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C’è chi i sogni li insegue, e chi – con un mix raro di coraggio, passione e visione – li trasforma in ponti tra mondi. Severino Ricci, manager, consulente e storyteller, è una di quelle persone che non solo sognano la California, ma la rendono viva, accessibile e affascinante per chiunque abbia voglia di conoscerla davvero.
Lo fa da anni con la sua community online “Italy2California”, e ora anche con un libro che si preannuncia speciale: “Point Break – Ti porto in California”, in uscita a breve.
Più che una guida turistica, Point Break è un diario di bordo, un viaggio autentico che nasce dall’esperienza personale di Severino lungo la costa ovest degli Stati Uniti – da San Diego a Los Angeles, passando per luoghi meno noti e più veri, come la sua amatissima Oceanside.
Tra panorami mozzafiato, cultura surf, gastronomia e benessere, il lettore sarà accompagnato in un percorso che non è solo geografico, ma anche umano. È il racconto di una trasformazione: da ragazzo pugliese cresciuto tra le automobili di famiglia a cittadino del mondo, Ambasciatore del Turismo della città di Oceanside e membro del board del prestigioso California Surf Museum.
Severino è la voce e il volto di Italy2California, un progetto che è molto più di una semplice piattaforma social: è un vero e proprio spazio culturale e ispirazionale dove si parla di viaggi, storie, persone e sogni realizzati. La California, nel suo racconto, non è solo una destinazione: è uno stato mentale.
E proprio con questo spirito nasce Point Break – Ti porto in California, un invito a rallentare, a guardare il mondo con occhi diversi, a lasciarsi travolgere (e trasformare) da un modo di vivere in cui il sole, il surf e l’autenticità sono ancora valori reali.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo sa quanto Severino sia una persona generosa, entusiasta e incredibilmente determinata. Questo libro è il frutto di un lungo percorso fatto di esperienze vissute, incontri fortunati e tanta voglia di condividere. E non vediamo l’ora di leggerlo.
Il libro verrà presentato in anteprima a Milano il 15 aprile, presso Fancytoast Bicocca, e successivamente anche nella sua amata Oceanside, California.
Save the Date:
Presentazione ufficiale: Martedì 15 aprile 2024, ore 18:00
Fancytoast, Piazza della Trivulziana 5 – Milano (MM Bicocca)
Con aperitivo californiano!
È gradita la prenotazione. Puoi confermare la tua presenza:
– via WhatsApp al +39 339 6855514
– via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
– oppure su Eventbrite a questo link: Scopri il sogno californiano – Prenota qui
Nel frattempo, potete seguire Severino su Instagram @italy2california e prepararvi a partire, almeno con la mente. Perché, come scrive lui stesso:
“La California è uno stato mentale, prima ancora che geografico.”
Ci sono posti che restano impressi nella memoria come il profumo di un’estate particolare, o la luce di un certo tramonto visto da un certo tavolino. Per me, Tasca è stato questo. Quando poco più che ventenne avevo la fortuna di abitare in Ticinese, proprio accanto alle Colonne di San Lorenzo, Tasca era un punto di riferimento. Ci si andava per incontrarsi, per bere qualcosa di buono, per sentirsi – anche solo per un’ora – in un angolo di Spagna incastonato nel cuore di Milano.
Erano gli anni in cui bastava un pan tomate e un bicchiere di rosso per sentirsi al centro del mondo. La sua atmosfera calda, quel bancone di legno lungo e vissuto, le luci basse e il brusio costante facevano da sottofondo a innumerevoli chiacchiere, risate, amori che cominciavano e altri che finivano. Passarci davanti oggi, dopo più di vent’anni, e scoprire che Tasca è ancora lì, vivo, frequentato, in evoluzione, è stato come ritrovare una vecchia amica: un po’ cambiata, certo, ma riconoscibile e fedele a sé stessa.
Oggi Tasca è stato rilevato da Andrea Pirola e Simone Di Gioia, che ne hanno raccolto l’eredità con intelligenza. Hanno rinfrescato l’arredo quel tanto che basta per farlo respirare meglio, e aggiornato l’offerta, senza snaturare l’anima autentica che lo ha reso un’icona di zona.
