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Dal 4 al 18 dicembre il MIC – Museo Interattivo del Cinema – presenta “Lo sguardo che insegna”, una rassegna cinematografica dedicata a tre registi per apprendere le loro visioni e il loro pensiero.
In collaborazione con l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, dipartimento di Scienze della formazione, il MIC propone un intreccio di film e laboratori dedicati a tre registi che con la loro produzione hanno dato vita a tre poetiche, tre modalità di sguardo differenti.
L'iniziativa si inserisce nell'ambito della convenzione attiva tra la Fondazione Cineteca Italiana e l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, che mira a sviluppare e organizzare nel modo migliore le potenzialità del sistema della ricerca scientifica e della formazione.
Gli incontri si articoleranno su un modulo tripartito, che prevede la visione di un film del regista preso in esame, una lezione-laboratorio sullo sguardo e sui temi affrontati dal regista tenuta dalla Prof.ssa Emanuela Mancino, docente di Filosofia dell'educazione presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, e un ritratto del regista.
Si parte mercoledì 4 novembre con un pomeriggio dedicato all'austriaco Michael Haneke, il più enigmatico maestro del cinema contemporaneo, filosofo dell’immagine che ha saputo illuminare le zone più oscure della nostra società, mettendo a nudo le paure esistenziali e le tempeste emotive che si nascondono sotto la sua superficie e che sempre sono pronte a esplodere. Alle 14.30 verrà proiettato Niente da nascondere, thriller appassionante interpretato da Juliette Binoche e Daniel Auteuil. A seguire la professoressa Emanuela Mancino terrà la lezione Lo sguardo e il segreto. La memoria dell'altro. Il ritratto del regista è affidato al documentario di Yves Montmayeur Michael H – Profession: Director, che indaga l’approccio morale e filosofico dell’artista attraverso le immagini dei suoi film, le sue dichiarazioni e le testimonianze degli attori che hanno lavorato con lui.
Mercoledì 11 dicembre avrà come protagonista Roman Polanski, regista di fama internazionale le cui pellicole riflettono le tragedie e le difficili esperienze che hanno caratterizzato la sua esistenza. Prima della lezione Lo sguardo e il senso. Trame nascoste, verrà proposto il film L'uomo nell'ombra, thriller psicologico con Ewan McGregor nei panni del ghost-writer dell’ex primo ministro britannico. L'incontro si chiuderà con il documentario Roman Polanski: a film memoir, un viaggio alla scoperta del cinema e della vita del grande regista polacco.
Il ciclo di incontri terminerà mercoledì 18 dicembre con tre appuntamenti incentrati sulla figura di Ingmar Bergman, regista svedese che ha inciso profondamente sull'immaginario del pubblico, portandolo a riflettere sul senso della vita e sulla verità che si cela dietro le apparenze. Il film proposto è L'occhio del diavolo, commedia grottesca ispirata al mito di Don Giovanni. Dopo la lezione della professoressa Mancino, verrà proiettato il documentario dedicato a Ingmar Bergman But film is my mistress diretto da Stig Björkman. Insieme a Liv Ullmann e a tanti registi influenzati dal grande talento del Maestro svedese – da Woody Allen a Bernardo Bertolucci, da Lars von Trier a Martin Scorsese – Stig Björkman ripercorre la carriera di Ingmar Bergman, soffermandosi sulle sfide affrontate, commentando i successi indimenticabili e raccontando l’infinito amore per il cinema.
CALENDARIO E SCHEDE FILM
MERCOLEDì 4 DICEMBRE
h 14.30 Niente da nascondere (Michael Haneke, Francia/Germania/Austria/Italia, 2005, 117’)
Georges, giornalista letterario, riceve misteriosi video che lo riprendono con la sua famiglia, seguiti da disegni inquietanti, telefonate e strani avvertimenti. È l'inizio di un mistero che porterà il protagonista a scavare in un passato che aveva rimosso da tempo.
h 16.30 Lo sguardo e il segreto. La memoria dell'altro
Lezione-laboratorio tenuta dalla Prof.ssa Emanuela Mancino
h 18.00 Michael H. Profession: Director (Yves Montmayeur, Austria/Francia, 2013, 90', vers. orig. sott. it.)
Il regista Montmayeur ha viaggiato con Haneke per 10 anni in giro per l'Europa, da Parigi a Vienna, passando per la Germania del nord e la Romania alla scoperta del lavoro di uno dei più grandi maestri del cinema contemporaneo. Il documentario rivela l'intimità di Haneke, profondamente turbato dai dubbi sulla condizione umana e preda delle angosce esistenziali che nei sui film ha cercato di trasmettere al pubblico.
MERCOLEDì 11 DICEMBRE
h 14.30 L'uomo nell'ombra (Roman Polanski, USA/Germania/Francia, 2010, 128')
Un giornalista viene assunto come ghost writer – come si chiamano in gergo gli scrittori che vengono assunti per dar voce ai pensieri altrui – con la consegna di rielaborare le memorie dell'ex-primo ministro britannico Adam Lang. Il lavoro si scopre essere pericoloso: l'uomo che precedentemente ricopriva il ruolo è stato infatti assassinato. E nulla pare essere quello che appare.
h 16.45 Lo sguardo e il senso. Trame nascoste
Lezione-laboratorio tenuta dalla Prof.ssa Emanuela Mancino
h 18.00 Roman Polanski: a film memoir (Laurent Bouzereau, Francia, 2012, 90', vers. orig. sott. it.)
