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Dal 26 novembre al 7 dicembre andrà in scena presso il Teatro Frano Parenti “ Gli Innamorati” di Carlo Goldoni. La regista Adrée Ruth Shammah, dopo la Locandiera e Sior Todero Brontolon, affronterà l’autore ripercorrendolo con un intreccio ricco di umorismo e dinamiche amorose. Lo spettacolo più atteso dell’anno al Parenti soddisfa tutte le aspettative: la trama vede due giovani innamorati che continuano a guastare la loro storia d’amore con gelosie e ripicche. Può dirsi una commedia atipica per l’autore, scritta in un periodo in cui cercava di arricchire con numerose sfumature i suoi caratteri peculiari. In un’ambientazione milanese, vediamo una riflessione sulla società molto attuale, da cui scaturisce un vero e proprio capolavoro.

Prezzo Intero 32 euro Ridotto Over60 18 euro Ridotto Undre25 15 euro Convenzioni 22,50 euro

Orari Lunedì riposo Martedi ore 20.30 Mercoledì ore 19.15 Giovedì ore 21.30 Venerdì ore 19.15 Sabato ore 21.30 Domenica ore 15.30

 

 

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Da sempre vissuta come la notte più spaventosa dell'anno, quella del 31 ottobre rievoca la tradizione americana ovunque, anche qui in Italia. Coinvolgente, misteriosa, elettrizzante, spettrale, la notte di Halloween diventa per tutti, grandi e piccini, la possibilità di prendere una pausa dalla tranquilla routine di tutti i giorni, assaporando un pizzico di tenebrosa magia.

Il verbo assaporare è il più azzeccato. Quale modo migliore di festeggiare tale ricorrenza, se non quello di legare l'atmosfera fantasy all'universo culinario?

Il ristorante Malù, situato nel dinamico e vivace quartiere Isola di Milano e rinomato per l'originalità e creatività che caratterizzano i suoi piatti, delizierà i palati dei molti con una cena fantasy, rigorosamente a base di zucca, tutta da scoprire.

Capace di fare assaporare del buon cibo, sempre accompagnato da ottimo vino, e pronto ad offrire qualsivoglia novità enogastronomica, Malù sa come trasformare i più svariati desideri in pietanze di alto livello.

Crema di zucca e zola, cappellacci di zucca su velluto di burro con granella di amaretti e mandorle, tagliata di manzo con carpaccio di zucca marinata, sono solo alcuni dei piatti che lo staff sarà lieto di servire, concludendo il tutto con l' immancabile e tradizionale pumpkin pie.

Avete quindi voglia di gustare un'ottima cena all'insegna di quello che è il tema della serata? Dolcetto o scherzetto, non si sa, ma di ottima cucina sicuramente si tratterà.

Indira Fassioni

INFO:

Malù Ristorante & Winebar - via Antonio Pollaiuolo 9, Milano

http://www.maluristorante.it/

https://www.facebook.com/Malu.winebar

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nerospinto, partner del Festival Mediterraneo della Laicità, vi consiglia “LaicitArt” un ebook a cura di Roberta D'Orazio e gratuitamente scaricabile dal sito dell'associazione Itinerari Laici (www.itinerarilaici.it).

 

 

Una lettura interessante grazie agli interventi di Sara Costantini, Emanuele Cozzi, Angela Giorgi, Martina Giubileo, Marco Alberto Matti e Davide Resati, giovani creativi, musicisti, fotografi, scrittori e pensatori che si interrogano su temi artististici e filosofici con lo scopo di coltivare insieme il senso della condivisione e dell'integrazione di pensiero pur rispettando l'individualità di ogni riflessione proposta. “LaicitArt” è una raccolta su carta di interventi che si legano a doppio filo alle tematiche che animano il Festival Mediterraneo della Laicità e gli eventi ad esso collegati quali il Ciclo Arte, il Ciclo Musica e il Ciclo Documentari e noi vi proponiamo un estratto che Roberta D'Orazio ha scelto per Nerospinto ed è stato scritto da Valeria Pierini.

 

 

“Ognuno è figlio di dove nasce.

Nascere nella terra del santo patrono d'Italia e avere forti parentele col profondo sud, così devoto e a sua volta intriso di folklore e misticismo ti fa arrivare alla resa dei conti in merito da che parte stare.

Cristiano, cattolico, pagano, laico, religioso, ateo, sono tutti termini bagaglio della mia formazione.

E' sempre fondamentale iniziare dai significati delle cose-parole.

