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Freelance under 30 con il chiodo fisso del mangiare e bere bene. Estremamente curiosa, cresce una nuova generazione di enotecnici fiorentini trasmettendo il suo entusiasmo con la penna e tra i banchi di scuola.
Dopo anni di “buio gastronomico” la provincia di Crema torna a brillare con una nuova stella Michelin.
Il prezioso e tanto ambito riconoscimento della Guida Michelin 2023 è stato assegnato a Vitium, ristorante gourmet situato in un palazzo del 1300 nel centro storico di Crema. Vitium è stato aperto nella primavera del 2019 dal giovanissimo chef under 30 Michele Minchillo.

Pugliese di nascita, diplomato all’Alma, nonostante la giovane età Michele Minchillo vanta un curriculum vitae di tutto rispetto, con un bagaglio di esperienze lavorative importanti. La Palta con la chef Isa Mazzocchi, Al Pont de Ferr con Matias Perdomo e successivamente da Londra agli Emirati Arabi, fino a New York all’Aska del bistellato chef Frederik Berselius. Nel 2019 il progetto di aprire un ristorante tutto suo. Un inizio e un percorso sicuramente non facili per lo chef Minchillo: dalla Puglia a Crema, cittadina di 35.000 abitanti. Non Milano, Roma o Firenze, dove la sua cucina forse avrebbe avuto subito un ritorno immediato. Ma è stato amore a prima vista con la città di Crema ed è qui che ha deciso di dare vita al suo locale.

La cucina di Michele Minchillo è un mix di radici, di retaggi, di ciò che ha appreso in giro per il mondo, quindi una cucina contemporanea, con tante contaminazioni, soprattutto asiatiche, utilizzando anche tecniche di cottura moderne. Chef Minchillo è dotato di un estro unico che si concretizza in piatti dove il risultato è un buon equilibrio di gusto, dolce e salato, croccantezza e morbidezza che avvolgono i sapori e appagano il palato. Merito della bravura del giovanissimo chef e anche delle materie prime di grandissima qualità.
Tra i suoi piatti signature troviamo i ravioli ripieni di ragù alla genovese, crema di Salva Cremasco DOP e mostarda di zucca; manzo, cozze, aneto, wasabi; maiale iberico, nduja, burrata e cavolo cinese; babbà, nocciola e arancia.
Vitium è arredato in modo essenziale ma raffinato, con luci soffuse, pavimenti in legno, pareti grigie e comode poltroncine di velluto blu. La location perfetta per un viaggio nel gusto da assaporare lentamente. EnjoyVitium è il claim del ristorante, un invito a lasciarsi andare ai piaceri delle creazioni di chef Michele Minchillo.
Una trentina i coperti con tavoli ben distanziati e con una mise en place “nuda”, senza tovaglia, seguendo un po’ il trend degli ultimi tempi con stoviglieria ricercata, di design, dove ogni portata ha il suo piatto dedicato.
Sono appena state svelate - live ed in diretta streaming - le nuove stelle assegnate dalla Guida Michelin 2023. La cerimonia di presentazione è avvenuta in Franciacorta ed è stata seguita con grande trepidazione da tutta Italia. Ecco le new entry di quest'anno:
Antonino Cannavacciuolo conquista la terza stella al ristorante Villa Crespi, entrando così nell'Olimpo della ristorazione italiana. Sono state confermate tutti gli altri ristoranti con tre stelle, che quest'anno salgono quindi a quota 12.
Si sono aggiudicati la seconda stella: Enoteca La Torre (Roma), Acquolina (Roma), Locanda Sant’Uffizio Enrico Bartolini (Penago) e St. George by Heinz Beck (Taormina). Sono invece due i ristoranti che quest'anno hanno perso una stella.
Ecco la lista dei nuovi ristoranti stellati dell'edizione 2023 della Guida Michelin:
Amalfi - Sensi
Ameglia - Locanda Tamerici
Aosta - Paolo Griffa al Caffe Nazionale
Ariano Irpino - Maeba Restaurant
Ariccia - Sintesi
Bagheria - Līmū
Capolona - Terramira
Casanova di Terricciola - Cannavacciuolo Vineyard
Corvara in Badia - La Stua de Michil
Crema - Vitium
Firenze - Chic Nonna di Vito Mollica
Gabicce Monte - Dalla Gioconda
Lagundo - Luisl Stube
Lallio - Bolle
Lomazzo - Trattoria Contemporanea
Milano - Andrea Aprea
Milano - Anima
Montalcino - Campo del Drago
Montemonaco - Il Tiglio
Oppeano - Famiglia Rana
Palermo - Mec Restaurant
Pavia - Lino
Prato - Paca
Roma - Pulejo
Rubiera - Osteria del Viandante
San Pantaleo - Il Fuoco Sacro
Sauze di Cesana - RistoranTino & C.
Selva di Val Gardena - Suinsom
Taormina - Principe Cerami
Torino - Andrea Larossa
Torno - Il Sereno Al Lago
Ventimiglia - Balzi Rossi
Ventimiglia - Casa Buono
Vulcano - I Tenerumi
Nell'edizione 2023 della guida 16 ristoranti non hanno confermato la stella mentre 10 non saranno presenti per chiusura (definitiva, per rinnovo o al pubblico).
L’esclusiva Krug Ambassade ha aperto ufficialmente le sue porte allo chef Roberto Toro, che da novembre 2019 detiene una stella Michelin presso il Ristorante Otto Geleng del Grand Hotel Timeo, A Belmond Hotel, a Taormina.
Il benvenuto ufficiale è stato dato dallo chef più stellato d’Italia Enrico Bartolini durante la Cena Krug x Rice, preparata a quattro mani dai due chef stellati e andata in scena lo scorso 6 novembre. L’ingrediente principale era il riso, la cui semplicità e universalità ha trovato l’abbinamento ideale con il Krug Grande Cuvée ed il Krug Rosé.

