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Nerospinto ha il piacere di essere partner della mostra personale dell'artista Max Papeschi "Fifty Shades Of Gold", che verrà inaugurata il 12 febbraio 2015 all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco. Prima della sua partenza per gli USA, siamo riusciti a intervistarlo, per capire meglio la sua arte e il messaggio che vuole trasmettere. Ma chi è Max Papeschi? È un artista contemporaneo che ha fatto della unpolitically correct la sua cifra stilistica. Dopo le esperienze come autore e regista in ambito teatrale, televisivo e cinematografico, raggiunge la notorietà con un'opera mastodontica esposta a Poznan, in Polonia, rendendolo uno dei digital-artist italiani più apprezzati e conosciuti all'estero, realizzando più di un centinaio di mostre in giro per tutto il mondo. La sua carriera di artista-scandalo è nata per caso, quando una gallerista vide quella che doveva essere la locandina di un futuro spettacolo e gli propose una mostra. Un mese dopo tutte le opere erano vendute, e da allora è stato un crescendo: vernissage, copertine, interviste, mostre in tutto il mondo, critiche, contestazioni, dibattiti, e le immancabili minacce di morte (la misura più attendibile della fama). Nel 2014 Sperling&Kupfer ha pubblicato la sua autobiografia "Vendere svastiche e vivere felici. Ovvero: come ottenere un rapido e immeritato successo nel mondo dell'arte contemporanea": autocelebrativo o la cronaca imparziale della sua ascesa, non smette comunque di dividere le opinioni. A San Francisco si terrà la sua nuova personale, presso l'Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con la McLoughlin Gallery, curata da Giulia Proietti e sponsorizzata da Lumen Group. In mostra ci saranno 40 opere per un'antologica con le opere più famose del'artista, oltre alla programmazione di video e i reading di alcuni pezzi tratti dall'autobiografia dell'artista. Per noi Max, oltre che un artista visionario, rimane innanzitutto un amico, e lo abbiamo incontrato nel suo studio un sabato pomeriggio.

 

Nerospinto: Sei felice? Max: Sì

N.: Qual è il confine tra marketing e arte? M.: Il confine è sempre più sottile. Il mio lavoro spesso parla espressamente dei meccanismi della pubblicità. Talvolta il media è parte fondante del mio messaggio, come nel caso dello scandalo creato intorno al mio matrimonio riparatore con Minnie o alla vendita di mia madre: le notizie sono diventate esse stesse parte dell’opera.

N.: La provocazione è secondo te il mezzo migliore per veicolare il tuo messaggio? M.: La provocazione non ha più tanto senso. È stato esposto un cesso in una galleria d’arte nel 1917, c’è stata la merda in barattolo, ci sono state centinaia di performance basate sul nudo, sul sangue e sull’autolesionismo, hanno torturato e ucciso animali in nome dell’arte di “rottura” e appeso in piazza manichini di bambini morti. A livello di provocazioni, il mondo dell'arte ha già dato abbastanza, secondo me.

N.: Pensi che le tue opere siano state fraintese o che il messaggio non sia stato capito correttamente? M.: All'inizio sono state spesso fraintese, adesso, dopo tutte le interviste che ho rilasciato, almeno in Europa il mio lavoro è abbastanza capito.

N.: Oramai tutto è stato sdoganato e ridicolizzato, i tabù e i dogmi della cultura occidentale pian piano stanno crollando: cosa pensi ci sia ancora di trasgressivo? M.: Niente è più trasgressivo perché le regole son state tutte infrante. Sono curioso di scoprire cosa verrà definito “trasgressivo” dalle generazioni future.

N.: Vuoi prendere le distanze dalla decadenza culturale dei tempi moderni, o senti di esserci dentro e di viverla? M.: Sono decisamente figlio di questi tempi, critico e ridicolizzo cose che fanno comunque parte della mia vita, sarebbe ipocrita prenderne le distanze.

N.: Con chi ti piacerebbe lavorare? M.: Mi piacerebbe lavorare con dei professionisti seri ad un film, magari tratto dai miei lavori.

N.: Una città al mondo dove vorresti esporre? M.: New York.

N.: Ti senti una star? Ti riconoscono? M.: Mi è capitato che qualcuno mi fermasse per strada, ma fortunatamente non faccio televisione e non gioco a calcio, la mia vita e il mio modo di viverla non sono cambiati più di tanto.

N.: Chi compra i tuoi quadri? M.: All'inizio della mia carriera venivano acquistati esclusivamente per piacere estetico, per arredarci le case. Oggi alcuni lo fanno solo per investimento indipendentemente dal fatto che l’opera gli piaccia o meno, fa parte delle regole del gioco.

N.: La prima cosa che fai la mattina appena ti svegli? M.: Controllo il cellulare e le mail dal letto, se non ci sono urgenze me la prendo con molta calma.

N.: L’ultima cosa che fai prima di dormire? M.: Soffro un po’ di insonnia, e faccio piuttosto fatica a prendere sonno, spesso mi addormento guardando documentari. L’idea è che se non riesco a dormire almeno imparo qualcosa.

N.: Cosa si può fare, dal punto di vista di un artista, per l'arte in Italia? M: Farla vedere all’estero.