Così puoi capire perché San Francesco è considerato un  sovversivo, puoi capire che il paganesimo è stato usato come carta su cui scrivere l'occidente ed essere felice quando vedi che non è stato del tutto arso con le streghe dalla non santa inquisizione  laddove lo ritrovi nel lavorìo della terra, nei calendari accademici e quando vedi che le vecchie vie di pellegrinaggio (Gerusalemme, Roma e Santiago) sono intrise di simboli infedeli e percorse da secoli da milioni di persone per i più disparati motivi.

C'è da capire che la spiritualità non è data da un battesimo e non pertiene ad un culto-credo specifico e che la storia delle religioni è storia degli uomini, ha plasmato, deviato, anche corrotto il nostro destino, come la storia economica o politica, per citare altri campi fondanti le società. Le culture sono la sintesi degli incontri tra gli uomini nei secoli.

Capisci che c'è una religiosa disciplina che abbraccia il sacrificio, la dedizione, e l'amore verso le cose che fai, che non è dettata dagli uomini che professano bensì è una pratica intima e personale dove gli dei non c'entrano nulla. E in più, banalmente,  contemplare il mondo, porta con se sempre qualcosa di sacro. E' dalla meraviglia che nascono le domande, le emozioni e tutti i culti e le filosofie a venire.

Forse è alla luce di tutte queste cose che come persona e dunque come artista (perché per me le due cose coincidono, l'arte non è per me un cartellino da timbrare, o un segno della croce nell'acquasantiera) sono attratta dal sacro slegato dalla pratica, divoro con gli occhi libri e luoghi tutte le volte che me li trovo davanti o li cerco per un motivo.

Sono affascinata dagli altarini casalinghi (le case del sud ne sono piene) dalle leggende, dalle metafore e simboli di cui si nutrono i testi sacri, le vite dei santi, la religione, è tutto una grande metafora e visione, metodo educativo e affascinante per le masse. Come la storia di Francesco che si getta nelle rose, o quella dei nodi del suo saio, una firma devozionale, un contratto con la vita sulla futura condotta.

Mi diverto a scovare i simboli del mondo antico nelle agiografie, come la conchiglia di San Giacomo, mi piace trovare i significati del viaggio nelle rune celtiche, mi piace trasferire queste storie al femminile, ed ecco che spunta una donna col saio. Mi piace ricordare l'unione tra il trascendente e il corso sincronico del tempo di cui parlava Kierkegard ed ecco che questi formano una croce ed io a mia volta assemblo la mia nell'installazione a 12 immagini che qui presento.

'Quando in una cosa si trova ogni bene non bisogna cambiare verso' (dalla serie 'a senso unico', 2012)  è per il mio percorso un lavoro-battesimo-consacrazione, derivante da tutte queste cose, è la trasposizione del pellegrinaggio, quello che si compie alla luce di una vocazione, ed ecco che la folgorazione dei santi in questo lavoro diventa metafora della vocazione dell'artista.

La via dolorosa è quella che ognuno percorre perché figlio della sua stessa vita, ognuno di noi ha una croce in realtà, un peso fino alla meta-ascesi finale.

Il lavoratore nella fabbrica, il musicista, la casalinga che deve far quadrare i conti, lo studente.

Ognuno ha una sua strada che, con più o meno devozione e consapevolezza, percorre, spesso con fatica.

Le grandi storie sugli dei degli uomini e i grandi templi hanno per me la funzione di mònito, ognuno ha il suo pellegrinaggio, la sue grandi imprese di cui certo non si scriveranno canti o salmi, eppure la sacralità è solo uno dei modi in cui si può raccontare l'umano. Scegliere da che parte stare uno dei modi per percorrere il proprio cammino.”

 

 

Info: https://www.facebook.com/pages/Festival-Mediterraneo-della-Laicita/281980455160623?fref=ts www.itinerarilaici.it

Roberta D'Orazio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

Dalle 22,30 di giovedì 16 ottobre ritorna al The Mask Club, Postmoderno, l’appuntamento che infiamma le notti milanesi con gli ingredienti esplosivi di una formula che coniuga alla perfezione arte, musica, design e arte.

Come sempre dietro la consolle a dirigere le danze Japi e Aurelio, ideatori di un progetto che nelle scorse settimane ha portato a esibirsi sul palco, tra gli altri, un gruppo cult come i Krisma.

