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Ultimi appuntamenti per godersi la coinvolgente rassegna musicale, Break in Jazz, organizzata da Musica Oggi, arrivata ormai alla XVIII edizione, presente in Piazza Mercanti, dalle 13 alle 14, ogni lunedì, mercoledì e venerdì, fino al 6 Giugno 2014.
Un programma ricco di concerti a Milano, iniziato ormai il 5 Maggio, che coinvolge e interessa un pubblico assolutamente eterogeneo proponendo un ampio spaccato degli stili storici e delle prassi contemporanee del jazz.
Un progetto musicale nato dal lavoro didattico dei Civici Corsi di Jazz, parte integrante di quella Civica Scuola di Musica da quest’anno accademico pareggiata ai Conservatori, che coinvolge oltre cento studenti della prestigiosa scuola milanese preparati da un formidabile corpo docente presente in modo attivo ai concerti.
Per la sua natura di manifestazione all’aperto, programmata nell’orario di pausa pranzo in una zona centralissima della città, Break in Jazz consente di partecipare ai concerti anche a chi è impossibilitato a uscire la sera ed è una rassegna che qualifica il paesaggio sonoro di Milano e lo avvicina ancora di più all’Europa della musica e dell’arte, configurandosi come una proposta in perfetta linea con le esigenze spettacolari e la qualità richieste dall’EXPO 2015.
Break in Jazz è la miglior pubblicità per la qualità dell’impegno del Comune di Milano nel sostegno, attraverso Fondazione Milano, di un’attività didattica e formativa unica in Italia.
Ecco le ultime date di questo imperdibile programma:
19-5 TRA ANCE e CORDE a cura di Giulio Visibelli, Giovanni Monteforte e Mino Fabiano
21-5 JAZZ REPERTORY 2 a cura di Lucio Terzano e Riccardo Bianchi
23-5 CONTEMPORARY JAZZ a cura di Claudio Fasoli e Gianluca Barbaro
26-5 LABORATORIO MUSICALE di Franco Cerri
28-5 JAZZ In VOICES a cura di Laura Fedele e Luigina Bertuzzi
30-5 CORO DEI CIVICI CORSI di JAZZ diretto da Giorgio Ubaldi
2-6 TIME PERCUSSION diretto da Tony Arco
4-6 CLASSIC and MODERN JAZZ a cura di Paolo Tomelleri e Mario Rusca
6-6 CIVICA JAZZ BAND diretta da Enrico Intra
Da non perdere!
Break in Jazz – Dal 5/05 al 06706
Piazza Mercanti, Milano
Ingresso libero
Civici Corsi di Jazz, Milano Civica Scuola di Musica - Fondazione Milano
via Decorati 10 - 20138 Milano, Italia tel. 02.54.55.428
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.associazionemusicaoggi.it
www. fondazionemilano.eu
uff. stampa 2013 Break in Jazz - 339.85.30.339
Indira Fassioni
Moda e stile. Eleganza e magia.
Il brand emergente comasco PRINCESSE METROPOLITAINE racchiude magia e fascino. Nato dalla mente creativa della designer Lodovica Roncoroni esprime raffinatezza e charme che si intrecciano a creatività e ricerca.
Pizzo, tulle, trasparenze, delicate lavorazioni e tagli che richiamano uno stile retrò, dal gusto vintage.
Princesse Metropolitaine presenta la sua quarta collezione di ready-to wear donna per l’Autunno-Inverno 2013-2014. Una collezione che combina ironia, femminilità e urban style. Per una donna giovane, dinamica, grintosa che ama però distinguersi…
Una donna urbana ma romantica, sognatrice e al contempo alternativa e con una forte personalità.
