CHIAMACI +39 333 8864490
Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.
I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.
I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.
Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".
Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.
Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.
Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884
Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •
Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •
Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.
Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.
Freelance under 30 con il chiodo fisso del mangiare e bere bene. Estremamente curiosa, cresce una nuova generazione di enotecnici fiorentini trasmettendo il suo entusiasmo con la penna e tra i banchi di scuola.
Le Highlands sono quelle terre a nord-ovest della Scozia tagliante in due dalla Great Glen, la valle glaciale che segue una lunghissima faglia geologica. È una delle zone meno popolate della nazione ma tra quelle con il numero più alto di distillerie. In questa regione si producono i Single Malt per eccellenza, famosi in tutto il mondo per i loro profumi e la beva leggendaria. Tra questi c’è lo scotch whisky di Tomatin, distilleria che sorge a pochi chilometri da Inverness, la principale città delle Highlands del Nord. La storia di Tomatin Distillery è strettamente legata a quella del whisky scozzese e ne ha seguito le orme per tutto il secolo sorso.

Alla fine dell’Ottocento il whisky conosce un vero proprio boom. La piaga della fillossera aveva provocato un crollo del mercato del suo rivale, il brandy, e la passione della Corona per il distillato scozzese ne stava aumentando decisamente il prestigio. In questi anni, precisamente nel 1897, viene fondata Tomatin Distillery. Trovandosi in una zona molto isolata, la distilleria viene subito circondata da case affidate a buona parte dei dipendenti di Tomatin. Si costruisce di fatto una comunità locale, un piccolo villaggio. Il sentimento di appartenenza da parte dei dipendenti di Tomatin è forte e questa particolarità contribuisce allo sviluppo e al successo della distilleria.

Alambicco dopo alambicco l’azienda cresce fino a diventare la più grande distilleria di Scozia. All’apice dell’espansione, tuttavia Tomatin inciampa in quella che è la più grossa crisi dell’industria del whisky. Siamo nel 1983, in pieno calo della domanda di whisky, e molte distillerie iniziano a chiudere i battenti. Tomatin si salva dalla liquidazione grazie a due storici clienti, i giapponesi Takara Shuzo e Okura & Co, che la rilevano facendone la prima distilleria scozzese di proprietà̀ orientale. Da subito la nuova proprietà̀ ricalibra il focus sulla qualità̀, valorizzando gradualmente Tomatin come marchio di Single Malt, ovvero whisky di solo orzo maltato ottenuti attraverso doppia distillazione in pot still.

Dal nuovo millennio la produzione Di Tomatin si attesta sui 2 milioni di litri annui, una quota considerata sostenibile anche in caso di nuove crisi del mercato. Le dimensioni da gigante raggiunte un tempo da Tomatin sono oggi un elemento di grande fascino per chi visita la distilleria, avvolta da un fascino decadente che profuma di archeologia industriale. Alcuni macchinari in disuso sono oggi parte di un museo che racconta la storia produttiva dello Scotch Whisky.
Grazie all’intenso lavoro di rilancio degli ultimi anni, nel 2016 Tomatin ha vinto il premio come distilleria dell’anno secondo Whisky Magazine, e nel 2017 quello come “Brand Innovator” nell’industria del whisky. Nel 2022, anno del suo 125° anniversario, Tomatin ha deciso di puntare ancora di più sui suoi valori fondanti: l'attenzione verso le persone che lavorano in distilleria, la qualità del distillato e la sostenibilità a lungo termine.

Il Tomatin Single Malt whisky 12 anni è un distillato profumato ed elegante, ben bilanciato tra maturità, morbidezza ed affumicatura. I timbri di pera, mele gialle e spezie dolci sono stemperati da una delicata traccia di torba che dona complessità e profondità. Il corpo è masticabile e compatto, con note tostate di noci e datteri al caramello. Chiusura liscia e pulita, con un accenno di note verdi e sherry.

La ricetta per la creazione del Single Malt Tomatin 12 yo prevede la selezione di tre tipi di legni: Bourbon Barrels, Refill Hogsheads (botti che hanno già contenuto whisky riassemblate in Scozia) e Sherry Butts. Dopo 11 anni e 6 mesi di maturazione in queste botti, il distillato viene miscelato e messo a invecchiare per ulteriori 6-9 mesi in barili che hanno contenuto Sherry Oloroso. Prezzo consigliato al pubblico: 42 euro.

Tomatin Whisky è importato in esclusiva per l’Italia da Beija Flor, società di distribuzione attiva dal 2007 e specializzata in whisky e spirits di qualità, spesso provenienti da distillerie artigianali. Nel portfolio, che tra le altre cose vede la più ampia selezione in Italia di indie bottlers, trovano spazio numerosi brand iconici nel panorama dello Scotch Whisky, tra cui Springbank, Kilkerran, Kilchoman e l’imbottigliatore indipendente Cadenhead’s.

L’idea Massimo Morandi, titolare dei locali Cartabianca, è semplice. Fidelizzare velocemente i clienti e trasformare un ristorante “di provincia” in un polo attrattivo per i comuni limitrofi. Ma come realizzarla? Il progetto di struttura su due modelli di business differenti: Cartabianca Caffè e Cartabianca Club.