Settimana particolare a partire dai tre ospiti di questo giovedì sera. A Franz Samsa, già parte del progetto Totentanz con esperienze di eventi come Neon Disco, si è unita la coppia Sem e Stènn, che porteranno eccezionalmente a dieci le mani che lanceranno i dischi lungo la notte e faranno ballare il popolo Postmoderno. Non è tutto, perché questa è anche una settimana di festeggiamenti. Compiono gli anni sia Franz Samsa che Stènn e non esiste modo migliore di onorare i due anniversari regalando a tutti una serata indimenticabile tra brindisi, auguri, musica e divertimento.

Postmoderno crea una nuova forma d’arte libera da confini, iperconcettuale, estrema e kitsch. Elimina ogni preconcetto e stereotipo. Le persone entrano in un vortice che le trasforma e le restituisce pronte a tutte le esperienze possibili. Con The Mask Club come location per le sue serate, è un locale poliedrico perfettamente adatto ad ospitare ogni tipo di evento. All'ingresso un bar con divanetti introduce all'anima del locale: una sala con angolo privé rialzato. Il piano inferiore è dominato da una esclusiva Dance Hall, tipicamente clubbing, dove si può ballare tutta la notte.

Una formula che celebra i grandi artisti ma tende una mano anche verso chi cerca di emergere. È infatti un salotto creativo che invita artisti, designer, videomaker e visual artists a partecipare attivamente con le loro opere. Per sapere come fare parte di questa grande famiglia oppure per rimanere aggiornati su tutti gli eventi e le novità basta seguire la pagina Facebook facebook.com/postmodernopost.

Indira Fassioni

INFO:

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POSTMODERNO@The Mask Club - P.le Cantore 3, Milano

Aperto dalle ore 22.30 alle 3.00

Tel. 02 36513116 Cell. 333 8864490

Ingresso libero

Consumazioni:

Chupito 2 €

Birra e cocktail da 5 a 8 €

 

Le gemelle Giulia e Silvia Provvedi, in arte Donatella, sono identiche ma diversissime, non solo per il colore dei capelli, ma soprattutto per il carattere, decisamente opposto, come dicono loro stesse. Da piccole il loro gioco preferito era travestirsi e cantare a squarciagola nella loro mansarda con tutta la loro famiglia, hobby che le ha portate a sentire indispensabile il bisogno di raccontarsi attraverso la musica. Pur avendo caratteri e interessi molto diversi, hanno sempre condiviso l'obiettivo di diventare delle pop-star.

Nel 2012, all'insaputa di Giulia, Silvia le iscrive ai casting di X-Factor 6. Si presentano alle audizioni con il nome di Provs Destination, e colpiscono i giudici con il loro look, la loro esuberanza e la loro originalità. Sotto la guida della loro coach Arisa, scelgono il nome d'arte Donatella. Il loro stile musicale è un pop di matrice elettronica, solido e raffinato, assemblato con precisione, che punta a varcare i confini nazionali.

Il loro ultimo singolo "Scarpe Diem" è uscito il 19 settembre 2014.

 

Nerospinto: Innanzitutto: chi è Silvia? Chi è Giulia?

Silvia: Io sono Silvia, la mora.

Giulia: Io sono Giulia, la bionda, anche se il nostro colore è in continua evoluzione, in base agli stati d’animo.

 

N.: Ditemi i pregi e i difetti l’una e dell’altra.

Silvia: Quello di Giulia non è propriamente un difetto, però dire che è un po’ troppo istintiva, mentre come pregio, essendo molto solare è sempre l’anima della festa.

Giulia: Silvia invece, è un po’ troppo seria e riflessiva, il suo pregio è la sincerità.

 

N.: Quali caratteristiche mi differenziano oltre ai capelli?

S: Sicuramente il fatto che una sia più impulsiva rispetto all'altra.

 

N.: Vi siete da poco trasferite a Milano, cosa ne pensate?

Ci piace molto, assolutamente.

 

N.: Cosa vi ha lasciato Xfactor? Lo rifareste?

S: Prima di Xfactor il canto era solo un hobby che condividevano con la nostra famiglia: una volta a settimana ci riuniamo e facciamo una serata karaoke. Ci siamo sempre vergognate a cantare in pubblico, per scherzo ci ho iscritte a insaputa di Giulia, anche perché senza di lei non sarei mai andata. Il lavoro che abbiamo fatto durante la trasmissione ci ha aiutato tantissimo a crescere, soprattutto perché abbiamo fatto il percorso al contrario: non siamo arrivate a Xfactor dopo anni di studi e tentativi, ma è stata la nostra prima esperienza.

 

N.: Giulia ti sei arrabbiata quando hai saputo che Silvia vi aveva iscritte?

G: No, perché ero convintissima che non saremmo entrate visto che c’erano altre 60 mila persone. Non credevo che saremmo riuscite a incuriosire i giudici, invece il destino ha voluto così.