Le tapas restano protagoniste assolute, abbondanti e conviviali, come vuole la tradizione: jamon iberico in tre stagionature, pan tomate, tortilla, polpo alla plancia, crocchette di baccalà e le immancabili patatas bravas. Ma oggi c’è anche spazio per il gusto italiano e qualche apertura internazionale, tanto nei piatti quanto nella carta dei vini: accanto alle bottiglie spagnole si trovano ora etichette francesi, tedesche e libanesi, oltre a una selezione curata di cocktail classici.
L’atmosfera? Quella non è cambiata. La sala lunga e stretta, il legno, il vociare basso dei tavolini pieni, il via vai di habitué, i gruppetti che si radunano anche fuori, davanti al locale. È un posto che parla a un pubblico adulto, consapevole, che ama i luoghi con una storia e sa riconoscerne il valore. E se arrivate in tanti, c’è una formula pensata proprio per i gruppi: un pacchetto da 30 euro ogni 10 persone che include anche i sapori dell’adiacente gastronomia – focacce, frittate di pasta, supplì e pizze fragranti.
Tasca è ancora qui, al civico 14 di Corso di Porta Ticinese, con la sua insegna discreta e la sua anima calda. È cambiato, certo, ma nel modo giusto: maturato senza perdere il suo spirito. E rientrarci oggi, da adulta, sedermi a chiacchierare con un calice di Cava e un boccone di tortilla, è stato come chiudere un cerchio. O forse aprirne uno nuovo, fatto di altri brindisi, altri racconti, altri vent’anni da ricordare.
? Tasca, Corso di Porta Ticinese 14, Milano
? Tutti i giorni dalle 18:00 all’1:00 (domenica dalle 16:00)
? @tasca_milano
A Milano non mancano i posti dove mangiare bene o ascoltare musica, ma trovare un locale che riesca a combinare entrambe le cose con naturalezza non è così scontato. Bluesquare Inn, aperto di recente in via Tortona 33, prova a farlo con un’idea chiara: una cucina curata, ispirata a sapori asiatici e internazionali, e una selezione musicale pensata per accompagnare la serata senza essere solo un sottofondo.
La proposta gastronomica segue un ritmo preciso, con piatti che cambiano durante la giornata. A colazione l’offerta è essenziale ma ben fatta, con dolci artigianali e una selezione di caffè. Il pranzo è leggero, dinamico e originale, tra wrap, bowl, noodles e burger, con ingredienti scelti per dare sapore senza appesantire. Un esempio? Il Lo Mein cacio e pepe, che mescola la cremosità della ricetta romana con la pasta asiatica, oppure il chirashi con verdure e marinature leggere. Alle 17.30 parte l'aperitivo: cocktail ben bilanciati, calici di vino e piccoli piatti a prezzi accessibili. L'approccio della cena è quello della condivisione. Si va dai bao ripieni di ingredienti freschi ai tacos con farciture ispirate alla cucina giapponese e sudamericana, fino agli spiedini grigliati e ai ravioli con impasti e ripieni studiati per esaltare i contrasti di consistenza. Tra i piatti principali, il Nasu Dengaku, una melanzana glassata con miso, ei gustosi e vivaci Uramaki che si caratterizzano per abbinamenti di sapore insoliti e inediti, lontani dalle "solite" porposte dei sushi ayce.
I dolci sono tutti fatti in casa, con un’attenzione a ingredienti alternativi che li rendano più leggeri senza rinunciare al gusto.
Oltre alla cucina, il Bluesquare Inn dà molto spazio alla musica. Due volte a settimana ci sono live e DJ set, con una programmazione che mescola artisti emergenti e sonorità più ricercate. La consolle si trova proprio dietro il bancone del bar, mentre un palco ospita esibizioni più intime. L’idea è creare un’atmosfera coinvolgente senza trasformare il locale in un club. La musica accompagna la serata e si integra con lo spazio, rendendo l’esperienza più dinamica. Nel weekend, è previsto anche un brunch con una selezione musicale dedicata.
