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Dopo l'ironico spot per la Schwepps, Uma Thurman ... passa al Campari! E lo fa in grande stile: a 43 anni, dopo la nascita della terza figlia, l'attrice americana sfoggia tutta la sua eleganza. Scelta come icona per il calendario 2014 di Campari, Uma Thurman non risalta solo per la sua bellezza, ma soprattutto per la sua straordinaria energia, che la rende un vero e proprio modello per le donne di oggi e di domani.
Koto Bolofo - fotografo per Campari - ha scelto Venezia per ritrarre la star in tutta la sua eleganza e Uma adora l'Italia. "Ho vissuto a Roma quando ho girato a 17 anni il mio primo film, Le avventure del barone di Münchausen di Terry Gilliam, e poi ho vissuto anche a Milano. Qui ero solita andare a vedere anche le partite di calcio, uno degli sport che preferisco come tifosa."
Speriamo dunque di vedere più spesso la Thruman in Italia dove, sicuramente, verrà accolta a braccia aperte!
"La fotografia non potrà mai crescere fino a quando imiterà le altre arti visive. Deve camminare da sola, deve essere se stessa". Questo ha affermato Berenice Abbott, una delle più influenti fotografe del XX secolo. E Milano le rende omaggio. Fino al 6 Gennaio 2014, la Galleria Carla Sozzani ospita una mostra interamente dedicata all'artista di Springfield.
Appartenente al movimento della straight photography, che sottolineava l'importanza di avere fotografie non manipolate né rispetto al soggetto né rispetto al processo di sviluppo, la Abbott era anche contro i pittorialisti come Alfred Stieglitz e racconta la realtà con piglio giornalistico, come un reporter che non ha paura di stremare il soggetto con innumerevoli domane sotto forma di scatto.
Un'occasione unica per imparare ad osservare il reale, per scoprire cosa significa costruire una fotografia a partire dalle fondamenta.
Galleria Carla Sozzani corso Como 10, Milano
Lunedì 15,3'0 - 19,30 Martedì, venerdì, sabato, domenica 10,30 - 19,30 Mercoledì, giovedì 10,30 - 21,00
Siete celiaci? Avete scoperto di essere intolleranti al glutine? Paura di esser condannati a cibi insapori e poco accattivanti?
Tranquilli, è nato a Milano Out of Gluten, il primo concept store pensato per voi. Paola Brasolin, Roberta Maranzana e Alessandra Tarissi de Jacobis hanno deciso di fondare la società NoiTre srl con uno scopo: abbinare la vendita di alimenti confezionati senza glutine a quella di prodotti freschi da forno e di gastronomia. Al nuovo Out of Gluten di via San Michele del Carso 13 a Milano - dove prodotti freschi, pane, dolci e torte salate vengono preparati quotidianamente - celiaci e intolleranti potranno riscoprire il piacere di fare la spesa.
E ancora. La società NoiTre ha affidato la creazione e lo studio delle proprie ricette a Jorge Trafoier, celebre chef dell'Alto Adige, famoso per le sue interpretazioni della grande cucina con i migliori prodotti locali.
Non perdete dunque l'occasione per gustare una gastronomia di alta qualità, 100% gluten free dove convivono innovazione culinaria e ambientazione traditional-chic.
OUT OF GLUTEN
via San Michele del Carso 13, Milano
Serata più unica che rara venerdì 22 novembre al circolo Arci Biko dove si esibirà la vocalist svizzero-ghanese Joy Frempong, in arte OY.
