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AMO, il Museo della Fondazione Arena di Verona dedicato alla creatività e all’eccellenza dell’Opera Lirica Italiana, offre al pubblico la possibilità di visitare gratuitamente le quattro mostre proposte dal museo.  Arena Museo Opera, che ha inaugurato 3 nuove esposizioni all’interno dello storico Palazzo Forti, ha già festeggiato con i visitatori l’importante ricorrenza del Centenario del Festival lirico dell'Arena di Verona lo scorso 10 agosto: l’iniziativa ha riscontrato un' eccezionale risposta del pubblico e l’esperienza si ripete oggi 10 ottobre,giorno in cui ricorre l’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi. Per questa particolare giornata il Museo aprirà  dalle 10 del mattino fino alle 22 (ultimo ingresso alle ore 21).

Da aprile 2013 al 30 settembre AMO ha accolto oltre 19mila visitatori che hanno apprezzato le nuove esposizioni di Arena Museo Opera: AMO Pavarotti, AMO L’Arena e lo spazio fotografico ARENA DI VERONA.

AMO sarà inoltre presente ad ArtVerona, dal 10 al 14 ottobre, con una declinazione speciale dell’installazione in mostra all’interno di “AMO L’ARENA - 100 anni di Festival attraverso 200 anni di Verdi” che esalta il carattere artistico-visivo di Macbeth, interpretando uno dei momenti più emotivi e carichi di pathos del testo shakespeariano, quello del coro delle streghe nel bosco, magistralmente musicato da Verdi con il libretto di Francesco Maria Piave. Contemporaneamente ArtVerona esporrà una sua scultura all’interno di Arena Museo Opera: AMO ha chiuso con ArtVerona un accordo di reciprocità che prevede ingressi privilegiati presentando alle reception del Museo e di ArtVerona il biglietto d’ingresso dell’altro luogo già visitato.

12 ottobre 2013

Nella sala conferenze di Arena Museo Opera, sabato 12 ottobre alle 11, verrà presentato il libro “IL PALAZZO E LA CITTÁ. Le vicende di Palazzo Emilei Forti a Verona” (Cierre Edizioni) alla presenza di Guido Zucconi (Università IUAV di Venezia), Valerio Terraroli (Università di Verona) e Maurizio Zangarini (Università di Verona), che verranno introdotti da Kikka Ricchio, Rosario Russo (Presidente della Commissione Cultura del Comune di Verona), Daniela Brunelli (Presidente della Società Letteraria di Verona).

Tutte le informazioni del Museo (orari, convenzioni speciali, visite guidate) su www.arenamuseopera.com

Molte volte si crede che,per riuscire a cogliere i veri cambiamenti o benefici portati dallo Yoga, il praticante debba assolutamente assumere posizioni complicatissime piuttosto che saper toccare con le punte delle dita i propri piedi, esser snodatissimo, ecc ecc.

 

Ebbene. No, non è affatto così.

 

Sono anche i piccoli gesti, le Asana più semplici e i movimenti più lineari e naturali, a  portare piacere e qualità mentale all'interno del corpo.

Si pensi al fatto che quasi nessun esser umano, tanto meno un uomo occidentale, che non è abituato fin da piccolo alla pratica dello Yoga, può svolgere tutte le Asana della tradizione e quelle di nuova concezione ideate in tempi più moderni.

 

Allora, domando, solo chi è più flessibile o snodato può cogliere i significati della pratica dello Yoga e capirne l'essenza?

 

Ennesimo no. Non è affatto così.

 

La straordinarietà dallo Yoga, o uno dei suoi addendi considerati tali, sta nel fatto che ogni essere umano ,a qualsiasi livello fisico si trovi, riesce ad accedere a uno stato mentale diverso, a un benessere psichico potenziato e anche a una condizione fisica che, man mano, migliora nel tempo.

Perché?

 

Perché la vera differenza della pratica non risiede nel riuscire ad eseguire tutte le posture bensì nell'atteggiamento con cui le si eseguono.

Alcuni atteggiamenti possono essere:

-       realizzare che la dimensione in cui si pratica è il presente

-       tutti e 5 i sensi sono sull'attenti e recettivi

-       attenzione mentale, quasi analitica, sui movimenti e gesti che si compiono

-       visualizzazione dei canali energetici che si attivano respirando

-       attenzione al respiro

-       vacuità della mente nel momento della pratica

 

Ho citato qualche caratteristica fisica per caso?