Un viaggio nella vita di uno dei più grandi registi del cinema contemporaneo: Roman Polanski racconta se stesso e il suo passato, ricordando con commozione gli eventi traumatici che lo hanno colpito, a partire dalla deportazione dei genitori nei campi di concentramento.
MERCOLEDì 18 DICEMBRE
h 14.30 L'occhio del diavolo (Ingmar Bergman, Svezia, 2010, 66', vers. orig. sott. it.)
Il Diavolo non tollera che la giovane Britt Marie voglia arrivare vergine al matrimonio con il fidanzato Jonas e decide di inviare sulla Terra Don Giovanni perchè la seduca. Tra amori e bugie, alla fine il naturale ordine delle cose verrà ristabilito.
h 16.30 L'architettura del silenzio
Lezione-laboratorio tenuta dalla Prof.ssa Emanuela Mancino
h 18.00 But film is my mistress (Stig Björkman, Svezia, 2010, 66', vers. orig. sott. it.)
Insieme a Liv Ullmann e a tanti registi influenzati dal grande talento del maestro Ingmar Bergman, Stig Björkman ripercorre la carriera del regista svedese, soffermandosi sulle sfide affrontate, commentando i successi indimenticabili e raccontando l'infinito amore per i cinema.
MIC – Museo Interattivo del Cinema
Viale Fulvio Testi, 121
Milano
Biglietto d’ingresso intero: € 5,00
Biglietto d’ingresso studenti universitari: € 3,00
INFO
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www.cinetecamilano.it
T 02 87242114
Associazione Ci.T.T.À DOLCI – Circuitazione Teatrale in Terre di Acque Dolci – presenta sabato 30 novembre nel comune di Castegnato (BS) “Mi chiamo Aram e sono italiano”, di Gabriele Vacis e Aram Kian.
Una classica infanzia degli anni Ottanta, vissuta nella periferia industriale di una grande città del Nord, fra tegolini del Mulino Bianco e compagni di scuola strafottenti; una banale adolescenza anni Novanta, condita di musica grunge, cortei studenteschi e serate in discoteca; una comune giovinezza a cavallo del nuovo secolo, fatta di inconcludenti anni universitari e lavoro che non si trova. Ritratto tipico di un trentenne italiano. Solo che, quando il trentenne in questione si chiama Aram e ha un padre iraniano, le cose si complicano un po’... In bilico fra incanto, ironia e tragedia, lo spettacolo racconta la storia dei nuovi italiani, i figli degli immigrati, le cosiddette "seconde generazioni". Attraverso la voce dell’attore protagonista, Aram Kian, Gabriele Vacis costruisce un testo che è uno stralcio di vita e di memoria e, insieme, uno sguardo al futuro di una società che impara, giorno per giorno, a dare un significato all’aggettivo “multietnica”.
ARAM KIAN
Si diploma attore alla “Civica Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi” nel 1996 e da allora il teatro è la sua attività principale. Nel corso degli anni collabora con parecchi registi e attori fra cui Valerio Binasco, Gabriele Vacis, Gigi Dall’Aglio, Massimo Navone, Cristina Pezzoli, Fausto Paravidino. Da sempre interessato alla nuova drammaturgia italiana e straniera. In radio ha partecipato a diversi radiodrammi. Attualmente sta portando nei teatri di tutta Italia lo spettacolo “Mi chiamo Aram e sono italiano – Storie da Synagosyty”, scritto a quattro mani con il regista Gabriele Vacis.
Per il cinema lavora con il regista Francesco Lagi nel film “Missione di pace”, presentato al Festival del Cinema di Venezia nel 2011. Ha avuto una parte di rilievo nel cast di “Educazione siberiana”, l’ultimo film di Gabriele Salvatores, uscito lo scorsa primavera.
Associazione Culturale Ci.T.T.A' Dolci
Ci.t.t.à. dolci è il Circuito Teatrale Lombardo che si estende nell'area tra il Lago d'Iseo e il Lago di Garda. La finalità della circuitazione è di far diventare la cultura locale promotrice ed innovatrice delle nuove tendenze nel campo della drammaturgia moderna e del teatro multidisciplinare. Nata nel 2004 sotto la spinta della Regione Lombardia -che ne è tuttora la maggiore promotrice- all’interno del progetto Circuiti Teatrali Lombardi, ha come capofila il comune di Rodengo Saiano ed è sostenuta dalla Provincia di Brescia. Sin dalla sua prima edizione ha conosciuto ogni anno una positiva evoluzione che ha segnato il suo vitale rapporto con il territorio.
Tra i nomi noti del teatro italiano che sono stati ospitati spiccano Alessandro Benvenuti, Alessandro Bergonzoni, Cadadie teatro, Elsinor, ma anche tutta la nuova generazione: Teatro Koreja, Armamaxa, Garambobo delle risse, Teatrino Giullare, Teatro Pubblico Incanto. Accanto a questi si sono alternati spettacoli di compagnie giovani o di recente formazione ma di indubbia professionalità ed elevata qualità artistica quali Manicomics Teatro (PI), Narramondo (Roma), Rita Pelusio (BO), Macromoudit (MI), Mascherenere (MI-senegal), Teatro Minimo (Bg), Carichi sospesi (Pd), Eccentrici dadarò (Mo), Teatro Guascone (Rm), Aia Taumastica (Mi), Comteatro (Mi), Teatro necessario (Bs), Teatro Magro (Mn).