Ormai star internazionale, il segreto del successo di OY è una combinazione che, alla dote di esploratrice delle tradizioni africane affianca la capacità di trasportarle e valorizzarle nell'universo dell'elettronica e delle sonorità contemporanee producendo melodie piene di suggestioni. Qualità confluite nel debutto del 2010, First Box Then Walk (Creaked Records), ispirato a storie di infanzia e celebrato da critica e pubblico in tutto il mondo per il mix tra organico ed elettronico, improvvisazioni vocali e narrazione creativa. L'album le ha aperto le porte di una serie di eventi di prestigio internazionale, come il Sonar, il Montreux Jazz Festival, il SXSW e Transmusicales. Oltre a queste esibizioni dal vivo OY si è dedicata alle collaborazioni più disparate: dal jazz-indie sperimentale di Phall Fatale e Sun of Moon, all'electro-dub dei Filewile, dall'eccentrico combo hip-hop di Infinite Livez, fino al duetto con il nostro Lucio Dalla.
Affiancata dal produttore e batterista Lleluja-Ha, OY nel tempo si è ormai evoluto da progetto solista a duo, sia in studio sia sul palco. Il materiale sonoro da cui attingono i campionamenti del secondo album, Kokokyinaka (Creaked Records, 2013), va a comporre un catalogo di registrazioni raccolte sul campo durante i suoi viaggi in Mali, Burkina Faso, Sud Africa e nella terra d'origine, il Ghana. Di ritorno a Berlino, attuale residenza di OY, i suoni sono stati poi tagliati e messi in loop e sopra di essi sono state aggiunte narrazioni e ulteriori strati musicali fino a intrecciare tutto nell’album. Gli ascoltatori si trovano così di fronte a un caleidoscopio di suoni clubbing, sample, digressioni umoristiche e vorticosi tamburi. Una miscela che si ritrova in ogni spettacolo, definito dalla critica come "una bomba musicale, fresco, vitale, sorprendente, sottile, straordinario".
Circolo Arci Biko
OY
live
Venerdì 22 novembre dalle 22
Via Ettore Ponti, 40 - Milano
Ingresso 10 euro + tessera Arci obbligatoria
MORE INFO
http://oy-music.com
Siete reduci da una stressante settimana lavorativa?
Avete bisogno di sgomberare la mente e divertirvi?
Spegnete telefono, ipad e pc, lo staff del Toilet Club, il locale più folle di Milano, vi aspetta con due serate imperdibili.
Si comincia venerdi con Cool kids can't die, l’unico “Queer Party” di Milano che da ormai 9 anni infiamma i Venerdì notte del Toilet Club. Il dj show di JAPI & LaEMI non è solo un set ma un vero e proprio spettacolo in 4D, dove la musica, il travestimento e l’interazione con il pubblico ne hanno decretato il successo.
Il pubblico di Cool Kids can't die (misto gay friendly), party dopo party, è sempre in crescita e in movimento; si ritrova come una grande famiglia e si scatena in pista e nella testa con pezzi Pop, Electro, Trash, Punk Rock, col tempo fusi con sonorità che vanno dagli anni ‘60 ad oggi, dando vita a mix inconfondibili e ad atmosfere uniche.
Si continua sabato con Toilette una serata spensierata, divertente, accattivante e a volte sconsiderata. Sorrisi eccessivi, balli proibiti, drink stellari e baci alcolici. Ad allietare la vostra serata facendo ballare fino al mattino Erik Deep & Lo Zelmo, i resident dj del sabato sera, con il loro inconfondibile (quanto inetichettabile) sound dance-pop, contaminato da elettronica, anni90, affiancati per questo weekend da Rovyna che insieme a Croce e Rachele presentano Canzoni a catena.
♥ COOL KIDS CAN'T DIE @TOILET CLUB
Venerdì 15 novembre
►Dj Show&Love resident JAPI e LaEMI
❤ TOILETTE - Mi scappa di sabato
Sabato 16 novembre
❤ Erik Deep & LoZelmo Dj Set
❤ Guest: ROVYNA
❤ TOILET CLUB
via Lodovico il Moro 171, Milano
Aperto dalle 23 alle 4
(COCKTAIL a 5.00€ entro le 00:30)
► INGRESSO GRATUITO con tessera ARCI, ARCIGAY, ARCILESBICA, UISP NON HAI ANCORA LA TESSERA ARCI? Richiedila almeno 24h prima di venire al Toilet compilando il form all’indirizzo www.circolotoilet.it/tessera
❤ Info:
www.circolotoilet.it
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Il colpo di fulmine, questa strana e inspiegabile alchimia che si crea tra due persone, che fa sì che due sconosciuti rimangano attratti in un breve lasso di tempo senza conoscersi, senza aver parlato o scoperto gli altrui odori e sapori. Questo gioco misterioso è sempre stata una costante nel mondo dell’arte, tanto che alcuni talenti, venuta meno la musa, furono colpiti da un vero e proprio blocco artistico, da una fase di totale improduttività. In linea con questo tema tanto inspiegabile quanto seducente troviamo il grande Piero Fornasetti.