 

N.: Che rapporto avete con il vostro coach Arisa?

S: Arisa ha creduto in noi e ci ha indirizzato lei verso il genere pop-dance, e noi ci siamo affidate a lei al 100%

 

N.: Parlatemi del vostro nuovo progetto.

S: Da qui a febbraio, quando uscirà l’album, ci saranno molte novità di cui ancora non possiamo parlare. Il primo singolo che abbiamo voluto far uscire, diciamo che è quello più sperimentale anche grazie alle importanti collaborazioni con Fred De Palma e i Two Fingerz, e ci tenevamo molto perché stimiamo le persone con cui abbiamo collaborato.

 

N.: Con chi vi piacerebbe collaborare?

G: Parlando di artisti italiani, il mio sogno sarebbe cantare con Laura Pausini, il mio idolo da sempre. Invece per quanto riguarda gli artisti internazionali, Rihanna.

S.: Io amo molto artisti come Neffa perché sperimenta molto, o Jovanotti, e anche con i rapper italiani visto che molti sono nostri amici, quindi sarebbe anche una dimostrazione di stima reciproca. Guardando al mondo internazionale, mi piacerebbe cantare con le icone della musica pop come Madonna, Kylie Minogue, Lady Gaga.

 

N.: A chi vi ispirate?

G: Ci piacciono quegli artisti capaci non solo di lasciare un’impronta nel mondo della musica, ma anche di influenzare mode e tendenze.

 

N.: Come vi vedete tra 20 anni?

S: Sicuramente con i capelli lunghi!

G: Non vivremo più insieme, ma in una casa comunicante.

S: Ovviamente ci auguriamo di essere realizzate e continuare questo percorso.

 

N.: Avete mai pensato a una carriera anche nella moda?

S: Noi studiamo modellismo in un atelier di abiti da sposa qua a Milano, quindi so creare e cucire abiti. Aspettiamo l’occasione giusta per iniziare una carriera anche nell’ambito della moda.

 

N.: Disco e film preferiti?

S: Il mio film preferito “Shutter Island”.

G: “Ghost” è il mio film preferito, l’ultimo disco di Rihanna, devo essere sincera è il più bello che abbia mai sentito.

S: Concordo!

Carlotta Tosoni

 

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Vista la vicinanza con l'anniversario della strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), venerdì 19 e sabato 20 dicembre la compagnia Fenice dei Rifiuti porterà in scena il suo spettacolo dedicato a quel tragico evento: "Se un pomeriggio d'autunno una caldaia... Lirica rock per PIAZZA FONTANA", dove, come ormai tutti sanno, NON È SUCCESSO NIENTE", presso il Teatro Libero di Milano.

Progetto Teatri di Indagine – ATTO QUARTO SE UN POMERIGGIO D’AUTUNNO UNA CALDAIA… Se un pomeriggio d’autunno una caldaia.. come uno dei migliori libri scritti da Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore... Tre sono le lapidi ancora presenti in Piazza Fontana: anche loro raccontano storie diverse ma tutte inconcluse. Quello che condividono è il luogo della sepoltura. Dopo 35 anni la nostra mente ritorna a quelle famiglie distrutte, a quella caldaia che si trasformò in una bomba, allo Stato corrotto, ai processi senza fine che non hanno portato a nessuna certezza se non quella della pena onnipresente in quei giorni, così lontani ma al contempo vicini. E’ solo partendo da questi strazianti avvenimenti che forse potremmo cercare di comprendere le radici su cui si è fondato il nostro paese e la nostra giustizia. Solo capendo gli errori riusciremo forse a non commetterli nuovamente. Alessandro Veronese è attore, regista, drammaturgo, insegnante. Da sempre impegnato nel teatro civile ha portato in scena molti spettacoli tra cui appunto "Se un pomeriggio d’autunno una caldaia.." Compagnia Fenice dei Rifiuti, nasce nel 2004 in ambito teatrale. Da sempre impegnata nel teatro civile, ha recentemente impresso una svolta alla sua attività mediante sperimentazioni drammaturgiche, registi e studi sulle varie arti.

PREZZI BIGLIETTI Intero € 19,00 Ridotto under26 e over60 € 13,00 Allievi Teatri Possibili con TPCard € 6,00 Allievi altre scuole di teatro € 10,00 Prevendita € 1,50

 

 

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Appuntamento per buongustai con la Settimana dell’Oca al Ristorante Testina di Milano. Dal 22 al 29 settembre, in occasione del Palio dell’Oca di Mortara (PV), il locale propone un menù incentrato principalmente sul bianco volatile.

