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Freelance under 30 con il chiodo fisso del mangiare e bere bene. Estremamente curiosa, cresce una nuova generazione di enotecnici fiorentini trasmettendo il suo entusiasmo con la penna e tra i banchi di scuola.
Un’occasione unica per scoprire una nuova possibile filiera e confrontarsi senza pregiudizi su una cucina che parla di rispetto e di natura e che porta in tavola proteine nobili, sane, gustose e prive di grassi. Questo è CIBO SELVAGGIO, l'evento esclusivamente dedicato alla cacciagione e alle sue filiere, in programma il 12, 13 e 14 maggio a Umbriafiere di Bastia Umbra (PG) all’interno di Caccia Village e che sarà ubicato nella nuova area tematica “PARK VILLAGE”, situata tra l’ingresso in fiera ed i padiglioni espositivi. Una sorta di anticamera al vero e proprio villaggio dedicato alla caccia per avvicinare e accogliere anche i non cacciatori.
Una scelta logistica coerente con la mission di Cibo Selvaggio, che vuole portare consapevolezza sul mondo delle filiere della carne selvatica, parlandone con un linguaggio semplice ad un pubblico non solo “venatorio”, ma portando in fiera gente comune, gli appassionati di cucina, curiosi di scoprire e apprendere in maniera diretta tutto ciò che c’è da sapere sulla carne selvatica senza preconcetti.

Un linguaggio moderno per rendere contemporanea la cacciagione, troppo spesso relegata a cucina arcaica del passato, bisognosa di lunghe cotture, di marinature e che invece oggi, grazie ad una nuova generazione di chef che la propone in maniera moderna, può entrare facilmente nella dieta alimentare di tutti, apportando benefici nutrizionali di altissima importanza.
“La scelta di dare più spazio a Cibo Selvaggio è stata dettata dal grande interesse che si è manifestato lo scorso anno intorno all’argomento, dopo che abbiamo dato vita al “Manifesto del Cibo Selvaggio” e abbiamo affrontato il tema delle filiere di carne selvatica sotto forma di evento nell’evento – afferma Andrea Castellani, ideatore e organizzatore di Caccia Village. – “L’ obbiettivo è quello di divulgare la cultura alimentare legata alla caccia e alle filiere della selvaggina anche ad un pubblico non venatorio, facendogli conoscere da vicino i prodotti, informandoli sulle straordinarie proprietà e facendone apprezzare loro il gusto e la facilità di utilizzo attraverso gli chef più esperti della materia – prosegue Chiara Comparozzi, curatrice di Cibo Selvaggio.
Igles Corelli, chef pluristellato e volto noto di Gambero Rosso Channel, sarà lo chef ambassador dell’intera manifestazione. Corelli è stato tra i primi chef a sdoganare la selvaggina nelle cucine dell'alta ristorazione, portando tutta la sua esperienza in questa nuova edizione di Cibo Selvaggio sempre più attenta e volta a promuovere la sostenibilità e il valore di queste filiere.

Accanto a lui, sabato 13 maggio (giornata dedicata alla cucina di caccia d’autore), un parterre di notevole caratura si alternerà nella cucina dell’area show cooking: Lucio Pompili, lo chef cacciatore per antonomasia, Matteo e Riccardo Vergine di Grow Restaurant (progetto di cucina di grande attenzione sul mondo della cacciagione) gli umbri Paolo Trippini del Ristorante Trippini e Giulio Gigli chef patron di UNE che daranno un’interpretazione selvaggia dell’ Umbria e infine Giorgione che presenterà uno show cooking in collaborazione con Fondazione UNA.
Un focus sulle erbe spontanee con una ricetta green sarà condotto dalla chef Nicoletta Franceschini di Silene ed Enrico Pistoletti di Aldivino. Partner dell’evento l'azienda Sant’Uberto Le Carni del Bosco che fornirà agli chef il prodotto per la realizzazione degli show cooking.
Tutti i giorni sarà possibile visitare il “Piccolo Salone Nazionale delle filiere del bosco”, una sezione esclusiva dedicata alle aziende promotrici e produttrici della filiera che hanno lo scopo di promuovere la cultura alimentare legata alla caccia e alla selvaggina. Tra loro Macelleria Zivieri, Urca Marche, EPS Confragricoltura Umbra,

