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Dal 20 gennaio al 5 febbraio presso il MUBA - Museo dei Bambini di Milano si terrà un'importante iniziativa dal titolo RISE UP! La città che dorme, ideata dal Gruppo di Milano del CISOM, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, organismo dedicato alla Protezione Civile, al soccorso sanitario e all’assistenza, il cui scopo è di sensibilizzare sul tema del volontariato attraverso l'arte e la solidarietà.
L'evento, che coinvolge gli street artists FLYCAT e OZMO, che metteranno in vendita le loro opere, prevede una mostra interattiva incentrata sulla analogia tra Street Art e il volontariato notturno che presta assistenza ai senza fissa dimora della città, alcuni laboratori creativi guidati da FLYCAT dedicati ai ragazzi delle scuole medie e dei licei artistici di Milano, e un'asta di beneficienza realizzata in collaborazione con Christie’s, che rappresenterà il momento finale e clou dell'iniziativa e avrà luogo il 5 febbraio alle ore 20.00. Il ricavato della vendita di alcune delle loro opere permetterà al CISOM di aiutare persone meno fortunate sostenendo le varie attività dell'associazione. Il 5 febbraio, inoltre, OZMO eseguirà eccezionalmente un live painting di 2x1,5 metri con pittura su pvc nella sala centrale del MUBA, dalle ore 18.00, grazie al quale il pubblico potrà vivere in diretta la realizzazione di un’opera d’arte.
Le opere donate dagli artisti ed esposte al MUBA dal 20 gennaio al 5 febbraio saranno anche pubblicate sul sito internet dedicato all’evento.
Laboratori didattici con l’artista FLYCAT: - lunedì 26 gennaio 2015, alle ore 9.30 per gli alunni della scuola media “Gian Battista Vico” - lunedì 26 gennaio 2015, alle ore 11.00 per gli alunni della scuola media “Giacomo Leopardi” - martedì 27 gennaio 2015, alle ore 11.00 gli alunni della scuola media “Vittoria Colonna” - 2 e 3 febbraio 2015, per gli studenti dei licei artistici
Orari per il pubblico: lunedì, 9.30 -15.30; da martedì a venerdì, 9.30-18.30 sabato, domenica e festivi, 10.00-19.00
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Al teatro dell'Elfo, in sala Fassbinder si terrà dal 20 gennaio all'1 febbraio una personale dedicata a Saverio La Ruina.
In scena dal 20 al 25 gennaio per la prima volta all'Elfo, il suo ultimo lavoro, "Polvere", al quale seguiranno lo spettacolo che l'ha rivelato, "Dissonorata", a quello che ha confermato il suo talento, "La borto".
Artista unico, tra i più premiati della scena italiana, Saverio La Ruina con pochi elementi scenici - un abitino, le ciabatte, una sedia e la musica dal vivo - dà vita a personaggi femminili indimenticabili. Donne del sud, offese, ferite ma orgogliose. Con il suo ultimo lavoro sposta l’attenzione sull’uomo, essendo la violenza sulle donne soprattutto un problema degli uomini.
20 – 25 gennaio POLVERE Dialogo tra uomo e donna di Saverio La Ruina
Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva. Ma c’è un prima, immateriale, impalpabile, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna, la circonda, la avvolge, ne mina le certezze, ne annienta la forza, il coraggio, spegne il sorriso e la capacità di sognare. Le impedisce di ribellarsi, di scappare, di dire basta. Non so quanto c’entri il femminicidio con questo lavoro. Ma di sicuro c’entrano i rapporti di potere all’interno della coppia, di cui quasi ovunque si trovano tracce. Saverio La Ruina
27 – 29 gennaio DISSONORATA Un delitto d’onore in Calabria di Saverio La Ruina Premio UBU 2007 Migliore attore italiano, Migliore testo italiano, Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010, Premio ETI - Gli Olimpici del Teatro 2007 Nomination Migliore interprete di monologo Premio Ugo Betti per la drammaturgia 2008 Segnalazione speciale
Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Quando il lutto per le vedove durava tutta la vita. Per le figlie, anni e anni. Le donne vestivano quasi tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate. Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone. E il delitto d’onore era talmente diffuso che una legge apposita quasi lo depenalizzava. Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia. Saverio La Ruina