SABATO 30 NOVEMBRE
ORE 21.00
Comune di CASTEGNATO
Centro Civico - via Marconi
MI CHIAMO ARAM E SONO ITALIANO
Storie da Synagosyty
Di Gabriele Vacis e Aram Kian
Con Aram Kian
Regia Gabriele Vacis
Scenofonia Roberto Tarasco
Produzione Fondazione Teatro Regionale Alessandrino
PRENOTAZIONE CONSIGLIATAIntero: 3 euro Ridotto: 2 euro (over 60, under 22, famiglie composte da 4 persone, prenotazioni)
Info line e prenotazioni: 030.3701163 – 339.2968449 Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.cittadolci.com
Evento promosso da Circuiti Teatrali Lombardi – Regione Lombardia
Direzione artistica: Davide D'Antonio
Organizzazione: Associazione Culturale Città Dolci
Ente capo fila Comune di Rodendo Saiano
Con i Comuni di Castegnato, Erbusco, Provaglio d’Iseo, Lonato, Rovato
Dall’11 al 30 dicembre lo Spazio Oberdan di Milano rende omaggio a Anouk Aimée, una delle poche autentiche dive del cinema europeo e a Jacques Demy col suo Model Shop, ritratto acuto e impietoso dell’America di fine anni Sessanta.
Model Shop è un esempio strepitoso di opera completamente imbevuta della sua epoca, un’analisi e un documento dell’America di fine anni Sessanta. Per arrivare a questo Demy mette in scena la vita di un giovane uomo insoddisfatto del suo lavoro e della sua relazione sentimentale, e soprattutto fa riapparire accanto a lui Lola, la protagonista di quel Lola, donna di vita con cui il regista francese aveva esordito nel 1960 e di cui Model Shop è una sorta di sequel. Il rapporto intenso ma fugace che nel film si instaura fra questi due personaggi di età diversa ma entrambi profondamente delusi dalla vita diventa la perfetta metafora delle contraddizioni di un’epoca che spesso non seppe mantenere le proprie promesse.
Dato il suo valore e la sua rarità, Model Shop sarà proposto in più passaggi e, a fargli da sontuoso contorno, proponiamo una rassegna in omaggio ad Anouk Aimèe, tra cui Les Mauvais rencontres, film mai distribuito in Italia e realizzato nel 1955 da Alexandre Astruc, uno dei massimi punti di riferimento della nascente Nouvelle Vague.
MERCOLEDÌ 11 DICEMBRE
h 17.00 Le stagioni del nostro amore h 19.00 Les Mauvaises rencontres
GIOVEDì 12 DICEMBRE
h 17.00 Un uomo, una donna h 19.00 Salto nel vuoto h 21.15 Model Shop
VENERDÌ 13 DICEMBRE
h 17.00 Model Shop h 18.45 Lola donna di vita h 20.30 La dolce vita
SABATO 14 DICEMBRE
h 15.00 Le stagioni del nostro amore h 17.00 8 ½ h 19.30 Lola donna di vita h 21.15 Model Shop
MERCOLEDÌ 18 DICEMBRE
h 17.30 La dolce vita
GIOVEDÌ 19 DICEMBRE
h 17.00 Salto nel vuoto h 19.15 Lola donna di vita h 21.15 Model Shop
VENERDÌ 20 DICEMBRE
h 17.00 8 ½
SABATO 21 DICEMBRE
h 15.00 Un uomo, una donna h 19.00 Model Shop
DOMENICA 22 DICEMBRE
h 19.00 Model Shop h 21.00 Les Mauvaises rencontres
GIOVEDÌ 26 DICEMBRE
h 17.00 Les Mauvaises rencontres h 21.15 Model Shop
VENERDÌ 27 DICEMBRE
h 19.00 Model Shop
SABATO 28 DICEMBRE
h 15.00 Model Shop
DOMENICA 29 DICEMBRE
h 21.15 Model Shop
LUNEDÌ 30 DICEMBRE
h 19.15 Model Shop
Biglietto d’ingresso: intero € 7,00 Biglietto d’ingresso ridotto per possessori di Cinetessera: € 5,50 Cinetessera annuale: € 5,00, valida anche per le proiezioni all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.
I biglietti possono essere acquistati in prevendita alla cassa di Spazio Oberdan da una settimana prima dell’evento nei giorni e negli orari di apertura della biglietteria.
Sala Alda Merini - Spazio Oberdan - Provincia di Milano
Viale Vittorio Veneto 2, Milano
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SCHEDE DEI FILM
Model Shop – L’amante perduta
R. e sc.: Jacques Demy. Int.: Anouk Aimée, Gary Lockwood. USA, 1969, col., 95’, v.o sott. it.
George Matthews, un giovane architetto che non tollera l'idea di dover affrontare anni di grigia attesa prima di potersi affermare, sta attraversando un periodo di crisi: è insoddisfatto del suo lavoro e di Gloria, la ragazza con cui convive; estraneo a tutto quel che lo circonda, è spaventato alla prospettiva di dover essere prima o poi richiamato alle armi, con probabile destinazione nel Vietnam. Peregrinando per Los Angeles, alla ricerca di un prestito per pagare la rata della sua automobile, incontra una donna più matura di lui, la segue e scopre che lavora come modella in uno studio dove si realizzano foto pornografiche. Cécile - è il suo nome - è una francese divorziata; il suo squallido impiego deve servirle per tornare in patria, a rivedere l'unico figlio, che le manca da due anni. In realtà Cécile altri non è che Lola, la protagonista di quel Lola, donna di vita con cui Demy aveva esordito nel 1960 di cui Model Shop è una sorta di sequel. L'incontro tra la donna delusa dalla sua infelice esperienza sentimentale e il giovane inquieto, che cerca un conforto alla propria solitudine, si conclude con una notte d'amore. L'indomani Cécile parte per la Francia e George - che ha ricevuto la cartolina precetto, ed è stato abbandonato anche da Gloria - si trova più che mai solo.
