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Il progetto artistico-culturale dei NOMADIdiPAROLE domani è all’insegna della grande letteratura americana.
Mercoledì 29 gennaio alle ore 20.00 presso Ese House Otzium di Via Tortona 7 a Milano, il collettivo dà vita alle pagine di “DIGLIELO DA PARTE MIA”, capolavoro di Joan Didion della collana “Gli Intramontabili” delle Edizioni E/O.
Si tratta della prima rap-presentazione di carattere internazionale per i NOMADIdiPAROLE che scelgono di proporre un’autrice eccezionale, una scrittrice contemporanea che entra nel novero dei grandi classici, insignita di numerosi riconoscimenti letterari, premiata dal Presidente Barack Obama e stimata da scrittori contemporanei come Breat Easton Ellis.
I NOMADIdiPAROLE faranno vivere le emozioni del viaggio diCharlotte Douglas, la protagonista del libro, tra il sud degli Stati Uniti e il Centro America… un viaggio che pare un’allucinazione, di cui fino alla fine non conosce la meta…
In scena gli attori Benedetta Marigliano e Yuri Casagrande Conti daranno voce e corpo ai personaggi creati da Joan Didion.
Christian Mascheroni e Alice Cimini condurranno il pubblico alla scoperta di questo capolavoro di letteratura e modereranno l’incontro Laura Pezzino, giornalista del settimanale Vanity Fair e autrice dell’intervista a Joan Didion sul blog Bookfool (http://bookfool.vanityfair.it/2013/11/26/recensione-di-diglielo-da-parte-mia-di-joan-didion/ ).
Il viaggio dei NOMADI di PAROLE è sul web: sul blog ufficiale https//:www.nomadidiparole.blogspot.it su Facebook https://www.facebook.com/NOMADIdiPAROLE e su Twitter @nomadiDIparole
Ufficio stampa NOMADIdiPAROLE: Camilla Pusateri
tel. 349/7549553
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Siamo a Parigi, dove l'Haute Couture sta terminando le sue passerelle dopo averci presentato collezioni contrastanti e bellissime ognuna a modo suo. Si é parlato di 'sport couture' per Chanel, una collezione eccentrica sicuramente non in linea con i canoni dell'alta moda, luxury tennis abbinate ad abiti da sera, un nuovo must di Lagerfeld che sicuramente renderà le scarpe di Chanel un feticcio della prossima stagione. Anche Dior fa sfilare degli abiti abbastanza provocatori e da capire, che Raf Simons ci dice sono fatti per essere indossati più nel quotidiano per le sue 'dame'. Armani Prive, Versace, Jean Paul Gautier, Giambattista Valli presentano collezioni più classiche tuttavia degne di estrema nota. Versace ci porta in passerella una elegante e provocatoria Lady Gaga, con dei vestiti che finalmente rievocano fasti del passato e Jean Paul Gautier porta Dita Von Teese, in versione farfalla. Valentino con Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli stupiscono, confermando quello che si era già visto nell'ultima edizione pret a porter a Parigi, abiti ancora legati all'Haute Couture da sogno allo stesso tempo reso moderno da dipinti, decori, inserti, vestiti da brivido, sicuramente i migliori in questa alta moda moda parigina.
ROOM 2: Djette Barbarella Thomas Constantin (Indie Rock, Electropop)
★ Week's Emoticon: STYLISH ★ Alphabet Skaters will welcome you on the dancefloor!
At the door: Superhot Edoardo Velicskov. No dress codes: we always want stylish and open-minded people.
€ 13 till 1:00am GUEST ADMISSION w DRINK € 15 from 1:00 till 2:00am GUEST ADMISSION w DRINK
Free Parking Area. Uber Code Promotion: alphabet (20€ for free, new customers only)
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GIOCANDO CON ORLANDO
adattamento teatrale e regia di Marco Baliani
con Stefano Accorsi e Marco Baliani
scene Mimmo Paladino
costumi Alessandro Lai
produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola di Firenze
Stefano Accorsi e Marco Baliani, di nuovo insieme a giocare con i versi dell'Ariosto.
Attore, regista e drammaturgo, Baliani ha trasformato i 38.746 versi dell’Orlando Furioso e ‘le donne i cavalier, l’arme, gli amori’ in questo nuovo spettacolo, un’inedita ballata in ariostesche rime e una singolar tenzone per il palcoscenico da condursi corpo a corpo, rima dopo rima con Accorsi.