A supportare tutta la manifestazione anche per l’edizione 2023, la Franchi Food Accademy, che da anni si impegna a fare formazione sulle tematiche dell’evento e che durante i tre giorni di Cibo Selvaggio organizzerà corsi gratuiti di cucina con la selvaggina e la Fondazione UNA (Uomo Ambiente Natura) impegnata a sostenere il valore della carne selvatica e la salvaguardia dell’ambiente e protagonista dello show cooking con Giorgione.
Una tavola rotonda “La BUONA CACCIA-GIONE” completerà l’offerta di Cibo Selvaggio con un dibattito a 360 gradi sulla caccia e sulla cacciagione, analizzandone gli impatti dal punto di vista ambientale, economico, sostenibile, nutrizionale, enogastronomico ed anche sociale, con la presenza del Safari Club International che porterà una case history di solidarietà realizzata attraverso la cacciagione.
Ad intervenire lo chef Igles Corelli, le istituzioni e le associazioni venatorie, Bruno Beccaria Ideatore e Direttore Generale di Franchi Food Academy, Pietro Pietrafesa di Fondazione UNA, il Prof. Eugenio Demartini Università degli Studi di Milano, Roberto Viganò Vicepresidente SIEF e il Prof. David Ranucci Università degli Studi di Perugia dip. Medicina Veterinaria che porterà un resoconto sul 3° Congresso Nazionale Filiera delle Carni di Selvaggina Selvatica
Ore 12.30/14.00: Premiazione contest istituti alberghieri Urca Marche con Igles Corelli, + Show cooking “Lo chef cacciatore” con Lucio Pompili
Ore 14.00/15.00: Show cooking “GROW EXPERIENCE” CON MATTEO E RICCARDO VERGINE del RISTORANTE GROW con I prodotti dell’azienda Le Carni del Bosco
Ore 15.00/16.00: Show cooking “UMBRIA NATURAL WILD” cacciagione, tartufo, erbe spontanee A CURA DEGLI CHEF Paolo TRIPPINI RISTORANTE TRIPPINI e Giulio GIGLI RISTORANTE UNE.
A seguire Focus erbe selvatiche con la CHEF NICOLETTA FRANCESCHINI RISTORANTE SILENE e lo CHEF ENRICO PISTOLETTI RISTORANTE ALDIVINO
Ore 16.30/18.00: Show cooking GIORGIONE in collaborazione con FONDAZIONE UNA (Uomo Ambiente Natura)

Anche quest’anno Distilleria Nardini è partner ufficiale dell’Associazione Nazionale degli Alpini, e la nuova limited edition dell’iconica Grappa Bianca non lascia spazio a dubbi. Nell’etichetta il logo ufficiale dell’Adunata, che si svolgerà ad Udine dall’11 al 14 maggio. La “V” rovesciata, caratteristica principale dello stemma araldico di Udine, si fonde con la penna del cappello alpino e costituisce la parte principale del logo grafico, realizzato da Caterina Gasperi. La nappina della penna in color rosso e un tricolore, a sottolineare il nome della città, completano la composizione.
La nuova edizione limitata della Grappa Bianca celebra il legame tra Nardini, la Prima Distilleria d’Italia con oltre duecentoquaranta anni di storia, e A.N.A. l’associazione che raggruppa tutti gli Alpini d’Italia. Un legame che risale alla Grande Guerra del 1915-18, che fu combattuta per gran parte sui territori veneti, trentini e friulani.

In quegli anni, precisamente nella seconda parte del tragico 1917, dopo la rotta di Caporetto e l’inizio di una estenuante guerra di posizione, inizia il sodalizio fra Alpini e Nardini, la cui Grappa era diventata per le truppe Alpine un bene di conforto che consolava e riscaldava i cuori. La partnership tra Nardini e l’Associazione Nazionale Alpini racconta così la storia del Paese, esaltandone le tradizioni e le usanze e valorizzando l’unicità del carattere italiano.
La Grappa in edizione limitata è disponibile da subito presso i punti vendita Nardini a Bassano del Grappa, nel negozio online www.nardini.it e presso tutti i migliori bar, ristoranti ed enoteche. Sarà inoltre possibile acquistarla durante i giorni dell’Adunata presso lo stand Nardini in Piazza I° Maggio – Udine.

Nardini è la più antica distilleria d’Italia, nata nel 1779 all’ingresso del Ponte Vecchio, detto anche Ponte degli Alpini, a Bassano del Grappa e frutto del lavoro della famiglia Nardini. Una vita dedicata ad esaltare il proprio territorio, culla di un prodotto prezioso ancora oggi, dopo due secoli. Oggi è la 7a generazione a portare avanti la tradizione familiare e a diffondere la cultura di un’icona italiana nel mondo. La grappa Nardini nasce dall’esperta distillazione di vinacce plurivitigno con tre metodi di distillazione, custodita in una bottiglia dalla forma sinuosa, impreziosita da pregiati dettagli ramati a celebrazione degli alambicchi e della bicentennale esperienza della Famiglia Nardini. Il colore cristallino e i caratteristici aromi floreali e fruttati permettono di godere di Grappa Nardini in purezza e in cocktail sorprendenti.
Siamo entrati nella nuova era della mixology contemporanea e Milano, per tre giorni, ne sarà il fulcro. Il Superstudio Maxi, spazio espositivo di 9500 mq, sta per ospitare la seconda edizione di Mixology Experience, un format innovativo che coinvolge cocktail bar, master distiller, brand ambassador, distributori ed importatori in un grande evento dedicato alla Bar Industry italiana e internazionale, organizzato dal circuito Bartender.it.
Brand seminaris e tavole rotonde, assaggi gratuiti con i produttori, Academy con lezioni frontali tenute dai più grandi professionisti del settore, spazi dedicati alla vendita di liquori, spirits, libri e attrezzature, ma anche eventi “pop-up” diffusi su tutto il territorio.