In questo modo Testina intende celebrare l’annuale Palio dell’Oca di Mortara, una competizione tra le sette contrade della città pavese, basato sulla disputa di un Gioco dell’Oca vivente. Due i menù che delizieranno i palati degli ospiti: uno degustativo e uno alla carta. Entrambi, accompagnati dai vini, sapranno certamente soddisfare i palati più fini.

La carta presenta i piatti della tradizione con un occhio di riguardo per la selezione degli ingredienti. Ospiti fissi sono i classici come il riso al Salto, la costoletta alla milanese ed il risotto con l’ossobuco. A fianco di questi grandi nomi della cucina milanese si possono trovare anche proposte variabili a seconda dell'occasione ma ugualmente gustose. Per concludere al meglio la serata, a fine cena non manca l'occasione per concedersi un dolce sfizio, da la mousse al cioccolato bianco con salsa lamponi, semifreddo allo zabaione, il famoso gelato della Pesa (fiordilatte con cioccolato fondente caldo e croccante), e tante altre delizie da leccarsi i baffi.

Il ristorante propone un servizio impeccabile offerto dal suo staff professionale, in un ambiente caldo e accogliente che con le tovaglie a quadri, le travi a vista e la luce delle candele richiama l’atmosfera della vecchia Milano.

Il Ristorante Testina è aperto tutti i giorni, dalle 12.00 alle 14.30, e dalle 20.00 a mezzanotte. È aperto anche alla domenica, sia per pranzo che per cena.

 Indira Fassioni

INFO:

Ristorante Testina - via Abbadesse, 19 Milano tel. 02 4035907

www.testina.eu/

Facebook: facebook.com/Massimo.LaPesa

 

 

 

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Venerdì 26 e Sabato 27 Settembre, a Desio, in Villa Tittoni Traversi, AreaOdeon, realtà specializzata nella produzione di eventi culturali e spettacoli di Audiovisual 3D Mapping, presenta Kernel Theater _ Envisioning Beethoven.

 

Kernel Theater è la naturale evoluzione delle esperienze di successo sviluppate in Villa Tittoni Traversi negli ultimi anni. Una villa del settecento, gioiello neoclassico del Piermarini, trasformata in teatro multimediale del contemporaneo, dove espressioni artistiche diverse trovano nell’audiovisual mapping un comune denominatore.

Si prospetta un evento unico e inedito nel suo genere che coniuga la musica sinfonica con le video proiezioni architetturali, offrendo un nuovo modo di conoscere e vivere la musica classica.

Per il 2014 la proposta coniuga la genialità di un compositore classico con la creatività di emergenti artisti visivi internazionali.

Le visionarie composizioni di Beethoven prendono vita, illuminando e animando la facciata della Villa attraverso la tecnica dell’Audiovisual 3D Mapping. Un’innovativa interpretazione di Beethoven: l’Orchestra Senzaspine di Bologna, diretta da Andrea Albertin, esegue il Coriolano (ouverture) e la Sinfonia n.5 mentre artisti di provenienza internazionale, Deltaprocess, Paradigme, Luis Sanz e Vargasz, danno forma alla musica, invocando un suggestivo immaginario visivo. Un’esperienza coinvolgente e unica che coniuga il carattere e il timbro fortemente emotivo della performance dal vivo con la forza visiva e avvincente delle proiezioni architetturali. Un evento che coniuga due arti, che pur nate in secoli diversi, hanno come comune denominatore un notevole impatto emotivo, coinvolgendo un vasto numero di spettatori, non solo appassionati della musica classica ma anche attenti alle nuove tendenze.

Il Kernel Theater si prolungherà per due serate di musica e proiezioni, due repliche al giorno, (h 21:00 e h 22:30), nell’ambito di pH_2014, in occasione di “Ville Aperte in Brianza”, in collaborazione con la Provincia di Monza e Brianza e l’Amministrazione Comunale di Desio. Con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e di Regione Lombardia e con il supporto di Banca Popolare di Milano e Centostazioni – Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Durante le due giornate sarà possibile partecipare a due public talks fino a esaurimento posti: Territori d’arte in collaborazione con Parco delle Culture e BAAM! e Kernel Theater in collaborazione con Screencity Lab.

Dopo lo spettacolo, a partire dalle 24.00, diverse centinaia di cuffie saranno a disposizione del pubblico per continuare la serata di Silent Disco: 3 Dj in console contemporaneamente (sarà possibile scegliere attraverso le cuffie quale ascoltare) e 4 Vj animeranno la facciata della Villa con una Vj Mapping Jam Session. Solo Silent Disco, ingresso € 5 a partire dalle 24.00.