Roberto Toro, nato in provincia di Catania nel 1975, viene da sempre considerato ambasciatore della cultura gastronomica italiana tanto che nel 2012, dopo aver ampliato i propri orizzonti all’estero, decise di rientrare in Sicilia diventando Executive Chef del Grand Hotel Timeo. Negli anni lo chef siciliano si è distinto ottenendo in breve tempo due Cappelli de L’Espresso e curando eventi internazionali, come la cena di gala per i Capi di Stato tenutasi a Taormina in occasione del G7 nel 2017 e l’inaugurazione della Settimana della Cucina Italiana presso l’Ambasciata Italiana a Washington. Nel 2018, ha poi inaugurato il ristorante Otto Geleng al Grand Hotel Timeo dove, continuando ad esaltare i sapori mediterranei tradizionali con tocchi moderni e personali, è stato premiato con la sua prima stella Michelin nel 2019.

Krug è sempre stata all’altezza della sua reputazione, come prima e ancora unica Maison de Champagne a creare ogni anno solo Cuvée de Prestige, sin dalla sua fondazione. La Maison fu fondata nel 1843 da Joseph Krug, un idealista dallo spirito anticonvenzionale, con una filosofia di vita che non ammetteva compromessi. Poiché aveva capito che la vera essenza dello Champagne è il piacere in sé, il suo sogno divenne quello di offrire lo Champagne migliore anno dopo anno, indipendentemente dalle variazioni climatiche del periodo. La profonda attenzione al carattere del vigneto, il rispetto per l’individualità di ciascun appezzamento e dei suoi vini, oltre alla creazione di un’ampia enoteca di vini di riserva di molte annate diverse, permisero a Joseph Krug di realizzare il suo sogno. Con un approccio del tutto originale alla produzione dello Champagne, decise di andare oltre la nozione stessa di millesimato per creare ogni anno la massima espressione dello Champagne. Fondò una Maison in cui tutti gli Champagne hanno lo stesso livello di distinzione e ognuno illustra una particolare espressione della natura. Sei generazioni della famiglia Krug hanno perpetuato il suo sogno, arricchendo la vision e il savoir-faire del suo fondatore.
Oggi la Maison Krug ha insignito un riconoscimento speciale a ristoranti, enoteche ed hotel che si distinguono per la loro qualità e che si fanno portavoce degli stessi ideali, andando a creare un network conosciuto come la Krug Ambassade.