Tra i protagonisti di Mixology Experience ci sarà Velier, con uno stand composto da un imponente ed una cocktail list ispirata al concetto di back to the classic. Il Main Bar ospiterà una sezione Sour dedicata a tutti i tipi di Sour cocktail, un Negroni Bar e una sezione Sipping con 25 distillati tra i più ricercati del catalogo Velier.

Velier sarà presente al Mixology Experience anche con due Ambassador Corner. Questi spazi ospiteranno una serie di appuntamenti con alcuni dei brand Velier protagonisti nel mondo della mixology. Ecco il programma completo:


Un brindisi prezioso quello che è stato fatto ieri sera al Santa Cocktail Club durante la Florence Cocktail Week 2023, kermesse dedicata al bere consapevole e di qualità, organizzata e diretta da Paola Mencarelli. È stato presentato in anteprima “Camillo Il Magnifico”, un cocktail a base dell'olio vincitore del premio il Magnifico 2023.

L'olio Delicate Maurino del Frantoio Franci è l’ingrediente caratterizzante di questo signature cocktail realizzato daSimone Covan, Bar Manager di Santa Cocktail Club e Santa Villa Cora. Un drink originale che interpreta la storia e la cultura di un territorio, a partire dal nome, un omaggio al conte Camillo Negroni, padre dello storico cocktail Negroni.
Simone Covan ha mixato gli ingredienti come i colori su una tela: il miglior olio d'Europa che cresce su una montagna misteriosa come l'Amiata, unico vulcano spento della regione, un pizzico di Dante, padre della nostra cultura, un gin prodotto ad arte con le bacche di ginepro raccolte esclusivamente in particolari aree appenniniche della Toscana, un liquore che racchiude l'antica saggezza dei Monaci della Certosa di Firenze, un tocco di bitter amaro speziato e infine una delle nostre erbe aromatiche: la nepitella selvatica, per un profumo di Toscana. L'olio rende la bevanda più cremosa e vellutata al palato e contribuisce a rendere la sensazione più persistente.

Olio Evo Delicate Maurino Frantoio Franci: prodotto sulla collina di Montenero d’Orcia, piccolo borgo alle pendici dell’Amiata, è un olio elegante ed avvolgente, profumato ed intenso con un finale pulito e persistente.
Ginarte Dry Gin: un’anima artistica che utilizza fra le botaniche alcune piante che con l‘arte hanno un legame particolare. Le bacche di ginepro sono raccolte esclusivamente in particolari aree appenniniche della Toscana.
Gran Liquore della Certosa di Firenze: un distillato di erbe e fiori che riprende la tradizione certosina e che si produce dal 1835. Una scelta che trova le sue radici nel tempo nell'antica sapienza farmaceutica dei monaci certosini (la prima ricetta del famoso Chartreuse è datata 1605)
9diDante Inferno Vermouth: Ispirato alla Divina Commedia di Dante Alighieri e al suo viaggio all'Inferno, dal colore rubino intenso e dal profumo fruttato con note di frutti rossi, ciliegie e arancia.
Bitter Fusetti: varie spezie amaricanti creano il suo mix botanico dai classici genziana, rabarbaro e china all'inconsueto quassio, con la giusta punta di acidità conferita da arancia amara e chinotto.
Nepitella Selvatica

Ph: Niccolo Leone
Sedendosi sui morbidi cuscinetti dell’Atrium Bar è facile far volare l’immaginazione. Così com’è facile fantasticare sui tempi che furono passeggiando per i corridoi dello storico palazzo o tra le aiuole del Giardino della Gherardesca. Chi abitava questi luoghi nei secoli scorsi, e soprattutto, cosa amava bere?
La squadra dell’Atrium Bar si è divertita a immaginare quali gusti potessero avere i personaggi illustri che hanno animato nei secoli il Palazzo della Gherardesca, casa di Four Seasons Hotel Firenze, e quali fossero i loro miscelati preferiti. Nasce così il nuovo menù di miscelati, La Cocktail Commedia. La nuova drink list presenta da un lato i dieci cocktail (suddivisi per gradazione alcolica), dall’altro una raffigurazione dell’Atrium Bar popolato dai personaggi che hanno ispirato i cocktail, dalla gatta nera al Garden Lover, con uno speciale cammeo.

The Black Cat - Poppy è una gatta nera, sofisticata ed elegante. Nonostante il piccolo collare nessuno conosce i suoi padroni, ed è più volte stata vista passeggiare nel Giardino della Gherardesca indisturbata, dal 2022. Qualcuno dice addirittura di averla vista sgattaiolare tra i tavoli di Atrium Bar. Tanqueray 0.0, apple maple, pecan, cannella.
The Regular - Neri Cicciaporci è il classico fiorentino nobile decaduto, i vestiti leggermente sdruciti, appartenuti al prozio Lapo, ancora gli donano quel nonsoché di charme. È arrivato a piedi da Santa Maria Novella perchè ci tiene alla salute, ha il vizio del bere ma senza una goccia d'alcol. Martini Floreale, lamponi, menta, Ginger Beer San Pellegrino.