 

Ennesimo no. Perché il fisico risulta esser uno strumento strettamente dipendente dalla mente e, di conseguenza, anche ai blocchi inconsci che pian piano si sviluppano nella propria vita.

Si può considerare il corpo come un giocattolo e la mente come le batterie che lo attivano: se queste sono scariche il giocattolo va a rilento o si ferma del tutto. Se le batterie non vengono inserite per un tot di tempo si corre il rischio che il gioco non riparta più.

 

Ovviamente non voglio nascondere il fatto che anche una determinata predisposizione fisica può aiutare nella pratica ma attenzione.

Per chi riesce ad eseguire tutte le Asana o la maggior parte di esse il quesito è un altro: quanto si eseguono con consapevolezza? Le Asana sono soggette a un certo grado di automatismo dato che si è arrivati a una certa flessibilità corporea e quindi si possono eseguire anche se si sta pensando a cosa cucinare per cena?

 

Quando Patanjali dice che le Asana devono esser stabili e comode di certo non diceva: si, risveglia il sistema muscolare che poi magari puoi pensare ai fatti tuoi mentre pratichi!

 

E' più recettivo un allievo che sembra un “insetto incriccato” all'esterno ma che lavora bene sulla propria mente che un allievo “circense” che esegue le Asana a comando.

 

Namaste,

Vittorio Pascale

 

Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano

Fondatore della pagina Fb: Yogamando_ Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano

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Body Painting è “l’arte di decorare il corpo”. Una forma di body art con durata temporanea a differenza del tattoo che rimane a vita sul corpo… Una forma artistica che rientra nell’arte contemporanea e che comprende sia forme artistiche fatte sul corpo, con il corpo che opere consistenti nel corpo stesso… Lugano accoglie, dal 23 al 24 novembre 2013,  presso il Centro Esposizioni Lugano, il Swiss Bodypaiting Art Festival. Lo Swiss Bodypainting Art Festival é il primo Festival Svizzero del settore che  avrà come protagonisti 80 artisti di fama mondiale con 160 modelle suddivisi in cinque categorie: Pennello&spugna, Airbrush, Special Effects, Facepainting e Open category. Il tema di questa prima edizione assoluta di portata internazionale è “Il Rinascimento”. Si tratta di un evento colossale, di rilievo internazionale che darà vita ad un’esperienza unica ed emozionante. Un nuovo format ricco di arte, musica, intrattenimento ed animazione. Una due giorni di colori e pura arte! Curiosi ed appassionati avranno occasione di vedere live il corpo di una modella prendere forma, trasformarsi e plasmarsi fino a diventare una vera scultura vivente. Disegni, colori, decorazioni renderanno il corpo di ogni donna un’opera d’arte… Il Body Painting è una forma d’arte che vede in campo tantissima creatività ed attenzione ai dettagli e ai particolari. Il corpo della modella viene disegnato, dipinto, decorato fino a trasformarsi in natura, animale, quadro, oggetto…tanto da sembrare reale! Lo Swiss Bodypainting Art Festival di Lugano si svolge in collaborazione tra il World Bodypainting, associazione che detiene i diritti mondiali di questa forma d’arte.

 

Per informazioni: www.swissbodypainting.ch

Nerospinto suggerisce di eccedere nel divertimento anche questo fine settimana, partecipando agli spettacolari eventi organizzati dal Toilet Club, dannatamente coinvolgenti.

Il Week end del Toilet Club parte il venerdì sera, con COOL KIDS CAN'T DIE *TWERKING* il queer party che da 9 anni infiamma i venerdì notte milanesi. Il dj show di JAPI & LAEMI non è solo un set ma un vero e proprio spettacolo in 4D in cui si mescolano la musica, il travestimento e l’interazione con il pubblico.

Il pubblico di COOL KIDS CAN’T DIE (misto gay friendly) è sempre in crescita e in movimento; si ritrova come una grande famiglia e si scatena in pista con pezzi Pop, Electro, Trash, Punk Rock, col tempo fusi con sonorità che vanno dagli anni ‘60 ad oggi, in un'atmosfera unica e travolgente .