Più pasticcerie diffuse sul territorio (posizionate a Firenze, Sesto fiorentino, Osmannoro, Calenzano e Prato) dove ogni euro di spesa si accumula un punto. I punti si convertono poi in premi in un solo, unico locale: il Cartabianca Club. Questo nuovo format ha funzionato e il ristorante Cartabianca Club è diventato in pochi anni un polo di esperienze culinarie creative, dove poter assaggiare piatti signature realizzati con ingredienti stagionali e rivisitazioni toscane a un giusto prezzo (complice la location, moderna, luminosa e spaziosa ma fuori dal centro città).

Ecco dunque che ogni 100 punti si guadagna un aperitivo completo con tagliere e drink per una persona. Con 200 punti la posta si alza e si vince una magnum di Santero con due calici compresi. 300 punti? Una pizza per due persone. 400? Una bottiglia di Champagne. Fino ad arrivare ad una cena per due persone con due portate a scelta (600 punti).

Il punto di forza di Cartabianca è proprio il menù: i piatti del pranzo nei Caffè cambiano ogni giorno, per assicurare ai clienti esperienze di gusto sempre diverse. Al Cartabianca Club invece, la mano dello chef Lorenzo Bernabini si sente in ogni portata: dalla tartare di manzo con granella di pistacchi, pomodori confit e spuma di bufala, ai tagliolini freschi al nero di seppia, aglio, olio, habanero e gambero rosso in cruditè, fino al maialino da latte con zucca gialla e il suo fondo su morbido di patate.

Altro jolly di Cartabianca Club è il personale di sala, capitanato da Aldo Gernecaj, che con gentilezza e professionalità guida i clienti nell’esperienza enogastronomica. Dulcis in fundo: i dolci, ovviamente. Freschissimi e deliziosi, promossi a pieni voti.

Ph: Michele Tamasco
La filiera e tutti gli ingredienti sono verificati da Authentico
Alzi la mano chi non ha visto Julia Roberts nei pani di Elizabeth Gilbert (Mangia Prega Ama) addentare una magnifica pizza margherita in un locale nel centro storico di Napoli. Ecco, quella pizza è dell’Antica Pizzeria Da Michele in the world, ed oggi è anche la prima pizza al mondo ad essere certificata in blockchain.

La Blockchain è una tecnologia informatica che permette di immagazzinare informazioni, dati e documenti sulle filiere di produzione, senza che queste siano sovrascrivibili e, di conseguenza, modificabili, assicurando, con certezza matematica, quando e da chi sono state inserite. In questo modo, può migliorare la sicurezza dei prodotti e la trasparenza aziendale verso i consumatori.
Nelle pizzerie di Napoli e Salerno, prima, e presto in tutto il mondo, sarà disponibile un QR code che attraverso Authentico consentirà la verifica dell’origine e dell’autenticità delle materie prime usate nella preparazione delle pizze presenti sul menù dell’Antica Pizzeria Da Michele in the world.

Mediante la piattaforma digitale di Authentico, che fornisce la certificazione della filiera basata sulla tracciabilità blockchain, i consumatori possono controllare l’origine delle materie prime, l’autenticità e la salubrità delle pizze.
<<Adottando la blockchain abbiamo deciso di sottolineare quanto il nostro prodotto pizza resti lo stesso in tutte le sedi, avvalendoci di un metodo sicuro, incorruttibile e inviolabile per certificare il nostro lavoro e gli ingredienti che utilizziamo. Una scelta che rafforza la menzione da parte della Guida Michelin e il recente riconoscimento del premio di 50 Top pizza, che ci conferma, per il secondo anno, miglior catena artigianale al mondo>> spiega Alessandro Condurro, amministratore de L’Antica Pizzeria Da Michele in the world.
Authentico è stata fondata nel 2017 da manager, imprenditori e professionisti della comunicazione digitale nel foodtech, che unendo le rispettive competenze hanno creato una soluzione innovativa per il contrasto del problema dell’Italian Sounding e della contraffazione di prodotti agro-alimentari italiani, aiutando, inoltre, le aziende a creare un nuovo livello di fiducia con i consumatori attraverso la certificazione digitale della filiera con tecnologia Blockchain. Con oltre 20 filiere tracciate, Authentico si è posizionata ai vertici delle aziende italiane del settore per numero di tracciabilità alimentare in Blockchain.

<<L’utilizzo della certificazione digitale della filiera agroalimentare in blockchain consente alle aziende virtuose di migliorare i processi di produzione, fornendo al consumatore l’alta qualità che ha reso celebre universalmente il brand, ma in aggiunta ha anche il valore della trasparenza, che risponde alle aspettative dei clienti di avere certezza delle materie prime utilizzate. L’Antica Pizzeria Da Michele in the World è il primo esempio di tracciabilità di filiera della pizza in blockchain al mondo, ancora una volta una dimostrazione della grande visione del suo amministratore Alessandro Condurro>>, aggiunge Giuseppe Coletti, CEO di Authentico.
Puerto Plata, 1888. Don Andrés Brugal Montaner, originario della Spagna, è appena tornato da un viaggio a Cuba dove ha imparato i segreti della produzione del rum. Mentre nella sua patria sta andando in scena la grande Esposizione Universale, nella sua testa le idee sono molto chiare. Don Andrés vuole fermarsi in Repubblica Dominicana e fondare una distilleria.