La dolce vita
R.: F. Fellini. Sc.: F. Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli. Fot.: Otello Martelli. Musica: Nino Rota. Scenog. e cost.: Piero Gherardi. Mont.: Leo Catozzo. Int.: Anouk Aimée, Marcello Mastroianni, Yvonne Fourneaux, Anita Ekberg, Lex Barker, Alain Cuny, Laura Betti, Umberto Orsini, Polidor, Leonida Repaci, Giulio Questi, Adriano Celentano, Enzo Cerusico. Italia/Francia, 1960, b/n, 175’.
I dolori del giovane Marcello nella Roma volgare, eccessiva, superficiale e corrotta a cavallo fra anni ’50 e ’60. Giornalista da strapazzo con ambizioni da scrittore, fidanzato ma molto sensibile alle tante belle donne che incontra nella sua vita soprattutto notturna, l’eterno insoddisfatto Marcello riassume in sé le contraddizioni di una generazione smarrita che fatica a trovare la strada della maturità.
Lola donna di vita
R. e sc.: Jacques Demy. Fot.: Raoul Coutard. Musica: Michel Legrand (originali), Settima sinfonia di L. van Beethoven e Clavicembalo ben temperato di J.S. Bach. Int.: Anouk Aimée, Marc Michel, Jacques Arden, Alan Scott. Francia/Italia, 1960, b/n, 85’, v. o. sott. it.
Ronald, un giovane abulico e annoiato, accetta l'incarico di un losco trafficante di diamanti, Valentin, e si accinge a partire per l'Africa del Sud. Ma a Nantes incontra un'amica della sua adolescenza, da lui sempre amata in silenzio, e trova finalmente la forza di confessarle i suoi sentimenti. La ragazza, fedele al ricordo di Michel, suo primo ed unico amore, fa comprendere a Roland di non poterlo ricambiare, pur lasciandogli qualche speranza. La ragazza si chiama Cecile, ma le circostanze della vita l'hanno trasformata in Lola, una ballerina di "cabaret". Da Michel, partito per l’America, ha avuto un figlio che ha ora sette anni. Nonostante il lungo tempo trascorso, Lola è certa che l’uomo tornerà. E Michel torna, infatti, ricchissimo, e porta con via sé Lola e il figlio. Roland, svanito il sogno d’amore, rimane di nuovo solo con la sua noia e la sua tristezza.
Les Mauvaises rencontres
R.: Alexandre Astruc, dal romanzo Une sacrée salade di Cecil Saint-Laurent. Int.: Anouk Aimée, Jean-Claude Pascal, Philippe Lemaire, Gaby Sylvia, Claude Dauphin. Francia, 1955, b/n, 102’, v.o. sott. it.
Il mondo di Catherine è dominato dal buio e dalla solitudine. Il suo destino è simile a quello di tante adolescenti che dalla provincia giungono a Parigi per conquistarla, piene di sogni e di speranze che si infrangono davanti a quello che invece la città ha in serbo per loro, un’esperienza fatta appunto di “cattivi incontri”.
8 1/2
R.: Federico Fellini. Sc.: F. Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli, Brunello Rondi. Fot.: Gianni Di Venanzo. Musica: Nino Rota. Mont.: Leo Catozzo. Int.: Anouk Aimée, Marcello Mastroianni, Sandra Milo, Claudia Cardinale, Rossella Falk, Barbara Steele, Polidor. Italia/Francia, 1963, b/n, 138’.
Un film sul cinema, perché il protagonista, alter ego di Fellini, è alle prese con l’ideazione di un nuovo film. Solo che è pieno di dubbi, sull’orlo di una crisi creativa ed esistenziale, come sperduto su una giostra di ricordi, rimpianti, sogni, amori falliti, amanti in corso, amicizie incerte.
Salto nel vuoto
R.: Marco Bellocchio. Sc.: M. Bellocchio, V. Cerami, P. Natoli. Mus.: Nicola Piovani. Int.: Anouk Aimée, Michel Piccoli, Michele Placido, Gisella. Burinato.. Italia/Francia, 1980, col., 120’.
Una matura coppia di fratelli che vive insieme da sempre. Lui fa il giudice, lei si occupa della casa. Progressivamente l’uomo si convince che la sorella sta scivolando nella follia, antica tara di famiglia, e comincia a desiderarne la morte.
Le stagioni del nostro amore
R.: Florestano Vancini. Sc.: Elio Bartolini, F. Vancini. Int.: Anouk Aimée, Gian Maria Volonté, Gastone Moschin, Valeria Valeri, Enrico Maria Salerno, Jacqueline Sassard, Italia, 1965, b/n, 94’.