Un evento imperdibile vi aspetta in Villa Tittoni Traversi nell’ultimo weekend di Settembre. Non potete mancare!

 

 

 

PROGRAMMA SPETTACOLI

 

VENERDI’ 26 e SABATO 27 Settembre /ore 21:00 e 22:30 Villa Tittoni Traversi _Via G. M. Lampugnani 68 | 20832 Desio (MB) PREVENDITA _Mailticket  

 

Musica _Beethoven Coriolano (ouverture) op. 62 Sinfonia n. 5 in Do minore op. 67 _I. Allegro con brio _II. Andante con moto – Più moto _III. Allegro _IV. Allegro – Presto

 

Direttore artistico _Marcello Arosio Direttore musicale _Andrea Albertin Orchestra _Senzaspine Artisti visivi _Luis Sanz [PU] _Vargasz [HU] _Deltaprocess [IT] _Paradigme [FR] Produzione _AreaOdeon _Kernel Festival

 

PUBLIC TALKS (POSTI LIMITATI)

Venerdì 26 _19.00 _Territori d’arte – in collaborazione con Parco delle Culture (Desio) e BAAM! (Milano)

Sabato 27 _19.00 _Kernel Theater – in collaborazione con Screencity Lab (Milano)

 

SILENT DISCO

Scegli il canale, scegli l’artista! _19.00 – 02.00 VJ Mapping Jam Session _24.00 – 02.00

 

INFO

Apertura biglietteria _18.30 Aperture porte _19.00 Area lounge, servizio bar e ristorazione _19.00 – 02.00 Prezzo del biglietto _12 euro* Prenotazione (non obbligatoria)** www.villeaperte.info [è possibile prenotare solo 250 dei 600 posti disponibili] Prevendite _Mailticket 

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Per ulteriori informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. _039/5964994 – 380/9098437 [lun-ven 9.30-18.30]

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Ingresso gratuito ai bambini fino ai 10 anni compiuti. Durata degli spettacoli: 1 ora. I posti a sedere sono limitati e non numerati.

La prenotazione tramite il canale Ville Aperte non corrisponde all’acquisto effettivo del biglietto effettuabile solo presso la biglietteria dell’evento, il giorno stesso della proiezione. La prenotazione va presentata in cassa e commutata nel biglietto d’ingresso almeno 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo, in caso contrario la stessa sarà considerata nulla.

 

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Nuuco says Be Free: la fotografia come mezzo di espressione e comunicazione one-to-one, che parte dall'artista per arrivare allo spettatore, per poi tornare all' artista in un esperimento originale che gli consente di scoprire e riscoprire se stesso attraverso la propria opera modellata e modificata dal pubblico, in un vortice metafotografico di sicuro impatto.

Nerospinto vi introduce all’arte di Nuuco, giovane fotografo messinese trapiantato a Londra, ideatore di uno dei più interessanti esperimenti artistici degli ultimi anni, Be Free, e lo fa attraverso un’intervista a tutto tondo, in cui si parla di fotografia, nuove tecnologie, istinto e passione.

 

A differenza di molti fotografi, hai scelto di farti conoscere attraverso un nome d’arte. Perché? E cosa significa Nuuco?

Ho sempre sentito l’esigenza di trovare un nome artistico. Qualcosa che mi rappresentasse e che fosse facile da ricordare. Cercavo un nome totalmente mio, che avessi deciso io ma che richiamasse anche le mie radici. Proprio per questo, durante una giornata intera seduto nel divano di casa con la mia ragazza sono nato per la seconda volta. Assieme abbiamo tirato fuori il mio nuovo nome, Nuuco, che rimanda ad un mondo solitario, minimalista e che deriva dalle iniziali dei nomi della mia famiglia, che voglio portare, ovunque io sia, sempre con me.

 

Parlaci del tuo progetto/esperimento artistico Be Free.