Coincidenze, occasioni e imprevisti hanno generato questa nuova avventura, che parte dal successo dell’edizione di Furioso Orlando, e raccoglie la necessità e la rinnovata sfida di provare a esplorare il testo in una direzione ancor più radicale dove l’arte sublime del giullare e dell’improvvisazione fa risuonare i corpi in scena attraversati da rime, versi, suoni, rumori trasformandoli in uno e in tutti i personaggi e nei mostri e nelle creature magiche del celebre ‘cantare’.
“Lo scorso luglio ero ad Asti – racconta Baliani – per la regia della stagione estiva del Furioso Orlando, ma quel giorno l'attrice – Nina Savary – non è riuscita a prendere l'aereo, le scenografie non sono partite da Napoli e c'erano più di ottocento prenotazioni…Il produttore Marco Balsamo e gli organizzatori erano disperati, con Stefano Accorsi ci siamo messi a tavolino: siamo andati in scena così, senza costumi e luci, improvvisando. Io, che non conoscevo a memoria il testo, ho recitato le parti femminili e ho riprodotto con il suono della voce tutti i rumori di scena. Lì è nata l’idea di creare una nuova messinscena, con soltanto noi due attori in scena, tornando un po’ al fondamentalismo del mio Kohlhaas. È un nuovo esperimento, una nuova tappa di lavoro.”
Stefano Accorsi sarà ancora il paladino Orlando, ma anche il cantore che aggancia i vari episodi nel flusso della storia, Marco Baliani sarà invece un fool, un regista in scena, pronto ad essere spalla e comprimario, a tendere trappole e inventare strofe.
Lo spettacolo parte sempre dalle due storie d’amore principali: il paladino Orlando che insegue la bella Angelica e la guerriera cristiana Bradamante innamorata di Ruggiero, cavaliere saraceno destinato alla conversione, per poi moltiplicare i personaggi, creandone altri intorno, mostri compresi, per condurli a giocare sulla corrispondenza delle rime infilate in un ritmo galoppante, con molta improvvisazione verbale, con rime difficili da trovare, con gesti difficili da compiere.
Mimmo Paladino con i suoi celebri cavalli, realizza la giostra per i duelli, gli amori, gli scontri e gli incontri dei cavalieri che appaiono e scompaiono nel girotondo che il gioco impone. In un impianto scenico firmato da Daniele Spisa si muovono i costumi di Alessandro Lai nel disegno luci di Luca Barbati.
Elfo Puccini,
sala Shakespeare,
corso Buenos Aires 33
- Da martedì 4 a domenica 9 febbraio –
Martedì/sabato ore 20:30, domenica ore 16:00 –
Prezzi: intero € 30.50 - ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20
THE SESSION warms up!
"Simone "Jazz It Up !!!" Vimercati & Olindo Di Tizio spinning jazz, fusion, soul and boogie…..from past to new sounds."
every last friday of the month @ Vinile, via Tadino 17 Milano.
The Session è un progetto creato e prodotto da Simone "Jazz It Up !!!" Vimercati & Olindo Di Tizio ispirato dalla UK Club Culture, che si occupa di diffondere il nuovo e il vecchio Jazz, Fusion, Latin, Soul and Boogie music. Real Music for Real People!
Simone "Jazz It Up !!!" Vimercati, un vero appassionato di jazz e di ogni sua contaminazione, con un'attitudine verso l'apertura a nuove sonorità.
Olindo Di Tizio, sulla scena musicale dalla fine degli anni 80 come dj sulle frequenze radio e nei club, raccogliendo e diffondendo il soul, jazz and fusion in tutto il mondo.
Per info:
https://www.facebook.com/thesession2014/info
Non solo per vederci meglio, ma per essere notate. Oggi gli occhiali da vista non si sfoggiano più per semplice necessità, ma per scelta. Con quelli extralarge, squadrati o tondi stile "Harry Potter", glitterati o leopardati per le più eccentriche, classicamente neri per un look più serio, le nerd di ieri sono diventate segretarie sexy, che ammiccano con tutte le montature possibili.
In passato sono stati considerati accessori antiestetici e scomodi, da togliere appena possibile. Nei film, la classica bruttina nascondeva la sua timidezza dietro gli occhialoni "della nonna". Un mondo femminile che anche nei cartoni animati veniva diviso in due categorie: la bella Daphne e l’occhialuta Velma. Ricordate Cristiana Capotondi in "Come tu mi vuoi"? Dopo aver tolto gli occhiali, diventa più carina e sicura di sé, finalmente pronta a conquistare Nicolas Vaporidis. Ora il mondo si rovescia e la donna, per divertimento o seduzione, gli occhiali sceglie di indossarli.