Vittorio Borghi, giornalista quarantenne, è in un momento di riflessione sulla propria vita, la cui parte migliore è ormai trascorsa. Vittorio ha una relazione con una ragazza, Elena, molto più giovane di lui, ma il loro rapporto è ormai alla fine. L’addio con Elena e la rottura definitiva con la moglie Milena lo spingono a tornare nei luoghi della giovinezza, a Mantova. Così Vittorio ritrova gli amici del padre, i compagni di scuola, della resistenza, delle lotte politiche, del dopoguerra. Se i ricordi degli avvenimenti sono vivi e presenti, le persone sono invece mutate, lontanissime. E anche Vittorio è profondamente cambiato: deluso e ferito nei sentimenti, non crede più negli ideali per cui ha lottato. Il suo pellegrinaggio nei luoghi del tempo trascorso terminerà in una balera lungo il Po, dove un gruppo di ragazzi e ragazze balla sulla musica di un juke-box.
Un uomo, una donna
R.: Claude Lelouch. Sc.: C. Lelouch, Pierre Uytterhoeven. Int.: Anouk Aimée, Jean-Louis Trintignant, Pierre Barouh, Valérie Lagrange, Simone Paris. Francia, 1966, col., 107’, v.o. sott. it.
Giunta in ritardo alla stazione di Deauville, Anne, giovane vedova, accetta il passaggio in auto a Parigi che le offre il corridore Jean-Louis Duroc. Durante il lungo viaggio e nei successivi incontri i due scoprono di avere molte cose in comune, e piano piano fra loro si fa strada un sentimento profondo. Ma le rispettive resistenze, legate a un passato di sofferenza, complicheranno le cose.
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Dal 29 novembre all' 8 dicembre ritorna il Filmmaker Festival 2013. Tutte le proiezioni saranno allo Spazio Oberdan, al Cinema Palestrina, al Cinema Manzoni e alla Fabbrica del Vapore.
È all'insegna della ricerca l’edizione 2013 di Filmmaker Festival. Ricerca nelle forme, nei modi produttivi, nei dispositivi di riproduzione: in anni di grande mutamento non solo tecnologico un festival come il nostro ha il dovere di rischiare e di puntare su autori e film capaci di raccontare il presente e ipotizzare il futuro. E, anche, con il convinto sostegno del Comune di Milano, di uscire dai territori consueti e proporre qualcosa di decisamente inedito.
L’apertura del festival è affidata ad Alberi, una cineinstallazione di Michelangelo Frammartino che ambienta al Cinema Manzoni, riaperto solo per l’occasione, un’affascinante riflessione sullo statuto dell’immagine e sulla pratica della visione. Il romito, protagonista di un antichissimo culto arboreo, è protagonista di un breve arco narrativo che, ripetuto in loop per l’intera giornata, mette in discussione il tradizionale ruolo del fruitore e la sua posizione.
Il Concorso propone le migliori realizzazioni internazionali del cinema del reale, scelte tra quelle più personali e innovative, mentre lungo il confine tra l’arte e il cinema corre una parte della programmazione, dall’omaggio dedicato a Helga Fanderl fino alla rinnovata sezione Fuori Formato. L’interesse per il lavoro dei giovani, da sempre asse portante del progetto culturale dell’associazione, trova quest’anno un momento di sintesi nella presentazione dei lavori e dei work in progress sviluppati e all’interno del laboratorio Nutrimenti Terrestri Nutrimenti Celesti, progetto realizzato con il supporto della Fondazione Cariplo.
Infine, la retrospettiva che Filmmaker dedica a un grande maestro del cinema del reale. Ross McElwee, americano della North Carolina, è autore di film divertenti e profondi, capaci di raccontare il mondo a partire dall’intimità della coppia e della famiglia. Il suo lavoro ha rivoluzionato l’idea stessa di documentario: ci auguriamo che la sua presenza a Milano possa seminare idee e desideri nuovi di vedere e fare cinema.
link all'evento facebook:
https://www.facebook.com/events/1441784376034380/
link alla campagna Kapipal:
http://www.kapipal.com/filmmakerfest
Indira Fassioni
Sabato 30 novembre, fino al 7 dicembre, apre a Firenze il Festival dei Popoli, giunto ormai alla sua 54esima edizione.
Con la già annunciata anteprima italiana di We Steal Secrets: the Story of Wikileaks di Alex Gibney, documentario sull’ascesa e caduta di Julian Assange, il 30 novembre (al Cinema Odeon, alle 21.30), verrà presentato dalla giornalista Stefania Maurizi, autrice di Dossier Wikileaks – Segreti italiani (Rizzoli). Ma già nel pomeriggio dello stesso giorno (alle 15.00, sempre al Cinema Odeon), l’evento speciale In viaggio con Cecilia, di Mariangela Barbanente e Cecilia Mangini, un on the road girato nell’estate del 2012, su com’è cambiato il territorio pugliese – danni dell’ILVA compresi – da quando, negli anni ’60, la Mangini girava i suoi primi documentari.
