini e Ina Broeckx e dalla fusione con Balletto 90 diretta da Paola Catalani.
Una compagnia formata da 8 danzatori che si vede, si osserva e si pone all'attenzione del pubblico per la sua diversità. Una compagnia diversa, perché il suo nome é un gioco ma anche un richiamo all'aspetto più interiore della danza. L'essere imperfetto é per ognuno anche il proprio modo di essere perfetto. Perché ogni danzatore ha una propria caratteristica imperfetta che lo rende assolutamente perfetto. “Ognuno di noi inizia con tutti i suoi limiti nella più completa imperfezione...Ogni giorno lavoriamo nel tentativo di raggiungere la perfezione, ma se anche ti avvicini alla perfezione oggi, non potrai mai essere certo di raggiungere lo stesso risultato o migliorarti domani” dice Walter Matteini. Questo é il paradosso che é incapsulato nel nome della Compagnia. Una compagnia che si affaccia al panorama artistico come una vera e propria fucina di idee e di spettacoli. Una compagnia che crea, produce e si evolve ogni giorno. Dall'anno 2009 la Compagnia ha sviluppato contatti che le hanno consentito di esibirsi in importanti Festival e Teatri in Italia e all'estero, raccogliendo ottimi risultati sia di pubblico che di critica. Grazie alla perseveranza e al lavoro costante sono state intraprese importanti collaborazioni con artisti provenienti da diverse realtà italiane e straniere quali i coreografi Olaf Schmidt, Club Guy & Roni, Claude Brumachon, Ione San Martin, il fotografo Paolo Porto, il visual artist Paul Gordon Emerson ed altri ancora. Ha inoltre avuto importanti commissioni da rinomati Festival e Teatri in Italia e all'estero quali il Festival di Danse de Cannes, il Petruzzelli di Bari. La Compagnia da tre anni é ospite fissa del AIDS Tanz Gala di Regensburg. Nel 2011 a chiusura del Festival Tanz Tage di Regensburg presenta Thinking outside the box part I & II, partecipazione confermata anche per questo anno con una nuova creazione. Sempre nel 2011 ha partecipato al Festival Invito alla Danza ma, e al Festival Visa 2Dance in Tanzania.
WALTER MATTEINI - Direttore Artistico e Coreografo
Walter Matteini é uno dei più talentuosi coreografi italiani. Si diploma all'Accademia Nazionale di Danza di Roma. In seguito danza con il Balletto di Roma, Le Ballet de Marseille Roland Petit, Les Ballets de Monte-Carlo,l'Opera Nazionale di Lione e Aterballetto. Durante questi anni ha la fortuna di lavorare con i più prestigiosi nomi della danza contemporanea quali Jiří Kilián, William Forsythe, Mats Ek, Ohad Naharin, Nacho Duato, Angelin Preljoçaj e tanti altri. Fin dall'inizio della sua carriera da danzatore la coreografia é stata sempre presente. Dal 2009 é il Direttore Artistico e coreografo della Imperfect Dancers Company. Nel 2009 la sua creazione Luce Bianca vince il Premio Anita Bucchi come migliore produzione dell'anno. Le sue creazioni sono realizzate in stretta collaborazione con Ina Broeckx. Altre Compagnie che hanno in repertorio i suoi lavori sono Aterballetto, BDT Junior, Ballet BC Vancouver, Ballet of Regensburg, Arts Umbrella Dance Company. Su commissione dell'Étoile Giuseppe Picone crea Bolero and Adagetto.
Per l'Étoile Eleonora Abbagnato crea il Passo a due Allina.
AL TEATRO MANZONI DAL 17 AL 19 FEBBRAIO 2014
ORARIO: ore 20,45
BIGLIETTO: poltronissima € 25,00 - poltrona € 16,00
Arriva il week end e Toilet Club, il locale più folle di Milano, vi aspetta con due imperdibili serate.
Venerdì scatenatevi in pista a COOL KIDS CAN’T DIE, l’unico “Queer Party” di Milano che da ormai 9 anni infiamma . Il dj show di Japi & LaEmi non è solo un set ma un vero e proprio spettacolo in 4D, dove la musica, il travestimento e l’interazione con il pubblico ne hanno decretato il successo. Il pubblico di CKCD si ritrova come una grande famiglia e si scatena in pista e nella testa con pezzi Pop, Electro, Trash, Punk Rock, col tempo fusi con sonorità che vanno dagli anni ‘60 ad oggi, dando vita a mix inconfondibili e ad atmosfere uniche. Per questo venerdi in consolle anche Erik Deep con una speciale intro, Andrea Ratti e Jacopo Bedussi.
Sabato va in scena MARLON BRANDON. È un party dove tutto si combina in modo eterogeneo ma non casuale, sconclusionato ma non inconcludente, senza una meta eppure con una direzione ben precisa: la linea di demarcazione emozionale tra quello che pensiamo di essere e quello che scopriamo poter diventare in una notte.
Ad allietare la serata l'inconfondibile sound di Erik Deep, LoZelmo e Nancy Posh: il Pop, l'Alternative, il Rock, l'Electro, la Disco. Togli la maschera, esci dal personaggio, scavalca l'ostacolo, distruggi ogni barriera: fai come MARLON BRANDON, diventa protagonista.
COOL KIDS CAN'T DIE *buon compleanno Giustino*
Venerdì 31 gennaio
DjShow&Love JAPI e LaEMI
MARLON BRANDON - Sguardi saudenti approcci insistenti
Sabato 1 febbraio
Erik Deep & LoZelmo Dj Set
** ENTRO LE 00:30 COCKTAIL A 5.00€ **
TOILET CLUB via Lodovico il Moro 171, Milano Aperto dalle 23 alle 4
INGRESSO GRATUITO con tessera ARCI, ARCIGAY, ARCILESBICA, UISP NON HAI ANCORA LA TESSERA ARCI? Richiedila almeno 24h prima di venire al Toilet compilando il form all’indirizzo www.circolotoilet.it/tessera
Info: www.circolotoilet.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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