The Piano Man - Maurizio Tomberli è l'unico in grado di far cantare Atrium Bar. Quando c’è lui ogni serata ha un altro colore e gli ospiti che arrivano all'aperitivo spesso vanno da Tommaso e chiedono “Quando arriva Maurizio?”. Disaronno, Tia Maria, mango, latte di cocco, Perrier.
The Self-Made Man - Bartolomeo Scala era semplicemente il figlio di un mugnaio prima di diventare Cancellerie della Repubblica fiorentina per Lorenzo il Magnifico. La sua ascesa lo ha portato a voler scegliere per la sua famiglia una dimora adeguata: è così che venne costruito il Palazzo che oggi è Four Seasons Hotel Firenze. Italicus, mela, Silvery Pekoe White Tea.

Il Papa - Già nel XVI secolo questo Palazzo era talmente suggestivo da destare gelosie. È così che la proprietà passa nelle mani di Alessandro de’ Medici, poi Papa Leone XI. Alessandro ebbe l'occasione di vivere queste mura molto poco, ma ordinò comunque ai migliori pittori dell’epoca di abbellire le aree comuni con gioiosi putti e grottesche che ancora oggi colorano la Lobby. Altos Plata, mostarda di fichi, more.
Il Volterrano - Al piano nobile del Palazzo si nasconde una delle opere più belle del Volterrano: “La cecità della mente umana illuminata dalla verità”. Chissà se tra una pausa e l’altra Baldassarre veniva già in questo cortile a prendere sollievo con una versione seicentesca di Ketel One, Savoia Aperitivo, strawberry gum, Verjus, smoky water e vanilla brew foam.
The Garden Lover - Guido della Gherardesca passava la maggior parte del suo tempo nel giardino inglese che oggi porta il nome della sua famiglia. Passeggiando tra colline, fontane e alberi secolari, ancora oggi si respira lo spirito romantico che lo ha sempre contraddistinto. Bareksten Aquavit, Leblon Cachaca, Pineapple Sage e zucchero di cocco.

The Merry Widow - Costanza era in realtà una Medici ed è proprio grazie a lei se la famiglia della Gherardesca si è potuta insediare in questo Palazzo, vivendoci per oltre trecento anni. Nonostante il marito Ugolino non le abbia potuto fare compagnia a lungo, la sua vita fu estremamente ricca di impegni, suddivisa tra due delle famiglie più potenti di Firenze. Bacardi Carta Blanca, Plantation 3 Stars, Mancino Vermouth Sakura, Chartreuse Verte, aceto di ananas.
The Humanist - Alessandra Scala è figlia di Bartolomeo, conosciuta in tutta Firenze per la sua raffinata intelligenza e cultura, ma soprattutto per l'eccellente interpretazione dell'Elettra di Sofocle, che amava recitare davanti ai suoi ospiti proprio qui, tra i cortili del Palazzo. Quando tutto tace, a volte sentiamo ancora la sua voce. Tanqueray Ten, Acqua Bianca “The Maestro”, alghe.
The Bartender - infine un cammeo, Edoardo Sandri interpreta sè stesso per allietare gli ospiti di un tempo ma soprattutto quelli d'oggi. Michter’s Rye, Siete Misterios Doba Yej, Amaro Lucano Essentia, Vetz Aperitivo e Tropical Air.

“Come ogni anno, la nuova cocktail list rappresenta per noi un nuovo inizio: siamo curiosi di come la clientela locale e internazionale accoglierà questa selezione, alla quale accosteremo sempre il signature must have, il Vintage Negroni. Il nostro obiettivo è condividere una proposta di grande creatività che possa raccontare qualcosa di noi. È così che è nato questo compendio di storie di Palazzo, l'ennesima commedia fiorentina.” aggiunge Tommaso Ondeggia, Bar Manager di Atrium Bar.
Alla Ricerca della Felicità: sviluppare inclusività, empatia e compassione. È questo il tema del terzo evento di Lusso Gentile, andato in scena nel bellissimo scenario del celebre DDN Hub - uno degli eventi più attesi del Fuorisalone, da anni nel cuore di Piazza Castello.
La reunion annuale di Lusso Gentile è un’iniziativa culturale-filantropica ideata da Gianluca Borgna - founder dell’iniziativa e, nella vita, Direttore Generale del gruppo alberghiero Talassio Collection - e da Giampaolo Grossi - co-founder di Lusso Gentile e manager e formatore con trascorsi in grandi corporation. All’interno della scenografica serra allestita dallo staff di DDN - Design Diffusion Magazine - e dalla sua funambolica manager Francesca Russo, è stato organizzato un interessante talk con il tema della felicità al centro affrontato sotto tante diverse sfaccettature. Gli speaker coinvolti, dal mondo dell’architettura, del lusso, della formazione, del fitness o della medicina, hanno raccontato il proprio rapporto con la felicità e di come, ogni giorno, cercano di perseguirla e di renderla il centro della propria vita.

