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La bellissima Bellagio accoglie nel week end del 13 e 14 luglio,TERRA MADRE YOUNG, un evento regionale organizzato dal coordinamento Slow Food Lombardia. Nella rinomata cornice del Lido di Bellagio, una due giorni dedicata al buon cibo, al divertimento con live music e balli, relax nella meravigliosa spiaggia del Lido…. A chiudere la manifestazione Davide van de Sfroos.
Su tratta di un evento nuovo ed originale che punta ad un target giovane! Obiettivo della manifestazione è far avvicinare i giovani alla filosofia di Slow Food e Terra Madre: cibo ed agricoltura sostenibile per un cambiamento futuro della Terra. Un nuova etica dell’agricoltura che si proponga di “far pace con la terra nel rispetto del territorio, dei ritmi naturali e biologici, della varietà delle specie e della biodiversità”. Questo evento, arricchito da degustazioni, laboratori, show cooking, aperitivi slow, concerti live e dj set, vuole incentivare la Rete Giovane di Slow Food, protagonista nell’organizzazione dell’evento al Lido di Bellagio. Il pubblico potrà conoscere di persona i protagonisti Under 30 dell’agricoltura, dell’allevamento e della ristorazione della Lombardia. A chiudere la due giorni di “cibo sano e buono”, il testimonial d’eccellenza del Lago di Como, il cantautore “lagheè” Davide van de Sfroos con il suo progetto e Live Show “Terra & Acqua” dedicato alla valorizzazione del Lago e delle sue bellezze in chiave “ecosostenibile”.
“I giovani per un nuovo patto con la terra”.
Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/pages/Slow-Food-Lombardia/246199312126301
Credits foto by News-Eventicomo.it
Tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita l'emozione di aspettare il proprio gruppo preferito per anni prima di poterlo vedere dal vivo. Dopo aver scaricato la discografia e aver consumato le cuffie a furia di sentire sempre gli stessi pezzi, si attende. Magari si considera anche il viaggio intelligente, la vacanza a Berlino/Madrid/Parigi con la scusa di vedere dal vivo i propri idoli. Poi capita che per la prima volta qualcuno si convince a portarli in Italia, ma ovviamente le prime due date non sono nella tua città, ma, restando fedeli alle leggi di Murphy, non ci si riesce proprio a fare la trasferta. Ecco, in questo caso parliamo proprio dei Chinese Man, il collettivo di dj francesi che sta facendo impazzire il pubblico di mezzo mondo con i loro beat a cavallo tra reggae, hip hop, dubstep, d'n'b, soul, jazz, insomma un bel mix che forse potrebbe lasciare col dubbio, ma non in questo caso...
Finalmente i Chinese Man sono approdati a Milano, dopo due date esplosive a Bologna e Roma, dove hanno fatto sold out e scatenato il panico tra la folla in delirio. Le aspettative erano altissime e l'occasione troppo ghiotta per farseli scappare, così mi sono ingegnato per intervistarli. L'agenzia che li ha portati in Italia è la LowFi Promotion, ragazzi simpaticissimi, che mi hanno permesso di intervistarli prima del concerto. Così inizia la nostra serata, alle 20.30 di fronte al Leoncavallo, spazio pubblico autogestito, con il sorriso sulle labbra, l'eccitazione di un bambino, e i miei fedeli collaboratori al seguito.
Vedere il locale vuoto è stato già una piccolo colpo al cuore. Sul palco i tre giradischi montati uno di fianco all'altro davanti al telo bianco per le proiezioni. Un enorme spazio che nel giro di poche ore si sarebbe riempito fino a scoppiare. Le pareti trasudavano le emozioni di migliaia e migliaia di persone, come se il posto potesse parlare, una tensione statica ci pervadeva, penso ci si senta così entrando in una casa infestata dai fantasmi.
Seguiamo High Ku, il biondino del gruppo, fino al backstage e lì incontriamo gli altri, Sly e Zé Mateo. Mi ero preparato una battuta per l'occasione, avrei dovuto scherzare sul fatto che "non siete cinesi in realtà", ma, per fortuna, ho realizzato in tempo che sarebbe stato uno scherzo davvero triste.
