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Scarpe che passione!

“Visitors and Natives - Le scarpe e i talenti del domani" é il titolo della rassegna allestita a Vigevano nella Seconda Scuderia del Castello Sforzesco . Promossa dal Museo della calzatura di Vigevano in collaborazione con Assocalzaturifici e con la Provincia di Pavia, la mostra raccoglie le creazioni di circa cinquanta giovani designers italiani (i "natives") e internazionali (i "visitors")  che si sono formati nelle migliori scuole di moda e design del mondo.

Visitors and Natives porta in scena innovazione e talento, design e creatività delineando il futuro della calzatura… Scarpe futuristiche, provocatorie, bizzarre. Decorate, metallizzate o con inserti, con strass o piccoli gioielli, in legno o pvc… Tra calzatura ed opera d’arte, tra design e moda. Un viaggio tra le scarpe del futuro… Un percorso che delinea l'evoluzione internazionale della scarpa intesa come oggetto di design e moda.

Una mostra-vetrina per tutti i giovani designers con talenti e capacità creative…

Per informazioni: http://museicivicivigevano.jimdo.com/museo-calzatura-p-bertolini/

 

Riapre la nuova stagione di Alphabet, storico appuntamento della notte milanese, un progetto nato dalla creatività e dall'esperienza dell'art director Luca Crescenzi, affiancato da Michele Modica, Gianni de Nisi e Simona Perrini, divenuta un punto di riferimento privilegiato per un pubblico trasversale (per età,sesso e preferenze sessuali) ma omogeneo per stile e mood.

La nuova stagione di Alphabet (il cui nome si ispira all'omonima canzone di Amanda Lear), si apre con tante novità: la nuova location innanzitutto, il redivivo Rocket, trasferitosi in Alzaia Naviglio Grande 98 e divenuto un club vero e proprio; la presenza di due sale, una per la dj resident Enza Van De Kamp, che proporrà una selezione musicale di brani degli anni Ottanta e Novanta e l'altra per Barbarella, figura storica della nightlife milanese, nota per una selezione eclettica di elettronica e pop.

Importanti novità anche sul piano della veste grafica: mentre l'anno scorso ogni invito corrispondeva a una lettera dell'alfabeto, quest'anno gli organizzatori hanno optato per i segni di punteggiatura, con i quali creare delle emoticons che suggeriscano il mood della serata.

Inoltre, ogni mese un ospite musicale arricchirà con la sua presenza la lineup di Alphabet.

 

Alphabet

Ogni venerdi notte @nuovo Rocket Club

Alzata Naviglio Grande, 98

23,00-04,30

 

Anteprima 25 ottobre; apertura stagione 8 novembre

Ingresso in lista :

dalle 23,30 all'1,00:  euro 13 con consumazione

dall'1,00 alle 2,00: euro 15 con consumazione

negli altri casi euro 20 con consumazione

 

Per info:

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https://www.facebook.com/alphabet.milano

#alphabetmilano

 

 

 

Per la sua terza edizione l’International Zucca Tango Festival ha fatto le cose in grande: dopo il successo dello scorso anno, dal 31 ottobre al 3 novembre il festival sarà ospite de "La Cattedrale", spazio interno alla prestigiosa location della Fabbrica del Vapore, in cui è stata allestita una meravigliosa pista da ballo.

Patrocinato dal Comune di Milano, l'evento è impreziosito da importanti collaborazioni quale il sodalizio con il MIC - Museo Interattivo del Cinema di Milano, dove dal 24 al 31 ottobre si terrà l’anteprima del Festival con la rassegna cinematografica Il Sogno e il Corpo.

Il programma prevede una serie di proiezioni di cinema argentino legate al tema del tango:  documentari a tema, film-concerto e alcuni corti molto rari, accompagnati da uno show musicale con performance di danza live nella quale si respirerà l’atmosfera della Buenos Aires degli anni 20 grazie alla presentazione in anteprima assoluta dell’Orquesta Minimal Flores Del Alma.

Saranno inoltre possibile prendere parte a due workshop gratuiti di introduzione al ballo del tango, di cui uno destinato a bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni.

Le proiezioni continueranno anche durante il Festival e saranno ad ingresso gratuito.