Belmond è da oltre 46 anni il marchio pioniere nel settore dei viaggi di lusso eccezionali grazie a una collezione di esperienze uniche in alcune delle destinazioni più affascinanti ed emozionanti del mondo. Dall’acquisizione dell’iconico Hotel Cipriani a Venezia nel 1976, Belmond ha continuato a perpetuare la leggendaria arte del viaggiare, offrendo ai viaggiatori di tutto il mondo la possibilità di vivere avventure sorprendenti e indimenticabili. Il suo portafoglio si estende in 24 paesi con 50 proprietà straordinarie che includono l’illustre treno Venice Simplon-Orient-Express, ritiri remoti come Cap Juluca ad Anguilla, rifugi italiani come lo Splendido a Portofino, e luoghi impareggiabili che si aprono su vere e proprie meraviglie naturali come l’Hotel das Cataratas all’interno del Parco Nazionale dell'Iguazù in Brasile. Dai treni, alle crociere fluviali, ai safari lodge agli hotel, ciascuna proprietà vanta esperienze uniche e incomparabili con una propria storia da raccontare. L’essenza del brand Belmond si basa sul suo patrimonio storico, l’artigianalità e la reputazione di un servizio genuino e autentico. Belmond vede il suo ruolo quale custode di un patrimonio senza tempo, dedito alla conservazione delle sue proprietà attraverso sensibili piani di restauro. Belmond è parte del gruppo leader mondiale del lusso LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton.
Si è conclusa da pochi giorni la settimana edizione di “Panettone Senza Confini”, il contest che ha visto sfidarsi 20 grandi maestri pasticceri per decretare il migliore panettone artigianale e al cioccolato. La gara è avvenuta a bordo di una nave da crociera, l’ammiraglia Costa Toscana di Costa Crociere. La nave è salpata da Savona e ha toccato Civitavecchia, Napoli, Palma, Valencia e Marsiglia. Nel corso della settimana gli ospiti della nave hanno potuto vivere un vero e proprio viaggio alla scoperta delle diverse declinazioni del panettone, con incontri e degustazioni con i Maestri dell’arte pasticcera.
La giuria era composta dai nomi più illustri della pasticceria e del mondo dei lievitati: il Maestro della tradizione Iginio Massari, universalmente riconosciuto come “Maestro dei Maestri”, al vertice di APEI (Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana) e presidente della giuria del panettone tradizionale; Pascal Lac, maestro cioccolatiere, presidente della giuria del panettone al cioccolato; Paco Torreblanca, "Miglior pasticcere del Mondo 2022" e vero e proprio artista della pasticceria; Gino Fabbri, alla guida del team vincitore della coppa del mondo di Pasticceria nel 2015, vicepresidente APEI e vincitore della Torta del Giubileo; Achille Zoia, Maestro degli impasti e “Padre” del panettone moderno; Marco Pedron, maestro pasticcere della pasticceria Caffé Cracco; Vittorio Santoro, Direttore Cast Alimenti, Davide Malizia, Campione del Mondo di zucchero artistico, direttore Aromacademy e World Pastry Star 2021, Riccardo Bellaera, Corporate Chef Pastry & Chef Baker di Costa Crociere e World Pastry Star 2021, Antonio Brizzi, Corporate Chef di Costa Crociere.
A ricevere il trofeo “Panettone senza Confini 2022” per il miglior panettone artigianale è stato Antonio Giannotti della pasticceria “Perrotta Gigliola” (Montella, Avellino). Premiato invece Luigi Fusco della pasticceria “Punto Freddo” (Scafati, Salerno) per il miglior panettone al cioccolato. Sono stati inoltre premiati Salvatore Varriale della pasticceria “Varriale” (Napoli) e Giuseppe Zippo della pasticceria “Le mille voglie” (Specchia, Lecce) per il miglior Panettone al cioccolato secondo il pubblico, che ha potuto degustare le varie preparazioni, e Marco Lusso della pasticceria “Luciano” (Barge, Cuneo) come miglior Panettone per la Critica.