In occasione del centenario della nascita,Triennale Design Museum rende omaggio al genio visionario con una mostra di oltre 700 pezzi provenienti in gran parte dal prezioso Archivio Fornasetti, curato dal figlio Barnaba.
L'intento della rassegna è quello di sottolineare l’importanza del lavoro di Fornasetti e ricollocarlo propriamente nell’ambito del dibattito critico e teorico sull’ornamento come elemento strutturale del progetto. A “parlare” sono gli oggetti ideati dal designer, inconfondibili come il sole o il volto dell’attrice Lina Cavalieri, realizzati secondo una raffinata produzione artigianale.
Fornasetti nasce a Milano nel 1913, e attraverso il suo percorso artistico come pittore, stampatore, progettista, collezionista, stilista, raffinato artigiano, decoratore, gallerista e ideatore di mostre si consacra come il più visionario e surreale tra gli esponenti storici del design italiano, capace di creare pezzi dove la forma e la decorazione si traducono in soluzioni sorprendenti.
La mostra ripercorre le tappe fondamentali della vita dell'artista: dai primi dipinti ai libri, dalla collaborazione con Gio Ponti fino alle ultime produzioni che lo vedono in contrapposizione alle tendenze al razionalismo e all’essenzialità che dominano il design di quel periodo.
“Piero Fornasetti. 100 anni di follia pratica”
Triennale Design Museum
Viale Alemagna 6, Milano
Dal 13 novembre 2013 al 9 febbraio 2014
Orari:
da martedì a domenica dalle 10:30 alle 20:30; giovedì dalle 10:30 alle 23:00.
Chiuso lunedì.
Ingresso 8/6,50 euro
Contatti:
Tel. 02.72.43.41 www.triennale.org
Janelle non è capitata su questo mondo per caso: algida dea del black power, questa ventottenne dalla nerissima cofana cotonata ha percorso lo spaziotempo per far incontrare nei suoi dischi passato e futuro. Arriva da Kansas City, ama il teatro, ha una fissa per la letteratura distopica e intende riportare in auge tutto ciò che di meraviglioso la musica nera ha scodellato su questa terra nel secolo scorso: insomma, una che non manca di presunzione. Il fatto è che, dopo giusto un paio di dischi, i risultati sono già a livelli eccellenti: “The Electric Lady”, dalla cui cover la Monáe fa capolino in una sorta di crossover stilistico tra Supremes e Spazio 1999, è un regalo di Natale talmente ben impacchettato da riportare alla mente quella “Miseducation” con cui quindici anni fa una Lauryn Hill post Fugees ridefiniva l’hip hop, arrivando ad ibridarlo addirittura con Santana ed il doowop.