30 gennaio – 1 febbraio LA BORTO Premio UBU 2010 Migliore testo italiano, Nomination Premio UBU 2010 Migliore attore Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010, Testo selezionato per il progetto Face à Face 2010 di e con Saverio La Ruina musiche composte ed eseguite dal vivo da Gianfranco De Franco disegno luci Dario De Luca produzione Scena Verticale con il sostegno di MIBAC | Regione Calabria
Non è solo la storia di un aborto. È la storia di una donna in una società dominata dall’ atteggiamento e dallo sguardo maschile: uno sguardo predatorio che si avvinghia, violenta e offende; un atteggiamento che provoca gli eventi ma fugge le responsabilità. L’aborto ne è solo una delle tante conseguenze, anche se la più violenta. La protagonista racconta l’universo femminile di un paese del meridione. Schiacciata da una società costruita da uomini con regole che non le concedono appigli, e che ancora oggi nel suo profondo stenta a cambiare, Vittoria racconta il suo calvario in un sud arretrato e opprimente. E lo fa nei toni ironici, realistici e visionari insieme, propri di certe donne del sud. Non mancano momenti sarcastici e ironici come quando gli uomini geometri misurano il corpo femminile come se al posto degli occhi avessero il metro. O come quando il paese si trasforma in una immensa chiesa a cielo aperto per scongiurare le gravidanze. Né quelli commoventi legati alla decimazione del “coro” delle donne. Ma quando la protagonista chiude il cerchio col racconto del calvario della nipote, il sarcasmo e la commozione lasciano il posto a una profonda amarezza, mettendoci davanti alla dura e ambigua realtà dei nostri giorni.
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Sala Shakespeare / 20 gennaio - 1 febbraio
Improvvisamente, l’estate scorsa di Tennessee Williams traduzione di Masolino d’Amico regia di Elio De Capitani scene di Carlo Sala
Elio De Capitani ha firmato nel corso degli ultimi vent’anni un trittico di testi di Tennessee Williams che, con Fassbinder e Shakespeare, è divenuto l’autore più rappresentato dal regista dell’Elfo. Dopo "Un tram chiamato desiderio", che aveva per protagonista Mariangela Melato, è stata la volta di "Improvvisamente, l’estate scorsa", andato in scena nel 2011, protagoniste le attrici dell'Elfo Cristina Crippa ed Elena Russo Arman, con Cristian Giammarini e un affiatato di attori che ritroviamo in tanti spettacoli della compagnia. Ultimo Williams, "La discesa di Orfeo", debuttato al Festival dei due Mondi nel 2012. "Improvvisamente, l’estate scorsa - spiega De Capitani - rappresenta il punto intermedio della mia ricerca; qui ho messo in scena Williams da un punto di vista molto interno alla sua scrittura teatrale, ma esasperandone e portandone fino in fondo il lirismo disperato".
De Capitani ambienta la sua opera nel giardino-giungla della signora Venable, creazione e lascito di suo figlio Sebastian, morto “Improvvisamente, l’estate scorsa”. E' proprio qui che un giovane neurologo riceve dalla ricca signora l'offerta di un finanziamento per l'ospedale pubblico di New Orleans. Ma presto capirà che la donna vuole qualcosa in cambio: gli chiede di operare sua nipote Catherine Holly, che soffre di allucinazioni e crisi isteriche. Il dottore si occupa di nuove cure, ad esempio la lobotomia, ma vuole formulare analisi più approfondite prima di operare la ragazza. La giovane infatti ha assistito ad un evento traumatico: la morte di suo cugino Sebastian. Non ricorda però le circostanza della sventura, e nessuna nella sua famiglia sembra volerlo scoprire..
"Al di là dei modi in cui ho scelto di mettere in scena Williams, - afferma il regista - credo di aver capito da dove nasce la sua forza: dalla necessità - imposta dal contesto culturale di allora - di mascherare la propria diversità e la propria fragilità di omosessuale attraverso panni femminili (Williams è Blanche Dubois). Questo gli ha permesso di sviluppare una particolare sensibilità per condizione femminile, che diventa il paradigma di ogni altra sottomissione e di ogni emancipazione; Williams parte da questa sintonia con l'universo femminile per creare personaggi unici nella storia teatrale. E anche in Improvvisamente, l’estate scorsa due donne sono al centro dello scontro terribile che ha per prezzo la memoria di un uomo morto in circostanze imbarazzanti, barbare, ambigue, indicibili. Il fatto che siano donne e che ci sia sotto qualcosa di violentemente primigenio nello scontro - pur essendo il contesto quello borghese di una villa del Garden Distric di New Orleans - ha chiesto uno sforzo particolare di resa alla messinscena".