N.: Quanto contano i compromessi e le pubbliche relazioni? M.: Le pubbliche relazioni contano tantissimo, questo vale per tutti i settori, ma nel mondo dell’arte sono forse ancora più importanti. Quando lavoravo nel mondo dello spettacolo, dove per realizzare le proprie idee serve molto denaro in anticipo, ho dovuto fare enormi compromessi. Per quello che faccio adesso non servono grossi capitali, non sono costretto a mendicare soldi dai produttori e direttori di rete, quindi posso permettermi il lusso di non fare compromessi.

N.: I Nazisti erano abilissimi nella propaganda e nelle pubbliche relazioni, per questo Hitler è così presente nella tua produzione? M.: I regimi totalitari sono stati e sono tuttora abilissimi nella propaganda, fa parte del loro DNA. Hitler è diventato il simbolo del male assoluto, senza le sfumature che hanno avuto altri dittatori, per questo è molto presente nella mia produzione, perché è un archetipo.

N.: Un pregio e un difetto? M.: Il mio peggior difetto, è che sono un inguaribile ottimista, che poi è anche il mio maggior pregio.

N.: Come spende i suoi soldi Max Papeschi? M.: Viaggiando.

 

Carlotta Tosoni

 

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Sfatiamo un mito: mangiare vegetariano o vegano non significa rinunciare a gusto e sapore. Proprio per questo siamo andati a curiosare all'Osteria al 55, in via Messina, a Milano, ovviamente al civico 55.

È qui che Michele Maino e Carlo Codarini accolgono la loro clientela per stupirli con la loro filosofia: cucina vegetariana (e vegan) per non vegetariani. E ci riescono in tutti i sensi: i sapori superbi, i profumi inebrianti e la gioia per gli occhi si sposano nei piatti originali e sempre nuovi che la loro cucina propone. I prodotti a km zero sono combinati magistralmente con spezie e pietanze da tutto il mondo.

Abbiamo provato per voi dei fantastici gnocchetti di patate viola con salsa di cavolo rosso, seguiti da una chèvre chaude con crostini di formaggio di capra, rivelatrice della scuola francese che si mescola con l'innovazione dello chef. La celebre ciliegina sulla torta si è presentata sottoforma di una cheesecake al gorgonzola con cavolo nero, squisita!

Non vi ha ancora conquistati? Questo posticino che sembra uscito da altri tempi vi propone un menu degustazione a 39 euro che prevede un tris di antipasti, un primo, un secondo e un dolce. A la carte vi potete sbizzarrire fra i curatissimi piatti come il risotto saltato con curcuma e roquefort, la millefoglie di carciofi, noci e polpa di porcini, la tempura di verdure di stagione, i capunet - polpettine di grano saraceno in foglie di verza - alla cinese con verdure al salto. Intrigante e sicuramente da provare la dark salad, che ha l'aria di essere tutto fuorché la classica insalatina con foglioline verde e pomodorini: castagne d’acqua cinesi, radice di loto, rambutan, patata viola, mangostano e carote nere fanno comprendere il perché di questo nome così seducente. Per chiudere la cena con un sorriso, la proposta di "happy end" include un cuorecaldo al cioccolato con panna montata ai ras el hanout - che ricorda un po' il curry - oltre ai sorbetti di frutta, da provare quello al rabarbaro, o uno yogurt indiano in versione vegan.

L'Osteria al 55 propone, prenotando con un paio di giorni d'anticipo, anche cucina crudista, che prevede assaggi vegani cotti non oltre i 37 gradi.

Onore al merito, dunque, a questo ristorantino delizioso ma coraggioso che è riuscito a sdoganare un tipo di cucina che troppo spesso si auto-confina in una cerchia elitaria, riuscendo quindi a interpretare la cucina vegetariana a vantaggio di tutti i palati.

 

Indira Fassioni

Contatti:

Osteria al 55 | Via Messina, 55 - 20154 Milano | tel +39 0249752286 | Sito | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Dal 4 al 8 febbraio al Teatro Verdi di Milano, saranno in scena Daniele Biacchessi, giornalista efficace narratore di teatro civile, e Giangilberto Monti, cantautore specializzato nella canzone francese d’autore, per raccontare con parole e musica di una coppia di artisti "contro" molto noti e discussi in Francia. Da noi forse meno conosciuti, questi personaggi raccontati dalla coppia Biacchessi - Monti, sono più che mai attuali, e nella loro vicenda non mancano possibili riferimenti a situazioni e personaggi altrettanto discussi e noti in Italia.

Lo spettacolo narra la vicenda avvenuta nel 1986, quando ad appena 41 anni d’età, muore in un incidente il buffone più amato di Francia, Michel Colucci detto Coluche. Sei anni prima, il comico si era candidato alle presidenziali francesi, un periodo nel quale il numero di disoccupati sorpassava in Francia la quota psicologica del milione e mezzo, l’inflazione balzava oltre il 13% e gli scioperi non si contavano, e i principali candidati alla Presidenza della Repubblica erano quattro: oltre al presidente uscente – il moderato Valery Giscard d’Estaing, travolto dagli scandali – correvano per il centro destra Jacques Chirac e per la sinistra il socialista François Mitterrand e il comunista Georges Marchais. A sorpresa, Coluche decise di candidarsi e il suo manifesto elettorale divenne un violento j’accuse contro la corruzione e l’insipienza dei politici francesi: “Prima di me la Francia era divisa in due, con me sarà piegata in quattro dal ridere”. In pochi mesi arriva al 15% di consensi a livello nazionale, importanti intellettuali lo appoggiano e i suoi spettacoli registrano il tutto esaurito, ma le continue minacce anonime e infine l’uccisione del suo braccio destro, lo convince a rinunciare. Poco dopo la sua scomparsa in un banale incidente stradale, a tutt'oggi mai chiarito, il suo grande amico Renaud Séchan, uno dei più apprezzati cantautori francesi, gli dedica l’appassionata canzone "Putain de Camion".