Una donna che ama distinguersi dalla massa con capi che sono frutto di creatività e ricerca. Artigianalità e sartorialità in ogni capo, con attenzione ai dettagli e ai particolari, rendono la collezione Princesse Metropolitane elegante ed originale. Princesse Metropolitaine per una Principessa Metropolitana…
http://www.princessemetropolitaine.com
Sara Biondioni
Se Pierfrancesco Diliberto in arte Pif aveva intenzione di essere originale con la sua prima pellicola da regista non è che si sia impegnato davvero molto. A partire dal titolo del film, che richiama davvero da vicino quello del libro di Angelino Alfano pubblicato qualche anno fa.
Il neo regista assicura che l’unico intento della sua opera è quella di dissacrare la mafia e i boss mafiosi per elogiare invece gli eroi che li combattono, le persone comuni ma di coraggio.
Il problema è che tutto questo è già stato fatto. In più di un film e anche in parecchi libri e opere teatrali. Vero che la sceneggiatura de La mafia uccide solo d’estate a tratti è convincete e originale ma l’idea stessa di incentrare quasi tutta la storia su un protagonista bambino, sul suo mondo interiore e sulla società che lo circonda è vecchia e stantia.
Pif, d’altra parte ha avuto la fortuna di fare l’aiuto regista a Giordana proprio nella realizzazione de I cento passi e pare che questa esperienza sia stata davvero forte per lui dato che guardando il suo film i richiami e le analogie con il lavoro del suo maestro sembrano moltiplicarsi come una eco infinita. La trama della pellicola alla fine è molto semplice, un bambino siciliano, Arturo, nato nello stesso giorno in cui il clan dei corleonesi uccide il militare della Guardia di Finanza Michele Cavataio sembra destinato a confrontarsi con la stessa per tutta la sua vita.
Arturo cresce in una famiglia insensibile e indifferente a quanto succede nella società che li circonda e con il mito di alcuni personaggi che eleva ad eroi tutti personali e che cerca di seguire ed emulare in azioni e pensieri. Vivendo una vita fittizia e tutta sbagliata.
L’intento del film è buono, davvero condivisibile ma probabilmente il regista non era del tutto pronto ad affrontare un tema così impegnativo e universale o almeno non era ancora preparato per trattarlo in maniera più originale e creativa.
Un plauso assoluto invece va a Pif per la scelta del cast, dove risaltano una perfetta e bellissima Cristiana Capotondi nel ruolo di Flora, la ragazza amata dal protagonista e un sempre eccezionale Claudio Gioè, il primo commissario della serie televisiva Squadra Antimafia, nel ruolo del giornalista esiliato.
Insomma, Pif poteva fare meglio ma se siete curiosi La mafia uccide solo d’estate prima o poi arriverà anche in tv, per cui mettetevi comodi.
Le Macchie Umane, ultima personale di Alessandro Verdi, artista bergamasco, è stata inaugurata lo scorso 28 ottobre alla Galleria Blu di Milano, in via Senato 18.
Le Macchie Umane mostra i suoi quaderni dipinti e un'accurata selezione delle sue opere più recenti, dove la macchia caratterizza ogni immagine.
Citando Philip Roth, la macchina umana è forza oscura, pulsione animale, inevitabilità genetica che non accetta redenzione, e come tale è intrinseca, inerente, qualificante, esistente senza il segno, o meglio, prima del segno.
Anche quelle di Verdi sono macchie profonde ed essenziali, che incarnano la primordialità dell'uomo. Su quelle pagine i colori, quelle forme sembrano piene di vita: nascono, si dividono, si uniscono e si moltiplicano, cambiano e si evolvono in qualcosa di diverso, come animate da una forza a noi invisibile.
Alessandro Verdi è nato nel 1960 a a Bergamo, dove ha studiato all'Accademia di Belle Arti. A 'lanciarlo' nel mondo dell'arte è stato Giovanni Testori, quando, dopo averlo scovato in un piccolo laboratorio a Bergamo a dipingere solo i suoi quadri, lo presentò nel 1987 nella prima mostra personale alla Compagnia del Disegno di Milano.
Verdi è un artista eclettico, particolare, che intreccia la sua arte, la sua pittura con la narrazione e la poesia. L'uomo è protagonista delle sue storie e delle sue immagini: composte da macchie vive, che si evolvono nel loro divenire.