I tre si siedono al tavolo e iniziano a prepararsi per l'intervista accendendosi una sigaretta speciale, mentre io e il regista sistemiamo l'apparecchiatura. Iniziamo a scherzare e prepariamo il mood per la nostra piccola chiacchierata. Loro sono molto rilassati e sembra che gli piaccia scherzare, si lasciano andare ed ecco cosa è successo:
http://youtu.be/mpep4YJFpfo
Se avete ascoltato fino alla fine avrete scoperto il vero scoop della serata, l'annuncio del nuovo album: Groove Session number 3, previsto per aprile del 2014 in occasione dei dieci anni dell'etichetta.
Ci congediamo stremati dalla tensione e ci concediamo una pausa prima del concerto. Le ore passano e i dj del Leoncavallo si alternano nel warm up, il locale inizia a riempirsi e l'aria si riempie di elettricità, un climax che esplode quando il trio sale sul palco, fiero e ispirato. Saremmo stati in almeno tremila sotto il palco ad alzare le braccia a tempo e a sculettare a ritmo. Tutto inizia con i pezzi più mainstream, sample swing su basi dritte, Artichaut la canzone di riferimento, il pubblico in delirio e le loro mani veloci sui giradischi.
Sul telo si alternano le proiezioni legate ai loro pezzi, stralci di video da cui sono stati presi i sample vocali, uno tra tutti Fight Club. Vedere il faccione insanguinato di Tyler Durden che snocciola le regole del suo club segreto di fronte a migliaia di persone è stata un'emozione incontenibile. Il pubblico in estasi e finalmente sul palco arriva l'MC Taiwan. Un artista che ha collaborato in diversi pezzi dell'album, racing with the sun, e che li accompagna spesso nei live set.
Spesso si sottovaluta la figura di un maestro di cerimonia, lo si associa sempre agli ambienti esclusivamente hip hop e ci si dimentica che in fondo un vocalist bravo è sempre un artista di tutto rispetto.Canzoni di riferimento Miss Chang, capolavoro a mio avviso, e In my Room, favolosa anche questa, entrambe immerse in atmosfere reggae che Taiwan arricchiva con le sue rime e la sua voce inconfondibile.
I've got That Tune, la loro canzone più famosa, commerciale se volete, è stata lasciata per il gran finale, grandioso, "gli angeli con le trombe e gli arcangeli coi tromboni". Non hanno concesso nessun bis e il pubblico è sfollato lentamente, col sorriso sulle labbra e il ritmo che ancora li faceva ballare nella via del ritorno a casa.
Un ringraziamento particolare va alla LowFi Promotion che ha permesso l'intervista, a James L. C. Baker per le riprese e il supporto e a Mia Labate per le foto e la pizza!
08 SETTEMBRE – 02 OTTOBRE 2013
Inaugurazione DOMENICA 8 SETTEMBRE ore 20,00
A cura Dores SacquegnaNerospinto Magazine, sempre attento alla società e al suo rapporto con natura e cultura vi invita a partecipare alla mostra "Regeneration.
Il concept di “REGENERATION, a second skin” (Rigenerazione, una seconda pelle), è l’ecologia culturale, quel filone di ricerca delle scienze etnoantropologiche che investiga le relazioni tra gli aspetti socio-culturali dei gruppi umani e l'ambiente nel quale vivono, in stretto rapporto con altre discipline quali ecologia, geografia umana, biologia, archeologia industriale, etc.