Dramma bellissimo e inquietante, caratterizzato da una trasgressione sessuale, dalla difesa di una diversità che non può essere nominata, dall'incubo del denaro in tutte le sue forme. Elio De Capitani nella sua regia coglie e mette a nudo la nevrosi sotto pelle, l'emotività anche nascosta, il non detto, quel tanto di ossessivamente compiaciuto che innerva i testi di questo grandissimo drammaturgo di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita. In una specie di turgida giungla domestica le grida di uccelli esotici diventano urla di vittime straziate. E i personaggi in un insopportabile climax rendono esplicito l'orrore, evidente lo sgomento, con una generosità di eccezionale dedizione, da Cristina Crippa (la folle, possessiva madre) a Elena Russo Arman (instabile Catherine), protagoniste assolute in un ben assortito cast di comprimari.
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Sabato 17 gennaio dalle 9.30 alle 17.30, in concomitanza con l'edizione della Milano Moda Uomo dedicata alle collezioni maschili della prossima stagione autunno-inverno 2015/16, si terrà anche quest'anno il White Trade Show, dedicato alla selezione dei migliori accessori uomo e donna, che sarà ospitato, ancora una volta, nel cuore del fashion district milanese, ossia la zona di Via Tortona.
Riaprirà le sue porte dal 17 al 19 gennaio 2015 l’edizione dedicata alle collezioni uomo e alle pre-collezioni donna per l’autunno-inverno 2015/16, mettendo in scena nuovi nomi e progetti del contemporary internazionale, nella location di via Tortona 27, a cui si aggiunge anche lo spazio Ex-Ansaldo al 54, quest'ultimo, sede di un neonato e importante progetto editoriale in collaborazione con il noto magazine di New York e Berlino dedicato a moda e lifestyle, Highsnobiety, indiscusso punto di riferimento per moda, sneaker, musica e arte, grazie al quale i riflettori di White saranno puntati più che mai sul mondo dello street wear e del pop style. White affiderà ad Highsnobiety la direzione artistica di WOW, trasformatosi per l’occasione in WOW 0.15, nuova sezione dedicata al web con la realizzazione da parte di professionisti del settore, di editoriali con le novità della prossima stagione: shooting fotografici e articoli saranno postati in tempo reale e incentrati su una selezione di brand del contemporary.
Il White Show sarà nuovamente punto di riferimento internazionale, con un numero di espositori e buyer in costante aumento e un'offerta di una vasta gamma di marchi in esclusiva, nonché uno spazio dedicato ai giovani stilisti e ai nuovi marchi che hanno così modo di farsi conoscere. Un’importante progetto infatti vedrà protagonista Slam Jam, retail distributore dello streetwear a livello internazionale e parte attiva nella diffusione della street art sul territorio italiano, e per festeggiare i suoi primi 25 anni di storia, organizzerà al White Show il progetto "Metropolis", che mette in scena la Londra degli anni ʻ70/ʼ80 e la Londra di oggi viste attraverso gli occhi di 2 artisti: Derek Ridgers, fotografo autore del libro ʻLondon Youth 78-87ʼ, e Cieron Magat, giovane promettente regista londinese del film ʻGet Lost!ʼi frutti della più autentica urban culture.
Per scoprire tutti i designer e i progetti presenti al al White Trade Show: www.whiteshow.it/tradeshow/white-gennaio-2015
Orari: sabato e domenica dalle 9.30 alle 18.30 lunedì dalle 9.30 alle 17.30
via Tortona 27-54 - Milano, Italia
Indira Fassioni
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Venerdì 16 gennaio Dargen D'Amico sarà al 75Beat per la showcase del suo nuovo disco D'iO.
Da martedì 13 a sabato 17 gennaio 2015, al Blue Note di Milano si esibiranno gli Incognito, band pioniera dell’Acid Jazz, che presenterà il un nuovo album “Amplified Soul”, nel più brillante stile della band. Formatisi nel 1979, gli Incognito sono capitanati dal carismatico Jean-Paul “Bluey” Maunick (chitarrista, anima e mente del gruppo), ed hanno pubblicato, in oltre 30 anni di carriera, 15 album in studio e hanno visto alternarsi negli anni decine e decine di musicisti e cantanti, sempre di altissimo valore. Negli anni la band ha saputo mantenere fede alla sua idea musicale, ovvero quella di un sound non solo da ballare ma anche da ascoltare, che potesse conciliare la raffinatezza del jazz con il calore e la sensualità sonora del soul-funk. C’è soul, c’è jazz, c’è funk, ma soprattutto c’è energia pura, musica coinvolgente, arrangiamenti ineccepibili ricchi di fiati e percussioni, e un groove irresistibile sempre più orientato al contemporany R&B.