Le opere esposte alla Galleria Blu illustrano la sua ricerca sul corpo, di cui interpreta lo spirito, l'assenza e la presenza.
Sono immagini d'impatto: vibranti macchie giungono dritte all'animo.
La loro ambiguità e la loro illeggibilità le rendono piene di pathos, in grado di provocare rabbia, passione, malinconia, tristezza fino ad abbandonarci in un mistero inspiegabile, insito nell'animo umano.
La scelta dei colori incide molto su queste sensazioni, il bianco, il rosso e il nero rappresentano la pulsione alla vita e la pulsione alla morte, e si rendono metafora della dimensione psichica e biologica di ogni essere umano.
La mostra sarà visibile sino al 17 gennaio 2014, è gratuita ed è aperta con i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00. Sabato dalle 15.30 alle 19.00. Chiuso sabato mattina e domenica.
Francesca d'Amico.
Recensione Hjaltalìn – Enter 4 (Sena, 2013)
Si dice sempre che il terzo disco è quello più difficile da fare, pensate un po' se a mettersi in mezzo c'è la salute mentale, con i relativi ricoveri psichiatrici, del cantante Högni Egilsson; senza contare che gli altri componenti oltre ai loro progetti laterali avranno avuto delle enormi difficoltà a tenere a galla la ragione sociale Hjaltalìn. 'Enter 4' esce però nel 2012 in Islanda e viene accolto subito bene, anzi benissimo, tant'è che il singolo Crack In A Stone con la cover di Halo di Beyoncé si piazza primo in classifica.
Diciamo che il disco non è così immediato, non parla di elfi e non vi fornisce immagini sonore dei fantastici paesaggi islandesi ma pesca nei chiaroscuri della mente del cantante. Voi ora non andate subito a prendere la famosa Bjork o i conosciuti Mum, perché qui si mescolano elettronica, un soul dannatamente caldo e l'orchestra che ci eravamo già abituati a sentire nei lavori passati degli Hjaltalìn. Ve lo dico subito: quest'album scotta e dovete stare attenti, ascoltate bene, vi prenderà sicuramente.
Bisognerebbe seguire uno schema ma non importa, partiamo dall'ultima canzone 'Ethereal' (mai titolo fu più azzeccato): due voci in tre momenti, strumentale compreso e un po' di silenzio, sembra quasi di sentire la presenza di Antony & The Johnsons. 'We' è cantata dalla fantastica voce di Sigríður Thorlacius, che si solleva a tratti da un ritmo pulsante, aspettando la calma momentanea di Egilsson. 'Lucifer/He felt like a woman' entra subito in testa, sensuale ma in modo bizzaro; 'I Feel You' si mette a giocare con i fantasmi nascosti nell'ombra e le voci interagiscono alla perfezione (guardatevi anche il bel video uscito da poco). 'Myself' è delicata con un lieve retrogusto trip-hop, insomma un altro centro clamoroso, e non c'è una canzone che possa far abbassare il livello di questo bel disco.
Pensate quindi al già citato Antony & The Johnsons, prendete i Portishead, Brian Eno e mischiate tutto con un bel po' di caldo Soul, ma ancora non sarete arrivati al dunque: fate prima a comprarvelo, un disco simile, e a tenervelo assai stretto.
Andrea Facchinetti
Martedì 3 dicembre alle 18,30 presso la Drogheria Plinio L'insostenibile leggerezza dell'essere giovani, aperitivo/incontro dedicato al registra teatrale Alberto Oliva.
L’occasione è quella di celebrare insieme l'uscita del libro " L'odore del legno e la fatica dei passi - Resto in Italia e faccio teatro" di Alberto Oliva (Atì Editore), la testimonianza di un " non bamboccione" , di un cervello che ha deciso di restare, per smentire tutti i luoghi comuni sui giovani di oggi.