Negli anni il business funziona. L’azienda si amplia ed ha sempre più successo. Rum Brugal inizia ad essere conosciuto universalmente come ‘il rum dei dominicani’, rappresentando con orgoglio la terra caribica in tutto il mondo. Le generazioni si susseguono seguendo una regola che non è mai stata violata da Brugal: i maestros roneros devono essere scelti tra i discendenti diretti del fondatore.
L’eredità di Don Andrés è oggi nelle mani della quinta generazione di maestros roneros. Sono tre: Miguel Ripoll, Gustavo Ortega e Jassil Villanueva, la prima maestra ronera donna della Repubblica Dominicana.
Dietro il colore ambrato scuro di Rum Brugal c’è un ventaglio di aromi ampio e stratificato: caramello, vaniglia, datteri, uva passa... Il segreto? Ve ne sveliamo uno: la melassa.

La qualità della melassa utilizzata è il primo fattore che entra in gioco nella complessità e nella piacevolezza di un rum. A differenza della maggior parte dei marchi di modern rum, che trasformano la materia prima importata da altre nazioni, Brugal impiega esclusivamente melassa locale, proveniente da quattro dei cinque zuccherifici della Repubblica Dominicana che trasformano la canna locale.
Ma quello influenza di più il sapore del rum è il tipo di botte utilizzata. Brugal questo lo sa bene e si avvale di tutto il know-how proveniente dal gruppo Edrington. Grazie al lavoro svolto dai Masters of Wood di Macallan, alcuni dei migliori cask ex-Sherry arrivano in Repubblica Dominicana per l’invecchiamento dei rum Brugal.

La prima botte utilizzata per l’invecchiamento è di quercia bianca americana ex-Bourbon; la seconda è di quercia europea ex-Sherry Oloroso, e ha delle caratteristiche che la rendono unica nel panorama della produzione di rum. Prodotta a mano e di grande valore economico, viene utilizzata per l’invecchiamento degli Sherry Oloroso e Pedro Ximenez tra i 18 e i 24 mesi e poi, quando è ancora al massimo della resa, grazie a un accordo esclusivo con Edrington viene mandata in Repubblica Dominicana. È chiaro che poter avere una tra le migliori botti del mondo ancora a pieno regime, in piena fase di rilascio, produce un rum eccezionale e ricco di aromi.
Ma la creazione del sapore non finisce qui. Il calore tropicale della Repubblica Dominicana gioca un ruolo davvero speciale nel processo di invecchiamento del Brugal.

Esiste un’opinione comune – ma errata - che tutti i rum vengano invecchiati nel loro luogo di produzione. In realtà spesso l’invecchiamento viene fatto in Europa per un motivo semplice: l’Angel Share – vale a dire la quantità di rum che evapora dai barili in legno durante la maturazione - in Europa è del 2% circa, mentre nei Caraibi oscilla tra l’8 e il 12%. In questo modo non rimane che il 65% del contenuto iniziale di una botte dopo cinque anni di maturazione. Un anno di invecchiamento nei Caraibi, insomma, equivale a tre anni in Scozia. Questo implica che, per esprimere al massimo il potenziale delle botti, un rum invecchiato per dieci anni nella stessa botte in Repubblica Dominicana dovrebbe invecchiarne dai trenta ai quarant’anni per avere lo stesso potenziale aromatico.
I Maestros Roneros conoscono bene gli effetti del tropical ageing sul rum, e per questo hanno disposto che i magazzini Brugal siano strategicamente posizionati sotto il calore del sole dominicano. L’obiettivo è quello di intensificare il processo di invecchiamento, tirando fuori il meglio dalle botti per dare ai rum carattere e complessità.

L’attenzione e la cura per la qualità si vedono in ogni dettaglio e in ogni fase della produzione: basti pensare alle bottiglie, che vengono lavorate a mano, applicando la rete, la ceralacca e gli adesivi singolarmente.
Velier è una storica azienda familiare genovese che si occupa di importazione e distribuzione di distillati, liquori e vini. Fondata nel 1947, ha quindi 75 anni di vita, durante i quali la qualità dei prodotti e la loro appassionata divulgazione sono sempre state la via maestra per accedere a una crescita commerciale e reputazionale continua.
Leader mondiale nel settore dei rum grazie all’instancabile lavoro di scoperta del Presidente Luca Gargano, Velier è stata anche antesignana assoluta nel lancio del movimento dei vini naturali. Già nel 2003 ha visto infatti la luce il protocollo delle “Triple A”, produttori che siano “Agricoltori, Artigiani, Artisti”, in sintonia assoluta con i valori della Velier: qualità e autenticità.
Tra le oltre 200 marche importate, citiamo i rum Caroni, Bally, Clairin, Neisson, Hampden; i whisky Macallan, Glenfiddich, Balvenie, Nikka, Buffalo Trace; Hendrick’s Gin, Stolichnaya Vodka, le agavi Rooster Rojo, Fortaleza e Alipus, lo champagne Billecart, il liquore Chartreuse e i sodati di Fever Tree.