Dopo due anni di pausa ritorna The Tentacle Days 2022, il format ideato da The Kraken Rum con live show a sorpresa, DJ Set, intrattenimento e free drink. Quest’anno si sdoppia in due città: Milano (5-6 novembre) e Roma (12 novembre). Ecco il programma con tutti gli eventi, a cui i nostri lettori possono partecipare previo accredito online.
Prima tappa, Milano: una non-stop di 18 ore di eventi che inizia col botto.
Il 5 novembre The Tentacle Days 2022 inaugura con un private event in collaborazione con Le Cannibale presso la Santeria (Viale Toscana, 31). Una serata di Clubbing che, dalle 22.00 alle 3.00 del mattino, intratterrà il pubblico milanese con free drink e gli attesissimi DJ Set di Tamati, Hiroshi ed Elena Colombi.
Come partecipare? Ci si può prenotare al sito https://bit.ly/3eLHzj3 (fino a esaurimento posti).
Il 6 novembre si prosegue in grande stile. I tentacoli di The Kraken Rum avvolgono Il Mercato d’Autunno di Wunder Mrkt, appuntamento cult per gli amanti del vintage e dell’artigianato dove acquistare creazioni artigianali, pezzi unici, oggetti di design, vinili, arte da oltre 100 espositori che arrivano da tutta Italia.
Dalle 11.00 alle 20.00 gli spazi de lo Spirit de Milan (Via Bovisasca, 57), location tra le mura di una fabbrica della Bovisa che nasconde un universo fuori dal tempo, si ‘tingono di nero’ per travolgere i visitatori del Market con live music, divertimento, experience food&drinke gift a sorpresa, tutto ispirato al misterioso mondo degli abissi marini.
Sarà il Day delle Meraviglie: si potrà vedere all’opera un incisore di vetro per capire come si decora una bottiglia, ci sarà un calligrafo che realizzerà magnifiche scritte artistiche per i visitatori su vecchie mappe nautiche, un ceramista che realizzerà ceramiche a tema marino, le incredibili creazioni marine per la tavola di Aquatics Creatures, mentre Riuso Lab e Toffee Upcycling mostreranno come l’arte del riciclo può trasformare le bottiglie di rum in oggetti inediti, come, ad esempio, lampade e bicchieri.
Dalle 20.00 i Tentacle Days si trasformano in una Tentacle Night a ingresso libero per far immergere il pubblico nell’atmosfera di una vecchia taverna dei marinai dove si suona il blues con il duo Veronica Sbergia e Max De Bernardi. Fino alle 24.00, musica e food&drink per tutti.
The Tentacle Days non si ferma qui: i suoi tentacoli si estendono per la prima volta fino a Roma.
Il 12 novembre conquistano Vintage Invaders, una vera e propria invasione in un pop up vintage market dove cercare tra tanti capi e trovare pezzi unici da pesare e da acquistare al chilo con una selezione di oltre 10.000 chili.
Location dell’evento, PratiBus (Viale Angelico, 52), uno spazio post-industriale di 3.000 mq nel cuore di Roma dove viene ricreata un’ambientazione ispirata al Brick Lane Market di Londra.
Dalle 10.00 alle 20.00 musica live, food truck a tema marino e DJ Set per tutti gli ospiti, che potranno vedere all’opera Mr Thoms, uno dei più noti e apprezzati street artist romani e una tatuatrice ‘dark’ per imprimersi sulla pelle il Kraken e i tattoo dei vecchi marinai.
La sorpresa? Dalle 20.00 alle 24.00 si cambia scenario con un secret party con l’esclusivo live della giovanissima - ma già sulla cresta dell’onda - cantante di origine palestinese Laila Al Habash.