Sulla scena, l’attento cronista di tanti misteri della nostra Repubblica, Daniele Biacchessi, ci racconta insieme allo chansonnier Giangilberto Monti, questa strana storia di amicizia, politica e canzoni, tra risate amare e speranze di cambiamento, in una democrazia vulnerabile quanto quella in cui viviamo. Se il comico è il politico, chi è il vero buffone?

 

Giangilberto Monti, autore e interprete, ha all'attivo oltre dieci album come cantautore. Ha recitato con Dario Fo, di cui ha messo in scena il repertorio musicale, tradotto e cantato in italiano brani di Boris Vian, Léo Ferré e Serge Gainsbourg, ideato e condotto programmi per la Radio Svizzera, raccontato la vita degli chansonniers più ribelli in Maledetti Francesi (NdA, 2010), scritto per diversi comici dello Zelig. Con Garzanti ha pubblicato il Dizionario dei cantautori (2003, con Veronica Di Pietro), il Dizionario dei comici e del cabaret (2008) e La vera storia del cabaret (2012, con Flavio Oreglio). Nel cofanetto Comicanti.it (Egea Music, 2013) ha riassunto in due album musicali e un libro firmato con il giornalista Enzo Gentile, la storia della comicità musicale italiana. Recentemente ha pubblicato il romanzo storico L’Amore che fa Boum!, ispirato alla sua storia della Banda Bonnot (Prix Suisse 2004 per la radiofonia elvetica)". www.giangilbertomonti.it

Daniele Biacchessi è un giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano. E’ caporedattore per Radio24 - Il Sole 24 Ore. Nel 2004 e nel 2005 gli viene assegnato il Premio Cronista per un'inchiesta sul terrorismo islamico in Italia e una ricostruzione dell'omicidio dell'editorialista del Corriere della Sera Walter Tobagi' Nel 2009 riceve il premio dedicato al fotografo freelance ucciso in Medio Oriente Raffaele Ciriello. Nel 2011 vince il prestigioso Premio Speciale Unesco per lo spettacolo teatrale Aquae Mundi con il jazzista Gaetano Liguori. Dal 1975 lavora per numerose testate e collabora con RAI, Radio Popolare, Mucchio Selvaggio, l'Unità, Avvenimenti e L'Europeo. Dal 1988 al 1999, è fondatore, direttore della sede milanese, conduttore, inviato e cronista parlamentare di Italia Radio.. È autore di venticinque tra libri, prefazioni, interventi pubblicati dai più importanti editori italiani. Daniele Biacchessi scrive libri d'inchiesta sul terrorismo, sulla diossina dalla ICMESA di Seveso, sull'omicidio di Fausto e Iaio. Sul caso di Enzo Tortora. Raccoglie e racconta le storie di Ilaria Alpi, Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Raffaele Ciriello. Negli ultimi anni raccoglie in alcuni volumi le storie dei combattenti della lotta di Liberazione e della Resistenza italiana. Dal 2003 trasferisce gran parte del suo lavoro giornalistico nel teatro civile. Come autore, regista e interprete di teatro di narrazione narra il disastro di Seveso La fabbrica dei profumi, le stragi nazifasciste di Sant'Anna di Stazzema e di Marzabotto del 1944, lo scandalo dei fascicoli nascosti nel cosiddetto "armadio della vergogna", le stragi della strategia della tensione nello spettacolo Il paese della vergogna, le storie dei giornalisti italiani uccisi in zone di conflitto Passione reporter. Racconta l'impegno antimafia di Peppino Impastato, Giorgio Ambrosoli, Libero Grassi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, il dramma delle morti sul lavoro Il lavoro rende liberi, le battaglie per l'acqua pubblica, contro gli abusi ambientali, gli squilibri tra Nord e Sud del mondo, la Resistenza. Dal vivo collabora stabilmente con i musicisti Gaetano Liguori, Gang, Michele Fusiello, Andrea Sigona, Antonio Righetti, Massimo Priviero, artisti della scena jazz, rock, blues e canzone d'autore italiana. www.danielebiacchessi.it

 

4- 8 febbraio 2015

Coluche e Renaud

Di e con Daniele Biacchessi e Giangilberto Monti Percussioni: Paolo Rigotto Luci Ombretta: Nai Foto: Daniele Poli

Venerdì 6 febbraio Teatro Verdi / Koro Wine Bar (dalle 19.00 alle 20.00) "Aperitivo con lo chansonnier" Giangilberto Monti racconta il mondo di Renaud Séchan (fisarmonica Roberto Carlotti)

Teatro Verdi Via Pastrengo 16, Milano Tel. 02 6880038 http://www.teatrodelburatto.it/teatroverdi.html

Orari Spettacoli: da martedì a sabato: ore 21.00 domenica ore 16.30

Biglietti: Intero 20€ Convenzionati 14€ Ridotto (over 65/under 25) 10€ Mercoledì posto unico 10€ Aperitivo venerdì 6 febbraio: 6€

Vendita on-line: www.vivaticket.it (con diritto di prevendita). La Biglietteria presso il Teatro Verdi è aperta solo nei giorni di spettacolo.