Il festival internazionale del documentario, in programma a Firenze dal 30 novembre al 7 dicembre, riserva anche in quest’edizione un’attenzione particolare allo status quo italiano: specialmente la sezione “Panorama” propone diversi titoli rilevanti. Si va da WIP – Work in Progress di Simona Risi (giovedì 5 dicembre, Cinema Odeon, alle 18.15), sulla realtà delle fabbriche in chiusura, sulle due storie parallele di operai, a Trapani e Latina, che si chiudono nelle aziende per protestare contro i licenziamenti, fino a EU 013 – L’ultima frontiera di Alessio Genovese (lunedì 2 dicembre, Cinema Spazio Alfieri, alle 21), sui CIE italiani (Centri di Identificazione ed Esplusione); da Dal profondo di Valentina Pedicini, sulla realtà dei minatori del Sulcis, che ha appena ricevuto al Festival di Roma il Premio Doc It – Prospettive Italia Doc per il Migliore Documentario italiano (domenica 1 dicembre, Cinema Spazio Alfieri, alle 21), a Centoquaranta – La strage dimenticata, di Manfredi Lucibello (30 novembre, Cinema Odeon, alle 18.15), sull'incidente del 10 aprile 1991 tra il traghetto Moby Prince e la petroliera Agip Abruzzo.
Non mancheranno nemmeno i titoli musicali, di alcuni dei quali si possono già vedere i trailer sul sito della manifestazione: come Elektro Moskva, di Dominik Spritzendorfer e Elena Tikhonova, sul legame tra tecnologie militari sovietiche e sperimentazione musicale (venerdì 6 dicembre, Spazio Alfieri, ore 21:30), o The Blues According to Lightnin’ Hopkins di Les Blank, sull'omonimo bluesman texano (sabato 7 dicembre, Odeon, alle e 21), anche se il titolo più atteso è Elvis Costello Mistery Dance di Mark Kidel (mercoledì 4 dicembre, Cinema Odeon, alle 22.30).
In programma anche l’evento speciale “Respect Women” con una serie di titoli che riportino l’attenzione sul tema della violenza sulle donne: apre, il 30 novembre, il cinese Mothers di Xu Huijing (Cinema Odeon, alle 16.45), sul controllo delle nascite così come stabilito dalle leggi della Repubblica Popolare Cinese. Per aggiornamenti sul programma e gli eventi collegati al Festival, seguire il sito ufficiale.
Non perdetevi uno dei film più irriverenti di Mel Brooks, regista famoso per le sue commedie e per le sue parodie farsesche.
L’appuntamento è per martedì 26 novembre con FRANKENSTEIN JUNIOR, che verrà proiettato in tre sale di spazioCinema, in orari diversi, per permettere a tutti di (ri)vedere un film che ha fatto la storia della commedia americana.
FRANKENSTEIN JUNIOR
Il film di Mel Brooks rivive al cinema solo per un giorno Si-può-fare!, Rimetta a posto la candela, Potrebbe essere peggio…potrebbe piovere, Se-da-da-vo?: sono solo alcune delle esilaranti battute entrate nella memoria dei fan di Frankenstein Junior!
La proiezione di martedì 26 novembre chiuderà la Frankenstein Junior Week: una settimana di festeggiamenti in attesa del 40esimo anniversario del film uscito negli USA nel 1974 e arrivato in Italia con un doppiaggio eccezionale che lo ha reso un vero cult senza tempo.
Ingresso: normale programmazione (varia a seconda della sala)
Martedì 26 novembre nelle sale spazioCinema!
Apollo spazioCinema
Ore 17.30-19.40-21.50
Galleria de’ Cristoforis 3
Metropol spazioCinema
Ore 20.15
Via Cavallotti 124 Monza
spazioCinema Cremona Po
Ore 20.15 22.30
Via Castelleone 108 Cremona
Info:
tel. 02-43912769
Ha 30 anni, nel 2010 sale sul palco di uno dei più importanti Festival di cinema del mondo e dedica il suo premio “All'Italia e agli italiani, che fanno di tutto per rendere l'Italia un paese migliore nonostante la loro classe dirigente”. Ecco il dissidente della nuova generazione del cinema italiano, primo italiano miglior attore a Cannes dopo il “mostro” Marcello Mastroianni, senza alcuna voglia di essere paragonato a lui né a nessun altro, perché Elio Germano rimane sempre se stesso, continua a vivere a Roma viaggiando in autobus e facendosi vedere solo per difendere l’arte, per dire con l’occupazione del Teatro Valle che la libertà d’espressione vale più dei soldi e dei giochi di potere.
Basterebbe sapere questo per capire cosa vuol dire fare l’attore per il 33enne romano iperamato dai registi, pieno di una plasticità espressiva che lo ha fatto passare dal bambino monello di “Ci hai rotto papà”, alle principali serie tv degli ultimi anni – “Un medico in famiglia” e “Paolo Borsellino” tra tutte – al cinema di qualità dei Luchetti, Scola, Virzì, Ozpetek, Salvatores, quasi senza prendere fiato.
Mai uguale a se stesso, regala al pubblico ruoli memorabili in una varietà di toni quasi insuperata: ruba la scena (e la ragazza) al bel Riccardo Scamarcio nella parabola politico-familiare di “Mio fratello è figlio unico”, vestendosi - e spogliandosi suo malgrado - di grottesca rabbia contemporanea in “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì. Un precario ucciso dall’illusione del futuro racchiusa in un’ingombrante macchinario che nessuno vuole comprare; dal fallimento professionale la trasformazione diventa poi più radicale per l’estremo dolore di sopravvivere a chi si ama ne “La nostra vita”: una rabbia diversa, sorda più che isterica come nel film di Virzì, ma ugualmente piena di sfumature disperate come segno di una generazione stanca di effimero.