Il COOL KIDS CAN'T DIE non è una semplice serata quindi, ma uno stile di vita notturno vissuto in modo disinvolto e colorato, nonché riflesso di chi questa serata l'ha sognata e pensata da prima che esistesse. Oltre che Dj infatti, Japi e LaEmi sono gli organizzatori ed ideatori di questo evento, cominciato come tutte le cose più belle cominciano e cioè con una grande amicizia.

Il TWERKING che anima la serata è una provocante danza inventata da Miley Cyrus sulle note di Florida, di successo negli Stati Uniti. Uno stile molto popolare nei videoclip hip-hop, il cui movimento fondamentale può essere riassunto nel far roteare il fondoschiena in modo energico e sensuale.

Ma al Toilet Club non ci si ferma mai ed il sabato la serata si riaccende con TOILETTE MI SCAPPA DI SABATO dove la musica di Erik Deep, LoZelmo e DJ MARG da vita ad una serata spensierata, divertente, accattivante e a volte sconsiderata. In una serata così può accadere di tutto, anche di perdere la testa con drink stuzzicanti, balli proibiti, baci alcolici. Un peccato perdersela.

Con Erik Deep & LoZelmo il sound si fa dance-pop, energico e spregiudicato, contaminato da elettronica, anni 90 e frequenze disturbate. Poliedrici, polifonici e polisex, i loro dj set sono sempre ricchi di novità e imprevedibili, alterano i sensi e fanno ballare fino al mattino.

Ogni sabato interviene un ospite, una situazione diversa, un contesto creato apposta per un nuovo party, per celebrare la settimana passata (o dimenticarla del tutto).  Il modo migliore per chiudere in bellezza.

 

- COOL KIDS CAN'T DIE. 11/10/2013

Dj Show & Love JAPI e LaEMI

https://www.facebook.com/events/197903190389338/

 

-TOILETTE - MI SCAPPA DI SABATO.  12/10/2013

Erik Deep & LoZelmo Dj Set. Guest: DJ MARG

https://www.facebook.com/events/594650223931075/

 

** ENTRO LE 00:30 COCKTAIL A 5.00€ **

TOILET CLUB via Lodovico il Moro 171, Milano Aperto dalle 23 alle 4.

INGRESSO GRATUITO con tessera ARCI, ARCIGAY, ARCILESBICA, UISP. NON HAI ANCORA LA TESSERA ARCI?

Richiedila almeno 24h prima di venire al Toilet compilando il form all’indirizzo www.circolotoilet.it/tessera

Informazioni:  www.circolotoilet.it   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grande appuntamento per gli amanti della musica classica e di Bach in particolare!

La Fondazione Cineteca Italiana e Centro Coscienza propongono infatti una rassegna cinematografica e tre incontri con il più grande interprete contemporaneo di Bach, Ramin Bahrami, uno dei quali sarà dedicato ai bambini.

Ramin Bahrami, protagonista e ospite di questa manifestazione, è un pianista iraniano, enfant prodige della musica classica, tra i più grandi esecutori di Bach al mondo.

Gli incontri si terranno a Centro Coscienza, in corso di Porta Nuova 16 e al MIC, viale Fulvio Testi 121.

Il primo appuntamento è giovedì 10 ottobre alle 21.00 presso l’associazione culturale Centro Coscienza, dove il Ramin Bahrami converserà di Bach e di futuro con il suo maestro Piero Rattalino, ed eseguirà alcuni brani al pianoforte.

Venerdì 11 ottobre presso il MIC l'incontro con Bahrami darà invece il via alla rassegna cinematografica curata, per quanto riguarda la selezione delle pellicole, dal Maestro stesso che ha scelto film centrati sulla musica classica, in particolare quella di Bach.

Sarà anche l'occasione per approfondire la figura di Glenn Gould, di cui il Maestro è estimatore e conoscitore attento. Inoltre parlerà al pubblico presente delle Variazioni Goldberg, opera di Bach portata sul grande schermo nell'esecuzione di Glenn Gould con la regia di Bruno Monsaingeon.

L'ultimo incontro è previsto nella Giornata nazionale delle famiglie al Museo, domenica 13 ottobre sempre presso il MIC, ed è rivolto ai bambini, ai quali il Maestro racconterà di come è diventato un pianista, e parlerà della musica e delle nuove generazioni.  A seguire la proiezione di Piano Forest, film d’animazione la cui colonna sonora presenta brani di Chopin e Mozart, alcuni dei quali eseguiti dal maestro Vladimir Ashkenazy.