Zucca Tango Festival offre un programma ricchissimo: quattro giorni e quattro notti con artisti internazionali, milonghe, lezioni completamente gratuite per chi vuole muovere i primi passi nel mondo del tango, mostre, intrattenimento, arte, cinema, sensualità, ma soprattutto puro divertimento.

Il festival avrà inizio alle 18.30 del 31 ottobre con Tangobar: aperitivo di benvenuto durante il quale avverrà la presentazione del programma e dei maestri ed artisti che si esibiranno.

Vero show della serata il concerto gratuito Oblivion, dedicato a Osvaldo Pugliese e Astor Piazzolla, nell’ambito del quale si alterneranno sul palco Solo Tango Orquesta, il duo Fuertes Varnerin e le coppie star del festival: Rodrigo Palacios e Agustina Bernstein, Claudio Gonzalez e Melina Brufman, Ruben e Sabrina Veliz.

Conclude il concerto l’esibizione di danza folcloristica argentina “Nell’Oscurità una musica ancestrale, dolce e malinconica come una zamba”.

Le danze della notte di Halloween avranno inizio alle 22.30 con Balloween, la milonga in maschera che dura fino al mattino.

Venerdì 1 novembre inaugurerà invece la mostra Sombra Nada Mas che comprende 24 opere originali del fumettista José Muñoz ispirate al tango, alla Pampa e alla Buenos aires degli anni 50.

Per informazioni più esaustive in merito al programma completo della manifestazione, orari, prezzi e tanto altro, rimandiamo al sito dell'evento: www.zuccatangofestival.com.

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Il costume, le abitudini sociali, la cultura alimentare sono in continua trasformazione, seguono cioè un’evoluzione talvolta lenta, tal altra molto repentina. Vi sono puntelli culturali che, come monoliti, non sempre sono facili da smantellare e, in questi casi, occorre più tempo per levigarli e, se non bastasse, per spazzarli via. Prendiamo il galateo a tavola, se può importarci qualcosa. Si potrebbe supporre che sia non solo un modo corretto ed elegante di stare a tavola, ma anche che sia funzionale. In genere la funzionalità paga perché non è mai pesante, non è caricaturale, è semplice.

Per esempio se impugniamo con la mano sinistra la forchetta e con la destra il coltello, come galateo insegna, qual è il percorso più funzionale della porzione di cibo che abbiamo infilato con la forchetta? Dal piatto alla bocca seguendo una linea retta. Ed è ciò che consiglia il galateo. Almeno quello europeo, perché quello statunitense in merito è diverso. La forchetta negli States, dopo aver infilzato il pezzo di T-bone steak, passa dalla mano sinistra a quella destra, che è costretta a depositare il coltello, quindi questa porta il boccone dal piatto alla bocca. Segue il passaggio della forchetta dalla destra alla sinistra e la riappropriazione del coltello della destra Ma perché questa danza della forchetta? Si capirebbe  se, come per alcune culture religiose, la mano sinistra negli States fosse considerata impura per cui non si porta mai alla bocca. Ma non è  questo il motivo.

Per quanto ci riguarda se vogliamo  contravvenire a una norma del galateo, facciamolo e basta. Per esempio la scarpetta è vietata, ma se la facciamo infilzando il pezzo di pane con la forchetta, tale procedura non è “meno” vietata, perché di scarpetta pur sempre si tratta. Anzi diventa una gestualità ridicola, e contravviene anche alla semplicità dei movimenti. Però il galateo può essere modificato se la funzionalità o altri valori culturali lo richiedono. Oggi in epoca di cucina compatibile, di recupero degli avanzi, di risparmio energetico, di compostaggio, la scarpetta va fatta non solo perché il sugo rimasto nel piatto non si sprechi, ma anche perché non si utilizzi una quantità superiore di sapone per dover lavare il piatto, perché non si debba utilizzare più acqua per sciacquarlo, e perché l’acqua che si scarica sia meno inquinante. Oggi, in una logica di galateo ecologico è chi lascia il piatto sporco la persona inadeguata. Se non ci piave il termine scarpetta, allora diciamo che con il pane facciamo un molto trendy dipping nel sugo rimasto nel piatto, ovvero lo intingiamo sino a insaporirlo. Purché senza forchetta.

Testo a cura di Fabiano Guatteri 

Patrick Caldelari Full è un giovane filmmaker, milanese d'adozione, ma di origini svizzere, che ha un progetto: 17:34.