Il termine ecologia culturale fu proposta per la prima volta da Julian Steward nel 1955, nel testo “Theory of Culture Change; The Methodology of Multilinear Evolution”. Nello specifico della mostra vi è lo scambio rigenerativo arte/uomo/natura/ambiente: le opere generate acquistano altra vita con l'immersione nell'organico e nel sociale. Alcuni artisti come Giovanni Lamorgese, pugliese, sono presenti con opere ri-prodotte, con il riuso dei materiali di scarto e oggetti anni’30, avviando una modalità innovativa tra artista e opera, tra spazio e fruitore, favorendo la realizzazione di un'opera partecipata. Il focus principale dell’ecologia culturale è costituito dal processo di adattamento dei gruppi sociali all'ambiente in base alle condizioni (vedi video di Gabriela Francone, “Lo tragico cotidiano) dai vincoli e limiti (Alessandro Passaro “S.T”, Gabriela Morawetz “Almost in the dark”) dalle tecnologie e dalle tecniche produttive, le modificazioni ambientali indotte direttamente o indirettamente (Batuhan Fuat Yuce e Luigi Caiffa). Tale approccio disciplinare è quindi prioritariamente legato alle concezioni materialistiche della cultura, che viene considerata come il sistema di conoscenze che permette all'uomo di relazionarsi in modo attivo con l'ambiente in modo da rendere possibile la riproduzione bio-sociale. Fa da sfondo a questa concezione della cultura una visione del sistema sociale, mitigato però dal fatto che le conoscenze tecnologiche sono considerate altresì influenti sulle soluzioni socio-culturali che verranno prodotte dall'adattamento all'ambiente (con Keisuke Sagiyama & Mitsuru Tamatsuka nel video “Yosakoy”) e ai problemi di identità sociale e trasformismo (con i video di Katja A. Witt, Sofi Basseghi, Sije Kingma e le opere pittoriche di Therese Bichon, Marcor, Christine Sajecki.). Dal punto di vista diacronico vengono svolte invece le analisi dell'evoluzione nel tempo degli equilibri ecologici, supportate dalle ricerche etnoarcheologiche nelle opere fotografiche di Massimo Ruiu con “Derive” e nella pittura di Maurizio Muscettola con “Il testimone scomodo”.
ARTISTI IN MOSTRASOFI BASSEGHI (Australia), THÉRÈSE BICHON (Francia), LUIGI CAIFFA (Lecce), GABRIELA FRANCONE (Argentina), SIJE KINGMA (The Netherlands), GIOVANNI LAMORGESE (Lecce), MARCOR (Francia), GABRIELA MORAWETZ (Francia), MAURIZIO MUSCETTOLA(Lecce), ALESSANDRO PASSARO (Brindisi), MASSIMO RUIU (Bari), KEISUKE SAGIYAMA & MITSURU TAMATSUKA (Giappone), CHRISTINE SAJECKI (Usa), BATUHAN FUAT YUCE (Turchia), KATJA A. WITT(Germania).
Primo Piano LivinGallery
Viale G. Marconi 4
Lecce, Italy 73100
Tel/fax: 0832.30 40 14
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GIORNI E ORARI
dal lunedì al venerdì dalle ore 11-13/16-19:30
L'elettroswing a Milano. Il genere musicale che ha conquistato il pubblico di mezzo mondo ritorna in terra menenghina con un nuovo appuntamento de La Nuit. Unite lo swing sfrenato dei vecchi anni '30 alla cara elettro che ci piace tanto, il risultato è un ritmo irresistibile dal gusto retrò.
Per la seconda edizione dell'evento che ha riscosso tanto successo tra il pubblico Milanese, l'appuntamento è al 4th Floor. In Via Ventura (Lambrate) al numero 15 c'è un posto insospettabile che aprirà le sue porte al nuovo genere. Il terrazzo dell'edificio ospiterà la data estiva del gruppo che sta sconvolgendo Milano.
Ancora una volta l'assenzio e gioco d'azzardo, faranno compagnia a campioni swing su basi tech-house, luci a intermittenza, strobo e performance live.
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Il cielo sopra la città illuminata da una parte, strani banchetti, giochi illegali e bevande proibite dall'altra. Al Black Jack e alle Roulette potrete scommettere contro il banco per vincere dei gustosi premi in alchol. da consumare rigorosamente a vetro.
Nell'Absinth Bar troverete dei gentiluomini in frack che vi tenteranno con delle speciali boccette d'assenzio o, se vi fidate, potrete assaggiare i loro cocktail di contrabbando. Sul palco i migliori dj, questa volta accompagnati da Sassofono dal vivo e cantanti incantatrici.
LINE-UP
-Rosantique & Alex Rice Live Sax
-DeKid
IMPORTANTE!
Si consiglia calorosamente di venire in abbigliamento adatto alla serata, la selezione alla porta garantirà l'ingresso agli ospiti in sintonia con l'evento.
L'ingresso a La Nuit è di dieci euro con una consumazione alla cassa oppure otto euro con una consumazione on-line ( entro le 18.00), un piccolo prezzo richiesto per godersi la nascita di un nuovo trend, la nascita di un movimento che in breve conquisterà anche il nostro paese.