" Mentre mio fratello prosegue la gloriosa tradizione di famiglia laureandosi in ingegneria meccanica, mentre il mio compagno di banco al liceo dopo un master in economia lavora a Wall Street, mentre un altro studia cinese per cavalcare i mercati emergenti, io non solo resto in Italia, ma scelgo anche di fare teatro! E nemmeno come attore, faccio il regista..."
Le fortune e le sventure, i compagni di viaggio, i buoni consiglieri e i cattivi maestri sono i protagonisti di un racconto che esprime lo spirito del nostro tempo. Un percorso di formazione che con passo leggero attraversa le aule universitarie, la Paolo Grassi, i corridoi dei teatri, le sale prova, gli studi medici e perfino la sala di aspetto di uno stralunato Vittorio Sgarbi, protagonista involontario di uno degli episodi più divertenti del libro.
L'insostenibile leggerezza dell'essere giovani
martedì 3 dicembre - ore 18.30
Drogheria Plinio (via Plinio 6 - Milano)
intervengono:
ALBERTO OLIVA
regista teatrale e autore del libro
L'odore del legno e il rumore dei passi - Resto in Italia e faccio teatro
Atì Editore
ROBERTO RIZZENTE
critico teatrale e filmmaker
CLIZIA GURRADO
giornalista e scrittrice
Mercoledì 4 dicembre debutta Niente più niente al mondo, di Massimo Carlotto, in scena fino al 15 dicembre al Teatro Franco Parenti di Milano.
Doppia rivelazione in questo potente spettacolo: quella di un giovane talento della regia, Fabio Cherstich e quella della sorprendente interpretazione di Annina Pedrini. Niente più niente al mondo di Massimo Carlotto è una storia fulminante che non concede scampo; racconto in prima persona di una madre che ha appena ucciso la figlia.
Nelle sue parole sfilano le immagini di una vita perduta, una vita come tante. Anche lei è stata ragazza, con sogni ed entusiasmi. Ha sposato un operaio metalmeccanico nella Torino degli anni Settanta, ha avuto una figlia e ha sognato un futuro diverso.
Poi la vita, o l’ingiustizia di questo nostro sistema, ha ucciso ogni speranza. Disoccupazione per il marito, servizio a ore per lei nelle case dei più fortunati, una figlia che non segue le sue aspirazioni di farla diventare una velina, anche solo una prostituta, purché di lusso, fuori dalla miseria quotidiana, dal mondo dei perdenti. Come in un delirio, a volte grottesco, a volte straziante, ma mai patetico, la donna rievoca la propria storia e quella della sua famiglia, mentre snocciola un rosario di cifre, di prezzi, di marche di prodotti, di promozioni, di trasmissioni TV: tutto il suo universo “culturale” in cui la miseria spirituale è parallela a quella economica.
4 - 15 dicembre 2013
Sala 3
NIENTE PIÙ NIENTE AL MONDO
di Massimo Carlotto
con Annina Pedrini e Annalisa Urti
regia e spazio scenico Fabio Cherstich
luci Gigi Saccomandi
costumi Sarah Grittini
Produzione Teatro Franco Parenti
BIGLIETTI
Intero €25
Over60/Under25 €12.50
Convezione €17.50
ORARI
mart - giov - ven - sab h.21.00;merc h. 20.00;dom h. 16.00
*lunedì riposo
INFO
Biglietteria 0259995206
Teatro Franco Parenti
Via Vasari,15
20135 - Milano
tel. 02 59 99 52 17
cel. 346 417 91 36 – 339 23 26 159
www.teatrofrancoparenti.it
Dal 4 al 18 dicembre il MIC – Museo Interattivo del Cinema – presenta “Lo sguardo che insegna”, una rassegna cinematografica dedicata a tre registi per apprendere le loro visioni e il loro pensiero.
In collaborazione con l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, dipartimento di Scienze della formazione, il MIC propone un intreccio di film e laboratori dedicati a tre registi che con la loro produzione hanno dato vita a tre poetiche, tre modalità di sguardo differenti.