Un cortometraggio promettente, che però ha bisogno di fondi per essere realizzato, ed è proprio per questo che si affida al sempre più diffuso e utilizzato metodo di raccolta fondi online: un crowdfounding (dall'inglese crowd, folla e funding, finanziamento) è un processo collaborativo dove un gruppo utilizza il  denaro messo in comune per sostenere gli sforzi di altrepersone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse.

Il Crowdfunding in questione  è iniziato martedi 8 ottobre, e finirà esattamente 40 giorni dopo.

Patrick: “Ho deciso di affidarmi a questo metodo abbracciato anche da volti noti a livello mondiale quali Zach Braff per citarne solo uno – ma l'elenco sarebbe molto più lungo, perchè al di là della ricerca fondi, trovo sia un modo originale per condividere questo mio progetto fin da subito, sia tramite Eppela, che attraverso la pagina facebook del progetto, che terrà i followers sempre aggiornati”.

Il corto parla di Adam, ragazzo timido ed introverso che tutti i giorni, alle 17:34 in punto, vede passare davanti al chiosco di fiori in cui lavora, quella che è certo essere la ragazza dei suoi sogni. Il ragazzo, nonostante le varie occasioni offerte dal caso, proprio non riesce a farsi notare dalla ragazza misteriosa, ma ne è cosi ossessionato che con la forza della sua fantasia dona un'identità e una personalità e nella sua testa vive quella che è per lui la perfetta storia d'amore con la ragazza perfetta (da lui idealmente chiamata Emma). Quando tutto sembrava andare di bene in meglio, non contenta della vita che Adam le ha regalato, Emma riesce a sopraffare la mente del protagonista, iniziandosi a ribellare nei modi più inaspettati...

17:34 per essere realizzato ha bisogno di 3000 euro: le attrezzature, gli studi per le riprese e la post produzione purtroppo hanno un prezzo.

La storia è avvincente e interessante. Siate curiosi e generosi; per far nascere questa storia, per Adam ed Emma, c'è bisogno anche di voi.

Potete contribuire alla raccolta fondi in diversi modi. Per tutte le informazioni:

Website: http://www.eppela.com/ita/projects/545/1734-project

Facebook: 17:34project

Vimeo: https://vimeo.com/patrickcaldelarifull

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Da chi ha portato in Italia il teatro danza e lo ha fatto conoscere e apprezzare al grande pubblico ci si aspetta talento e bravura ma forse non una grande versatilità a farsi dirigere e indirizzare a sua volta. Invece Pippo Delbono ama assorbire e assimilare il mestiere e la tecnica di tutti gli artisti che incontra e con cui lavora e collabora. Lo ha fatto fin dagli esordi in Danimarca, con il gruppo Farfa, diretto da Iben Nagel Rasmussen, ha imparato a meraviglia le tecniche dell'attore danzatore dell'Oriente e lo ha fatto successivamente  nel 1987 quando incontra  Pina Bausch e accetta il suo invito a partecipare ad uno dei lavori del Wuppertaler Tanztheater. Con la Bausch Delbono comprende appieno la metodologia per fondere in maniera sublimale danza e teatro.

In seguito lavora come attore con registi del calibro di Moreau, Bartolucci e perfino Peter Greenaway. Dopo molti riconoscimenti come scrittore teatrale, realizzatore di spettacoli e sperimentatore artistico, nel 2006 scrive, interpreta e dirige il suo primo film, Grido, per cui ottiene il premio come migliore attore protagonista al Sulmona Film Festival.

Il 2013 è l’anno di Orchidee, suo ultimo spettacolo e fatica artistica.

Il titolo esprime già l’intenzione del regista che considera questo lavoro come il sunto di un viaggio di arte e nell’arte che Delbono e la sua compagnia hanno cominciato da tempo. L’orchidea, fiore selvaggio e raro alla fine si ritrova artificialmente e ricoperto di polvere in bella vista in molte case di donne borghesi, per cui l’immagine della realtà rimanda ad essa ma artificialmente e distorta.

Ed è quello che si vede nello spettacolo Orchidee, dove Pippo Delbono viaggia nelle diverse dimensioni dello spazio teatrale, trascina nella sua danza i fantasmi del cinema e guida i suoi attori attraverso gli specchi. Un omaggio all’immagine di una immagine. Prendendo spunto dalla poetica aristotelica Delbono mette in scena il falso di fronte al vero, oppone la finzione filmica all’arte dello spettacolo teatrale dal vivo, rende omaggio ai vivi e alla verità delle cose.