Musica con DJ Set by Smash e un free drink per tutti a base di rum. I posti sono limitati: per accreditarsi, bisogna iscriversi qui https://vintageinvaders.it/accrediti-kraken/ (fino a esaurimento posti).
The Tentacle Days presidiano anche le strade delle città. 8 locali a Milano (4 novembre) e 10 locali a Roma (11 novembre) dove, a partire dalle ore 21.00 i clienti amanti del rum saranno coinvolti in una serie di attività ‘da paura’ come La Ruota della Fortuna con il Timone con cui potranno testare la drink list ufficiale di The Kraken Rum e vincere dei gift a tema.
Frollatura: s. f. [der. di frollare]. – Operazione di stagionatura delle carni macellate, che ha lo scopo di renderle più tenere e saporite; si effettua normalmente a temperatura moderata (da 15 a 20 °C) e in ambiente a media umidità, per un tempo che va da uno a tre giorni secondo il tipo di carne. (Vocabolario Treccani)
Avete mai sentito parlare di frollatura? Bene, dimenticatevi la definizione del vocabolario.
Siamo stati al ristorante Il Ceppo Toscano a San Gimignano (Siena) per una serata dedicata alle frollature "estreme", con degustazione di 5 stagionature di carne Pantano dai 100 ai 1000 giorni Dry-Aged.
"Il tratto caratterizzante della frollatura Dry-Aged è il perfetto mix di temperatura e umidità. La carne viene lasciata riposare in apposite strutture di refrigerazione tra 0° e 1°, con una precisa esposizione ai raggi UV e ad umidità e ventilazione controllata. In questo modo le carni vengono asciugate superficialmente, perdendo in un periodo variabile, che va dalle 5 alle 8 settimane, fino al 20% dei liquidi. Inoltre, l’azione degli enzimi naturali delle carni abbatte il tessuto connettivo nel muscolo. Tutto ciò le rende tenere e marmorizzate perfettamente.
Durante il tempo di riposo la carne diventa più tenera e saporita, oltre che più digeribile. Questo processo porta a una perdita di peso della carne e ad un suo inscurimento, andando ad asciugare i liquidi e ad ossidare la superficie, ma tutto ciò a favore di una concentrazione di sapore inimitabile." (Pantano Carni).
Il brand padovano Pantano Carni è specializzato proprio in lunghe frollature, e Fabrizio Mazzantini (butcher chef di Pantano) ci ha accompagnati insieme al patron chef Stefano Ruggero de Il Ceppo Toscano in un’interessante verticale di carni Black Angus. Nel piatto ogni diversa frollatura era presentata in due variazioni: la tartare e il carpaccio, per testare diverse consistenze della stessa qualità. Abbiamo assaggiato Black Angus frollata 50, 300, 700 e 1000 giorni (!).
La progressione è stata strabiliante. Man mano che aumentavano gli anni di frollatura il sapore di jamón ibérico diventava sempre più marcato, così come la sapidità e la pastosità del carpaccio, magistralmente controbilanciata dal pairing con la Vernaccia di San Gimignano DOCG di Cesani e Palagione.
Ad accompagnare la verticale di frollature spinte anche una bistecca “monstre” di 8 kg, marinata in succo d’ananas (per dare una tendenza dolce e acida), salsa Worcester e spezie fresche e poi cucinata circa 15 minuti nel Josper, con una cottura ad alta temperatura.
Dulcis in fundo, il pluripremiato gelataio di San Gimignano Sergio Dondoli ci ha fatto assaggiare in anteprima il suo golosissimo gusto autunnale: fiordilatte e crema di cachi.