13 - 17 gennaio
Incognito live @Blue Note
Orari Concerto: h 21.00 h 23.00
Costo biglietti: Advance: 40,00€ Door: 45,00€
Possibilità di prenotazione della cena
Controllare sul sito http://www.bluenotemilano.com/programmazione/ la disponibilità dei biglietti.
Blue Note Via Pietro Borsieri 37 - Milano 02.69016888 www.bluenotemilano.com
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Al Teatro Manzoni dal 9 all’11 gennaio 2015 andrà in scena "I T A L I A N I !", il nuovo spettacolo di Paolo Migone.
Questa volta il comico livornese abbandona l'eterno conflitto tra marito e meglio, ma analizza le virtù, gli eccessi, le manie, le abitudini, i vizi e le cattiverie del popolo italiano, raccontando come quest0ultimo affronta quotidianamente la vita, dalle difficoltà ai rapporti personali senza trascurare politica e cronaca. Il punto di vista è come al solito critico ed ironico, cifra stilistica di Paolo Migone. Il percorso narrativo tocca ambiti semplici come la simpatia generata dai nomi o i rapporti di vicinato, ma anche più complessi come le idee degli italiani che hanno rivoluzionato il mondo del lavoro e della cultura. In un’ora e mezza Migone insegna al pubblico a ridere di sé stessi e delle proprie "cattive" abitudini, aiutando a capire come approcciarsi alla vita con più leggerezza.
«Dopo anni a parlare di sfide tra marito e moglie – spiega Migone – ho deciso di allargare il raggio. Con uno spettacolo dove si ride, di un riso amaro. Perché cambiare? Ho un figlio quindicenne e son preoccupato di quale Italia si ritroverà da adulto. Sono mortificato, per lui, di essere italiano. È un ragazzino intelligente e, come molti giovani, non potrà esprimersi in un paese così malmesso». Ma è il pessimismo che lo caratterizza, il motore per la creazione della sua comicità: «Nello show - precisa - io voglio far ridere. Ma la molla dei miei racconti è la rabbia, per i vizi italici. Uno? La furbizia. La nostra storia è stata quella dei sudditi divisi tra due padroni, come Arlecchino. A me, a 17 anni, hanno rubato il tappo del serbatoio del motorino: a quel punto per sostituirlo l'ho rubato anch'io. Siamo fatti così». Lo show finisce però con una carica ottimista: «Perché noi italiani abbiamo fatto grandi cose, e potremmo tornare a farle».
Dal 9 all’11 gennaio 2015
PAPO presenta
I T A L I A N I ! Il nuovo one-man-show con PAOLO MIGONE
Teatro Manzoni Via Manzoni 42 - Milano Tel. 02 7636901 - Fax 02 76005471 www.teatromanzoni.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari spettacoli: feriali ore 20.45 domenica ore 15,30
Biglietto: Poltronissima € 25,00 Poltrona € 18,00 Giovani fino a 26 anni € 12,50
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Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, ha pensato di regalare ai ragazzi milanesi che nel 2015 compiono 18 anni un abbonamento annuale gratuito, la Card18, per accedere liberamente alle proiezioni in programma presso Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema.
L’iniziativa verrà ufficialmente lanciata domenica 11 gennaio alle ore 21 allo Spazio Oberdan di Milano alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno e il Direttore della Fondazione Cineteca Italiana, Matteo Pavesi. In programma ad ingresso libero La valle dell’eden di Elia Kazan, un grande film che ha consolidato il mito di James Dean, scelto come testimonial della campagna della Card18 e del quale nel 2015 ricorrono i 60 anni dalla morte.
Pur vivendo immersi in un mondo di immagini in movimento – videogiochi, tv, canali satellitari, computer, internet, pubblicità, smartphone – l'educazione all'immagine è un ambito sempre più cruciale, perché entra direttamente in gioco nella costruzione dell'identità e della dimensione sociale dei giovani, nella costruzione del proprio rapporto con gli altri e con la società in cui vivono. Il progetto di Cineteca e Comune di Milano vuole dunque agevolare l’avvicinamento alla settima arte, al fine di permettere ai ragazzi di conoscerne il linguaggio, le potenzialità espressive, rendendo l’analisi del film una pratica affine alla lettura di qualsiasi altro testo. Il progetto mira altresì a sviluppare la creatività ed il senso critico dei giovani, mettendoli di fronte al linguaggio dei mezzi di comunicazione di massa per renderli capaci di decodificarlo.