Spesso il regista ha definito se stesso come un “terrorista” delle scene, un guastatore del palcoscenico e basta assistere a uno dei suoi lavori per capire il senso ultimo di queste affermazioni. Delbono è uno spirito libero che dà vita a mondi fantasmagorici. Entrare in essi è più un’esperienza che una semplice partecipazione da spettatori.

Antonia del Sambro

Dal 18 al 20 ottobre presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema-, la Fondazione Cineteca Italiana presenterà una rassegna cinematografica di film d’autoreche voglionooffrire uno sguardo sulla sfaccettata e controversa realtà del continente indiano, supportata da una mostra fotografica  “India: le ultime cattedrali del cinema”,firmata dal fotografo e regista ginevrino Simon Edelstein, che documenta le trasformazioni, le frequentazioni, i cambi di direzione e, purtroppo, l’abbandono delle sale cinema del continente indiano

L’India, con le sue sedici lingue parlate, rappresenta la più grande industria cinematografica del mondo, l’ultimo avamposto del cinema moderno, il cui principale supporto resta il suo pubblico, vasto e assiduo: ogni tre mesi un miliardo di persone - cioè l'intera popolazione indiana - si reca al cinema, grazie anche al costo davvero economico (all’incirca 2 dollari) del biglietto d’ingresso. Il cinema e le sue superstar esercitano ancora, proprio nelle città dove le condizioni materiali di vita sono più dure, un fascino e una magia che lo rendono una inesauribile fabbrica dei sogni, un rito collettivo di evasione dalla realtà.

 Tra i titoli di film presenti in rassegna spicca l’anteprima per Milano di Hair India, un bellissimo documentario di Raffaele Brunetti e Marco Leopardi, che mostra uno spaccato delle contraddizioni che offre l’India contemporanea, basandosi sulla storia di alcune ciocche di capelli, che tagliate al tempio e lavorate a Roma, torneranno in India per essere applicate come extension a una giornalista di moda che le userà per far colpo ad una sfilata.

In programma anche il Premio Oscar 2005 come miglior documentario Born into Brothels, che racconta la vita di Calcutta attraverso le testimonianze dei figli delle prostitute che lavorano in uno dei più famosi locali pornografici della città, e per i più piccoli Nanhe Jaisalmer: il sogno diventa realtà, film prodotto a Bollywood, vincitore del Concorso per le scuole CineCinemondo, organizzato dalla Cineteca per il Festival Piccolo Grande Cinema 2009.

Inaugura venerdì 18 ottobre alle ore 19 la mostra fotograficadi Simon Edelstein, che riprende, in 60 scatti di grande impatto, la vita (o la morte) delle sale cinema indiane, da Calcutta a Jaipur, da Bangalore a Bombay. Nell’India contemporanea sono le classi più disagiate a tenere in vita le ultime sale, baluardi di un rito di socialità che dà spazio al mito, al sogno, all’evasione.

All’inaugurazione della mostra, che si protrarrà fino al 9 novembre, sarà presente l’autore Simon Edelstein. A seguire, un aperitivo indiano gentilmente offerto dal ristorante Taj Mahal.

 Calendario eventi:

 Venerdì 18 ottobre

h 16.30 Water(Deepa Mehta, Canada/India, 2005, 117’)

 h 19.00 Inaugurazione mostra fotografica di Simon Edelstein  

L’autore Simon Edelstein sarà presente al MIC. A seguire aperitivo indiano.

A seguire

Hair India (Raffaele Brunetti, Marco Leopardi, Italia, 2008, 75’) Anteprima per Milano

Sarà presente in sala il regista Raffaele Brunetti

 

Sabato 19 ottobre

h 15.00 Salaam Bombay! (Mira Nair, India/GB/Fr., 1988, 113’)

 h 17.00 Born into Brothels (Zana Briski, Ross Kauffman, India/USA, 2003, 85’)

 18.45 Samsara (Pan Nalin,  India/Germania, 2001, 138’)

 h 21.15Hair India(Raffaele Brunetti, Marco Leopardi, Italia, 2008, 75’) Replica

 

Domenica 20 ottobre

h 15.00 Nanhe Jaisalmer: il sogno diventa realtà (S. Karnik, 2007, 110’)

 h 21.15Hair India(Raffaele Brunetti, Marco Leopardi, Italia, 2008, 75’) Replica

 

 

INFO

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www.cinetecamilano.it

 

 

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI

Biglietto d’ingresso intero: € 5,00

Biglietto d’ingresso ridotto: € 3,00 

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,o0

Sarà La grande bellezza, ultima fatica cinematografica del regista Paolo Sorrentino, a rappresentare l’Italia agli Oscar nella sezione miglior film in lingua non inglese.