Be free nasce da una voglia di comunicare ad altri, senza vincoli ne obblighi. Dopo un anno di lavoro, si e' materializzato in un progetto di 30 fotografie e che ha coinvolto, inviando il materiale via posta, oltre 30 persone: amici, conoscenti e sconosciuti di tutta Europa.I partecipanti mi hanno rinviato la mia fotografia modificata e io ho avvertito l'esigenza di riappropriarmi dell’opera attraverso la scannerizzazione. Qui si sviluppano due elementi coinvolgenti del mio progetto: il processo materiale legato all’invio del mio ritratto, alla trasformazione da fotografia digitale a cartacea, poi successivamente rimodellata e trasformata dai partecipanti, per essere poi ricreata in digitale attraverso la scannerizzazione e la stampa finale; il secondo elemento é la partecipazione esterna come forma di riconoscimento personale dell’essere un artista che utilizza la fotografia come medium. Per me é una nuovo modo di fare fotografia. Il progetto non impone nessun limite se non il tempo e cerca di incoraggiare la riflessione del partecipante e mia. Quest’ultime si sono fatte vive sia in fase embrionale, quindi nella fase iniziale del progetto che nella fase successiva. Inoltre, non dubito che tra qualche anno, quando raggiungerò un livello di maturità più elevata, io possa elaborare ulteriori riflessioni che mi permetteranno di capire ancor meglio il mio status attuale e quello precedente.

 

La libertà nell’arte passa necessariamente dalla rottura di schemi precostituiti e dal coinvolgimento del pubblico nel processo artistico?

Amo pensare che l'artista debba uscir fuori dalla propria zona di confort e mettersi costantemente alla prova. Il coinvolgere il pubblico e' un opzione ma non una necessità. Dipende dalla finalità che ha l'artista. Io, personalmente, ho appena scoperto questa nuova esigenza e sento la necessita di approfondire.

 

Come valuti la partecipazione del pubblico al tuo esperimento artistico? Parlaci delle immagini che ti hanno stupito e colpito.

Ho inviato 80 foto in giro per l’Europa. Alcuni personaggi sensibili del mondo dell’arte plastica non hanno risposto, infatti su 40 lettere inviate a gallerie, musei e riviste d’arte solo il 10% mi ha risposto. Quest'ultimo era un risultato che mi aspettavo e che dovrebbe aiutarci a riflettere sull'attuale status dell'arte. Viceversa, gli amici, artisti e non, hanno risposto positivamente. Ancora oggi, la gente mi contatta per partecipare, malgrado il progetto si sia concluso.

Il mio obiettivo era comunicare ad altri la mia voglia di fare arte attraverso la loro partecipazione e l'esperimento ha ottenuto ottimi risultati, ma non ho una fotografia preferita perché ciascuna foto rappresenta una parte di me e una parte dei partecipanti. Inoltre, il fine del progetto era la partecipazione e non l'estetica. Preferisco immaginare la sensazione che ciascun partecipante ha avuto nel partecipare. Il tempo che mi ha dedicato. L'istintività' oppure il ragionamento utilizzato nel modellare l'immagine e poi, l'attesa nel ricevere per posta la lettera e la sensazione positiva o negativa nel vedersi il proprio viso maltrattato, modellato o trasformato.

 

Quali sono le differenze, sul piano del milieu artistico e culturale e delle relative opportunità, dal punto di vista di un giovane fotografo, tra Italia e Inghilterra?

I nuovi mezzi di comunicazione hanno abbattuto, con estrema velocità, le ultime barriere. Oggi possiamo conoscere artisti che vivono nell'altro lato del globo e ricevere input che ti permettono di influenzare il tuo linguaggio artistico ma, allo stesso tempo, vedo un’omologazione dei gusti. Londra' e' una città che ti offre molte opportunità di confronto e ha numerose esposizioni, gallerie, musei e spazi dedicati all'arte ma non credo che possa considerarsi “la” città delle opportunità.

E' una città enorme che crea opportunità ma abbandoniamo l'idea che queste opportunità siano uguali per tutti. Le opportunità devi crearle con tenacia, studio e lavoro.

 

Come molti artisti siciliani al momento all'estero, resti molto legato alla tua terra di origine. Cosa si ritrova,della Sicilia, nelle tue opere?

Non riesco a trovare nulla all’interno dei miei progetti che richiamino esteticamente la Sicilia, piuttosto la necessità di far partecipare ai miei progetti personaggi esterni é forse collegata anche all’esperienza del calore umano nella mia terra.

 

Perché la fotografia? In cosa si differenzia, nel bene e nel male, da altri strumenti di espressione artistica?

Paragonandola a una relazione di coppia, inizialmente vivi di passione, che poi si trasforma in amore o in odio oppure in indifferenza. Io sono innamorato e per me l’amore é tutto. Non riesco a innamorarmi di altri strumenti ma allo stesso tempo, a volte, la passione mi induce a provare nuovi strumenti artistici.

 

Come valuti la fotografia oggi, soprattutto in seguito al successo di applicazioni come Instagram e alla diffusione di macchine fotografiche come la Reflex?