La manifestazione "Il futuro ci insegue "(ottobre 2013 – giugno 2014) comprende un programma di incontri ricco e articolato, suddiviso in moduli mensili, su molteplici temi che riguardano il futuro individuale e sociale: dalla sopravvivenza del nostro ecosistema all’economia, dall’alimentazione alla salute, dal lavoro alla formazione, dalle prospettive scientifiche a quelle artistiche. Tutti aspetti che,chiedono all'uomo di riscoprire  valori  e  prospettive culturali che orientino un mutamento di stile di vita e di coesistenza. Parteciperanno 28 relatoriche offriranno al pubblico spunti tratti dalle loro ricerche.

A complemento di tali percorsi, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, verranno proiettati alcuni film che raccontano storie collegate a contenuti ed esperienze emersi negli incontri.

 

CENTRO COSCIENZA (C.so di Porta Nuova 16, Milano)

Giovedì 10 ottobre

H 21.00 Il Maestro Ramin Bahrami parla di Bach e di futuro

(ingresso libero con prenotazione obbligatoria)

 

MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA (Viale Fulvio Testi 121, Milano)

Venerdì 11 ottobre

H 15.30 Glenn Gould - The Alchemist (B. Monsaingeon, 157’, v.o.sott.Ingl.)

Immagini, suoni e parole dalla vita di un musicista unico - Glenn Gould suona e si racconta nei documenti audiovisivi curati e raccolti da Bruno Monsaingeon.

 

H 18.00 Il mio nome è Bach (D. de Rivaz, Fr./Ger/Sviz, 2003, 97’, v.o.sott.it.)

Il film racconta la vita del compositore tedesco  Johann Sebastian Bach.

 

H 21.00 A proposito di Glenn Gould: il musicologo Quirino Principe incontra il Maestro Ramin Bahrami

A seguire, proiezione del film

Trentadue piccoli film su Glenn Gould (François Girard, Canada, 1993, 93’)

La vita, l'arte, la musica del celebre pianista classico e compositore canadese Glenn Gould in 32 brevi capitoli in cui si passa dal documentario alla finzione, dal disegno animato alle interviste. Gould non compare mai, ma se ne ascoltano le esecuzioni, discusso frutto di un perfezionismo maniacale che lo indusse nel 1964 a ritirarsi dall'attività in pubblico.

 

Sabato 12 ottobre

H 15.00 The Goldberg Variations (Bruno Monsaingeon, USA, 1981, 58’)

Serie di tre film documentari diretti per la televisione da Bruno Monsaingeon e girati a New York tra il 1976 e il 1981; L’edizione cinematografica contiene un’esecuzione completa delle Variazioni Goldberg.

 

H 16.00 Il vangelo secondo Matteo (P.P. Pasolini, Italia, 137’)

Seguendo fedelmente il Vangelo di S. Matteo, il film narra la vita di Gesù Cristo dall'Annunciazione alla Vergine Maria fino al momento in cui, processato da Pilato, viene condannato alla crocefissione. La Resurrezione conclude la vita terrena del Redentore.

 

H 18.30 Cronaca di Anna Magdalena Bach (J.M. Straub, D. Huillet, 93’)

Film basato sulla vita della cantante Anna Magdalena Bach e di suo marito Johann Sebastian Bach. In questo film la storia privata di Bach (interpretato dal clavicembalista Gustav Leonhardt) è ridotta ai suoi aspetti sociali (economici) e tecnici (musicali). Ne esce il ritratto di un uomo libero in cui non c'è separazione tra intelligenza, arte, vita, tra musica sacra e musica profana.

 

H 21.00 Il mio nome è Bach (D. de Rivaz, Fr./Ger/Sviz, 2003, 97’, v.o.sott.it.)

Il film racconta la vita del compositore tedesco  Johann Sebastian Bach.

 

Domenica 13 ottobre

GIORNATA NAZIONALE DELLE FAMIGLIE AL MUSEO (ingresso gratuito)

H 10.30 Incontro: Johann Sebastian Bach e la passione per la musica raccontato ai bambini dal maestro Ramin Bahrami.