Evade dai circuiti della mente con una straordinaria capacità di non relegare il suo personaggio al ruolo di colpevole, di salvarlo dall’abiezione facendo sentire lo spettatore quasi triste per la sua disperata fine: lo fa vestendo i panni di Quattro Formaggi nel dramma a tinte fosche “Come Dio comanda”, facendo da contraltare al superbo Filippo Timi protagonista della pellicola.
E non poteva mancare il suo volto pieno di meraviglia alla corte di Ferzan Ozpetek, innamorato dei suoi attori immersi sempre in atmosfere di enigmatica grazia: “Magnifica presenza” rapisce Elio nel sogno di una casa affollata di misteri, consegnando i suoi occhi alla magia più dolce e malinconica. Ma il sogno, quello stavolta della tranquillità di provincia e dei buoni sentimenti, si infrange nel “piccolo” e riuscitissimo “Padroni di casa” di Edoardo Gabbriellini, tutto proiettato verso il breve, travolgente epilogo. Complice dell’ottima prova d’attore il coprotagonista Valerio Mastandrea, che con il nostro porta in scena un’intesa coatta di feroce bellezza. L’ultimo approdo è ora al cinema
http://www.mymovies.it/film/2012/lultimaruotadelcarro/
Guardiamolo, il nuovo Elio, con l’emozione inedita del racconto che si rinnova, nel corpo e nella parola, ad ogni nuovo ciak.
A volte nel cinema italiano si formano coppie artistiche di grande successo, se poi le stesse sono anche divertenti e brillanti il buon risultato anche doppio.
Succede al cinema in questi giorni con la commedia Stai lontana da me firmata da Alessio Federici e interpretata alla perfezione da un meraviglioso Enrico Brignano e una ispiratissima Ambra Angiolini. Nella trama si scherza, e neppure poi tanto, sulla capacità innata di alcuni individui a catalizzare le disgrazie, intese non come tragedie di vita o di irrimediabile destino, ma come persone portatrici sane di piccoli incidenti, mancanti appuntamenti, accordi saltati e qualche rovinosa caduta accidentale. Fastidiosa e pruriginosa quanto si vuole, certo, ma mai da considerarsi insanabile. Insomma, esistono persone nella vita che sembrano non portare proprio fortuna?
Forse sì ma Alessio Federici le racconta con leggerezza e garbo cercando di sfatare tutto quelle cattiverie e brutture che sempre accompagnano gli individui in questione.
Perché non si può guardare Stai lontana da me senza tifare spudoratamente per lo sfortunato protagonista né provare simpatia per il personaggio di Brignano che da attore consumato ed esperto trasforma il personaggio “rognoso” in un goffo e mortificato aspirante fidanzato mollato da tutte le donne a cui succedono una serie di imprevisti e incidenti a raffica.
L’entrata in scena nella vita di Jacopo della bella e simpatica Sara sembra voler sfatare il mito del protagonista sulle donne e sulle persone che gli stanno vicino fino a che anche alla nuova compagna non cominciano ad accadere imprevisti su imprevisti.
Remake di una già fortunatissima commedia americana, il film di Federici è davvero carino, divertente e a vedere bene tra le righe e tra immagine e l’altra anche educativo. Si ride e si può anche riflettere. Indovinatissimo l’intero cast e bella la scelta della semplicità registica che fa apprezzare anche meglio l’interpretazione degli attori e la storia. Da vedere soprattutto in coppia.
Dal 22 al 24 Novembre il MIC – Museo Interattivo del Cinema – propone un programma cinematografico interamente dedicato al comunismo, composto da 10 lungometraggi e 7 cortometraggi a tema.
Si parte venerdì 22 da un classico di David Lean, ll dottor Živago, tratto dall'omonimo romanzo che a Boris Leonidovič Pasternak, scrittore russo di origine ebraica, valse una notorietà internazionale e il Nobel per la letteratura nel 1958, l’ indimenticabile storia di un amore durante la guerra e la rivoluzione bolscevica.
Alle 21 verrà invece proiettato in anteprima il documentario italiano La voce di Berlinguer, basato su un discorso di Berlinguer che affronta la ricerca della felicità e la questione morale, presentato fuori concorso alla 70esima Mostra del Cinema di Venezia e introdotto in sala dal regista Mario Sesti.
Sabato 23 novembre verranno proposti celebri titoli come Good bye Lenin! di Wolfgang Becker ispirato al fenomeno tedesco dell’Ostalgie, neologismo tedesco che si riferisce alla nostalgia per la vita nella vecchia Repubblica Democratica Tedesca; Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli, un’ opera prima che alterna sapientemente dramma e commedia raccontando l’adolescenza di due fratelli che hanno in comune l’attaccamento all’ideologia comunista e un collage di immagini d’epoca che mostra l’ascesa al potere di Lenin nel breve filmato Lenin vivo.
Domenica 24 novembre viene proposto il film d’animazione La creazione del mondo del cecoslovacco Edouard Hofman, basato sui disegni del grande caricaturista francese Jean Eiffel che raccontano con ironia i primi tre capitoli della Genesi. A seguire un indimenticabile Roberto Benigni nei panni di Mario Cioni nel film di Bertolucci Berlinguer ti voglio bene.