Immaginate di partire dalla scuderia Motown per una crociera lampo che tocchi Stevie Wonder (Ghetto Woman) e i Jackson 5 (di cui tra bonus track compare I Want You Back) per approdare all’r’n’b e al nu-soul di veneri nere quali Beyoncé (We Were Rock n’Roll) e Alicia Keys (Can’t Live Without Your Love), senza mai dimenticare le rime taglienti della Def Jam, rievocate da Solange nella trascinante title track: un pot-pourri al fulmicotone che, lungi dall’essere didascalico o indigesto, risulta semplicemente godurioso, pieno ed epico come si conviene. Anche perché Janelle – che apre ogni disco con una splendida suite orchestrale, tanto per definire il grado di ambizione – ha ben pensato di farsi aiutare nell’arduo compito non tanto e non solo dalla mama negra Erykah Badu o da un’altra convinta fautrice del crossover quale Esperanza Spalding, quanto nientemeno che dall’artista oggi nuovamente noto come Prince. Il leggendario folletto di Minneapolis dona voce e corpo a quella che sembra essere a tutti gli effetti la sua protetta del momento, regalandole un duetto in una Give ’Em What They Love dal funk quasi tribale e ispirandola a tal punto che in alcuni angoli del disco sembra di sprofondare di nuovo in gemme quali “1999” o “Lovesexy”. Insomma, “The Electric Lady” va ascoltato e succhiato fino all’ultima goccia, tanta è l’arte deliziosamente citazionista che emana ad ogni pie’ sospinto: godetevi il treno in corsa del nuovo singolone Dance Apocalyptic, fatevi accarezzare dal soul caldo di PrimeTime (con tanto di solo à la Purple Rain)… e poi, semplicemente, godetevi il panorama. C’è in programma un tour de force giù negli inferi della storia del black, accompagnati da un’androide della black music di manco trent’anni a cui manca tanto così per confezionare il suo capolavoro.
Voto: 8
Grande appuntamento con il weekend della Sacrestia Farmacia Alcolica, uno dei pochi locali di Milano che unisce il buon cibo alla buona musica, il tutto in un'atmosfera d'altri tempi.
Tra luci soffuse e stucchi alle pareti, le serate volano via veloci,grazie al sapiente mix tra presente e passato ideato dai gestori.
Da sempre, la Sacrestia si presenta infatti come il punto di riferimento di coloro che amano la sperimentazione sia in campo musicale sia in campo culinario: a soddisfarli vi è un'ampia selection di artisti italiani ed internazionali nonchè un ricco menù sempre aggiornato con le ultime tendenze in fatto di cibo.
Cosa aspettate?
Prendete carta e penna e segnate questi appuntamenti imperdibili, che vi faranno passare un weekend natalizio tra i più cool in circolazione:
Sacrestia Farmacia Alcolica
Venerdi 13 dicembre
Vienna, 1983. E' tarda notte e fuori dalla finestra si sentono i cori nazisti; nello studio, invece, le forti voci di Sigmund Freud e sua figlia, Anna, ci portano, con un' inaspettata leggerezza, nel dramma dell'esilio e dell'umiliazione di chi è ebreo.
I libri sparsi sul pavimento, la luce fredda della stanza in Berggstrasse 19, rimanda alla stessa desolazione delle strade della città.
Freud si presenta come un semplice uomo, stanco, vecchio e malato, con tutte le sue debolezze e, questa volta, anche dubbi e confusioni.
Nell'angosciante attesa di ricevere notizie di sua figlia, appena portata via da un ufficiale della Gestapo, un uomo gli fa 'visita', e, in breve tempo, questa assume tutti gli aspetti di una vera e propria visita psichiatrica, ma il ruolo di paziente e dottore viene continuamente capovolto dai due protagonisti.
Il visitatore svela la sua natura, la sua 'identità', sconvolgendo così lo psicanalista: Freud si trova di fronte a Dio, di cui ha sempre negato l'esistenza, considerandolo come una semplice costruzione della mente fragile dell'uomo, bisognoso di un 'padre', di un rifugio, di un qualcosa in cui credere.
Riusciamo così a vedere l'umanità e l'instabilità di un uomo irremovibile, sicuro, che ha passato la vita a curare l'inconscio, la solitudine e i drammi altrui. Tutte le sue certezze barcollano, e, come un bambino, è incuriosito e al tempo stesso spaventato da ciò che ha davanti ai suoi occhi, da come questa visita possa capovolgere ogni sua certezza.