Prenotazioni al numero 0287242114

A seguire proiezione

Piano Forest  - Il piano nella foresta (Masayuki Kojima, Giappone, 2007, 101’)

Il giovane Shuhei, figlio di un famoso pianista, si trasferisce con la madre da Tokyo ad una piccola cittadina di periferia. Qui apprende dell'esistenza di un misterioso pianoforte, che giacerebbe abbandonato nella foresta adiacente: i ragazzi del luogo lo visitano come prova di coraggio, ma uno di loro, Kai, afferma che il piano è suo e che solo lui può suonarlo. Ben presto Shuhei e Kai stringono amicizia, uniti dal loro amore per la musica.

 

H 15.00 Solaris (Andrej Tarkovskij, URSS, 1972, 160’)

Nella stazione spaziale in orbita intorno a Solaris, pianeta misterioso, accadono strani incidenti. Un celebre psicologo giunto in perlustrazione scopre che Solaris materializza tutte le immagini sepolte nella memoria degli astronauti. Individuato il "male", lo psicologo si trova a sua volta invischiato dall'entità aliena tanto da ritrovarsi (nella fantasia o nella realtà?) accanto alla moglie morta da anni, nella loro verdissima isba immersa nella campagna russa.

 

H 18.00 Il mio nome è Bach (D. de Rivaz, 97’, v.o.sott.it.) Replica

 

Giovedì 17 ottobre

H 17.00 Trentadue piccoli film su Glenn Gould (François Girard, Canada, 1993, 93’)

 

INFO

Cineteca:  T 0287242114 – Centro Coscienza: T 026570917

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mic.cinetecamilano.it

www.centrocosicenza.it

www.ilfuturocinsegue.it

 

MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI:

Conversazione a Centro Coscienza, 10/10/2013

ingresso libero con prenotazione obbligatoria

Incontri e proiezioni presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema (11,12 e 13 ottobre)

Biglietto d’ingresso intero: € 5,00

Biglietto d’ingresso ridotto: € 3,00 

Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,o0

 

 

Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari tornano, dal 17 al 27 ottobre, al Teatro della Cooperativa di Milano con un nuovo spettacolo, In fondo agli occhi, per la regia di Cèsar Brie.

I due attori portano in scena uno spettacolo incentrato sui temi della crisi e della malattia che ne deriva,visti da due punti di vista: quello reale, della malattia fisica e della cecità, inteso come filtro attraverso cui analizzare il contemporaneo e l'altro metaforico,in cui la cecità è la condizione di un intero paese, che brancola nel buio alla ricerca di una via d'uscita.

Un paese in crisi è un paese malato, i cui abitanti sono malati: un tema forte, ma raccontato con poesia e ironia.

Il regista, Cèsar Brie, ha saputo unire la cecità (vera) di Gabriele Berardi con la cura (vera) che Gabriella Casolari vive nella sua vita quotidiana, portando sul palco l'Italia di oggi, rappresentata da due individui che si incontrano in un bar e narrano a vicenda la propria storia, le proprie speranze e i propri sogni mancati.

Finzione, autobiografia, realtà, dramma e ironia sono gli ingredienti di "In fondo agli occhi", uno spettacolo che non mancherà di  emozionare e far discutere.

Per gli interessati, segnaliamo anche l'uscita del libro di Gianfranco Berardi, "In principio era il cieco", pubblicato da Editoria&Spettacolo, nella collana curata da Dario Tommasello, docente presso l'Università di Messina.

 

Teatro della Cooperativa (17/27 ottobre 2013)

ORARI:             feriali e festivi ore 20.45 – lunedì riposo

PREZZI:            intero 18 € - ridotti 13/8 €

www.teatrodellacooperativa.it  - Via Hermada 8, Milano – tel. 02.64749997

 

Cenare ON STAGE su un vero e proprio palcoscenico oggi è possibile! La compagnia teatrale Estia, da anni cuore pulsante del Teatro In-Stabile all’interno del carcere di Milano-Bollate, presenta “Camerieri della Vita”: una cena con intrattenimento teatrale.

E’ un evento imperdibile: in una cornice elegante ed esclusiva, gli attori camerieri – detenuti e non – serviranno un menù completo dall’antipasto al dolce, insaporendo le vivande di un frammento delle loro vite.

La cena, curata da un catering altamente qualificato e prenotabile anche da gruppi chiusi per cene aziendali e grandi occasioni, sarà arricchita e ravvivata da momenti teatrali e musicali.