La pellicola del regista presenta una rinnovata Roma della dolce vita dove un giornalista viveur ultrasessantenne si muove con estrema nonchalance tra ambienti colti, nuovi vitelloni, attricette rampanti e neo arrivisti. È l’Italia del nuovo millennio a essere rappresentata, tra vecchio e nuovo, che non smentisce se stessa e che è lo specchio impietoso di chi l’abita e ci vive.

Il film è girato e scritto molto bene e il protagonista, Jep Gambardella, interpretato da Toni Servillo, attore preferito di Sorrentino, è perfetto e credibile. Anzi, si può dire, il miglior Toni Servillo dopo la magistrale interpretazione di Gomorra.

Quante chance ci sono di portarsi a casa l’ambito premio è difficile a dirsi, per ora si può ipotizzare che La grande bellezza per la storia che narra e per come è stata realizzata potrebbe convincere parecchi giurati nella scelta finale. Proprio in questi giorni il film è uscito in Inghilterra ottenendo pareri lusinghieri e critiche molto positive. Il prossimo mese di novembre la pellicola arriverà nelle sale cinematografiche statunitensi e già Il New York Times lo ha presentato con grandi lodi e apprezzamenti definendolo una perfetta metafora del declino italiano.

Sorrentino si dice ovviamente lusingato e soddisfatto, anche perché il film è stato scelto tra altre sei pellicole italiane di tutto rispetto come Viva la libertà di Roberto Andò, Miele di Valeria Golino, Razza bastarda di Alessando Gassmann, Salvo di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, che ha già vinto la Semaine de la critique all'ultimo festival di Cannes, Viaggio sola di Maria Sole Tognazzi e infine l'outsider, l'horror indipendente Midway tra la vita e la morte di John Real.

Per il regista, inoltre, la candidatura del suo film rappresenta una doppia soddisfazione perché lo ripaga dall’esclusione nel 2008 della sua pellicola Il divo a cui venne preferita Gomorra. La Commissione di Selezione per il film italiano istituita dall'ANICA, su invito della "Academy of Motion Picture Arts and Sciences", è composta da Nicola Borrelli, Martha Capello, Liliana Cavani, Tilde Corsi, Caterina D'Amico, Piera Detassis, Andrea Occhipinti e Giulio Scarpati, che si sono riuniti alla presenza di un notaio e hanno formalizzato la scelta della candidatura. La grande bellezza è un bel film e merita di rappresentare l’Italia agli Oscar ma a prescindere da come la si pensa su Sorrentino e su un film denuncia della nuova società italiana è sempre bene fare il tifo per il cinema nazionale sperando che l’Oscar arrivi in Italia confermando che la cultura del Bel Paese, nonostante tutto, è viva e brillante.

 Indira Fassioni

 

Nerospinto ama suggerirvi le mostre più interessanti, quelle particolari e fuori dall'ordinario. Di certo questa piccolissima ma preziosa esposizione che la Triennale di Milano ha dedicato alle tavole di Matteo Guarnaccia e Giulia Pivetta rientra in quest'ultima categoria. I due autori e professionisti, riescono a raggiungere in campo artistico un territorio d'incontro e lo realizzano attraverso la creazione comune delle opere presentate in "Dreamers and Dissenters".

Le tavole, che vorrebbero rappresentare una sorta di ironica storia del costume degli anni '60, trovano espressione nell'area di confine tra fumetto e illustrazione, utilizzando gli stili e le determinazioni tipiche del linguaggio della moda. I soggetti utilizzati comprendono i gruppi più radicali e creativi degli anni '60. Tra l'icona e lo stereotipo culturale si gioca con tipologie e modelli che sono divenuti leggendari nell'immaginario collettivo anche ai giorni nostri.