C’è un ristorante a Firenze dove sembra di toccare Ponte Vecchio con un dito: il Golden View.
Come tutte le cose belle, Ponte Vecchio è ancora più suggestivo visto dall’esterno, con le sue minuscole botteghe orafe a picco sull’Arno. Dai tavoli del Golden View ne puoi respirare l’atmosfera, in una location elegante e accogliente.

Il Golden View, inondato a pranzo da una luce “golden”, per l’appunto, si rinnova per festeggiare i 20 anni. Entrando dalla porta principale il nuovo bancone in legno d’ulivo e marmo di Carrara porta subito alla zona Gastronomia, con una vasta scelta di salumi e prosciutti tagliati a mano. Proseguendo, un laboratorio di Arte Bianca che produce tutti i giorni pane e dolci freschi per il ristorante. Infine, i tavoli baciati da Ponte Vecchio e dal Corridoio Vasariano. Ma la location non è che il punto di partenza.

Ad orchestrare e amalgamare le diverse anime food del Golden View c’è lo Chef Paolo Secci, sardo DOC. La cucina del Golden View è centrata su ingredienti ricercati in modo meticoloso e, soprattutto, lavorati pochissimo. Come afferma lo Chef: “Quando hai un ingrediente di prima scelta il pensiero è semplicemente quello di capire con la tecnica e l’istinto quale è il modo giusto per tirare fuori la sua essenza. Ogni ingrediente ha una sua storia da raccontare che occorre rispettare”.
La proposta autunnale è giocata su ingredienti e colori stagionali che danno vita a piatti dai sapori precisi. Nel menù le Capesante tostate su spuma di aglio nero e funghi galletti, la Zuppetta di moscardini alla Luciana e polenta, gli Spaghetti quadrati Mancini ai crostacei di Sicilia, burro salato e caviale, dove spicca su tutti la mano dello Chef. Ma anche un cremoso Risotto ai funghi del bosco e fonduta di parmigiano alla nepitella e un coloratissimo Pesce spada rosa del Tirreno scottato, rape rosse all’agro e spuma di patate.

Oltre che per la location e per la proposta gastronomica, il Golden View attira locals e turisti anche per la sua cantina, considerata la seconda più importante in centro città. Inserita in un fondo del ‘400 appartenuto alla famiglia fiorentina dei Bardi, oggi ospita circa 8.000 etichette accuratamente selezionate da Paolo Miani, wine manager e narratore allievo di Baricco. Miano - instancabile “wine hunter” - propone eccezionali verticali dei grandi Super Tuscans (Sassicaia, Ornellaia, Solaia, Tignanello) insieme a quelle dei Brunelli di Montalcino (Biondi Santi, Soldera, Poggio di Sotto), ma anche chicche di nicchia e sconosciute ai più.
Uscendo dal locale sulla destra una piccola porta conduce attraverso un corridoio dall’atmosfera evocativa. Salendo le scale, si arriva in una suite arredata con pezzi di antiquariato e alto artigianato. Per i più esigenti il Golden View organizza in questo spazio cene private ad hoc con vista esclusiva.

Si abbassano le temperature e nei nostri sogni siamo in una SPA di lusso tra saune finlandesi, fontane di ghiaccio, bagni aromatici alle erbe e trattamenti purificanti. Sorseggiando prelibate miscele di tè in riva il mare e pregustandoci una cena gourmet accompagnata da bollicine.
Una vacanza all’insegna del glamour e del comfort estremo. Il Grand Hotel Alassio Beach & SPA Resort inaugura così la stagione invernale. L’iconico cinque stelle della riviera ligure resterà aperto fino al 9 gennaio per regalare una wellness experience esclusiva e per godersi il mare anche d’inverno. Ecco le 5 proposte più chic:
Un lussuoso paradiso disposto su tre piani con una piscina di acqua di mare riscaldata a 34 °. La luce del sole che filtra attraverso una suggestiva piramide di vetro e che scalda la pelle. Sauna finlandese, bagno turco, bagno aromatico alle erbe, fontane di ghiaccio, percorso Kneipp, cromoterapia.
La SPA del Grand Hotel Alassio Beach & SPA Resort è una vera e propria oasi del wellbeing. È possibile farsi coccolare con massaggi idroenergetici con acqua di mare, alghe liquide di Bretagna e oli aromatici per restituire energia e vitalità e riattivare la circolazione; massaggi detossinanti e total body scrub in osmosis; trattamenti lipolitici per migliorare il tono e l’elasticità della pelle.
Si può scegliere poi tra diversi rituali sensoriali per una rigenerazione a 360°. L’itinerario orientale disintossicante (esfoliazione dolce, avvolgimento, massaggio rimodellante), il tuffo atlantico rivitalizzante (gommage con scaglie d’alga, immersione in una bolla rigenerante iodata, massaggio rimodellante rivitalizzante), la fuga amazzonica energizzante (esfoliazione profonda, avvolgimento e massaggio rimodellante, energizzante e tonificante).