Keep Swinging
Nerospinto vi segnala un documentario fuori dal comune: Cozze mon amour. Dal 16 al 26 luglio presso lo Spazio Oberdan-Sala Alda Merini verrà svelato, in modo intimo e giocoso, la vita amorosa delle cozze nella provincia olandese di Zeeland.
Firmato da Willemiek Kluijfhout, il film mostra il ciclo della vita delle cozze, la loro odissea dal fondo del mare alla piastra del ristorante. Tra affascinanti primi piani che trasformano i crostacei in arte astratta, si osservano le cozze mentre si innamorano, rimangono incinta o si piantano al suolo con tutte le loro forze per affrontare la tempesta. Un tuffo vero e proprio dentro la vita del mollusco più popolare, giù fin nel profondo della loro intimità, in una sorta di scavo psicologico in chiave ironica.
SINOSSI
Cozze in amore ci dà un piccolo quadro intimo e genuino della vita delle cozze dello Zeeland, ci rende spettatori del loro ciclo vitale completo: la cozza innamorata, quella che tiene duro con tutte le sue forze, e quella travolta dalla tempesta. Durante il suo cammino, la cozza incontra degli appassionati che come lei si innamorano, combattono e vincono. La biologa Annelies ci introduce alla vita sessuale delle cozze. E poi resta incinta dell’uomo delle cozze. Sergio il re degli chef, dopo un rapporto amore-odio con il mollusco, si è specializzato nel cucinarlo. Il ginecologo Jan adopera la colla prodotta dalle cozze per salvare la vita ai feti. E c’è poi il fenomeno della principessa delle cozze.
Spazio Oberdan viale Vittorio Veneto 2, angolo piazza Oberdan Milano
Contatti:
Uffici Cineteca 02 8724 2114 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Spazio Oberdan 02 7740 6316
Nel fine settimana che ha visto uscire nelle sale cinematografiche italiane film costosi, grandi produzioni e pellicole pubblicizzatissime Stefano Calvagna regala al suo pubblico un thriller sorprendente, intenso, quasi a costo zero, realizzato da chi il cinema lo ama davvero e quindi lo sa fare. Multiplex è il film che non ti aspetti. La prova di regia che fa pensare che nel nostro paese esiste ancora un certo modo di fare il cinema, di costruire le scene, di alimentare la suspense, di plasmare gli attori e renderli credibili e meravigliosamente naturali. È il cinema italiano in poche parole e non ha bisogno di effetti speciali e tecnologie all’avanguardia per essere buono.
Basta soltanto saper raccontare una storia ed essere abbastanza bravi a far immaginare tutto il resto agli spettatori. La trama di per sé è molto semplice: sei ragazzi, tre maschi e tre femmine. La struttura classica della narrazione che diventa sceneggiatura. La decisione di fare qualcosa di pericoloso e adrenalinico insieme, nulla che possa danneggiare persone o cose, solo un gioco tra loro per mettersi alla prova e per saggiare qualcosa di nuovo.
Insieme decidono di rimanere chiusi in una sala cinematografica dopo l’orario di chiusura e di trascorrere la notte in un Multiplex al buio e isolati, sperimentando e inventando giochi proibiti e ad alta tensione emotiva. Nella struttura del cinema, però, scoprono presto di non essere da soli e per i sei ragazzi comincia una caccia all’uomo spietata e fatale con un finale tutto da assaporare.
Le prede e il cacciatore si inseguono e si scontrano nei lunghi corridoi del Multiplex, nelle bianche cabine dei bagni, nelle scale di emergenza e tra le locandine di film in programmazione da cui gli attori di carta li sbirciano impotenti.