Istrionici i “Camerieri della Vita”, tipi allegri e pasticcioni, malinconici e raffinati. Attori che si prenderanno cura dei loro commensali, giocando ironicamente sulla differenza tra chi serve la vita e chi dalla vita è servito.

Inevitabile e potente l’esperienza umana di superare le grate del carcere per sedersi a tavola insieme ai detenuti. Un’occasione preziosa e un modo leggero e conviviale che consentirà allo spettatore di sentirsi parte attiva in quel processo di inclusione e integrazione, necessario, forse indispensabile, per poter finalmente abitare una società più sana e sicura.

 

 

 

Camerieri della vita

cena con intrattenimento teatrale

Prossime date:18,24 e 25 ottobre

Teatro In-Stabile

c/o II Casa di Reclusione di Milano-Bollate,

Via Cristina di Belgioioso 120 – Milano

 

Tel.+39. 02.23168216

Mobile: 331.5672144

 

Prenotazione obbligatoria con Form online all’indirizzo: www.cooperativaestia.org/prenotazioni

www.cooperativaestia.org

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https://www.facebook.com/EstiaTeatroCarcereBollate

“Dance, dance, otherwise we are lost.”

Per qualcuno è un ricordo emozionante, per altri è musica, per altri ancora un'immagine, un quadro, parole in movimento o un corpo che dialoga con lo spazio attorno a lui. Per il gruppo Osteoporosys Dance Theatre, consolidata realtà brianzola da più di dieci anni, la risposta alla domanda “cos’è la danza” la si può ritrovare nel loro progetto performativo DANCE ODDITY, lavoro coreografico che vuole dare un significato al movimento danzato nelle sue molteplici fisicità, dalle sue espressioni giocose fino a quelle più malinconiche, per dare sfogo alla creatività che è radice di ogni talento. Una performance fisica, carnale, che vive dei corpi ma, al contempo, li trascende, cercando di addentrarsi nell’intimo degli artisti per arrivare a toccare l’ineffabile racchiuso nel loro DNA, quell’io creativo che rende ogni esibizione così coinvolgente e irripetibile.

Sabato 12 settembre alle 19.30, ODT sarà ospite dell’ Associazione Arte da Mangiare, associazione culturale dove gli Artisti indagano le tematiche dell’Ambiente e dell’Alimentazione ricercando strade sempre diverse e innovative, che possano sollecitare l'attenzione del grande pubblico avvicinandolo al mondo dell’Arte, del Cibo e della Comunicazione. In occasione della sesta edizione di “Orto d’Artista: dalla Semina al Raccolto, evento a sostegno della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il progetto performativo Dance Oddity, a cura di Pier Giovanni Bellotto, verrà messo in scena alla Società Umanitaria di via Barnaba 38, storico ente morale della città meneghina.

L’occasione perfetta per celebrare l’arte in tutte le sue forme, per lasciarsi trasportare dalla bravura e dalla passione del gruppo artistico Osteoporosys, per sentire sulla propria pelle quell’energia che solo la danza sa comunicare. ODT sarà, inoltre, ospite d’eccezione alla serata conclusiva del Festival della Cultura Psicologica 2013, per regalare un’altra sublime interpretazione all’Hotel Enterprise il prossimo 26 ottobre.

DANCEODDITY di Pier Giovanni Bellotto sabato 12 ottobre 2013 - h. 19.30 Società Umanitaria via San Barnaba 38 - Milano ingresso libero

con: Pier Giovanni Bellotto, Cristina Triggiani, Lino Maggioni, Anna Gusmeroli, Laura Gusmeroli, Pamela Gilardoni, Federica Amigoni, Silvia Invernizzi, Betty Frigerio, Aurelie Potier, Elena Manganaro, Sara Riva, Francesca Riva e Ornella Orlandi e Anais Mauri

Per informazioni http://www.artedamangiare.it/evento.aspx?e=8272 http://www.artedamangiare.it/

Sessanta artisti di fama internazionale, minitessili e grandi installazioni, una dimora settecentesca sul lago di Como,  questi sono gli ingredienti di Miniartextil, la più accreditata rassegna d'arte tessile contemporanea a livello internazionale, giunta alla sua XXIII edizione.