 

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Dal 3 al 27 febbraio 2015 presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenta uno speciale "Omaggio a Wim Wenders" in occasione della consegna del riconoscimento alla carriera al Festival del Cinema di Berlino.

Il capolavoro di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado "Il sale della terra", una vera esperienza estetica esemplare e potente, verrà riproposto insieme ad alcuni dei migliori lungometraggi di Wenders, un regista che per coerenza tematica e rigore stilistico ha pochi eguali. Fra i titoli in programma, da segnalare le edizioni appena restaurate di due capolavori immortali, film simbolo del regista visionario: "Il cielo sopra Berlino", sinfonia della città di Berlino, sfiorata da immagini delicatissime nelle sue ore più buie, che racconta la storia di un angelo che vola sopra la città di Berlino all'indomani della seconda guerra mondiale e che per amore decide di rinunciare all'immortalità; "Paris, Texas", film osannato dalla critica ed ultimo del “periodo americano” di Wenders, un film malinconico e silenzioso che ci conduce dentro il rapporto fra un padre scomparso per anni in un isolamento sofferto seppur consapevole, e un figlio che lentamente torna a fidarsi di lui e a volergli bene. Questi due film saranno proposti anche presso Area Metropolis 2.0 mercoledì 18 e 25 febbraio alle ore 21,00. In rassegna, poi, tanti altri suoi film, alcuni dei quali sono "Alice nelle città", la storia di una profonda amicizia nata per caso fra una bambina e un uomo che decide di aiutare lei e sua madre; "Lisbon Story", un film sul cinema, una riflessione sui rapporti tra immagine e suono, pellicola e video, verità e menzogna, sull'opposizione tra cinema americano (delle storie) e cinema europeo (dello sguardo); "Lo stato delle cose", vincitore del Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 1982; "L’amico americano", un grande giallo, un thriller che si rifà ai capolavori della scuola americana, superandoli grazie a una visione più moderna delle cose; "Pina", emozionante pellicola dedicata all'acclamata coreografa e ballerina Pina Bausch.

 

3 - 27 Febbraio 2015

Omaggio a Wim Wenders

Programma e schede dei film

- Martedì 3 febbraio h 19,00 / Giovedì 5 febbraio h 21,15/ Venerdì 6 febbraio h 17,00 "Il sale della terra" R.: Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado. Fot.: Hugo Barbier, J.R. Salgado. Mont.: Maxine Goedicke, Rob Myers. Brasile, Francia, Italia, 2014, col., 100’. Da quarant'anni Salgado attraversa i continenti sulle tracce di un'umanità in pieno cambiamento. Dopo aver testimoniato alcuni tra i fatti più sconvolgenti della nostra storia contemporanea - conflitti internazionali, carestie, migrazioni di massa - si lancia adesso alla scoperta di territori inesplorati e grandiosi, per incontrare la fauna e la flora selvagge in un grande progetto fotografico, omaggio alla bellezza del pianeta che abitiamo. La sua vita e il suo lavoro ci vengono rivelati dallo sguardo del figlio Juliano Ribeiro Salgado, che l'ha accompagnato nei suoi ultimi viaggi, e da quello di Wenders, fotografo egli stesso.

- Mercoledì 4 febbraio h 19,00 / Giovedì 19 febbraio h 19,00 "Lisbon Story" R. e sc.: W. Wenders. Musica: Madredeus. Int.: Rüdiger Vogler, Patrick Bauchau, S. Benard Da Costa, M. de Oliveira. Germania/Port., 1995, col., 100’. La storia di un fonico chiamato a Lisbona dall’amico regista per un documentario. Ma a Lisbona non trova nessuno e così decide di perdersi nelle atmosfere affascinanti e misteriose della “città bianca”.

- Giovedì 5 febbraio h 16,30 / Martedì 17 febbraio h 18,45 "La terra dell’abbondanza" R.: W. Wenders. Sc.: W. Wenders, Michael Meredith. Int.: Michelle Williams, John Diehl, Shaun Toub, Wendell Pierce, Richard Edson USA, 2004, col., 114’. Dopo aver vissuto all'estero per tanti anni a seguito del padre missionario, la giovane Lana torna negli Stati Uniti per studiare. Qui decide di aiutare suo zio Paul, veterano della guerra del Vietnam e unico fratello di sua madre - morta anni prima - che, dopo la tragedia dell'11 Settembre, vive in uno stato d'isolamento e di costante allerta temendo un nuovo attacco terroristico.

- Venerdì 6 febbraio h 21,15 / Mercoledì 18 febbraio h 16,45 "Alice nelle città" R. e sc.: W. Wenders. Int.: Rüdiger Vogler, Yella Rottländer, Laura Kreuzer, Edda Köchl. RFT, 1973, b/n, 110’, v.o., sott. ital. Gli sguardi posati sulle cose, sulle persone, sul tempo che passa di un uomo e di una bambina, compagni di un lungo viaggio dagli Stati Uniti alla Germania.