Il rituale più piacevole dell’inverno torna in veste chic. Al Grand Hotel Alassio tutti i pomeriggi è possibile immergersi in un’atmosfera intima e lussuosa sorseggiando miscele selezionate di tè. In abbinamento dolcetti locali, finger sandwiches e uno speciale menù di cioccolata. Per chi lo desidera, in alternativa, un menù ad hoc accompagnato da bollicine Pommery vista mare.
Ogni venerdì sera - dalle 20 alle 23 - al Grand Hotel Alassio vanno in scena gli speciali rituali Aufguss in Bio sauna con erbe aromatiche e sauna finlandese. A seguire, l’Healthy Aperitivo servito sulla terrazza vista mare, circondati dalle sculture e dalle opere in sabbia del maestro Elio Garis. E quale modo migliore per concludere se non con suggestivi bagni di suoni con campane tibetane, arpa celtica, gong o hang?
Il 31 ottobre ci sarà una versione inedita della SPA Night Experience: ancora non sono svelate ma i maestri di sauna accoglieranno gli ospiti con alcune sorprese speciali.
Il 30 ottobre Slow Food arriva ad Alassio con la cena Liguria incontra il Piemonte, un evento in collaborazione con l’Agenzia di Pollenzo. Liguria e Piemonte si incontrano in una cena a quattro mani con il padrone di casa Roberto Balgisi e lo chef Giuseppe Barbero, detto Gepis, con più di quarant’anni passati nelle cucine del Boccondivino di Bra e nel Graden dell’Albergo dell’Agenzia di Pollenzo. Un’occasione unica per scoprire le contaminazioni che da sempre avvengono tra la cucina della Langa e quella del Ponente ligure.
Soggiornando al Grand Hotel Alassio è possibile acquistare pezzi unici ed eccentrici, vere e proprie opere d’arte contemporanea. Sculture, quadri, collezioni di manifesti e fotografie di talentuosi artisti internazionali che fanno parte della collezione Talassio4art della Galleria Daniele Comelli Art, della Matteo Bellenghi Modern & Contemporary Art, della Galleria L’Image di Alassio e di molte altre. Le opere sono esposte negli spazi comuni e nelle stanze private, per guidare gli ospiti in un viaggio senza precedenti tra la pubblicità degli anni Venti, la musica rock, le icone Pop.

Aprendo la porta del MAG 56 è già chiaro che non siamo nel “solito” locale. Una struttura moderna – ex magazzino di moda – dallo stile industrial chic, progettata dagli architetti dello Studio 202 di Prato.
Lo scenografico bancone del bar ci riporta con la mente ai club delle capitali europee. Sulla parete di mattoncini rossi una collezione di bottiglie di cui più di 200 etichette solo di gin. Il capo barman Cosimo Lucchesini – titolare insieme alla madre del locale a conduzione familiare – gioca con signature cocktail e twist on classic. Come l’Unconventional Margarita, dove la parte di lime viene sostituita con una di agrumi, arancia e bergamotto.
Il bancone di ferro unisce il cocktail bar alla cucina a vista. La fusione tra i due spazi è chiara: cucina e miscelazione si scambiano ingredienti, idee e preparazioni. E così i distillati entrano in cucina, i succhi fermentano e dallo scenografico alambicco escono fuori acque idrolate per esaltare i sapori dei piatti. L’amuse bouche del MAG56 è l’esempio perfetto di questa sinergia: una deliziosa gelée di cordial al lime e vodka infusa con idrolato di salva e rosmarino.
La cucina è il palcoscenico creativo di Francesco Cappiello (classe 1994), allievo di Massimo Bottura per cui ha avuto la fortuna di lavorare all’ “Osteria Francescana” di Modena e Gucci Osteria di Firenze.