Tutto è partito da una scena da La Ricerca della Felicità, il film di Will Smith dove viene raccontata la storia del finanziere newyorkese Chris Gardner. Poi, è stato Gianluca Borgna a introdurre il tema del Piccolo Principe e della sua attualità, a 80 anni dalla sua prima edizione. Quel capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry che ci ha insegnato come la cura e il rispetto siano alla base delle relazioni di qualità. Un testo che racchiude forse il senso della vita più profondo, quello permeato dall’essenza della vera amicizia e dalla bellezza di regalarsi un’emozione. Pensate che Lusso Gentile è partito un po’ anche da lì, da quella creatività tipica dell’infanzia e da quel boa che divora un elefante e che, dagli adulti un po' sprovveduti, viene sempre considerato un semplice cappello. Ma non dal Piccolo Principe: per lui, quello è e rimarrà sempre un boa che ha ingerito un elefante.
Ha iniziato i Talk Eleonora Chioda, responsabile della rubrica “Beautiful Minds” e scrittrice, raccontando il mondo delle start-up e di come provare a dare forma a un sogno. Infatti, nel suo libro “Start-Up - Sogna, credi, realizza”, si racconta proprio come andare a inseguire i propri desideri professionali con struttura, cercando di dare una forma alla propria felicità ben definita. Si è passati poi alla frizzante Silvia Polleri, la manager della ristorazione che ha lanciato una delle start-up più innovative di sempre: con il suo In Galera, dà ogni giorno una seconda opportunità ai detenuti del carcere di Bollate. E non solo ha aperto, con loro, il primo ristorante stellato dentro un carcere. Ma tutti i suoi collaboratori hanno l’autorizzazione del magistrato e godono dell’art.21 che consente a chi ha scontato una parte consistente della pena di poter lavorare fuori dal carcere. Grazie a tutto questo, le recidive a Bollate, struttura modello in Italia, sono solo il 17% contro il 70% del resto del Paese.

Si è passati poi all’architettura, con l’”Architectural Hero” Simone Micheli - professionista fiorentino celebre in tutto il mondo per le sue bellissime creazioni - introdotto con queste parole: “Credo che oggi la parola lusso potrebbe tranquillamente trasfigurare i propri tratti connotativi. Vivere in una lussuosa sfera oggi significa riuscire ad amare ed essere amati in maniera vera, piena e completa, significa essere immersi nella semplicità facendo diventare un filo d'erba che ondeggia sotto l'effetto del vento il centro della nostra attenzione, significa riappropriasi delle verità della vita”.
Sempre nella logica dell’ottimizzazione e semplificazione dello spazio per il raggiungimento della felicità, è stato poi Samuele Briatore - Presidente dell’Accademia Italiana del Galateo - ha introdurre il concetto delle buone maniere e della necessità di iniziare a vivere la propria casa come luogo domestico, famigliare e rappresentativo di sé, un posto dove è necessario coniugare diverse necessità tra l’utile e il bello, l’accoglienza e la funzionalità. La propria casa diventa dunque il luogo dove costruire ricordi, ma anche dove sentirsi noi stessi e potersi muovere in libertà. E dove è possibile creare un link con la ricerca della felicità.
Camilla Parmigiani - fondatrice di Vegan Set - ha raccontato invece la sua esperienza negli alberghi di lusso dove, ogni giorno, cerca di arricchirne l’offerta vegetariana lavorando a quattro mani con gli chef e con i professionisti della materia. Nella sua idea, non ci può essere vera accoglienza se non c’è attenzione per coloro che hanno fatto una scelta alimentare diversa - quella vegetariana o vegana appunto - ed è necessario lavorare con metodo per far sì che, nelle realtà di lusso, si possano garantire le solite esperienze memorabili che vengono offerte agli “onnivori”.
Negli alberghi poi, oltre al cibo, si inizia sempre di più a parlare di esercizio fisico: ed è così che è stata introdotta Elisa Baldo - fondatrice di Wonder Fitness. Elisa ha fondato l’iniziativa “Grand Hotel Fitness”, un memorandum di attività da praticare facilmente quando si è in viaggio con consigli utili per gestire in maniera consapevole anche i lauti buffet degli hotel. Insomma, “mens sana in corpore sano” per un lusso che permette di dedicata del tempo ad una di quelle attività che, scientificamente, porta benefici a lungo termine sotto qualsiasi punto di vista.