In un momento così importante e cruciale per la città di Milano, che si appresta ad ospitare la grande manifestazione di EXPO, questa iniziativa rappresenta per gli oltre 15.000 ragazzi milanesi che diventeranno maggiorenni nel 2015 la possibilità di creare un momento sociale costruttivo, un motivo in più per uscire di casa e affacciarsi alla grande realtà culturale milanese, un modo semplice per “vedere cose da grandi” e scoprire dunque un cinema che non è quello delle grandi case di distribuzione ma film di qualità che li inducano quindi a riflettere senza stereotipi sulla vita e sulle proprie scelte. Un modo insomma per essere informati e aggiornati su ciò che ci circonda. La proposta filmica della Cineteca è infatti sempre ricca di stimoli: dall’11 gennaio sino all’1 febbraio 2015, prenderà il via presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema la rassegna ADOLESCENTI: 11 GRANDI FILM, 11 GRANDI RITRATTI.
La sfida che i due enti coinvolti vogliono affrontare è quella di non far “consumare” ma “conoscere” il cinema, senza preclusioni o paure, nuovo e vecchio.
Esibendo la Card18 nelle sale cinematografiche di Spazio Oberdan (Viale Vittorio Veneto, 2 Milano MM1 Porta Venezia) e MIC – Museo Interattivo del Cinema (Viale Fulvio Testi 121, Milano MM5 Bicocca), i diciottenni milanesi potranno accedere liberamente, fino a esaurimento posti disponibili, a qualsiasi proiezione organizzata dalla Cineteca di Milano.
Domenica 11 gennaio ore 21 INGRESSO LIBERO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ALLO 02.87242114
La valle dell’eden Adam Trask, un coltivatore californiano, ha due figli, Aron e Cal. Il primo è il suo prediletto, mentre per Cal, dal carattere chiuso e ribelle, egli non ha mai avuto né affetto né comprensione, forse perché il ragazzo somiglia molto, come indole, a sua madre, che tutti credono morta, in realtà fuggita molti anni prima. Cal di questo non sa nulla e l'incomprensione del padre gli pesa come una condanna. La scoperta che la madre è viva innescherà una serie di violenze di cui Aron farà le spese.
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Per questo capodanno saranno moltissime le occasioni di ascoltare buona musica nei vari locali di Milano e dintorni. Il classico dei classici è al Blue Note: arrivati a Santo Stefano ripartiranno dopo San Silvestro gli Angel in Harlem Gospel Choir. Si tratta di un coro nato nelle chiese del quartiere nero di New York negli anni Ottanta. Anche la sera di Capodanno terranno due concerti: alle 19, al costo di 200 euro, comprenderà una cena elegante e una lotteria ricca di premi. Alle 23 costerà 75 euro, con panettone e spumante ( via Borsieri 37, tel. 0269016888). Ma per quanto riguarda il jazz ci saranno altri appuntamenti: lo swing della Alfredo Rey Orchestra al Memo Restaurant, band che proporrà i classici degli anni Trenta e Quaranta con l’aggiunta di cover riarrangiate ( al ristorante si potrà gustare una ricca cena e dopo mezzanotte cotechino con lenticchie e dj set, via Monte Ortigara 30, tel. 0254019856 ). Il soul invece dominerà alla Salumeria della musica, di via Pasinetti 2, dove saranno protagonisti i Groovositive, e Antonio Galbiati, ex pianista di Jannacci. Dopo mezzanotte dj set ( ore 22.30, ingresso 30 euro, tel. 0256807350 ) . Alle Scimmie di via Ascanio Sforza 49 si partirà alle 22 con la Federica Zeta Band, che mescola il soul al pop ( tel. 3298778993 ). Per un classico veglione con danze sarà disponibile la Blueshouse di via Sant’Uguzzone 26, che dalle 23.30 vedrà esibirsi gli Heatflow ( ingresso 25 euro con consumazione e brindisi con panettone, tel. 3337956502 ). La serata sarà effervescente anche al Live di Trezzo sull’Adda con Teo e le veline grasse, una rock band dallo stile originale e allegro ( ore 22, ingresso 20 euro,30 con bottiglia e 50 con cena a buffet, tel. 3471977297 ). L a Spleen Orchestra sarà in scena al Bloom, omaggiando le colonne sonore dei film di Tim Burton ( via Curiel 39, Mezzago, ore 22.30, 10 euro con consumazione, tel. 039623853 ). L’ultimo e forse più imponente show è Dal Verme. Paolo Jannacci si unirà all’orchestra dei Pomeriggi Musicali per rileggere in chiave sinfonica i capolavori di papà Enzo ( via San Giovanni sul Muro 2, ore 22, ingresso 60 euro, tel. 0287905201).