- Sabato 7 febbraio h 14,30 / Martedì 17 febbraio h 16,30 "Non bussare alla mia porta" R.: W. Wenders. Sc.: Sam Shepard. Int.: S. Shepard, Jessica Lange, Tim Roth, Sarah Polley, Eva Marie Saint, Gabriel Mann. Fr./Ger., 2005, col., 122’. Howard Spence, celebre attore di film western ormai sul viale del tramonto, si sta consumando fra alcol, droga e sesso. Quando scopre che una sua vecchia fiamma ha avuto un figlio da lui, decide di raggiungerla abbandonando il set di un film. L’incontro con la donna, fiera e ancora bellissima, costringerà Howard a fare i conti con un passato che forse potrebbe diventare occasione di riscatto alla sua profonda solitudine.

- Domenica 8 febbraio h 21,15 "Lo stato delle cose" R.: W. Wenders Sc.: W. Wenders, Robert Kramer. Int.: Patrick Bauchau, Paul Getty jr., Isabelle Weingarten, A. Goorwitz, Samuel Fuller, Roger Corman, W. Wenders. RFT/Port./USA/Fr./Ol., 1982, b/n, 120’, v.o., sott. ital. Friedrich, regista tedesco, sta girando in Portogallo, con finanziamenti americani, il remake di un film di fantascienza. Finisce la pellicola, il produttore è partito, le riprese si interrompono, i membri della troupe passano i giorni a non fare niente. Friedrich decide di andare negli Stati Uniti in cerca di soldi.

- Mercoledì 11 febbraio h 18,15 "Prima del calcio di rigore" R.: W. Wenders Sc.: W. Wenders, Peter Handke, dal romanzo La paura del portiere prima del calcio di rigore di P. Handke. Int.: Arthur Brass, kai Fischer, Erika Pluhar, Libgart Schwarz. RFT, 1971, col., 100’, v. o. sott. it. Tratto dal romanzo dello scrittore austriaco Peter Handke, il film narra di un uomo che uccide senza una ragione una commessa di cinema appena conosciuta. Dopodiché si mette in viaggio per nulla preoccupato delle conseguenze del suo gesto.

- Venerdì 13 febbraio h 18,30 "L’anima di un uomo" R. e sc.: W. Wenders. Int.: Chris Thomas King, Keith B. Brown, John Mayall, J.B. Lenoir, Skip James, Blind Willie Johnson. Ger./USA, 2002, b/n e col., 107’. In un dosato mix tra fiction, rare immagini di repertorio e spezzoni di documentari, le vicende personali e professionali, la musica e la vita di tre esponenti di primo piano del mondo del blues: Skip James, Blind Willie Johnson e J.B. Lenoir. Nel film, alcuni dei loro brani migliori sono interpretati da musicisti contemporanei fra i quali Shemekia Copeland, Garland Jeffreys, Chris Thomas King, Cassandra Wilson, Lou Reed e Nick Cave.

- Sabato 14 febbraio h 21,00 "Nel corso del tempo" R. e sc.: W. Wenders. Int.: Rüdiger Vogler, Hans Zischler, Lisa Kreutzer, Rudolf Schündler. RFT, 1975, b/n, 175’, v.o., sott. ital. Il viaggio lungo la frontiera delle due Germanie di due uomini incontratisi per caso. Le giornate passate insieme, fatte di silenzi, incontri, complicità e conflitti, diventano l’occasione per un confronto con il loro passato e per una verifica delle loro speranze.

- Domenica 15 febbraio h 15,00 "Pina" R. e sc.: W. Wenders. Int.: Pina Bausch, Regina Advento, Malou Airaudo, Ruth Amarante, Jorge Puerta Armenta. Germania, 2011, 103’. Progetto nato dalla collaborazione tra la coreografa Pina Bausch, il regista Wim Wenders e lo stereografo Alain Derobe, in cui vengono proposte alcune celebri performance della direttrice artistica del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch che, a partire dal 1973, ha rivoluzionato il linguaggio della danza e le tecniche del balletto portando in scena leggendarie coreografie come quelle proposte nel documentario: "Café Müller", "Sacre du printemps", "Vollmond" e "Kontakthof".

- Mercoledì 18 febbraio h 21,15 "L’amico americano" R. e sc.: W. Wenders, dal romanzo Ripley’s Game di Patricia Highsmith. Int.: Bruno Ganz, Dennis Hopper, Gerald Blain, Lisa Kreuzer, Nicholas Ray. RFT/Fr., 1977, col., 123’, v.o., sott. ital. Jonathan, restauratore e corniciaio colpito da un male incurabile, accetta l’incarico di uccidere un uomo da due loschi figuri conosciuti per caso. Il denaro guadagnato servirà alla moglie e al figlio dopo la sua morte. Ma dopo l’omicidio, le cose in famiglia cominciano ad andare male e così Jonathan si impegna per un’altra esecuzione, molto più rischiosa.

- Venerdì 20 febbraio h 21,00 "Il Cielo sopra Berlino" R.: W. Wenders. Sc.: W. Wenders, Peter Handke. Int.: Bruno Ganz, Otto Sander, Peter Falk, Solveig Donmartin, Nick Cave RFT/Fr., 1987, b/n & col., 130’. Berlino, fredda, misteriosa, affascinante, sotto gli occhi di due angeli che, non visti, si aggirano per le strade della città osservando le commoventi debolezze degli esseri umani. Poi uno di loro si innamora di una trapezista e, sull’esempio di un ex angelo diventato uomo, decide di fare la stessa scelta. Copia restaurata. Ingresso: intero € 10; ridotto € 8

Venerdì 27 febbraio h 21,00 "Paris, Texas" R.: W. Wenders. Sc.: Sam Shepard. Musica: Ry Cooder, D. Lindley, J. Dickinson. Int.: Harry Dean Stanton, Dean Stockwell, Nastassia Kinski, Aurore Clément. USA/RFT/Fr., 1984, col., 145’. La storia di un uomo che ha perduto la strada, se stesso, la propria moglie e il figlio. Non vede il bambino da molto tempo, ma lo ritrova a casa del fratello e con lui inizia un viaggio alla ricerca della madre nel tentativo di ricostruire la famiglia. Copia restaurata. Ingresso: intero € 10; ridotto € 8

Calendario Aera Metropolis 2.0

- Mercoledì 18 febbraio h 21,00 "Il Cielo sopra Berlino" Con Bruno Ganz e Peter Falk. Germania, 1987, 130’. Versione digitale restaurata.