Il Frantoio di Assisi, un ristorante tra tradizione e innovazione, ricerca e creatività gastronomica, è in realtà un hub dell’olio extravergine di oliva, un crocevia delle cultivar. Qui l’oro verde, da sempre considerato condimento per eccellenza nella dieta Mediterranea, grazie al food concept dello chef Lorenzo Cantoni, (Ambasciatore del Gusto italiano nel mondo e Miglior Chef e Miglior Chef Airo 2021) è diventato un ingrediente capace di far vibrare ogni piatto. Una filosofia che ha fatto entrare il Frantoio in Guida Michelin e ottenere il riconoscimento di Miglior ristorante d’Italia 2022 dall’associazione Città dell’Olio.
Il ristorante il Frantoio, a due passi dalla Basilica, è un salotto del gusto, dove il design degli arredi si fonde con il paesaggio tipico umbro. Mentre si assapora uno dei singolari piatti a scelta tra i tre percorsi gastronomici (“L’Umbria, il bosco ‘in questo momento’” e “Ti racconto la mia storia. Un viaggio dal 2001”, “Giorno dopo giorno, un lab continuo. Estratto di idee di una brigata sempre in movimento”) o alla carta, ci si immerge in un’esperienza sensoriale, a partire dal palato.

Lo chef Lorenzo Cantoni è un creativo dei fornelli, abile a coniare ricette fondate su una fine selezione di oli extravergine di oliva. Pietanze che prendono vita dalla territorialità degli ingredienti, dai sapori e i profumi di stagione. Che partono dalla tradizione, per elevarsi, attraverso un’attenta ricerca, nelle versioni declinate dallo chef. Una food experience extravergine unica in Italia: Cantoni ha tolto ai piatti eccessive complessità, li propone riconoscibili e in con un ottimo bilanciamento di ingredienti. Ogni pietanza è evocativa. È un sapiente equilibrio di contrasti. Un giusto abbinamento capace di esaltare le materie prime locali, dalle verdure alle carni alla selvaggina, fino al pesce, con sapiente uso di erbe aromatiche e spontanee provenienti da pochi chilometri di distanza.

Dalla Sicilia alla Valle D’Aosta, fino a oltre confine, lo chef Cantoni, con la sua forte identità per un food concept legato all’olio evo, è un punto di riferimento per i frantoi di alta qualità. Da nord a sud della Penisola, sono in tanti ad inseguirlo per fargli assaggiare la prima spremitura del loro extravergine: l’obiettivo è entrare nel suo tempio. Essere presi sotto le sue ali, tra gli “eletti” in grado di sposare le sue ricette, diventandone parte integrante. Nuove “spremute d’oliva” dalla raccolta 2022, da accostare a “Ely & Ello” (blend di olive Moraiolo, Frantoio, San Felice e Leccino) e al “Frantoio (80% Moraiolo, 20% Frantoio), prodotti proprio da Elena Angeletti.
L’amore per la tradizione e la cultura gastronomica del proprio territorio, lo studio approfondito di un elemento fondamentale per un’alimentazione vocata all’idea di benessere: l’olio extravergine di oliva. Ma anche la capacità di stupire il palato con acrobazie e contrasti di gusto, dando valore e pienezza agli ingredienti più semplici.

“A tavola con Lorenzo” è dunque un’esperienza da non perdere al Frantoio di Assisi. I piatti forti del suo menu autunno-inverno ’22-’23? Cubo di foie gras “Gold and Silver”, un piatto etico servito con una composizione di fichi, nocciola, moscato e cotogna. Un piatto iconico? Lo gnocco di ricotta, cinghiale, mirtilli e cioccolato fondente. Un tradizionale rivisitato? Il piccione (petto e coscia BBQ) cotto a bassa temperatura al barbeque. Volete già provarne il sapore? Cotto per una notte intera sui carboni di olivo, la mattina si toglie dai carboni, spenti con l’olio extravergine; si ottiene così un olio aromatizzato che, opportunamente filtrato con l’etamina, viene utilizzato per condire il piccione a fine cottura.
Per finire un dolce “spaziale”: “Carota e cioccolato”, una carota ricreata con latte di riso ed estratto di carota, immersa in un “vaso” realizzato con una sorta di wafer all’olio, avvolto in un guscio di cioccolato fondente. Un abbraccio delicatamente croccante, che racchiude la carota immersa in una cream cheese e sablés di cioccolato salato.
Artisti internazionali, performer e ballerine, uno spazio senza tempo dove potersi sentire liberi di esprimere la propria personalità in un'unica energia di musica, celebrities e persone comuni. A dirigere il tutto sarà Antonio Coppola, uomo eclettico e creativo founder del project Chandelier Motel: una one night all’insegna del bello e dell’impossibile che a Le Chandelier Motel diventa realizzabile, per una sera.
Special guest in consolle Dj Obek: uno dei Dj più importante della scena spagnola. Artista e produttore, Obek ha collaborato con artisti di fama internazionale come David Guetta, Tiesto, Chuckie, Albert Neve, Roger Sanchez, Fatboy Slim. Si è esibito nei migliori club del mondo: Pacha, Cavo Paradiso, Amnesia, Inox, Fabrik, Living. Oggi è Resident al Privilege Ibiza.

Dj resident di Chandelier Motel Stefano Reis, dj&producer di musica progressive house. I suoi set animano i principali dancefloor italiani, ridisegnando i confini della musica house come se non fossero mai stati tracciati. Reis si muove tra dj setesclusivi, nuovi singoli e programmi radiofonici. Nel suo programma REIS UP RADIO SHOW ha ospitato artisti internazionali, tra cui Federico Scavo, Jude & Frank, The Cube Guys, Gregor Salto, Michael Calfan, Klingande, Nervo.