È stato invece Manuel Pranzo, HR Director di Cannavacciuolo Group, a riportare l’attenzione sulla necessità di guardare aldilà di un CV in un processo di selezione per focalizzarsi invece sulla qualità umana. Il gradito saluto di Antonino Cannavacciuolo è arrivato con un simpatico video. L’ultimo speaker esterno è stato il medico e scrittore Gian Luca Rosso, esperto di competenze trasversali e autore del libro “Le mie soft Skills”. Gian Luca ha parlato di felicità e di come raggiungerla attraverso le piccole cose e con un approccio che vada sempre a privilegiare quelle competenze come l’empatia, l’intelligenza emotiva e la comunicazione gentile.
Ed è proprio nella bellezza delle piccole cose citata dal medico piemontese che si è inserito Giampaolo Grossi, co-founder di Lusso Gentile: nel suo spazio, il manager ha sottolineato come Lusso Gentile lavori ogni giorno per contribuire a raggiungere la cosa più ambita del mondo, la felicità. L’emozionante chiusura del talk è stata affidata al fondatore dell’iniziativa Lusso Gentile, Gianluca Borgna, che ha raccontato al pubblico con una presentazione cosa Lusso Gentile fa, da mesi, nelle scuole alberghiere che ha visitato. Tra la prima iniziativa in Italia dedicata alle Soft Skills e toccanti racconti legati alla gioventù incontrata in questo percorso, Gianluca ha sottolineato il valore della gentilezza e il peso specifico che avrà nella definizione di un nuovo mondo. Un mondo più bello.

Dopo il talk, il pubblico numeroso accorso al DDN HUB è stato allietato dalle preparazioni dello chef Roberto Balgisi, executive chef del Grand Hotel Alassio Beach & SPA Resort, Massimiliano Scotti, miglior gelatiere d’Europa presente nell’hotel 5 stelle della Riviera ligure e Matteo Monfrinotti, giovane chef proveniente da La Darbia, un resort country situato sulle sponde del Lago D’Orta. Trofie al pesto, Carnaroli Barone, Peperone e pepe bruciato e un gelato al pistacchio e gelato Otis liquore amaro allo zafferano sono stati i protagonisti del menu, accompagnati dalle ostriche e dal gambero di Oneglia messo a disposizione da uno dei main partner dell’iniziativa, Gran Chef Premium Food. Le bollicine sono state offerte da Fratelli Berlucchi, cantina storica immersa nella Franciacorta.
Le selezioni musicali sono state curate da Marco Solforetti, fondatore di Tailor Music, l’azienda che segue le playlist degli hotel più importanti d’Italia. Dalle 21 in poi, è sembrato di essere immersi nell’atmosfera del Grand Hotel Alassio, 5 stelle ligure che ha fatto dell’implementazione del Lusso Gentile un vero e proprio caso studio.

Le ragioni per bere alcolici sono tante e varie, ma lo sono altrettante quelle che portano sempre più persone a scegliere di concedersi un mocktail. E se questi sono gli anni in cui iniziano a spuntare negli scaffali della GDO e dei cocktail bar sempre più distillati low e NO ABV, il gruppo scozzese William Grant & Sons sta al passo lanciando una nuova generazione di bevande analcoliche. E chi degli meglio di Lesley Gracie, Master Distiller dell’iconico Hendrick’s Gin, poteva crearle?
William Grant & Sons presenta così Atopia, la gamma di distillati premium ultra low alcol.

Atopia Spiced Citrus è un distillato di arancia, ginepro, coriandolo, radice di angelica e limone. Gli infusi vengono distillati in un Pot Still di rame con le botaniche naturali per poi essere miscelati con aromi naturali di fiori d'arancio, assenzio e spezie. È ricco di note rinfrescanti di agrumi e spezie, in un intrigante equilibrio gustativo tra la morbidezza e la percezione botanica, la nitidezza degli aromi e la profondità. La sua gradazione alcolica è dello 0,5% ABV: non può quindi essere definito un gin, quanto uno spirit.

Atopia & Tonic si prepara miscelando 50 ml di Atopia e 150 ml di acqua tonica di prima qualità. Va servito con molto ghiaccio e con una fetta d’arancia.
Atopia Spiced Citrus Spritz si prepara con 50 ml di Atopia cui vanno aggiunti 100 ml di limonata gasata. Si serve con molto ghiaccio con una rondella di limone e foglioline di menta.

Atopia Hedgerow Berry è un analcolico premium a base di bacche di siepe, creato grazie all’expertise dei pluripremiati Master Distillers a partire da ingredienti e aromi naturali. La freschezza delle bacche, arricchita da note di rosa canina e sentori speziati, lo rendono ideale per la miscelazione con acqua tonica, con lamponi e foglioline di menta come guarnizione.

Atopia Rhubarb And Ginger è un analcolico premium a base di rabarbaro e zenzero. La freschezza succosa del rabarbaro e il calore delicato dello zenzero lo rendono ideale per la miscelazione con acqua tonica, con una fetta di pompelmo rosa per guarnire.

Firenze a metà Ottocento è in pieno fermento. Tra la nascita di nuovi movimenti politici e culturali e gli stravolgimenti urbani dovuti al passaggio a capitale d’Italia, in città iniziano a nascere nuovi spazi d’incontro, che pian piano sostituiscono le osterie. Stiamo parlando dei Caffè Letterari. Tra i tavolini artisti, scrittori e filosofi si incontrano per scambiarsi idee e dar vita a nuove correnti artistiche e dibattici politici. È l’ascesa della borghesia.