- Mercoledì 25 febbraio h 21,00 "Paris, Texas" Con Harry Dean Stanton, Nastassja Kinski. Usa, 1984, 150’. Versione digitale restaurata.

 

Spazio Oberdan Viale Vittorio Veneto, 2 - Milano 02.87242114 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.cinetecamilano.it

Prezzo Biglietti: Intero: 7,00 € Ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50 Proiezione pomeridiana feriale: intero € 5,50, ridotto € 3,50. Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.

“Paris, Texas” e “Il cielo sopra Berlino”: intero € 10; ridotto € 8

 

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Al Teatro Carcano di Milano da mercoledì 28 gennaio a domenica 8 febbraio 2015, Luigi De Filippo sarà in scena con "Il Berretto a sonagli" di Luigi Pirandello, nella versione del grande Eduardo De Filippo.

La storia, prevede un ruolo di primissimo piano tocca a Ciampa, protagonista dello spettacolo, che Eduardo De Filippo, con l’intelligente ardire che animava ogni sua impresa, tradusse nel 1936 in lingua napoletana, avendo cura di mantenere quelle caratteristiche di comprensibilità indispensabili per il godimento dello spettacolo in ogni parte di Italia. Sia Eduardo che Peppino affrontarono la commedia di Pirandello nel ruolo di Ciampa, disegnandolo in modo profondamente diverso: quello di Eduardo era sommesso, ricco di pause, sottintesi, sguardi e gesti, quello di Peppino risultava passionale, incalzante, irruente. Luigi De Filippo si appropria del ruolo cercando e trovando, da grande maestro, una sintesi delle due letture dimostrando la sua grande maestria, ed esaltando la profonda e affascinante ambiguità del personaggio. Il pubblico che conosce ed ama la sua maschera comica si entusiasmerà scoprendo la sua inconsueta vena drammatica, i suoi toni più tormentati e riflessivi. Beatrice, donna gelosissima, sospetta che il marito sia l’amante della bella moglie di Ciampa, commesso del loro negozio. La donna fa denuncia al commissariato. Il marito viene effettivamente trovato in compagnia della donna, ma il verbale non lo definisce delitto flagrante e il delegato è pronto a rilasciare i due. Ma per Ciampa la giustificazione legale non basta. Davanti a tutto il paese passa per essere un cornuto. Le alternative che gli si presentano sono solo due: ammazzare la coppia colpevole oppure chiedere a Beatrice di dichiararsi pazza. La pazzia della donna infatti aggiusterebbe tutto, poiché secondo Ciampa “è facile simulare la pazzia, basta gridare in faccia a tutti la verità”. E Beatrice, costretta anche dai propri parenti, si fa passare per pazza, convincendo tutti dell’innocenza di Ciampa e di sua moglie.

 

28 gennaio - 8 febbraio

Luigi De Filippo presenta

"Il Berretto a sonagli"

di Luigi Pirandello Versione di Eduardo De Filippo

Con Stefania Ventura, Stefania Aluzzi, Francesca Ciardiello, Giorgio Pinto, Vincenzo De Luca, Claudia Balsamo, Marisa Carluccio Scene e costumi di Aldo Buti

Orari: Martedì - Venerdì: h 20,30 Domenica ore 15,30 Lunedì riposo

Biglietti: Poltronissima € 34,00 Balconata € 25,00

Teatro Carcano Corso di Porta Romana, 63, Milano

Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362 Per scuole e gruppi organizzati Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Prevendite on-line www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it

Giovedì 29 gennaio alle ore 17,30 si terrà in teatro un incontro con la partecipazione di Luigi De Filippo, del giornalista del Corriere della Sera e scrittore Matteo Collura e degli attori della Compagnia. Ingresso libero, è gradita la prenotazione ai numeri 02 55181377 – 02 55181362

 

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Mancano ancora pochi giorni per ammirare la mostra "Le dame del Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento", in programma fino al 16 febbraio 2015 , presso il Museo Poldi Pezzoli. Per la prima volta i quattro ritratti di Antonio del Pollaiolo verranno esposti l'uno accanto all'altro. Appartenendo al genere del ritratto nuziale, queste opere sono anche molto utili per farsi un'idea della società di fine medioevo: vi sono infatti rappresentati vesti, tessuti, gioielli dell'epoca. Ma si possono anche scoprire altri lavori realizzati nelle botteghe dei due fratelli, a testimonianza dei loro interessi e dei loro talenti: dipinti, disegni, sculture in bronzo e terracotta, oreficerie. Essi provengono dal Museo del Louvre di Parigi, dalla National Gallery di Londra, dal Museo Nazionale del Bargello, dal Museo Stefano Bardini, e dal Museo dell'Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze.