L'iniziativa si inserisce nell'ambito della convenzione attiva tra la Fondazione Cineteca Italiana e l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, che mira a sviluppare e organizzare nel modo migliore le potenzialità del sistema della ricerca scientifica e della formazione.
Gli incontri si articoleranno su un modulo tripartito, che prevede la visione di un film del regista preso in esame, una lezione-laboratorio sullo sguardo e sui temi affrontati dal regista tenuta dalla Prof.ssa Emanuela Mancino, docente di Filosofia dell'educazione presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, e un ritratto del regista.
Si parte mercoledì 4 novembre con un pomeriggio dedicato all'austriaco Michael Haneke, il più enigmatico maestro del cinema contemporaneo, filosofo dell’immagine che ha saputo illuminare le zone più oscure della nostra società, mettendo a nudo le paure esistenziali e le tempeste emotive che si nascondono sotto la sua superficie e che sempre sono pronte a esplodere. Alle 14.30 verrà proiettato Niente da nascondere, thriller appassionante interpretato da Juliette Binoche e Daniel Auteuil. A seguire la professoressa Emanuela Mancino terrà la lezione Lo sguardo e il segreto. La memoria dell'altro. Il ritratto del regista è affidato al documentario di Yves Montmayeur Michael H – Profession: Director, che indaga l’approccio morale e filosofico dell’artista attraverso le immagini dei suoi film, le sue dichiarazioni e le testimonianze degli attori che hanno lavorato con lui.
Mercoledì 11 dicembre avrà come protagonista Roman Polanski, regista di fama internazionale le cui pellicole riflettono le tragedie e le difficili esperienze che hanno caratterizzato la sua esistenza. Prima della lezione Lo sguardo e il senso. Trame nascoste, verrà proposto il film L'uomo nell'ombra, thriller psicologico con Ewan McGregor nei panni del ghost-writer dell’ex primo ministro britannico. L'incontro si chiuderà con il documentario Roman Polanski: a film memoir, un viaggio alla scoperta del cinema e della vita del grande regista polacco.
Il ciclo di incontri terminerà mercoledì 18 dicembre con tre appuntamenti incentrati sulla figura di Ingmar Bergman, regista svedese che ha inciso profondamente sull'immaginario del pubblico, portandolo a riflettere sul senso della vita e sulla verità che si cela dietro le apparenze. Il film proposto è L'occhio del diavolo, commedia grottesca ispirata al mito di Don Giovanni. Dopo la lezione della professoressa Mancino, verrà proiettato il documentario dedicato a Ingmar Bergman But film is my mistress diretto da Stig Björkman. Insieme a Liv Ullmann e a tanti registi influenzati dal grande talento del Maestro svedese – da Woody Allen a Bernardo Bertolucci, da Lars von Trier a Martin Scorsese – Stig Björkman ripercorre la carriera di Ingmar Bergman, soffermandosi sulle sfide affrontate, commentando i successi indimenticabili e raccontando l’infinito amore per il cinema.
CALENDARIO E SCHEDE FILM
MERCOLEDì 4 DICEMBRE
h 14.30 Niente da nascondere (Michael Haneke, Francia/Germania/Austria/Italia, 2005, 117’)
Georges, giornalista letterario, riceve misteriosi video che lo riprendono con la sua famiglia, seguiti da disegni inquietanti, telefonate e strani avvertimenti. È l'inizio di un mistero che porterà il protagonista a scavare in un passato che aveva rimosso da tempo.
h 16.30 Lo sguardo e il segreto. La memoria dell'altro
Lezione-laboratorio tenuta dalla Prof.ssa Emanuela Mancino
h 18.00 Michael H. Profession: Director (Yves Montmayeur, Austria/Francia, 2013, 90', vers. orig. sott. it.)
Il regista Montmayeur ha viaggiato con Haneke per 10 anni in giro per l'Europa, da Parigi a Vienna, passando per la Germania del nord e la Romania alla scoperta del lavoro di uno dei più grandi maestri del cinema contemporaneo. Il documentario rivela l'intimità di Haneke, profondamente turbato dai dubbi sulla condizione umana e preda delle angosce esistenziali che nei sui film ha cercato di trasmettere al pubblico.