Si possono ammirare, per esempio, le "Playboy Bunnies", famose "conigliette" icone dell'edonismo liberale nato nel 1960 con l'apertura del primo Playboy Club a Chicago; gli "Astronauti-Cosmonauti" che ricordano il periodo della Guerra Fredda ed incarnano gli sforzi sovietici per conquistare lo spazio. Le "Hostess": in un tempo in cui volare non era ancora diventato democratico e le signorine dei cieli rappresentavano una professione che era soprattutto un sogno. I "Surfers" influenzati dai Beach Boys e dalle vibrazioni positive della mitica estate californiana. Le "Go Go Girls", giovani sexy ed esuberanti cubiste della vita, eterne teenagers che, per quanto riguarda il look, non potevano fare a meno dei propri stivaletti. Lo stile ispirato alla "Dolce Vita" e al cinema di quegli anni con miti quali Fellini e Mastroianni. Gli "Hippies" e la loro rivoluzione pacifica, le "Guardie Rosse" ispirate dalla Rivoluzione Culturale cinese di Mao del 1966. Il gusto estetico kitsch, folkloristico, tribale, l'esotismo e il misticismo ispirato alle fiabe delle "Folkies". Il look alla "Carnaby Street" nato dalla trasposizione di Londra in un cliché mediatico nel 1966 sul "Time" con la "Swinging London". E ancora i "New Dandy", i "Bikers", i "Rockers", i "Mods", e gli "Skinheads".

Questi gruppi vengono schedati e descritti nel loro aspetto, un rimando agli archetipi culturali di quegli anni. Con intelligenza ed ironia i due autori offrono richiami al design, alla politica, al cinema e all'arte. Così si ritrovano le contestazioni di stampo marxista, il pacifismo, la "Beatles Mania", David Bowie, Kubrick, il cinema francese e Brigitte Bardot in un continuo gioco di riferimenti.

Gli anni '60 furono i tempi in cui i Ribelli (Dissenters) furono anche dei Sognatori (Dreamers) come se non si potesse essere l'uno senza l'altro. Erano gli anni delle grandi utopie, della lotta per gli ideali, delle conquiste, reali o immaginarie, delle rivoluzioni. Anche se visti ora e dal punto di vista della moda molti di questi "tipi" possono risultare un po' ridicoli, fuori luogo o strappare un affettuoso sorriso, essi costituiscono un patrimonio storico e culturale cui non si può e non si deve rinunciare. Lo sanno bene i due autori, che con amore e leggerezza, disegnano un'epoca di costumi e personaggi degna del miglior fashion design moderno ma con la freschezza e l'ingenuità di un fumetto. Un'antologia del costume divertente e spietata che racconta "come eravamo" o solo "come avremmo potuto essere".

Indira Fassioni

ORARI:

lunedì chiuso / martedì - domenica 10.30 - 20.30 / giovedì 10.30 - 23.00

INFO:

INGRESSO GRATUITO

Triennale Design Museum - viale Alemagna 6, Milano

www.triennale.it

Un weekend insolito per bambini e adolescenti di Milano e dintorni. Due giornate trascorse all'insegna della condivisione e del piacere di imparare in compagnia di tanti coetanei.

Un'occasione per giocare e divertirsi apprendendo!

Ritorna infatti la nuova edizione di UovoKids, innovativo festival pluridisciplinare dedicato alla cultura e alla creatività contemporanea e che si rivolge a bambini e ad adulti curiosi, desiderosi di apprendere e scoprire sempre cose nuove.

UovoKids nasce dalla fruttuosa collaborazione tra Uovo (progetto internazionale che promuove la creazione contemporanea nelle sue diverse declinazioni e formati espressivi) e il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci, da sempre in prima linea per quanto riguarda la fruizione della scienza da parte dei cittadini.

Uovokids si propone come un'esperienza insolita per i bambini e si compone di performance, djset, workshops curati da artisti e creativi che, abitualmente, non lavorano con i piccoli: ciò sta appunto a mostrare l'originalità del processo creativo.

Cosa aspettate? sabato e domenica correte al Museo e non ve ne pentirete!!

 

Uovokids 2012

12 e 13 ottobre

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo Da Vinci

Via San Vittore,21-Milano

 

Per maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione, su sconti per abbonati ATM e per scaricare il programma completo: www.uovoproject.it

http://www.museoscienza.org/

 

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Se vuoi scriverle: direttore@nerospinto.it