 

Dal 7 novembre 2014 al 16 febbraio 2015

"LE DAME DEI POLLAIOLO"

Museo Poldi Pezzoli Via Manzoni 12 - Milano

Orari: Da mercoledì a lunedì: 10.00-18.00 Martedì: chiuso

Biglietti: Intero 9€ Ridotto 6€ (11-18 anni, studenti fino ai 26 anni, sopra i 60 anni)

 

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Giovedì 22 gennaio negli spazi della Galleria Rossini di Milano, si terrà la quarta edizione del progetto "Ri-definire il Gioiello" curato da Sonia Patrizia Catena: una mostra itinerante nata con l’obiettivo di valorizzare le diverse espressioni del gioiello contemporaneo, riunendo in diverse gallerie milanesi artisti, orafi e designer dalla differente cifra stilistica e appassionati di originali soluzione creative, diventata ormai occasione d’incontro a tutti gli effetti per gli amanti dell’arte e del gioiello. Sin dal primo appuntamento e nei successivi incontri, la curatrice dell'evento, nella cornice di gallerie e spazi di design, ha voluto e vuole lanciare il messaggio che il gioiello può entrare a pieno titolo anche nell'arte contemporanea.

In questa occasione “Ri-definire il Gioiello” avrà come tema centrale i cinque sensi: il gioiello come gusto, vista, olfattotatto e udito. Attraverso aromi, profumi, suoni, colori e nuove texture, i sensi saranno raccontati da 40 gioielli, interpreti a loro volta dell'estetica contemporanea tramite la ricerca di materiali innovativi e sperimentali, frutto di un processo creativo dove il valore aggiunto lo fa l’idea.

“Ri-definire il Gioiello” è una realtà creativa in continua crescita che vede impegnati sempre più professionisti del settore per rinnovare la nozione di ornamento tradizionale e farne una forma d’arte autonoma, ed è un progetto ormai consolidato, grazie alla collaborazione di numerosi partner.

In mostra: Ballabio Malvina, Bezerra Màrcia, Bosio Olar Slobodanka, Bruni Michela, Casati Loriana, Catalano Erminia, Cerasoli Danila&Carbone Bernarda, Chimajarno (Trentin Chiara), Del Gamba Agnese, Eandare (Giovanninetti Lucilla), Ercolani Sandra, E-vasiva, Fenili Antonella, Finny’s Design (Vitali Alessandra), Forte Laura, Fragiliadesign (Di Virgilio Francesca), Garbin Mara, Ghilardi Eleonora, Giardinoblu, Giuffrida Lorena, Lacerenza Carmela, Lanna Elisa, Leek (Porro Francesca), Liscia Micaela, Lovisetto Leonia, Maracanta (Bombardelli Lorena), Meri Macramè Gioielli (Iotti Marisa), Mia Gioielli Contemporanei (Sanfilippo Simona), Monguzzi Giovanna, Monti Arduini Olivia, Palmas Loana, Renzulli Alessandra, Rocco Maddalena, Rombolà Rosalba, Rossi Elena, Rotta Monica, Sala Alex, Soria Antonella, Volpi Laura, Wire Dèco Design (Minelli Fabiana).

 

dal 22 al 24 gennaio

IV Edizione di "Ri-definire il Gioiello" I 5 sensi raccontati da 40 gioielli

Galleria Rossini Viale Monte Nero 58, Milano

Orari: Inaugurazione giovedì 22 gennaio alle ore 18.00 da martedì a sabato: 10 - 19

L’ultima mostra itinerante si terrà dal 7 al 13 febbraio 2015 presso lo Spazio E, Alzai Naviglio Grande a Milano.

www.ridefinireilgioiello.com

 

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Dal 2 al 9 febbraio 2015 presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana presenta SI ALZA IL VENTO, l’ultimo capolavoro del maestro dell’animazione Hayao Miyazaki.

Jirō Horikoshi è un giovane adolescente. Fa un sogno in cui costruisce un bellissimo aereo che viene però abbattuto da un enorme nave volante. Da quel momento Jirō decide che nella vita costruirà aeroplani seguendo le orme di Caproni, un ingegnere italiano. Il tempo passa e Jirō incontra per caso Naoko durante un terribile terremoto: sarà l’inizio di un rapporto molto speciale...

Si alza il vento è stato distribuito in Italia solo per due giorni nel settembre scorso dopo l’anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2013. La Cineteca Italiana ha deciso di riproporlo per dare la possibilità, a chi se lo fosse perso, di vedere questo piccolo capolavoro. Nel raccontare la storia dell’ingegnere aeronautico Jiro Horikoshi (1903-1982), convinto pacifista innamorato del volo e del celebre Mitsubishi A&M Zero - utilizzato dai giapponesi nella Seconda guerra mondiale - Miyazaki è riuscito ad esprimere attraverso un uomo, che forse è il miglior personaggio maschile da lui mai scritto, l'epica di un’intera nazione e del suo spirito, la sua dignità, il suo alto senso etico. Il tutto grazie a una scrittura filmica che ancora una volta riesce a dimostrare come si possano toccare le corde più profonde e stimolare gli stordimenti emotivi più vertiginosi attraverso lo stile più delicato e sottile possibile.