La leggenda dice che fare musica la sera di San Silvestro scaccia gli spiriti malvagi e porta bene per l’anno nuovo. Ecco qualche indicazione quindi per passare la notte più lunga dell’anno in ottima compagnia!
Fino all'11 gennaio al Teatro Franco Parenti di Milano andrà in scena "Peperoni Difficili - La verità chiede di essere conosciuta", l'imperdibile commedia di Rosario Lisma ambientata nel piccolo mondo della provincia italiana dei nostri giorni, che racconta come le brave persone siano comunque capaci di piccole crudeltà quotidiane.
Giovanni, giovane parroco di provincia, riceve la visita inaspettata della sorella Maria (Anna Della Rosa) , volontaria in Africa ma costretta a fuggire per le persecuzioni dei guerriglieri locali. Sarà organizzata per il suo arrivo una cena di benvenuto anche con Filippo, bidello e allenatore della squadretta parrocchiale cacciato di casa dalla moglie crudele di cui è ancora innamorato, e Pietro, fratello di Filippo, bancario, colto, brillante e spastico, ma stranamente inconsapevole della propria malattia e anzi molto sicuro di sé. Alla cena Pietro, che ha evidenti disfunzioni motorie, rovescia a terra tutti i “peperoni difficili”, ricetta africana molto laboriosa preparata da Maria, ma la serata si svolge comunque serenamente fino a un’accesa discussione di stampo teologico tra Giovanni e Pietro a cui metterà fine l'intervento di Maria sulla priorità del concetto di Verità. Giovanni, in grave crisi di autostima e invidioso del carisma della sorella, riceve il giorno dopo la visita di Padre Gabriele e Padre Michele, confratelli maggiori dei tempi del seminario, che lo istruiscono sulle nuove ciniche tecniche per irretire i fedeli. La sera stessa Pietro uscirà con Maria, di cui si è innamorato perdutamente mentre Giovanni e Filippo aspetteranno fino a tarda notte il loro rientro per sapere com'è andata. Pietro confiderà con grande stupore a Giovanni che Maria lo ha respinto perché spastico e, non riuscendo a capacitarsene, chiederà all'amico: "Ma perché? Si vede?"
La commedia si svolge in una cucina abitabile. Sei personaggi, tre porte, qualche segreto e molti equivoci, una donna. Si ispira volutamente alla grande commedia umoristica del Novecento, cercando di raccontare i personaggi con il realismo che si avvera nelle parole, nelle relazioni e negli accadimenti, divisa tra il comico e il dolore. L’intento è quello di incarnare in una vicenda piccola e apparentemente banale i grandi dilemmi dell’animo umano che sono sempre gli stessi: cos'è giusto e cosa sbagliato? Cosa è la verità? Possiamo essere realmente autentici nella nostra vita quotidiana e cosa vuol dire essere autentici? E, soprattutto, in nome di quale principio? Qual è il senso del nostro agire a questo mondo? A domande di questo tipo ha cercato di rispondere il teologo Vito Mancuso, che ha fortemente ispirato l'autore nella stesura del testo, nel saggio ”La vita autentica” (Raffaello Cortina 2009), dove il tema della verità viene proiettato verso il “fine” a cui l’uomo è chiamato, ovvero la Verità intesa come amore tra gli uomini.
Indira Fassioni
INFO:28 dicembre 2014 – 11 gennaio 2015
Teatro Franco Parenti - via Pier Lombardo, 14 Milano
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BIGLIETTI:
intero €32 / over 60 €18 / under 25 €15 / convenzionati €22,50
ORARI:
lunedì 29 dicembre h 20.00;
lunedì 5 gennaio h 20.00; martedì h 21.00; mercoledì h 20.00; giovedì h 18.30; venerdì h 21.00; sabato h 20.00; domenica h 16.00
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