Lo spettatore rimane affascinato e coinvolto da una tensione e da un pathos creato ancora alla vecchia maniera, fatto di rumori fuori campo, di lunghe carrellate in avanti e di primi piani indovinatissimi. Multiplex è un thriller d’autore che ricorda e richiama il miglior Dario Argento e la scuola dei cineasti italiani di genere anni Settanta e Ottanta. Una pellicola fatta da chi di cinema se ne intende, intrisa di citazioni filmiche e di rimandi ai grandi maestri del noir e dell’horror, come il film che scelgono di andare a vedere i ragazzi protagonisti, un vero cult come Fatal Frames,il cammeo che si regala il regista Calvagna nella propria pellicola e che rimanda al vezzo del grandissimo Hitchcock e soprattutto le musiche. L’intera colonna sonora originale di Multiplex è stata creata e curata da Claudio Simonetti, guru musicale di Dario Argento e compositore della maggior parte delle colonne sonore dei suoi film, da Suspiria a Profondo rosso, da Phenomena a Opera. Insomma, una vera garanzia. Simonetti sottolinea e sottotitola la pellicola di Stefano Calvagna facendone aumentare il fascino e la trepidazione, l’attesa e la scoperta.
Pertanto, se per questa estate non ne potete più di zombi e di mostri di zinco e metallo, di effetti speciali computerizzati e di commedie tristemente divertenti il cinema italiano rimane ancora una garanzia e Stefano Calvagna una vera scoperta.
A Nerospinto piace la poesia.
E piace molto anche la musica.
E chi è la più grande poetessa della musica rock di tutti i tempi?
Patti Smith. Senza ombra di dubbio.
Se siete a Milano il 25 luglio è severamente vietato perdersi il concerto della Sacerdotessa Maudit classe ’46 che sbarcherà al Carroponte per un’imperdibile concerto che porta il titolo del suo album d’esordio, Horses a detta di tutti uno fra i migliori album della storia del rock.
Ne sono passati di anni da quel lontano 1975 ma la cantante statunitense non sembra sentire il peso degli anni che passano.
Una chiacchieratissima relazione con il fotografo Robert Mapplethorpe , esibizioni nello storico CBGB's di New York solo per citare una piccola parte del curriculum di questa raffinatissima artista.
Patricia Lee conquista da subito la critica con il suo rock intelligente ed innovativo.
E conquista subito anche il pubblico con brani che hanno segnato un’epoca, come Because the Night, scritta per lei da Bruce Springsteen.
Personaggi illustri della scena musicale internazionale, Micheal Stipe e Morrissey tra gli altri, affermano di essere grati alla poetessa del rock, unica ed inesauribile fonte di ispirazione per tutti loro.
E allora non prendete impegni.
E se li avete già presi, cancellateli.
La sacerdotessa è in città, vietato mancare.
Inizio concerto ore 21.30.
Biglietti 25 euro.
Carroponte, via Granelli 1, 20099, Sesto San Giovanni (MI)
Il mio mestiere di freelance si nutre di idee. Le idee sono tutto: averne di buone e inedite ti permette di scardinare porte che altrimenti rimarrebbero chiuse, sigillate. Le idee. Ennio Flaiano diceva che oggi, il cretino è pieno di idee. Vorrei essere un cretino. Credete che partorire idee sia una cosa bella? E' una sorta di schiavitù perpetua che ti affligge ogni momento quotidiano della vita. Al bagno, a letto, al bar: ogni momento ha una sua esegesi nella lampadina che si illumina sopra la testa. Peccato che spesso la lampadina decida di fulminarsi e cambiarla non è sempre facile. Primo perché sarebbe giusto sostituirla con una a risparmio energetico, secondo ci vuole una scala, è a casa spesso manca e quella del vicino solitamente è rotta.
Cosa fare quando non hai idee e tutto lo scibile della tua vita ti sembra nebuloso. Cambi vita, vai via, tenti di pensare ad un piano B? Coloro che esternano questa voglia con un ipotetico “vado a vivere al mare” andrebbero evitati: sono coloro che parlano perchè non hanno di meglio da fare che sognare un'ipotetica fuga che mai avverrà.
E allora che faccio? Mi siedo in balcone in attesa di un segno. Che probabilmente non arriverà. Poi aspetto: c'è il concerto dei Motorhead all'Ippodromo, domani. Poi la scoperta: tour cancellato. Come i Back Sabbath, tour cancellato anche loro.
Mi sono rotto il cazzo dei concerti cancellati. Questi vecchi padri, o vecchie cariatidi, non possono starsene a casa sul divano a guardare le vecchie repliche del Saturday Night Live?
Torno alle idee. Quelle mancano sempre. E allora mi torna in mente la disputa con un'amica assunta in un famoso weekly femminile dove la vanità è la farcitura del nulla. Lei sciopera perchè vogliono lasciare a casa buona parte del personale. Giusto scioperare. Giusto lottare per i propri diritti. Ma poi perché i diritti acquisiti si devono difendere? Io difendo il mio status.