L’ambiente è stato pensato per adattarsi ai diversi momenti della giornata. Le ampie vetrate danno molta luce naturale di giorno, mentre la sera il locale assume toni più caldi grazie all’illuminazione soffusa. Gli arredi sono moderni e realizzati con materiali riciclati, segno di un’attenzione alla sostenibilità.
Non è uno di quei posti con un’estetica patinata e poco vissuta: qui c’è un mix tra dettagli curati e un’atmosfera rilassata, che rende il tutto più naturale.
Se siete in zona Tortona e cercate un posto che unisca una cucina interessante a un’offerta musicale ben curata, Bluesquare Inn è un’opzione da tenere in considerazione. L’idea alla base è chiara: piatti ben pensati, una selezione musicale che aggiunge valore all’esperienza e un ambiente accogliente senza eccessi.
A giugno 2025, due imperdibili concerti incendieranno i palchi di UNALTROFESTIVAL al Parco Della Musica di Milano e Casa Rossa Arena di Gorizia.
I Massive Attack, la leggendaria band britannica che ha segnato la scena musicale dagli anni Novanta torna in Italia. Pionieri del genere trip-hop e conosciuti per il loro stile che mescola elettronica, rock e dub, sono pronti a regalare un nuovo show che promette di essere un evento straordinario.
Un ritorno atteso con ansia
Dopo anni di attesa e qualche sporadico show dal vivo, i Massive Attack sono pronti a riportare la loro magica alchimia fatta atmosfere cupe, bassi pulsanti e testi introspettivi sul palco italiano. Rispettivamente, saranno a Milano il 18 giugno 2025 all'interno di UNALTROFESTIVAL al Parco Della Musica e il 24 giugno a Gorizia, presso la Casa Rossa Arena.
Un viaggio sonoro senza tempo
La musica dei Massive Attack è difficile da catalogare, proprio come la loro carriera. Dai primi esperimenti nel Regno Unito negli anni '80, hanno creato un suono che ha evoluto il concetto di musica elettronica, influenzando innumerevoli artisti. Il mix di ritmi lenti, voci sensuali e atmosfere dense ha reso le loro canzoni un punto di riferimento per molte generazioni. I concerti della band non sono solo spettacoli musicali, ma veri eventi sensoriali che coinvolgono il pubblico in un viaggio emotivo.
Durante i loro show, i Massive Attack sono noti per curare ogni dettaglio dell'esperienza live, dalla scenografia all’illuminazione, fino alla scelta della setlist. È un'occasione unica per immergersi completamente nella loro visione musicale, che attraversa temi di politica, società e introspezione personale. Con l’uscita di Heligoland nel 2010, la band ha continuato a rimanere attiva in studio, ma gli spettacoli dal vivo sono stati meno frequenti (l'ultimo, lo scorso anno a Mantova, che ha riscosso un grandissimo successo) aumentando così il valore di ogni singola occasione. Questi nuovi concerti italiani potrebbero essere l'occasione per ascoltare dal vivo i pezzi più celebri, come “Teardrop”, “Unfinished Sympathy” e “Angel”, ma anche per scoprire nuove sfumature del loro repertorio.
Un invito alla magia della musica dal vivo
Nonostante la band abbia cambiato formazione nel corso degli anni, i membri originali come Robert del Naja (3D) e Grant Marshall (Daddy G) continuano a essere il cuore pulsante del gruppo. I Massive Attack sono una band che riesce a mescolare abilmente sperimentazione musicale e una forte dichiarazione di identità, e ogni loro concerto è un momento imperdibile per i veri appassionati di musica.
I biglietti sono in vendita sul circuito Live Nation www.livenation.it
“Noi non vediamo la disabilità come un limite, ma solo come un modo differente di esistere perché: Vivere non è come Sopravvivere, ma quando tanti cuori si uniscono per percorrere insieme il cammino della vita, diventa tutto più sopportabile.”