Sarà forse merito delle star che, per strada o sul red carpet, non rinunciano a questo accessorio. La bellissima Bianca Balti indossa un modello Dolce&Gabbana color nude, che non nasconde i suoi invidiabili occhi azzurri. Glitter argentati ben si adattano alla personalità e all’allegria di Katy Perry. Spessi e total black per Demi Moore e Scarlett Johansson, sensualissima "quattrocchi" anche in "Scoop" e "The Spirit". Minimal ed eleganti, invece, gli occhiali da vista dell’attrice Kate Beckinsale.
Un paio di occhiali è come un taglio di capelli: se sbagliato può farci sentire goffe, se adatto al nostro viso valorizza il nostro carisma. Gli esperti consigliano lenti lunghe e strette per snellire un viso paffuto e tondo, montature alte sono perfette per le ragazze con la fronte alta, chi vuole nascondere il naso grande, invece, dovrà optare per montature più spesse. Ma qualunque tipologia si scelga, trasformare un accessorio utile in must-have ci può far sentire più frizzanti, intellettuali, moderne. Per le miopi, astigmatiche, e icone di stile di tutto il mondo, il messaggio è lo stesso: "quattrocchi" è bello.
Paolo Genovese è un bravo sceneggiatore, tanto che i suoi colleghi non mancano di coinvolgerlo e chiedergli supporto tutte le volte che possono o che devono imbastire la classica commedia all’italiana. E per colmo di fortuna, Genovese è anche un bravo regista. Nel senso che il cinema l’ha studiato davvero e non lesina movimenti di macchina indovinati, scelte intelligenti di primi piani e inquadrature da maestro. Però quello che doveva dire lo ha già detto. E avendolo fatto molto bene finisce ora con il ripetersi e l’essere ridondante.
Succede al suo ultimo lavoro, Tutta colpa di Freud che racconta le vicissitudine di uno psicologo cinquantenne costretto dalla vita a crescere ed educare le sue tre figlie da solo.
La commedia potrebbe anche essere divertente se tante (troppe) cose non ricordassero sue cose già viste e come regista e come sceneggiatore. Come ad esempio l’amore inconfessato del protagonista per una donna sposata e che a stento conosce. Il conflitto generazionale e gli equivoci classici della commedia tradizionale.
Per cui, lo spettatore si diverte ma non si stupisce.
Ed è grave perché per un’artista come Paolo Genovese che ama fare il cinema e possiede tutte le carte in regola per farlo di qualità è un vero peccato.
Tutta colpa di Freud è un film da vedere a casa, magari con le amiche, giusto per farsi qualche risata in più. Ma niente altro. Unica vera nota positiva, l’intero cast di attori che si muovono benissimo ognuno nel proprio ruolo, regalando un effetto corale interessante e da gustare.
Due concerti a Bologna e Roma in febbraio
C'è chi si nutre di cliché (musicali): elettronica, rock, pop e così via. Poi è arrivato il crossover: andare oltre, sfondare i muri e le barriere di genere. Alcuni di voi rabbrividiscono nel sentire associare il nome di Trentmoller al crossover. E' naturalmente una provocazione. Di sicuro T è nel novero degli artisti che travalicano i generi mostrandosi per quello che sono: alchimisti della musica.
Indubbiamente i suoi primi passi significativi nascono nell'alveo della house-trance, cassa in 4/4, suoni ipnotici e rave culture, figlia degli anni '90, tanto psicotropa. Al contrario di molti suoi colleghi dj e producer che iniziano la loro carriera nei dancefloor e lì restano, l'artista scandinavo da ormai quasi un decennio porta avanti un percorso assai personale nella (re)interpretazione degli stilemi digitali.
Non solo la raffinatezza della architetture ritmiche, ma anche la sensibilità nel calibrare arrangiamenti e pennellate melodiche, a comporre strutture musicali lontane dai luoghi comuni della musica elettronica con la cassa in quattro, lo rendono subito un fenomeno a sé, raccogliendo i favori di un pubblico assai trasversale.