Il menù del MAG56 Unconventional Food & Drinks mixa tecniche e prodotti provenienti da tutto il mondo con l’obiettivo preciso di sorprendere e divertire. Sedendosi a tavola si inizia un viaggio del gusto verso sapori e terre lontane, con una componente locale sempre presente. Rivisitare le ricette tradizionali dando vita a qualcosa di nuovo è infatti il concept alla base del progetto MAG56.
La reinterpretazione del classico crostino toscano è un cremoso brulè di fegatino con cioccolato, caviale al Porto e pan brioche. Tra i crudi di mare, la tartare di salmone servita con avocado, chips croccanti di riso venere, cavolo rosso e latte di mandorla per dare un tocco esotico e cremoso.

Carne e pesce si alternano senza apparenti schemi o regole e l’effetto è decisamente wow. Come l’Ostrica gratinata al josper con zabaione e parmigiano, un’esplosione di sapori intensi e complessi.
La mano dello chef e la qualità della materia prima è ancora più evidente nella tartare di toro con maionese alla senape e miele, cipolla pickled e friskus al cappero, Morbida, quasi juicy, dove la tecnica si sente - tra le altre cose -nell’impeccabile lavorazione della carne.
Le contaminazioni orientali spingono decise sullo Spagoyster, il tagliolino al nero di seppia con ostrica, hondashi e shichimi, ma poi torniamo in Italia con una scenografica rivisitazione degli spaghetti alla carbonara: gli Spaghetti Affumicati con tartare di Angus irlandese, serviti all’interno di una campana di vetro con la loro affumicatura.

Tra i secondi un morbidissimo baccalà cotto in foglia di banana con salsa thai e un maialino croccante fuori e succulento all’interno con purè di patate e salsa al Vermouth Etrusco Nero.
“Lo stesso pezzo di carne a MAG56 può avere tantissimi sapori differenti” ci spiega Cappiello. “Dalla cucina i prodotti escono valorizzati e rivisitati grazie a abbinamenti inediti e a tipologie di cotture diverse”.

Ciliegina sulla torta, il dessert. Lo chef gioca con sapori e consistenze per riportarci al classico tiramisù con la Lemon card realizzata con cioccolata, yuzu e pan di Spagna.

Un’esperienza decisamente unconventional, curiosa e appagante. Chiudendosi alle spalle la porta del MAG56 si ha la sensazione si essere stati in città iconiche e lontane: da New York a Shanghai, da Parigi a Rio.
Ph: Mike Tamasco
Gioco, Godimento, Glamour. L’essenza del divertimento - fresco e sensuale - è racchiusa all’interno di un pack pulito e lineare, disponibile nel formato da 70 cl. Un’etichetta di un nero profondo avvolge una G carica di significati nascosti che si rifanno all’art nouveau della Palazzina Liberty di Porta Venezia in centro a Milano, punto nevralgico della nightlife cittadina.
Si tratta di G GIN, il nuovo gin distillato botanico dai profumi liberty presentato da Juniperi Milano, frutto dell’esperienza di una distilleria artigianale di gin tutta Made in Italy. Un gin fluido, adatto a tutti i palati, versatile nella miscelazione quanto sorprendente nella bevuta liscia.
Le sue botaniche si ispirano alla Lombardia: sambuco, tiglio, lavanda, camomilla, con un tocco di ironia e un allure unico dato dalle bacche di pepe di Sichuan e dal coriandolo. Il gusto è secco e morbido, con una bella persistenza sulle note floreali e sul sentore vellutato del lichene islandico. La gradazione alcolica di 42% vol. è perfetta per allietare il gusto del consumatore sempre più alla ricerca di qualcosa di nuovo.
G GIN si caratterizza per la presenza di dieci botaniche: ginepro, coriandolo, camomilla, lavanda, lichene islandico, mandarino, sambuco, tiglio, salvia e pepe di Sichuan.
G. TONIC
HU.G.O
NE.G.RONI

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