Questa la mission dell'associazione La Chiocciola di Garlasco, Pavia, che lo scorso otto novembre ha offerto ai suoi ragazzi la possibilità di frequentare un corso di analisi sensoriale dedicato al riso. La mission caratterizzante dell’associazione, nata nel 2015, è la riproduzione del contesto familiare e l’ampliamento della rete amicale per persone con disabilità e familiari, proponendo allo stesso tempo attività strutturate ludiche, didattiche e creative, promuovendo in tal modo l’inclusione sociale del soggetto con disabilità per valorizzarne il suo peculiare, speciale e unico percorso di vita.
L' analisi sensoriale è una disciplina che permette di valutare le caratteristiche di un prodotto attraverso i cinque sensi: vista, olfatto, gusto, tatto e udito. Questa nuova attività didattica della Chiocciola è stata un' opportunità unica per i ragazzi di esplorare un alimento così essenziale nella dieta quotidiana, sviluppando al contempo abilità di percezione e descrizione sensoriale. Il Corso è stato tenuto da Michela Rossi (food blogger e Sommelier del Riso) e da Cinzia Raimondi Cominesi (ristoratrice col fratello Amilcare nell’omonimo agriturismo) ed Ente Risi che ne ha permesso la realizzazione fornendo il materiale didattico. Alla fine del corso i ragazzi hanno potuto degustare un risotto in cui hanno ritrovato i sentori percepiti durante l’analisi, tra cui i fiori di fiordaliso e kartamo, il Grana Padano, la mandorla, la nota aromatica data dal timo, quella agrumata dello zest di limone. L’obiettivo del corso era di insegnare come utilizzare i propri sensi per valutare il riso, in un ambiente inclusivo dove ogni partecipante può esprimere le proprie opinioni e sensazioni e di migliorare le abilità comunicative e di osservazione attraverso esercizi pratici. Nello specifico si è raccontato il riso attraverso l’utilizzo dei cinque sensi, dall’osservazione della pannocchia di riso (la spìga. in dialetto) passando per l’apertura del risone per vedere il chicco, la lolla, la pula fino ad arrivare al chicco brillato, toccando, annusando ed assaggiandolo (da cotto) per rievocare i ricordi e le sensazioni dei profumi e gusti già impressi nella memoria. Questi stessi sentori sono stati poi ritrovati e riscoperti nel risotto preparato.
Il corso di analisi sensoriale sul riso offre un' opportunità educativa, coinvolgente ed inclusiva di esplorare e apprezzare un alimento fondamentale attraverso i loro sensi, con lo scopo di aiutare i ragazzi a sentirsi più sicuri nelle loro capacità sensoriali e comunicative.
www.lachiocciolagarlasco.it
Un modo inedito e gustosissimo di unire la tradizione culinaria italiana con una specialità tipicamente cinese. Sono stata a cena da Ghe Sem, dove i dumplings, i tipici ravioli del Sol Levante che tanto ci piacciono, svelano ripieni sorprendenti legati ai sapori e alle tipicità della nostra cucina. Insieme a questi, ho avuto modo di provare la novità che Ghe Sem lancerà a brevissimo: i bao, farciti secondo lo stesso principio.
DI CARNE, DI PESCE, DI VERDURE
Ma anche con sughi che caratterizzano alcune tra le più amate ricette di primi piatti, come la carbonara e la cacio e pepe (che ho amato, al punto da fare il bis). O ancora, con polpo, gamberoni, pesto, gricia, pollo alla mugnaia. Con oltre 25 tipi diversi di ravioli, anche dolci, ogni piatto stupisce con sapori che variano da boccone a boccone e non stancano mai, essendo proposti in formati “mini size”. Ci si siede a tavola, e sulle tovagliette si possono segnare le tipologie di ravioli desiderate e le quantità desiderate per ognuna di queste. Oppure, si può optare per le degustazioni a sorpresa, tutti i gusti o la selezione pensata per i vegetariani. Le farciture sono tutte preparate artigianalmente nel laboratorio di Ghe Sem, dove un team specializzato, composto da ragazzi cinesi, cura ogni dettaglio della preparazione, dalle forme ai colori. Ogni raviolo viene chiuso a mano e preparato con impasti artigianali.