I suoi tre album (“The Last Resort”, 2006; “Into The Great Wide Yonder”, 2010; “Lost”, 2013) disegnano una progressiva ascesa verso un microcosmo sonoro personalissimo, dove ogni particolare è cesellato con cura assoluta e dove l'equilibrio dinamico diventa quasi un esercizio zen, il tutto con una ricchezza espressiva ed emozionale davvero rara. Anche il regista Pedro Almodovar ne è rimasto sedotto, come testimonia l'uso della traccia “Shades Of Marble” nel trailer e nella colonna sonora del film “La pelle che abito”; così come ne sono rimasti sedotti i Depeche Mode, che hanno voluto il live set dell'artista danese in apertura alle date europee del loro “Delta Machine Tour”.
Un live set, quello di Trentemøller, che rende alla perfezione la ricchezza del suo universo sonoro, aggiungendo anche – com'è giusto che sia – ulteriore impatto “fisico” alle sue creazioni. Il tutto evitando rigidamente soluzioni scontate o luoghi comuni, e utilizzando i linguaggi di house, techno e post rock non come riferimenti rigidi ma come piattaforme da cui lanciarsi verso territori onirici e rari da esplorare.
24 febbraio 2014– Bologna – Estragon
Biglietto: 15 + d.p.
25 febbraio 2014 –Roma –Atlantico
Biglietto: 15 + d.p.
Se ne è andato Carlo, in punta di piedi e senza clamore come sapeva fare lui, perché quando si ha qualcosa da raccontare, da scrivere, da comunicare lo si può fare anche sottovoce.
Ed è sottovoce che ci ha lasciati impartendo agli improvvisati della cultura, ai beceri della filmografia e ai patiti della parolaccia sullo schermo l’ennesima lezione di stile.
Uno stile e una propensione a fare buon cinema che Mazzacurati ha fin da giovane, da studente del Dams di Bologna dove si laurea a pieni voti.
Carlo sa recitare e lo dimostra dalle sue prime interpretazioni nei suoi ruoli di bambino, ma lo dimostra anche da adulto recitando con Moretti e altri grandi del cinema italiano.
Lui però sa anche scrivere di cinema e confeziona sceneggiature originali e di grande impatto emotivo dove alla passione che lo spinge a parlare, raccontare e mostrare il proprio Paese si aggiunge l’emozione di rappresentare la realtà che gli è più vicina e affine.
E allora germogliano i suoi film sul Veneto, sulle campagne che lui conosce così bene, sulla gente, quelle persone tra cui Carlo ha vissuto e da cui ha imparato fin da bambino.
La sua regione, il suo paese, gli italiani e le storie di tutti i giorni rendono Mazzacurati un regista e un cineasta profondamente “locale” ma che non manca di affascinare anche il pubblico straniero.
Fortunatamente, nonostante le sempre difficoltà economiche che l’autore ha dovuto incontrare nella realizzazione dei suoi lavori, l’Italia ha saputo premiarlo e riconoscerne i meriti nel corso della sua vita. Carlo Mazzacurati ha vinto il Nastro d’Argento, il Leone d’Argento e i David di Donatello e con film come Il toro, L’estate di David e La lingua del santo è riuscito a commuovere il pubblico e a farsi apprezzare dalla critica.
L’eredità che lascia è questa, amare quello che si fa pe farlo bene. Sempre senza clamore.
Venerdi 24 gennaio grande appuntamento in musica presso l'Arci Biko di via Ettore Ponti a Milano.
Il circolo ospita infatti, direttamente dagli Stati Uniti, James Pants, produttore e polistrumentista.
Ma chi è James Pants? Nato negli USA e ora residente in Germania, James riceve il “battesimo artistico” nel 2001 in Texas, quando si avvicina al boss di un’etichetta di culto come la “Stones Throw”, per fargli ascoltare un demo. Di li a poco, Pants viene messo sotto contratto e diventa la “next best thing” della sua etichetta discografica.
Nel 2008 Pants pubblica l’album “Welcome”, a cui fanno seguito due altri progetti, entrambi ispirati da letture mistiche e viaggi psichedelici.
Il successo di James Pants (certificato anche da riviste quali Dazed & Confused) sta nel mixare colori e stili: new wave, rap, groove ed electro boogie.
Quella del 24 gennaio al Biko si preannuncia una serata all’insegna della contaminazione più pura e dell’eclettismo più sfaccettato!
Non perdetela!
Prima e dopo l’esibizione di James Pants, dj set a cura di Turbojazz (Futureground) e DNN (Wellfounded).
Venerdì 24 gennaio dalle 22.30 @ Biko
Via Ettore Ponti, 40 - Milano
Ingresso 10 euro + tessera Arci obbligatoria
https://www.facebook.com/pages/James-Pants/22118677931
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