La manifestazione, organizzata dall'Associazione Arte&Arte di Como e curata dal Professor Luciano Caramel, costituisce un unicum nel suo genere. Non solo si contraddistingue per il fatto di essere l'unica mostra d'arte tessile a cadenza annuale a livello europeo, ma anche per il suo carattere itinerante e internazionale: Como è solo la prima tappa di una rassegna che proseguirà in altre importanti location europee  con l'obiettivo di far conoscere artisti tessili  provenienti da tutto il mondo.  Nel segno di un crescente gradimento da parte del pubblico, Miniartextil verrà ospitata oltre che dalla città francese di Montrouge,  da Cadry, un altro comune d'oltralpe.

Fino al primo di dicembre nelle sale di Villa Olmo sarà possibile ammirare le 54 opere finaliste del concorso minitessili selezionate da una giuria composta da Luciano Caramel, Maria Cristina Cedrini e Vito Capone, accanto a 15 installazioni realizzate da importanti artisti del panorama dell'arte contemporanea internazionale come il londinese Yinka Shonibane, la statunitense Mandy Greer e l'argentino Manuel Ameztoy.

Tutte le opere sono il frutto di una riflessione sull'eros, tema scelto per la XXIII edizione della manifestazione, che ha dato via a diverse interpretazioni: l'amore come desiderio e attrazione, come energia vitale, come creazione di un percorso comune, come rievocazione di figure mitologiche e letterarie.

Miniartextil è un evento culturale a 360° che propone una serie di appuntamenti collaterali alla mostra: la rassegna cinematografica realizzata in collaborazione con LunedìCinema FilmStudio, le tre serate dedicate alla poesia realizzate con La casa della poesia di Como, la conferenza di architettura e l'incontro con l'Ordine degli Architetti, i laboratori tematici per grandi e piccini con l'artista Daniele Delfino.

 

INFORMAZIONI

Apertura al pubblico: da martedì a domenica, Villa Olmo, via Cantoni 1, Como. Orari: martedì – domenica / 11.00-19.00 Giovedì 11.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00) Costo Ingresso: 7 € - Gratis giornalisti + bambini fino a 10 anni

www.miniartexil.it

 

 

 

Nerospinto vi invita a riscoprire i bei tempi andati in un nostalgico, decadente e non convenzionale ritorno alle origini della  modernità dell'arte e della cultura europee, perdendosi tra i dipinti degli anni di maggior splendore delle capitali, del lusso spensierato e dell'età dell'oro della Ville Lumière.

La Belle Époque torna infatti a far parlare di sé alla Galleria Bottegantica in via Manzoni a Milano, dove un'esposizione che si tiene dal 25 ottobre al 21 dicembre permette di ammirare una serie di opere di alcuni dei più importanti pittori italiani degli ultimi anni dell'ottocento, tra i quali Giovanni Boldini, Caputo Ulisse, Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi, Antonio Mancini, Pompeo Mariani ecc.

Entrando ci si trova letteralmente circondati dai dipinti, donne maliziose, eleganti, semisvestite e seducenti ci osservano dalle pareti, figure impegnate in attività quotidiane e divertimenti vari o in pose maliziose. Le opere non seguono un percorso studiato ma semplicemente ci osservano, come noi osserviamo loro, e si affollano, senza lasciarci lo spazio per crearci un orientamento mentale tra questi capolavori di altri tempi.

Belle Époque non è solo un termine entrato con forza nel linguaggio comune ma descrive un'intera epoca, quella a cavallo tra il finire dell'ottocento ed il secolo successivo, fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Un'epoca che fu per l'Europa di fasti e scoperte scientifiche, un periodo di divertimenti e benessere, di pace e prosperità, di progresso e gioiose speranze per il futuro. Un tempo insomma, in cui le capitali europee, Parigi in primis, ma anche Londra,  divennero il fulcro della vita culturale ed artistica, dello sviluppo scientifico e del progresso economico e sociale. Fu il momento della nascita dell'elettricità, di mezzi di trasporto moderni come le automobili, della radio, delle origini del cinema e del manifesto pubblicitario (di questi anni le creazioni di Toulouse-Lautrec), del fondersi tra arte e produzione industriale culminata con la grande Esposizione Universale di Parigi del 1900.