Ad aprile la serata il dj set di Cori Amenta, stylist, musa e dj siciliana che ha rotto tantissimi cliché del fashion system e lavorato con i più importanti brand della moda.
Special performance live by Ania J camaleontica presenza dello show-biz, cantante, attrice, modella, performer a 360 gradi. Stella intramontabile di questo exclusive party e grande musa ispiratrice di Antonio Coppola che vi stupirà con la sua voce unica internazionale. Sorprendere e trasgredire ogni convenzione sono due punti chiave di questo progetto. Ecco perché ad accompagnare i dj set ci sarà la bellissima e sublime voce di Sonia Sala, soprano che ha deciso di esplorare il mondo della lirica.
La scelta della location di Chandelier Motel vuole essere una spaccatura, un non omologarsi al resto del mondo. Un locale non convenzionale alla periferia di Milano, un vero e proprio Motel dove ci si sentirà ancor più al centro del mondo.

Fil rouge della serata è il colore rosa: rosa come l’identità, rosa come la leggerezza, l’ottimismo, la sicurezza di potersi esprimere con creatività, senza pensieri e senza omologarsi agli altri. Performer e ballerini indosseranno gli splendidi costumi realizzati dal giovane e talentuoso stilista Michele Giambrocono Couture.
Ingresso: V.I.P Club Via Luigi Granelli 55 – Sesto San Giovanni (MI)
Costo: 40 euro
Apertura ore 00 chiusura 05
Per prenotare:
+39 335 290 441
+39 331 860 77 79
+39 392 596 54 54

Varcata l’entrata di quello che nel Rinascimento era un loggiato in cui riparavano carri e carrozze, ora chiuso da una copertura in cristallo e caratterizzato da un lussureggiante giardino verticale, si entra in un luogo cosmopolita, dove pietre e marmi di oltre ottocento anni fa emanano paradossalmente un’aura dall’eleganza estremamente moderna. Una estetica sontuosa risalente al XVI° secolo, riportata alla luce con una allure contemporanea, celebrativa dei fasti del Rinascimento e contestualmente evocatrice di una modernità sofisticata. Questa è l’atmosfera che si respira al Locale, ristorante e cocktail bar custoditi tra le mura di Palazzo Concini, a cinque minuti a piedi dal Duomo di Firenze, aggiudicatosi quest’anno il 39° posto nella World’s 50 Best Bars.

Lo stesso approccio pervade anche l’identità della cucina di chef Simone Caponnetto, sbrigliata dai vincoli nostalgici dell’heritage. Fluttuante in una dimensione sospesa fra storicità e avanguardia, dove imprescindibili sono il pregio di una artigianalità minuziosa, unita alla ricerca del massimo valore nelle materie utilizzate. Sebbene molto giovane, Caponnetto ha incentrato la sua cifra su una formazione solida e sfaccettata, a cui si uniscono competenze tecniche e una buona dose di anticonvenzionalismo. Che sfociano in una cucina in cui passato e futuro si fondono, dove sapori storici si fanno compenetrare dalla modernità, per sortire un appagamento gustativo dalla spiccata unicità, fuori da stereotipi ed etichette.

Locale di Firenze diventa dunque il palcoscenico ideale per esprimere la creatività di una nuova generazione di chef sempre più protagonista, che grazie a momenti di scambio, dialogo e confronto sta delineando le nuove frontiere della gastronomia italiana.

Il Gruppo Sanpellegrino insieme al Locale di Firenze hanno dato il via a Food Fellas, un ciclo di appuntamenti mensili all’insegna del connubio di fine dining e fine drinking. Tra ottobre 2022 e giugno 2023, saranno numerosi gli chef che si divertiranno a creare menu inediti a quattro mani con lo chef patron Simone Caponnetto, attraverso piatti che raccontino la loro filosofia di cucina, per un’esperienza gastronomica esaltata e impreziosita dall’abbinamento con Acqua Panna e S.Pellegrino. Un progetto che nasce con l’obiettivo di promuovere il dialogo tra giovani chef da tutta Italia che stanno dando un nuovo contributo alla cucina del territorio con un approccio critico e innovativo e un occhio attento a tematiche etiche come la sostenibilità e la lotta allo spreco.

In un tempio del buon mangiare ma anche del buon bere come Locale non potrà mancare un ottimo e curato cocktail pairing. Nel corso delle serate del ciclo FoodFellas, Matteo Di Ienno, bartender di Locale, proporrà dei drink ideati per l’occasione con l’utilizzo di Perrier e delle Bibite Sanpellegrino, realizzate con materie prime ricercate e ingredienti unici del territorio italiano, partner ideali di preparazioni miscelate eleganti e raffinate.
Bonus: Una delle sale dell’area interrata del palazzo è adibita a laboratorio dove, fra ampolle e alambicchi, Matteo Di Ienno ed il suo staff creano distillati, estrazioni e fermentazioni.