Siamo stati insieme a Ricomincio da Firenze (organizzazione che si occupa di insoliti tour alla scoperta del territorio) a fare un Tour dei Caffè Storici di Firenze, per scoprirne tutti i segreti. L’evento si è tenuto durante la Florence Cocktail Week 2023, manifestazione dedicata al bere miscelato di qualità organizzata da Paola Mencarelli.
È all’indomani dei moti del 1848 che nasce in via Larga n.21, oggi Via Cavour, il primo e uno dei più importanti caffè storici e artistici-letterari dell’epoca. Si tratta del Caffè Michelangiolo, vero e proprio crocevia di artisti e intellettuali. Fu qui che alla fine degli anni Cinquanta prese vita il movimento dei macchiaioli. Cruciale fu la sua posizione strategica, a due passi dalla Reale Accademia di Belle Arti e dalla Biblioteca Marucelliana.
Via larga divenne la principale direttrice di Caffè Letterari dell’800, che conobbero il boom dopo il 1865, anno in cui Firenze divenne capitale d’Italia. Seguendo le orme di Parigi, negli anni ’60 nacquero tantissimi nuovi caffè. Se prima di Firenze capitale se ne contavano 19, dopo qualche anno il numero salì a 117.

Non tutti però erano frequentati a scopo intellettuale. Il Bottegone, ad esempio, aperto qualche anno prima dell’Unità d’Italia in una delle zone nevralgiche della città (di fronte al Duomo e nelle vicinanze del Teatro Niccolini) era un luogo di svago, frequentato assiduamente da D’Annunzio e Collodi, dove giocare a dama o bere liquori e vermouth. Dall’altro lato della strada sorgeva il piccolo Caffè La Rosa, dove fermarsi per un caffè veloce prima di andare alla stazione, seguito poi dal Caffè La Rosina, aperto dall’altro lato della piazza (attuale Irish Pub) dai camerieri per fare un dispetto al proprietario. C’era poi Caffè Scudieri (ex Caffè Italia), che si trovava qualche metro più avanti, a ridosso del battistero. Con l’avvento di Firenze Capitale e le importanti trasformazioni urbanistiche, i palazzi della zona furono smantellati e traslati più addietro.
Un caffè storico frequentato dall’aristocrazia era invece Caffè Doney, chiamato anche Caffè delle Colonne. Qui cenarono Mussolini e Hitler durante il loro incontro a Firenze. Superfluo spiegare perché fu scelto come ambientazione del film Un tè con Mussolini.
Arrivando in Piazza della Repubblica troviamo Caffè Concerto Paszkowski, nato nel XIX secolo come birrificio polacco del ghetto ebraico. Nel 1903 fu poi riqualificato, affermandosi come importante Caffè Letterario. Oggi è uno dei caffè storici più famosi di Firenze insieme alle Giubbe Rosse (uno dei più famosi ritrovi letterari del ‘900 e culla dei futuristi, al momento chiuso) e a Caffè Gilli.

Non tutti sanno che Caffè Gilli venne aperto nel 1733 dallo svizzero Luigi Gilli nell’attuale sede di Victoria Secret, in via dei Calzaiuoli. È la più antica caffetteria di Firenze e d’Europa dopo Caffè Florian di Venezia. Nato come “Bottega dei Pani e dei Dolci”, Gilli si trasferisce in Piazza della Repubblica solo nel 1917, attuale sede del Caffè. Oggi, il locale è conosciuto in tutta Firenze e in tutto il Paese per un suo must: il Negroni. Luca Picchi, bar manager di Gilli, è riconosciuto infatti come l’esperto mondiale dell’amatissimo cocktail, nato proprio a Firenze a inizi Novecento. La storia del Negroni è raccontata da Luca Picchi nel libro “Sulle tracce del conte. La vera storia del cocktail Negroni”.
Ma come nasce il Negroni?
Da Caffè Casoni a Cavalli, il civico 10 rosso di Via della Spada per i fiorentini ha avuto sempre e solo un nome: Caffè Giacosa. È qui che, nel 1920, il Conte Camillo Negroni, grande amante del bere miscelato, “inventò” il celebre cocktail. Chiese al barman del locale di modificare l’Americano, aggiungendoci del gin. Il risultato fu amatissimo ed il resto è storia.
L’antica giostra di Piazza della Repubblica corre allegra e colorata. Siamo nel centro storico di Firenze, in uno dei Locali Storici d’Italia, Caffè Concerto Paszkowski. Dietro il bancone Luca Manni, lo “sceriffo”, shakera e versa, emulsiona e mixa. Tra velluti e cordial, cagliature e cotture sottovuoto, il percorso di ricerca e sperimentazione del team ha dato vita a dodici evoluzioni presentate nella nuova drink list “PZK 2.0”. I nuovi cocktail di Caffè Concerto Paszkowski vogliono omaggiare i grandi classici della miscelazione, rivisitati con le più moderne tecniche di preparazione.