II week-end comunista si concluderà con un classico intramontabile del cinema russo, La Corazzata Potëmkin di Sergej M. Ejzenstejn, considerato universalmente come una delle più compiute espressioni della settima arte e impreziosito dall'accompagnamento in sala della pianista Francesca Badalini.
Non mancano tre cortometraggi dei fratelli Pagot, brevi spaccati che mostrano la crudeltà umana durante il periodo comunista.
VENERDì 22 NOVEMBRE
h 15.00 Il dottor Živago (David Lean, USA/Italia, 1965, 192’)
h 19.00 Cuculi nel nido (Flli. Pagot, Unione Sovietica, 1952, 8’, v.o.sott.it.)
A seguire
Non tutti hanno avuto la fortuna di avere genitori comunisti (Jean Jacques Zilbermann, Francia, 1996, 95’)
h 21.00 La verità sulla scomunica (Anonimo, Unione Sovietica, 1948, 14', v.o.sott.it.)
Documentario di propaganda sulla scomunica del Fronte Democratico.
A seguire
La voce di Berlinguer – Anteprima per Milano (Mario Sesti, Teho Teardo, Italia, 2013, 20', doc.)
SABATO 23 NOVEMBRE
h 15.00 Dietro il sipario (Flli. Pagot, Italia, 1950)
A seguire
Cosmonauta (Susanna Nicchiarelli, Italia, 2009, 95’)
h 17.00 Good bye Lenin! (Wolfgang Becker, Germania, 2003, 121’)
h 19.00 Lenin vivo (Mikhail Romm, M.Savruskd, Unione Sovietica, 1972, 26’, v.o.sott.it.)
A seguire
La fisarmonica (Igor Savcenko, Unione Sovietica, 1934, 57’, v.o.sott.it.)
h 21.00 Belle ma false (F. lli Pagot, Italia, 5')
A seguire
Taurus – Il crepuscolo di Lenin (Aleksandr Sokurov, Russia, 2000, 98')
DOMENICA 24 NOVEMBRE
h 15.00 La creazione del mondo (Edouard Hofman, Cecoslovacchia, 1958, 80’, animaz.)
h 17.00 Salve Russia (URSS, 1969, 8’)
A seguire
Berlinguer ti voglio bene (Giuseppe Bertolucci, Italia, 1977, 90’)
h 19.00 Giocose Faccende (URSS, 1972, 8’)
A seguire
Volga Volga (Grigorij Aleksandrov, Unione Sovietica, 1938, b/n, 100’, v.o.sott.it.)
h 21.00 La corazzata Potëmkin (Sergej M. Ejzenstejn, Unione Sovietica, 1925, 67’)
MIC – MUSEO INTERATTIVO DEL CINEMA
Viale Fulvio Testi 121, Milano
INFO
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www.cinetecamilano.it
T 02 87242114
Cineteca Milano @cinetecamilano
MODALITÀ D’INGRESSO ALLE PROIEZIONI
Biglietto d’ingresso intero: € 5,00
Biglietto d’ingresso ridotto: € 3,00
Biglietto d’ingresso adulto + bambino: € 6,o0
Tre storie, tre metropoli famose, amori e conflitti in corso per raccontare il modo di vivere di persone del tutto differenti tra loro ma accomunate da conflitti interiori e scelte di vita simili.
Probabilmente condizionato dalle vite parallele di Plutarco, Haggis firma a suo modo un altro lavoro sui sentimenti e sul romanticismo. Solo che questa volta decide di infilarci l’elemento novità del lato più oscuro che accompagna i protagonisti della sua pellicola.
Presentato lo scoro settembre, in anteprima, al Festival del Cinema di Toronto Third Person non ha mancato di stupire gli spettatori e di convincere più di un critico per la capacità straordinaria del regista di muoversi tra soggetti diversi e in location distanti tra loro.
Le storie di Third Person si svolgono a New York, a Parigi e a Roma. Nella pellicola francese, viene presentato agli spettatori un triangolo amoroso complicato ma decisamente originale, nella metropoli americana, la storia ruota attorno a una donna che cerca di riottenere la custodia di suo figlio, dopo che è stata accusata di aver tentato di ucciderlo. La sua tenacia e i suoi sforzi per dimostrare la propria innocenza sono raccontati in maniera intensa e coinvolgente, tanto da risultate quasi impossibile allo spettatore non identificarsi con il suo dramma. A Roma, invece, la trama si fa più complicata e dal vago sapore della spy story. Un uomo d'affari americano si innamora di una donna italiana e cercare di aiutarla in ogni modo a liberare sua figlia, rapita da un boss locale.
Third Person è quel genere di pellicola che io amo definire trasversale, che può colpire in egual modo la sensibilità femminile e lo scetticismo maschile. Un film da andare a guardare appositamente in coppia e che lascia spazio a ogni ulteriore confronto.
Bellissima la fotografia di Gianfilippo Corticelli che regala stralci di Parigi e New York da lasciare senza fiato. Il direttore della fotografia, però, non il solo italiano a lavorare a questa pellicola che si avvale anche di Dimitri Capuani e Luca Tranchino come Art Director, di Dario Marinelli come compositore della colonna sonora originale e delle scenografie di Raffaella Giovanetti.
Se a questo aggiungiamo una piccola parte nel film di Riccardo Scamarcio possiamo ritenerci davvero soddisfatti. Anche gli autori stranieri amano parlare italiano sul set cinematografico.
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