LA NOVITA': I BAO ITALOCINESI
Da Ghe Sem ho avuto la possibilità di assaggiare in anteprima i bao, la novità che verrà proposta in menu a brevissimo: i Bao. Un altro prodotto tipico della gastronomia cinese, reinterpretato seguendo le ricette della cucina italiana, che sono protagoniste dei ripieni. Tra questi, spiccano l'ossobuco in gremolada, delizioso e quello radicchio, noci e gorgonzola, cremoso e sapido. Come per i dumplings, anche i Bao verranno proposti in versioni salate e dolci.
TRA ORIENTE E OCCIDENTE, TRA TRADIZIONE E CONTEMPORANEITA'
Questo menu giocoso e goloso rispecchia pienamente il concept stesso del ristorante, a partire dal nome. Un gioco di parole che evoca il Dim Sum cinese, al quale si ispira, utilizzando in realtà un modo di dire tipico del dialetto milanese, Ghe Sem, Ci Siamo. L’atmosfera che si respira è accogliente e moderna, con un design che riflette la fusione tra Oriente e Occidente. Ghe Sem è il luogo ideale sia per una cena romantica che per una serata tra amici. Scegliere i ravioli, farsi incuriosire dagli abbinamenti, dividere e scambiarsi pareri è divertente e crea al tavolo un'atmosfera rilassata e molto intima. Fabrizio, il proprietario, è molto accogliente e sa mettere gli ospiti a proprio agio, consigliando drink originali in pairing con le portate, un'alternativa stuzzicante e diversa rispetto ai "soliti" vino o birra. Quello che ho amato più di tutti è il loro signature a base di whisky, sciroppo allo zafferano e birra. Ghe Sem è ideale anche per l'aperitivo: i con un prezzo fisso di 12 euro, si può godere di un cocktail d’autore accompagnato da nuvole di gamberi con salsa agrodolce e tre dim sum assortiti.
Non lontano dalla Chinatown Milanese, in Via Carlo Farini 21, si fa notare per la posizione e le ampie vetrate Shoo Loong Kan, il primo ristorante in Italia della rinomata catena cinese – 900 ristoranti sparsi nel mondo - specializzata in hot pot del Sichuan. Nonostante i 218 posti a sedere posti sui due piani, il ristorante, che ha aperto da pochissimi mesi, è già diventato un must, richiestissimo sia a pranzo che a cena. Un’esperienza gastronomica unica e autentica, che porta un pezzo di Sol Levante nel cuore del capoluogo meneghino.
Un’Esperienza Culinaria Unica
La sensazione di essere catapultati in una dimensione parallela arriva immediatamente già all’ingresso. Ogni dettaglio contribuisce ad immergere gli ospiti nella sua atmosfera suggestiva, che ricorda un antico villaggio cinese. L’arredamento, curato nei minimi dettagli, include lanterne rosse, pagode in legno e un drago tradizionale all’ingresso. Un ambiente accogliente e affascinante: ma il vero protagonista è la grande pentola che troneggia al centro di ognuno dei tavoli. Si tratta proprio dell’hot pot, che verrà riempito di brodo bollente (se ne possono scegliere fino a tre tipi diversi dal ricco menu, che comprende, accanto al tradizionale brodo di ossa, quello piccante, ai funghi, al pomodoro e il brodo bianco vegetale. Scelto il brodo, dal menu si sceglie quali delizie gustare tra noodles, ravioli, diversi tipi di carne, pesce e verdure, che verranno serviti a tavola crudi e saranno immersi nel brodo e cotti dai commensali stessi.
Un divertente momento di condivisione
L’esperienza di Shoo Loong Kan non è solo gastronomica, ma anche di socialità e condivisione. L’hot pot è infatti un simbolo di convivialità nella cultura cinese: amici e familiari si riuniscono intorno alla tavola per cucinare e gustare insieme i vari ingredienti. Questa esperienza interattiva rende il pasto un momento speciale.
Un viaggio in Sichuan, tra i suoi colori e sapori, nel tempo di un pasto. Se si ha voglia di andare oltre il “solito” appuntamento a cena, questo ristorante è il posto giusto.
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