Al tempo il livello economico delle classi elevate prosperava  e nuovi stili di vita si andavano diffondendo, le nuove occupazioni per il tempo libero, divertimenti come circhi e teatri, lo sviluppo di locali che lasciavano spazio ai piaceri anche più licenziosi ed in cui la morale spesso cedeva al vizio ed al lusso. Si diffondevano le vacanze, le passeggiate e le danze. Nascevano in quegli anni l'Impressionismo e l'Art Nouveau, il Can Can ed il Cabaret. Si dipingeva una vita sfarzosa e brillante nelle grandi capitali europee ed in particolare a Parigi, si delineava una vita cosmopolita ed a tratti artificiale, supportata dalla convinzione che il novecento avrebbe portato progresso e felicità.

I riferimenti culturali e filosofici sono all'artista ed al letterato cosmopolita e vagabondo, all'intellettuale che si perde tra le folle nella grande città  o si stordisce i sensi nei caffè, al poeta che ha perso la sua aureola per la strada, al Flâneur descritto da Benjamin e da Baudelaire in "Le peintre della vie moderne":

"Girovagare nel flusso continuo e inarrestabile della metropoli, cercare rifugio nella folla, imprimere nella memoria le immagini di un'intensa stimolazione percettiva e infine trasferire l'effimero in 'un fantastico reale': in questo sembra condensarsi la ricerca della modernità". 

La selezione di dipinti e disegni che si accumulano in Galleria racconta di momenti d'intimità e di riti mondani, promenades e rendez-vous, gite al mare, saltimbanchi e persone impegnate nella vendemmia, lavori serali rischiarati dalla novità della luce elettrica, ci descrive la vita notturna nei teatri, i veglioni e i casinò, le virtù e i peccati di un’epoca che annuncia la modernità.

La donna diventa protagonista in queste opere; come femme fatale ma anche nel suo essere composta e morigerata, nella sua maliziosa ingenuità, nelle sue piccole ma costanti contraddizioni, che al tempo più che mai prendevano corpo mentre lo sguardo ed i costumi della società si andavano evolvendo. Una femminilità che esplode nel conflitto tra vanità e lusso, diventando icona di un tempo in cui la felicità è un obbligo, uno status necessario, irrinunciabile quanto inevitabile.

Particolare attenzione va data alle creazioni di Giovanni Boldini come "La lettera mattutina", ritratto della contessa Gabrielle De Rasty, carico di sensualità, o ancora "Nudo di donna con calze nere" altrettanto ardito. L’alta borghesia industriale e finanziaria  di fine ottocento assolda  i pittori per celebrare i suoi riti e la sua smagliante esuberanza attraverso i ritratti delle sue donne. Così in Francia, ma anche in Italia.  I “Bei Tempi” italiani furono forse meno intensi di quelli parigini, ma sempre seducenti e irripetibili.

I soggetti sono per certi versi gli stessi che furono quelli dell'Impressionismo sviluppatosi dopo la metà dell'ottocento; le toilette femminili, i nudi, le passeggiate nei prati, scene di gite e viaggi, vie cittadine, caffè e balletti, i dietro le quinte dei teatri, il circo.

I pittori impressionisti mostrano molto bene lo spirito degli inizi della Belle Époque: dipingono l’agitazione e l’animazione delle vie e dei boulevard (La Rue Montorgueil; Fete du 30 juin 1878 di Claude Monet, 1878), gli interni dei teatri, l’ambiente di festa nei giardini parigini (Un dimanche après-midi à la Grande Jatte dei Seurat, 1886), i saloni, i bar (Un bar aux Folies-Bergère di Manet, 1882), i café-concerto (Le Café-Concert di Degas, 1877), i balli (Le Bal du Moulin de la Galette di Renoir, 1876), per questo tra i vari movimenti artistici di quegli anni la prima associazione che salta alla mente è quella con il movimento Impressionista, anch'esso ritraeva istanti di vita reali delle classi più agiate.

Immagini  di un passato che non ritornerà, le atmosfere ritratte hanno in parte perduto quell'aria  un po' artificiosa e da allegra rivista patinata, per rientrare in un immaginario carico di nostalgia  e di rimpianto per  ciò che  era  una volta, ed ora non è più.

 

LA BELLE ÉPOQUE Da Boldini a De Nittis a cura di Enzo Savoia e Stefano Bosi

Milano, Galleria Bottegantica (via Manzoni 45) 25 ottobre – 21 dicembre 2013

Orari: martedì – domenica 10.00-13.00; 15.00-19.00 Chiuso lunedì

Ingresso: gratuito

Informazioni: Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Web: www.bottegantica.com

 

Giovanna Canonico

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