Siamo stati al Locale a provare il menù a quattro mani realizzato da Caponnetto con lo chef procidiano Marco Ambrosino durante il secondo round di Food Fellas. Creazioni inedite dove la protagonista assoluta era la fermentazione, sia nei piatti che nel pairing con i cocktail. Ecco cosa abbiamo assaggiato.
Amuse bouche (Resident Chef Simone Caponnetto)
Brodo caldo di pane e parmigiano, olio al basilico, fiori di tagete
Cozza cotta al barbecue, caciocavallo e burro piccante
Dobladita con sgombro affumicato, salsa di ibisco
Broccolo, vongola, essenza di vongola
Escalibada di verdure grigliate
White Americano
Vermouth bianco, liquore alla genziana, top di soda, pioppino

Pan brioche al barbecue e salsa di pomodoro
Burro al pollo arrosto e mela, limone fermentato

Ostrica grigliata, glassata con lievito birra, succo di finocchio fermentato, olio al dragoncello (Chef Marco Ambrosino)
Buvoli Metodo Classico Tre Extra Brut
Cartuccia di Lepre e Pan brioche alla grue cacao (Resident Chef Simone Caponnetto)
Porgin Gin fermentato e distillato con funghi porcini e vermouth dry umami

Risotto, cipolla rossa alla brace, salsa anchoïade, sumak (Chef Marco Ambrosino)
Elisir Caterina (Uno dei tre signature cocktail del Locale) – Vermouth, Bitter e idrolato di carciofo crudo

Faraona e Punto. “Guscio” di pelle di faraona croccante, spuma ai funghi galletti, petto di faraona cotto a bassa temperatura, fondo con aggiunta di acqua lattofermentata (Resident Chef Simone Caponnetto)
Chianti Classico DOCG Isola delle Falcole Gran Selezione 2018

Agnello cotto nel fieno, hummus di ceci fermentati, miso di legumi e miso di lenticchie (Chef Marco Ambrosino)
Pinot Nero Riserva DOC ANRAR 2019 Cantina Andriano
Insalata di Agrumi cavolo nero, sorbetto e chips, spuma al tè matcha, macedonia di agrumi (Resident Chef Simone Caponnetto)
Idromele home made, con miele non pastorizzato, acqua
Miele, Ricotta e Pere Ricotta macerata, pera sottaceto, mela cotogna, caramello salato, miele millefiori direttamente dal favo (Resident Chef Simone Caponnetto)
Petit Four

Ad inaugurare Food Fellas lo scorso 19 ottobre Antonio Romano, vincitore italiano del Fine Dining Lovers Food for Thought Award durante l’ultima edizione di S.Pellegrino Young Chef Academy Competition. Il 16 novembre è stato il turno di Marco Ambrosino (prossima apertura a Napoli), mentre il prossimo appuntamento è per il 14 dicembre con la mano di Stefano Sforza (Opera a Torino). Il 18 gennaio sarà la volta di Davide Marzullo, oggi chef di Trattoria Contemporanea a Lomazzo (Como) dopo aver vinto, nella finale regionale Italia e Sud Est Europa, il S.Pellegrino Award for Social Responsibility. A seguire Giuseppe Molaro (Contaminazioni Restaurant a Somma Vesuviana), il 20 febbraio; Mattia Pecis (Cracco Portofino) il 22 marzo; Sara Scarsella (Ristorante Sintesi ad Ariccia) il 19 aprile. Il 17 maggio, inoltre, a dividere le cucine con Simone Caponnetto ci sarà il vincitore italiano della 5° edizione di S.Pellegrino Young Chef Academy Competition, che si terrà nel 2023.

Dopo il grande successo di Rimini, “La Esse Romagnola” apre il suo secondo ristorante nel cuore di Milano, con l’obiettivo di esportare la vera tradizione romagnola in un format accogliente e unico nel suo genere. Fondato da quattro giovani imprenditori, il ristorante La Esse Romagnola nasce a Rimini nel 2017 dalla capacità imprenditoriale di Alice Gualtieri, Sofia Zannoni e i due fratelli Fabrizio e Diego Nanni. Quattro giovani che hanno deciso insieme di lavorare per esaltare l’identità enogastronomica della loro terra, la Romagna. Nasce così “La Esse Romagnola”, un ristorante che si propone come una trattoria moderna, quasi una boutique in cui vengono raccontati i sapori romagnoli e dove si propone una cucina autentica che utilizza esclusivamente materie prime del territorio romagnolo e di alta qualità.

A partire dalla sua apertura, il primo punto vendita di Rimini si è affermato negli anni come locale di riferimento per la città in fatto di qualità e autenticità gastronomica artigianale, sia dal punto di vista food che da quello dell’accoglienza calorosa, tipicamente romagnola. Dato il successo della prima esperienza, i quattro soci hanno così deciso di sviluppare ulteriormente il loro business, rendendo “La Esse Romagnola” un esempio di format retail solido e replicabile anche in altre città esportando in tutta Italia la vera e autentica identità romagnola raccontata dal brand di cui anche il naming sottolinea la tipicità. La “esse romagnola” si riferisce proprio alla parlata romagnola che ha nel suono della lettera S una particolare e riconoscibile inflessione onomatopeica.

Il menu è alla carta, strutturato in modo semplice e intuitivo, attentamente costruito per valorizzare al massimo gli ingredienti iconici romagnoli: primi piatti a base di pasta fresca realizzata dalle sapienti mani delle ‘zdore romagnole, secondi piatti di carne, taglieri e una proposta vegetariana.
Quello che propone la Esse Romagnola è un interessante viaggio sensoriale alla scoperta dell’autentica tradizione gastronomica della Romagna e ne rievoca anche il piacere genuino della sua convivialità. Oltre alla pasta fresca la proposta food del nuovo locale include anche un focus su alcuni prodotti romagnoli più iconici: “la Piada”, i Cassoni, ma anche Passatelli e Cappelletti. Non solo, ma nel menu si notano anche due prodotti “made in La Esse” come Il Tagliolino La Esse: un prodotto 100% creato dai soci, che propongono Il tipico tagliolino all’uovo, spesso e ruvido, condito con crema di Parmigiano, uovo in camicia e tartufo grattugiato sopra.