MERCOLEDì 11 DICEMBRE
h 14.30 L'uomo nell'ombra (Roman Polanski, USA/Germania/Francia, 2010, 128')
Un giornalista viene assunto come ghost writer – come si chiamano in gergo gli scrittori che vengono assunti per dar voce ai pensieri altrui – con la consegna di rielaborare le memorie dell'ex-primo ministro britannico Adam Lang. Il lavoro si scopre essere pericoloso: l'uomo che precedentemente ricopriva il ruolo è stato infatti assassinato. E nulla pare essere quello che appare.
h 16.45 Lo sguardo e il senso. Trame nascoste
Lezione-laboratorio tenuta dalla Prof.ssa Emanuela Mancino
h 18.00 Roman Polanski: a film memoir (Laurent Bouzereau, Francia, 2012, 90', vers. orig. sott. it.)
Un viaggio nella vita di uno dei più grandi registi del cinema contemporaneo: Roman Polanski racconta se stesso e il suo passato, ricordando con commozione gli eventi traumatici che lo hanno colpito, a partire dalla deportazione dei genitori nei campi di concentramento.
MERCOLEDì 18 DICEMBRE
h 14.30 L'occhio del diavolo (Ingmar Bergman, Svezia, 2010, 66', vers. orig. sott. it.)
Il Diavolo non tollera che la giovane Britt Marie voglia arrivare vergine al matrimonio con il fidanzato Jonas e decide di inviare sulla Terra Don Giovanni perchè la seduca. Tra amori e bugie, alla fine il naturale ordine delle cose verrà ristabilito.
h 16.30 L'architettura del silenzio
Lezione-laboratorio tenuta dalla Prof.ssa Emanuela Mancino
h 18.00 But film is my mistress (Stig Björkman, Svezia, 2010, 66', vers. orig. sott. it.)
Insieme a Liv Ullmann e a tanti registi influenzati dal grande talento del maestro Ingmar Bergman, Stig Björkman ripercorre la carriera del regista svedese, soffermandosi sulle sfide affrontate, commentando i successi indimenticabili e raccontando l'infinito amore per i cinema.
MIC – Museo Interattivo del Cinema
Viale Fulvio Testi, 121
Milano
Biglietto d’ingresso intero: € 5,00
Biglietto d’ingresso studenti universitari: € 3,00
INFO
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www.cinetecamilano.it
T 02 87242114
Il regalo di Natale più originale? Quello di Freakshow! Se temete i soliti pacchetti colorati, le tavole imbandite e i bambini urlanti, venite domenica 1 dicembre, dalle 18 alle 22, a scegliere un regalo che arricchisca corpo e anima: buoni regali per tattoo e piercing, doni creativi per un Natale diverso e grandi sconti per tutti gli acquisti fatti durante la festa!
Cristian e Rita propongono un nuovo appuntamento della serie “Freaks come noi”:vino, creatività e intrattenimento per tutti!
Superospiti della serata saranno Andrea Bottazzini, scultore surreale che esporrà pupazzi articolabili “PeeKaBoo” e illustrazioni della serie “So Greedy”, Francesco Carli, del gruppo creativo TOP TAG che presenterà le sue illustrazioni a china e le nuove top-tags-pins e Virginia Micagni, artista, fotografa e performer che vuole perseguire l’esplorazione del corpo e della sensorialità come limite superabile della sfera emotiva.
Infondo, un tatuaggio è per sempre!
Dress Code: renne rosse, pellicce, barbe, lucine, sangue, ossa … inventatevi il vostro incubo prima di Natale. Se volete potete trasformarvi nel nostro comodo spogliatoio.
Venerdì 1 dicembre
Dalle 18 alle 22
Freakshow Tattoo Milano
Via Giovanni Battista Bertini 11, Milano.
Telefono 0236592029
www.andreabottazzini.it https://www.facebook.com/toptagsMilano
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