Sì, perché di certezze stiamo parlando: Freud appare bisognoso di sicurezze, qualcosa in cui credere, implora Dio di manifestarsi, quasi come fosse uno stregone, ma al tempo stesso non vuole abbandonare la propria razionalità che l'ha sempre portato a credere unicamente nella realtà delle cose, e nell'unica certezza dell'esistenza: la morte.
La loro discussione è emozionante e disperata, e in modo sorprendente giunge al pubblico con una leggerezza e una dolcezza quasi commovente, grazie soprattutto alla fantastica coppia Alessandro Haber, nei panni del famoso psicanalista, e Alessio Boni, il visitatore.
Dio esiste? E, se esiste, è un Dio buono, ci ama? E come può amarci se permette il male (in questo caso il nazismo impersonifica perfettamente la sua manifestazione)? E' opera sua o degli uomini?
Un'ora e mezza di spettacolo che vola via, tra inaspettati sorrisi e tanti spunti di riflessione che lasciano un pubblico commosso e confuso.
Dal 6 al 17 novembre 2013 nella sala Grande del teatro Franco Parenti.
Orari:
mart - giov - ven - sab alle 20.45; merc alle 19.30; dom alle 15.30
Costo del biglietto:
intero 32€,
over60/under25 16€,
convenzioni 22,50€
Per maggiori informazioni potete visitare il sito del Teatro Franco Parenti:
www.teatrofrancoparenti.it
oppure telefonare a:
02 59995206
o scrivere a:
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Venerdì 10 e sabato 11 Gennaio alle 21,00 non perdetevi AUTORITRATTI CON OGGETTI- quadri espositivi del disamore, spettacolo e concerto teatrale di Gianluca De Rubertis allo Spazio Tertulliano.
"Ha stile, bisogna ammetterlo, anche se qualcuno lo trova insopportabile. De Rubertis racconta storie d'amore e di vita con linguaggio forbito, giocoso e un po' snob, e più volte centra il bersaglio”.
Diego Perugini per L'Unità
Dalle tredici tracce dell’album musicale "Autoritratti con oggetti" nasce questo spettacolo in musica, spettacolo della musica a teatro, scritto e diretto da Gianluca De Rubertis (fondatore e voce maschile del duo pop Il Genio, divenuto celebre per la canzone "Pop porno").
L'amore, musicato, deriso, indifferito, aborrito, anelato, disatteso, sarà sciorinato attraverso il testo e la metrica, suono che da fonema si fa senso. Così tra la musica che si fa silenzio, il gesto che si fa inerzia, l'umore che diviene secca, l'amore ritrae il suo flutto incostante attraverso la fonica e la sintassi lucida del pianoforte.
Ad ogni brano un rituale in cui le voci si sbraneranno, si burleranno del perbenistico ossequio che all'amore spetta per comune convenzione, torceranno le budella delle parole per mostrare come "amore" sia anch'esso una parola.
La donna al centro di questo guazzo problematico ed irrisolvibile, come unico scopo e unica tortura, come fine della musica e inizio della vita, come il foglio bianco cui elargire i più bei motti, come animale ideale e profetico, come calzare necessario a qualsiasi cammino.
"Autoritratti con oggetti - quadri espositivi del disamore" è uno spettacolo da un disco, ma di un disco che, forse, conteneva in sé già un suo incedere a certa fonetica cara a chi odia con tutto il suo cuore il teatro di prosa.
VENERDì 10 e SABATO 11 GENNAIO 2014
ore 21.00 allo
SPAZIO TERTULLIANO
via Tertulliano, 68 - Milano
AUTORITRATTI CON OGGETTI
quadri espositivi del disamore
Regia, testi e musiche di Gianluca De Rubertis
con
Gianluca De Rubertis e Angelica Schiatti
Musicisti:
Silvio Pirovano, chitarra
Giovanni Pinizzotto, basso
Lino Gitto, batteria
Giampiero Risico, sax.
INFO:
www.gianlucaderubertis.itwww.spaziotertulliano.it
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