Quella della Piada de La Esse Romagnola è una ricetta studiata ad hoc, realizzata naturalmente con ingredienti tipici di alta qualità: come la selezione delle farine utilizzate tra le quali troviamo la Farina del Passatore e la farina di tipo 2 di Grani Antichi. Per quanto riguarda lo strutto, è utilizzato quello della Mora Romagnola e il sale delle Saline di Cervia.
Protagonista iconico del menu è anche il Cassone, tipico di Rimini, dalla forma simile ad un calzone ma creato dall ’impasto della piada e farcito con diversi ripieni. I Cassoni de La Esse, sono adatti a tutti poiché non contengono grassi animali. Oltre le classiche farciture che si possono trovare nella riviera romagnola, la Esse Romagnola propone che alcune ricette rivisitate, con l’aggiunta di ingredienti dell’entroterra, come il formaggio di Fossa di Sogliano.

La location di Milano richiama fedelmente le caratteristiche chiave e il linguaggio dello store di Rimini, che si ispira all’atmosfera delle tipiche cascine di campagna: il pavimento in legno, l’effetto sui muri è quello “consumato dal tempo” e l’illuminazione fatta di luci calde e avvolgenti. I complementi di arredo e oggettistica di una volta completano il mood. La Esse Romagnola è un vero e proprio universo in cui ogni dettaglio evoca profumi e colori tipici dell’entroterra romagnolo, dalle balle di fieno e le spighe di grano, agli outfit dello staff, ispirati all’abbigliamento tipico dei contadini.

Si è appena conclusa la prima edizione della Udine Cocktail Week, la kermesse dedicata alla mixology che si è svolta nelle strade del centro storico dal 10 al 16 ottobre. Durante tutta la settimana sono andate in scena degustazioni guidate da esperti del settore, corsi, eventi musicale e uno speciale secret party. Ogni locale aderente ha proposto una cocktail list con dei drink differenti dal solito, utilizzando esclusivamente i prodotti di Campari, Nonino, Diageo, Fabbri, About Ten. I partecipanti venivano omaggiati di gadget brandizzati Udine Cocktail Week: agenda e penna per seguire i corsi, zainetto, spilla e maglietta.
La settimana è iniziata il lunedì mattina con l'inaugurazione della UCW da parte del Sindaco di Udine, al quale poi è seguito un rinfresco offerto da Idea e Nonino.
Il martedì ha visto al Caffè Contarena Max Beltrame, barman professionista, e Francesco Bauso, fondatore della scuola Fusion Bartending, l’unica scuola italiana di formazione on line per bartender, tenere un corso su come approcciarsi e saper gestire la clientela, sia per chi è alle prime armi e vuole approcciarsi al bartending, sia per chi è già del mestiere.

Il mercoledì presso il Caffè Beltrame è stata ospite Francesca Bardelli Nonino, da poco nominata "l'influencer della grappa", per una degustazione guidata delle grappe e amari della Distilleria Nonino, seguita da un aperitivo.
La serata è proseguita con un secret party gestito dal Ginger Bar Champagneria presso il Cinema Visionario. Secret party perchè era solo su invito: l'evento era gratuito ma per entrare bisognava mostrare l'invito, ricevuto dal proprio barman. La capienza è stata raggiunta dopo 30 minuti e alle 23 c'è stato uno spettacolo a sorpresa con due ballerine brasiliane vestite con i vestiti tipici.
Perchè il cinema? Il cinema visionario a Udine ha ospitato fino ad una decina d'anni fa delle frequentatissime serate con musica e cocktail, estraniandosi dal solito contesto dei locali. Un luogo che per sua natura, la cinematografia, ti suggerisce di fermare il tempo e godersi il momento. Esattamente quello che gli organizzatori hanno voluto riportare a Udine per una sera, la tranquillità di un party al cinema. Durante la serata finger food, cocktail nonino e champagne Lallier.

Il giovedì ha visto Dave Garzon, produttore dei distillati artigianali About Ten, tenere una masterclass da titolo "l'esoticità dei distillati artigianali About Ten" presso il MoMart degustando piacevolissimi liquori con sentori di fava tonka, cardamomo, rabarbaro, china, zenzero, cannella, agave, quercia. Giovedì pomeriggio la Fabbri è stata protagonista di una masterclass sul Marendry alla quale è seguita l'inaugurazione del LUX BAR di Pasquale Guadagno. Il Barman della Fabbri, Mirco Bedin, ha gestito il banco dell'inaugurazione. Giovedì sera evento "Look At Me" una presentazione in un giardino segreto in pienissimo centro con i negozi di vestiti e accessori People, Vendome e Samia Lab, per scoprire le ultime tendenze della stagione autunno inverno.
Venerdì al Cuvee Lounge una masterclass campari Academy sul gin tenuta da Giacomo Albieri, campione Campari Bartender Competition 2022, alla quale è seguita una serata con DJ. Sempre di venerdì sera presso il D'Annata Wines l'aperitivo esotico con i distillati artigianali di About Ten.