Io amo Instagram e la tecnologia che avanza. Rende ancor più democratica la fotografia ma, di contro, anche priva di riflessione. Personalmente é una nuova forma di far fotografia, corretta o meno corretta, che bisogna accettare e alla quale bisogna adattarsi. Cosa rispondi a chi, osservando una tua opera, ti dice: "Questo potrei farlo anche io"?

Normalmente suggerisco di analizzare non solo l’estetica ma di documentarsi sulla biografia dell’artista e sul processo di riflessione che lo ha condotto a quel punto.

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sicuramente la promozione di Be Free; ultimamente ho lavorato assieme a Guido Folco, direttore del museo MIIT di Torino, alle esposizioni tenutesi alla ROA Gallery di Londra il 7 luglio e alle Isole Eolie, per la precisione Lipari, dal 14 al 24 agosto.

Vorrei ringraziare l’assessore Davide Starvaggi e la Direttrice del Museo Milena Mollica per aver organizzato, coordinati da Guido, la prima edizione del Festival del Mediterraneo di Arte Contemporanea, una manifestazione che ha riscosso un enorme successo di pubblico, tanto che si sta già pensando all’edizione successiva.

Dopo l’estate sarò a Vienna, Cordoba, Bruxelles e Miami. L’appuntamento di Bruxelles mi sta particolarmente a cuore: una mostra (Les Contemporains: Unione Europea- Unione dell’Arte, 11 -13 settembre, Amart Gallery ), organizzata presso l’Italian and Foreign Biennal of Contemporary Art, in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea.

In seguito, mi piacerebbe lavorare per una esposizione individuale per il prossimo anno. Nel frattempo, il prossimo progetto artistico continuerà a far partecipare la gente come quest'ultimo, ma prima di lanciarmi voglio sempre chiedermi: perché?

 

Se ti dico Nerospinto, cosa ti viene in mente?

L’inchiostro di una penna rotta diffondersi e formare una stradina senza fine in una scrivania di color bianco.

 

Per maggiori informazioni:

nuucoart.com

Facebook: Nuuco Art

 

Per l'ottavo anno consecutivo le città di Milano e Torino si sono impegnate a organizzare il Festival MITO SettembreMusica, che offre ai cittadini la possibilità di fruire – a prezzi molto accessibili – della miglior produzione musicale, con interpreti provenienti da decine di Paesi.

 

 

Nerospinto segnala un incontro riguardante uno dei pesi massimi della musica mondiale, i Pink Floyd. Lunedì 9 settembre, alle ore 21.30, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, MITO propone una vera e propria lezione musicale con i critici Gino Castaldo e Ernesto Assante per approfondire l’epopea quasi cinquantennale della prima band che è andata oltre l’aspetto sonoro dei propri brani e spettacoli, per offrire al pubblico non solo dischi e concerti, ma esperienze totalizzanti e spiazzanti.

La scelta caduta sul gruppo inglese non è casuale. L’evento di MITO fungerà infatti da traino per la retrospettiva “The Pink Floyd Exhibition – Their Mortal Remains”, che sarà inaugurata presso la Fabbrica del Vapore. Curata da Aubrey Po Powell, The Pink Floyd Exhibition è la prima mostra autorizzata ufficialmente dai superstiti Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason, che hanno scelto per il debutto mondiale del progetto antologico la città di Milano.

Un viaggio multimediale tra video, audio e memorabilia che prende il via con le prime prove dell'incontro tra Roger Waters e Syd Barrett, nei primi anni Sessanta, tocca gli album fondamentali (a quarant'anni da “The Dark Side of the Moon”) e si chiude con “The Division Bell” e lo scioglimento del gruppo nel 1995. Non mancano in mostra parti di scenografie che hanno segnato un'epoca e un modo di fare spettacolo, come i maiali volanti di The Wall o i gonfiabili del leggendario concerto nella laguna di Venezia nel 1989.

L’apertura era inizialmente prevista per il 19 settembre. Attraverso un comunicato, l’ufficio stampa dell’evento ha informato che la mostra è stata rinviata “a causa di ritardi del piano di produzione. Il complesso allestimento della mostra secondo gli standard previsti ha inevitabilmente reso impossibile il rispetto dei tempi. La vendita dei biglietti è, per il momento, sospesa”.

Il comunicato non indica la nuova data di apertura ma invita a seguire l’account Twitter della mostra per aggiornamenti in tempo reale.

Nel frattempo, per ingannare l’attesa possiamo gustare l’antipasto che MITO offre.

 

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MITO

 

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