“Seguiamo con particolare attenzione la stagionalità̀ dei prodotti con uno sguardo sempre attento ai nuovi trend e alle nuove tendenze della liquoristico nazionale ed internazionale, il tutto senza mai dimenticare l’importanza del lato estetico del cocktail”, spiega Luca Manni, “il nostro stile è la nostra firma, contemporanea e minimale...ma non così tanto!”
Dodici cocktail, dunque, presentati in un menù dalla grafica fresca e geometrica.

Si parte dal minimal El Mexicano, con una garnish essenziale e il sapore affumicato, reso morbido e leggermente cremoso dallo yogurt alla vaniglia, fino ad arrivare a cocktail più gastronomici come il Wasabana Bliss, a base Bulleit Bourbon Whisky che gioca con il contrasto dolce-piccante della banana e del wasabi.
La firma di Luca Manni e del suo staff, formato da Antonio Sciortino, Enea Pappalardo, Davide Nasti e Damiano Cappellini, si fa sentire anche nel Pzcool Martini. Una rivisitazione dai toni sapidi, con un bottone fatto di cocomero infuso per osmosi nella salamoia delle olive. Presente anche nella nuova drink list “PZK 2.0” il grande classico della miscelazione fiorentina, ripensato dal Caffè Concerto Pazkowski: Negroni, che passione!. Gin’s Tuscany, Baldoria Red Dry Vermouth, Bitter Santoni e Passion Fruit danno vita ad un cocktail morbido, più beverino e meno bitter del classico Negroni.

A chiudere, un signature che conquisterà il cuore dei fiorentini: il Daiquiri cromatico a base gin e rum con bitter homemade al cardamomo e sciroppo di sale. L’effetto “wow” è dato dal butterfly pea flower che, a contatto con il sorbetto al limone, dona un bellissimo colore viola.

In abbinamento alla proposta della nuova drink list di Caffè Concerto Paszkowski, il nuovo chef Francesco Gentile presenta deliziosi finger food in un gioco di affinità di sapori e contrasti.
Ph: Michele Tamasco
Tre esposizioni ed un solo biglietto per immergersi in un viaggio che attraversa l’arte barocca fino ad arrivare ad una coinvolgente installazione multimediale. L’evento, organizzato da Mediatica e patrocinato dal Comune di Noto Assessorato alla Cultura, celebra l’arte a 360° in un percorso che si articola lungo tre mostre: “Il Barocco è Noto”, “Terra e Cielo” e “Pop Garden”. Noto, capitale del Barocco e patrimonio Unesco che ha celebrato da poco il ventennale dell’iscrizione nelle World Heritage List delle città tardo barocche del Val di Noto continua a disegnare la sua visione nitida di città d’arte.

Inedita per la Sicilia la mostra ripercorre la nascita della pittura barocca e il suo sviluppo attraverso una selezione di dipinti che radunano alcuni tra i più grandi artisti di quell’epoca, ma anche opere provenienti da collezioni private che regalano nuove scoperte. Un viaggio tra pittura sacra e pittura profana, nature morte e ritratti con le pennellate di Caravaggio, Guido Reni, Rubens, Jusepe de Ribera, Antoon van Dyck, Luca Giordano, Pietro da Cortona, Mattia Preti e tanti altri capolavori che fanno immergere totalmente il visitatore nel mondo della pittura barocca. Gli stucchi, i fregi, le imponenti e dolci architetture disseminate sul territorio avevano necessità di una lettura che esondasse anche nell’arte proponendo la pittura nella sua massima espressione in ambienti diversi” afferma il produttore, Gianni Filippini. L’esposizione è curata dal Prof. Pierluigi Carofano e da un autorevole Comitato Scientifico.

La seconda mostra, dal titolo “Terra e Cielo” (a cura di Alessandro Pinto), esplora il rapporto tra uomo e natura attraverso 15 opere inedite dello scultore siciliano Giuseppe Agnello. L’autore esprime la possibile armonia tra i due elementi attraverso la commistione di differenti materiali: gesso, sale, alabastro e terra si fondono con elementi mimetici come rami e boccioli, mentre la figura umana si fa tramite in un tentativo di armonia.

La terza mostra, “Pop garden”, è un’installazione immersiva, multimediale e multisensoriale dove lo spazio e il tempo non hanno confini. Il visitatore è proiettato in un giardino pop tra video-mapping, installazioni luminose e musica rock. Uno spazio fluido rivestito di specchi, luci abbaglianti, musica rock e fiori che magicamente si colorano a tempo di musica. Dedicata all’infiorata di Noto che celebra la sua 44 esima edizione nel 2023 la mostra è curata da Art Media Studio di Firenze che ha realizzato le principali installazioni nelle grandi mostre disseminate in Italia.

Aprile, maggio, giugno 2023: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo biglietto alle 19.00), sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00 (ultimo biglietto alle 20.00).
Luglio, agosto e settembre 2023: dal lunedì alla domenica dalle 10,00 alle 24,00 (ultimo biglietto alle 23,00).
Ottobre 2023: dal lunedì alla domenica dalle 10,00 alle 20,00 (ultimo biglietto alle 19,00).
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