Orari: Lunedì 2 febbraio (h 21) - Mercoledì 4 febbraio (h 16.30) - Giovedì 5 febbraio (h 18.45) - Lunedì 9 febbraio (h 21) INFO: T 02.87242114 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / www.cinetecamilano.it

MODALITÀ D’INGRESSO: Biglietto d’ingresso: intero € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera o studenti universitari: € 5,50 Proiezione pomeridiana feriale: intero € 5,50, ridotto € 3,50. Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni al MIC – Museo Interattivo del Cinema - e all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.

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Dal 22 gennaio per un mese, alla Triennale di Milano è in programma la mostra "Razione K", un progetto di Giulio Iacchetti con la collaborazione grafica di Massimo Pitis. Nell'anno di EXPO Milano 2015, che avrà come tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, la Triennale propone una riflessione sull'alimentazione dei militari, portando l’attenzione sulle Razione K, particolari confezioni alimentari inventate dei coniugi Keys (da cui la sigla "kappa"), che durante la Seconda guerra mondiale ha sfamato i soldati in situazioni d’emergenza. Veri e propri oggetti di studio per il mondo del design, questa razioni rispondono a precisi parametri progettuali e funzionali: minimo ingombro, attenzione per i dettagli, per le forme, per i codici colore, ma anche per il rendimento energetico e calorico.

Attraverso una selezione di casi esemplari, la mostra presenta le varie tipologie di queste razioni, diversamente sviluppate da ciascun esercito, e, contemporaneamente, racconta come si sostengono i militari quando sono impegnati sul fronte e in situazioni estreme.

Il curatore della mostra, Giulio Iacchetti, dice, spiegando come sia necessario un ritorno al valore dell’essenzialità come chiave per affrontare situazioni precarie: «Sono tutte contraddistinte da un’estrema essenzialità in termini di dimensioni, che si traduce in un packaging perfettamente idoneo al trasporto nello zaino. Questa piccola mostra vuole consegnare ai futuri visitatori dell’Expo 2015 uno sguardo inedito su questo particolare modo di pensare, e di progettare, il cibo.»

 

dal 22 gennaio al 22 febbraio

Razione K Il pasto del soldato in azione

Orari: Martedi - Domenica 10.30 - 20.30 Giovedi 10.30 - 23.00

Ingresso: Libero

Triennale di Milano Viale Alemagna, 6 20121 - Milano Tel. 02/724341 www.triennale.org

 

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Sabato 24 gennaio 2015 ore 15.30, al teatro Manzoni, La casa delle Storie presenta

IL GATTO CON GLI STIVALI

con Valentina Grancini, Federico Lotteri, Giovanni Lucini, Mattia Maffezzoli adattamento e regia di Giovanni Lucini

Colore, calore e ritmo sono le caratteristiche di questa fiaba che trasportano lo spettatore in un mondo magico fatto di gatti, orchi terrificanti e belle principesse. Grandi e piccini rimarranno incantati da una delle fiabe più belle e conosciute di tutti i tempi. Ciò che affascina della fiaba non è la carriera del Marchese di Carabas, ma il rapporto tra il giovane e il gatto, tra l’orfanello e l’animale. Sul piano emotivo, è l’immagine più durevole e efficace. Il bambino comprende il valore dell’amicizia e dell’aiuto reciproco, impara che nella vita bisogna anche essere intraprendenti e a volte saper rischiare. Quel che conta non è l’amicizia dei Re ma l’amicizia dei gatti, cioè delle piccole creature sottovalutate e deboli, che sanno imporsi ai potenti.

“La Casa delle Storie” trasforma il pubblico da semplice spettatore in SpettAttore, stimolando la partecipazione diretta di adulti e bambini all’azione teatrale. Tutto il pubblico sarà coinvolto tramite un semplice meccanismo di assegnazione di ruoli: gli spettatori saranno i veri protagonisti. I novelli “SpettAttori” assumono vicendevolmente i ruoli dei personaggi delle fiabe, sapientemente guidati dagli attori professionisti in scena in uno spazio teatrale senza palcoscenico che non pone barriere tra attori e pubblico. Per i più piccoli questa esperienza si trasforma in una palestra di vita, in un’occasione di crescita che stimola le capacità creative e la condivisione delle emozioni e che permette di consolidare l’autostima e la sicurezza di sé. L’esperienza aiuterà anche genitori e nonni a riscoprire la voglia di sognare e la capacità di emozionarsi e soprattutto a trovare nuovi canali di comunicazione con i più piccoli, introducendoli al mondo fatato del teatro. Il tutto in un clima di massimo divertimento, in un’atmosfera di gioco in cui in ogni situazione i sorrisi, le risate e il divertimento sono assicurati per tutti, in una situazione teatrale in cui i ruoli si scambiano, dove i bambini diventano adulti, gli adulti bambini e tutti insieme sono attori!

È necessaria la presenza di un adulto ogni 3 bambini. L'ingresso in sala è consentito 30 minuti prima dell'inizio dello spettacolo. Si consiglia sempre l’acquisto anticipato. La modalità dello spettacolo non prevede palcoscenico né posti assegnati. Lo spettacolo si svolge nel foyer del teatro (durata circa 90 minuti). Per facilitare gli spostamenti e per favorire l’interazione, il pubblico verrà fatto accomodare su tappeti o sedie. Si consiglia un abbigliamento informale.

BIGLIETTI: adulti € 14,50, bambini da 3 a 12 anni € 10,00, bambini fino a 3 anni € 5,50

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