Torno in balcone che raccolgo le idee. Mi mancavano, mi mancano. Cerco dunque di annebbiarmi i pensieri sciacquandoli con del vino rosso. Ora un'idea mi è venuta: non avere idee.
Siamo arrivati al fatidico momento in cui andiamo più o meno tutti in vacanza. E quindi ricerchiamo con tanta foga il relax.
Ma cos'è il relax? relax voce ingl.; in it. s.m. inv., più freq. pr. adatt. • Rilassamento fisico e psichico, stato di riposo SINdistensione Distendere il fisico e la psiche, continuamente sottoposti allo stress quotidiano del lavoro e della vita di tutti i giorni, non è un'impresa facile. Tra i difetti di fabbrica dell'uomo contemporaneo uno di questi è sicuramente quello del non riuscire a rilassarsi completamente. Ed ecco che la mente macina pensieri, qualche muscolo è in tensione senza godersi il presente e magari si pensa, dopo solo una settimana do vacanza, che tra qualche giorno si deve tornare al lavoro. E il relax dov'è in tutto ciò? Il nostro presente dov'è?
Lo yoga parte da un grande presupposto che è il presente, il trovarsi qui e ora senza lasciare la mente a piede libero come un cavallo senza briglie: anche perché, pensateci, il passato non c'è più e il futuro non esiste ancora quindi la dimensione reale in cui trovarsi è il presente. Ma continuiamo a rovinarlo con pensieri del passato e di un futuro non ancora accaduto. Allenare la mente a trovarsi qui in questo luogo e ora, mediante la pratica dello yoga, dona alla propria testa il dono di vivere qualsiasi esperienza, bella o brutta che sia, per quel che è; in modo autentico...nonchè facendo dimenticare, quasi per magia, che domani si deve tornare a lavoro. Ma perché farsi prendere dalla nostalgia quando un'esperienza deve ancora concludersi? La malinconia non è una caratteristica della psiche ma un accessorio che noi le facciamo indossare per forza.
Tutte le esperienze, per belle o brutte che siano, hanno una fine e un proprio trascorso. Lo yoga aiuta ad allenare e a far meditate su questo importante concetto.
Yoga e muscoli: la distensione del proprio corpo e il piacere di abbandonarlo completamente ci fa assaporare il relax in un modo più vero e reale. Come possiamo pensare di rilassarci senza sapere come lasciare il nostro corpo a riposo e senza quelle fastidiose tensioni ( magari alla pancia o nei trapezi) che ci assalgono dopo un intero anno di lavoro?
Yoga è piacere: un punto fondamentale che la mia maestra, Manuela Leoni, ha sempre sottolineato. Lo yoga è piacere, godimento mentale e fisico poiché se si usa consapevolmente il proprio corpo allora il piacere e il piacersi aumenta man mano. Abbiamo tante barriere che non permettono di godere anche di una piccola gioia che ci capita durante il giorno: lo yoga aiuta ad apprezzare ed esser grati alle gioie che ci capitano partendo proprio dal proprio io/mente/corpo.
Non è vero che il relax esiste solo in vacanza. Il relax esiste anche in quell'ora di pratica una o più volte a settimana: quando, ad esempio, nella posizione di shalabasana (distesi a terra completamente adagiati al suolo) avviene la magia del raccoglimento e del raccolto della magnifica esperienza che ti fa vivere lo yoga. Il relax è una qualità che va coltivata: un po' come quando durante l'anno andiamo in palestra per la fatidica prova costume o facciamo una dieta per sembrar più belli in vacanza. Ebbene: siate bellissimi durante tutto l'anno!
Namaste Vittorio Pascale Studioso e praticante di Yoga Integrale presso il centro Parsifal di Milano, viale Gorizia 6, Milano Studioso e praticante di Buddismo tibetano Fondatore della pagina Fb Yogamando Hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Alessio Pizzicanella, il fotografo internazionale che lavora con i più importanti artisti del panorama musicale mondiale, ha inaugurato la sua mostra fotografica “JUST A SHOT AWAY”. L'abbiamo intervistato.
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