Sabato presso il Ginger Bar Champagneria degustazione di Whisky talisker Skye e Talisker 10Y in abbinamento ad ostriche, tenuta da Dafne Kermisis, brand ambassador Diageo. La serata è proseguita con la tappa ufficiale Campari Soda al Piccolo Bar.
La Udine Cocktail Week si è conlcusa con una domenica pomeriggio di relax guidata da Dafne Kermisis, brand ambassador Diageo. Al Liberty 1894 sono stati proposti Rum Zacapa 23 e Zacapa Edicion Negra, in abbinamento con cioccolato fondente. Tutto si è concluso con un aperitivo con un buffet offerto dal Liberty 1894, e i cocktail della cocktail list ufficiale della settimana.
Lo chef Filippo Gozzoli firma un food concept che ha al centro un nuovo modello di convivialità e di condivisione. Un inno al comfort food in un’atmosfera intima ma al tempo stesso governata dal lusso e dalla creatività.
Visionnaire Bistrot sorge a pochi passi dal vivace quartiere di Brera, all’interno di Visionnaire Design Gallery in Piazza Cavour a Milano. Qui Gozzoli propone una cucina gustosa, fantasiosa e contemporanea che ha come protagonisti i quattro sapori principali sapientemente bilanciati per creare in ogni piatto quell’equilibrio perfetto e quel sapore compiuto che conducono il palato verso il gusto intenso e pieno dell’umami.

L’idea di cucina di Filippo Gozzoli è gustosa, perché con ogni piatto è in grado di regalare una sensazione di piacere e completezza; fantasiosa, perché giocata su abbinamenti particolari: ingredienti semplici, come verdure e pesce, si sposano con la frutta (fresca e secca) e con dressing ricercati che esaltano sapori e intensità.
Contemporanea nel gusto, la cucina che Gozzoli propone al Visionnaire Bistrot lo è anche nel modello: le portate sono servite assieme per consentire ai commensali di condividerle, chiacchierando e sorseggiando un calice di vino o di champagne Perrier Jouët o un cocktail fresco e dissetante.
Un inno al comfort food che trae ispirazione da tre proposte culinarie di respiro internazionale: bento, tapas e lounge bar. Bento, in un’unica volta sono serviti tutti i piatti ordinati; tapas, per la varietà di proposte che si possono gustare contemporaneamente; lounge bar, per l’atmosfera rilassata ed elegante che si respira nel bistrot. Il tutto con la regia di un servizio attento e misurato che fa sentire l’ospite coccolato come a casa.

L’offerta a pranzo ha un’importante proposta plant based che nasce dal desiderio di contribuire alla tutela dell'ambiente. Piatti a base di verdure e proteine di origine vegetale che coniugano gusto e sostenibilità, creatività e rispetto per la natura e per i suoi cicli stagionali, biodiversità e piacere per il palato. Le verdure, sempre diverse in base a stagionalità e disponibilità, vengono impreziosite da condimenti di ispirazione etnica e dalla frutta secca. Nel pomeriggio è possibile bere caffè, tè, tisane da accompagnare alle classiche “torte di credenza” della tradizione nostrana: sbrisolona, torta di mele, crostate, vengono proposte in una mise en place firmata Seletti che coniuga cucina e arte, creando un link diretto con Visionnaire Design Gallery.
Nell’orario dell’aperitivo l’atmosfera si trasforma e diventa ancor più rilassata: sul bancone spicca il bouquet royale di crudi di pesce (tartufi di mare, gamberi, scampi) a cui si affiancano lobster, capesante e ostriche gratinati, con una panatura moderna connotata dalla freschezza del limone, e accompagnati da salse a base vegetale, come maionese al caffè e liquirizia, wasabi o maionese alla barbabietola.
A cena, il menu si amplia: al bouquet royale si aggiungono altri crudi di pesce (tonno, ricciola e salmone), piatti a base di carne (come la tartare di manzo con cime di rapa, radice di cren e dressing all’ostrica, o il club sandwich con pomodoro, zucchine, melanzane, misticanza e maionese alla barbabietola), primi piatti gustosi, tra cui spicca la Minestra di Mare (pasta con primizie di mare). Completa la proposta la possibilità di scegliere piatti fuori menu, realizzati a mano libera dallo chef con gli ingredienti freschi del giorno.

La cucina di Filippo Gozzoli, che si avvale della preziosa collaborazione dello chef de cuisine Luca La Peccerella, è quindi una narrazione che parte dalla selezione degli ingredienti e termina nel piatto: come in un’opera d’arte, le sue composizioni sono il risultato di uno studio attento di colori, di intrecci travolgenti di forme e relazioni d’amore tra cibi. Una ricerca dei particolari che si ritrova anche nella cocktail list creata con la consulenza di Mattia Pastori e nel servizio attento e impeccabile di Salvatore De Biase, Restaurant e F&B Manager.
In Visionnaire Bistrot convivono design, arte e cucina: tre espressioni della creatività umana apparentemente distanti tra loro, che si uniscono in una proposta innovativa. E Visionnaire Design Gallery diventa un luogo dell’essere, un posto in cui sentirsi a casa e concedersi il piacere di un comfort food raffinato.
© Copyrights by Nerospinto , Tutti i diritti riservati.