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Fabrizio Coppola è un cantautore di vecchia data (il bel debutto è del 2003, “La superficie delle cose”). Uno di quelli che, se avete un po' di esperienza alle spalle, avrete incontrato in giro per locali a suonare le sue canzoni. Ma Fabrizio è anche uno scrittore, uno di quelli che intrappola storie (nel 2013 ha debuttato con il romanzo "Katana") e compone racconti. Alcuni di questi li scolpisce nel suo blog “Miracoli a Milano” ( https://fabriziocoppola.wordpress.com/miracoli-a-milano/ ), una raccolta in continuo aggiornamento di brevi narrazioni che fissano come in una polaroid, piccoli, significativi avvenimenti di persone comuni. Una sorta di catalogo non esaustivo di ciò che accade nelle vite degli sconosciuti che ci passano accanto tutti i giorni, in una sorta di mappa interattiva della città dove Fabrizio traccia questi piccoli miracoli, zona per zona.

Un piccolo glossario della civitas e della geografia umana che caratterizza Milano e la sua aurea, dalla bellezza nascosta, da scovare tra le pieghe della sua malinconia. Con Fabrizio parliamo di Milano, dei suoi miracoli e dell'inevitabile mutamento dell'essere.

Cosa sono i Miracoli?

Il termine “miracoli” fa riferimento all’epifania minima contenuta in ognuno di questi racconti, cioè uno svelamento, uno scarto infinitesimale tra ciò che si percepisce e ciò che è realmente.

Come ti è venuta in mente l'idea di "Miracoli a Milano"?

In realtà, non c’era un’idea di partenza. Solo una serie di racconti che ho cominciato a scrivere l’anno scorso e che ogni tanto postavo su facebook. Poi i racconti piacevano, io continuavo a scriverne e così ho pensato di creare il blog e dare una forma al progetto. La spinta definitiva è arrivata dalla lettura di M, una metronovela, di Stefano Bartezzaghi. Poi il mio gusto per gli elenchi e le catalogazioni ha fatto il resto, e oggi il blog si presenta come un tentativo di fissare alcuni momenti delle vite degli sconosciuti che incrociamo ogni giorno.

Si sente parecchio una vena nostalgica. Pensi che Milano sia una città nostalgica?

Per alcuni versi sì, o perlomeno la mia Milano lo è, quella che colpisce la mia sensibilità e la mia immaginazione. Il cambiamento nell’umore della città avvenuto negli ultimi anni è evidente, e io sono il primo a esserne ben felice, eppure ci sono alcuni angoli della città che sembrano vibrare e risplendere solo in quelle giornate in cui il cielo è bianco e il sole non riesce a filtrare, oppure in alcune sere invernali, quando la pioggerellina rende lucidi il pavé e i binari del tram e le luci delle macchine e dei semafori sono circondate da un alone indefinito. Ma la mia Milano è anche quella di Marzo, quando il vento spazza il cielo, che si fa di un blu difficile da descrivere, e in fondo a corso Buenos Aires si vedono le Alpi…

Geografia urbana e geografia umana si intrecciano nei tuoi racconti. Quasi che uno influisca sull'altro...

Be’, in qualche modo l’ambiente in cui viviamo influisce perlomeno sui nostri stati d’animo, se non direttamente sulle nostre azioni. Ogni luogo ha un’aura speciale, una caratteristica che può essere colta solo con il tempo. Milano, in particolare, non è una città che si svela facilmente. Perlomeno, può lasciarti delle impressioni superficiali, in un primo momento, ma ci vuole un po’ di tempo in più per coglierne l’essenza, che tra l’altro è in continuo mutamento: potremmo dire che quello che non cambia mai di Milano è proprio la sua tendenza al mutamento.

Musica e città. Qual'è il posto del tuo cuore che non esiste più? E quello che esiste?

Sono molti quelli che non esistono più, ma credo sia normale: una città, come pure le persone, è un corpo vivo, ed è quindi destinata al cambiamento – tutto ciò che non è in grado di cambiare è destinato a perire, nulla può conservarsi uguale a se stesso per troppo tempo. Quindi ci sono alcuni luoghi che sono stati per me speciali, ma se non ti dispiace troppo non ne parlerò. Di quelli che esistono cito volentieri il Carroponte (che tecnicamente è nel comune di Sesto San Giovanni, e non a Milano), un posto che amo, dove puoi sdraiarti sull’erba e goderti una birra fresca, ascoltando un concerto circondato dalle architetture industriali dell’area.

Visita il sito di Fabrizio

https://fabriziocoppola.wordpress.com

Marco Trabucchi

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Finalmente un salto indietro nel periodo dell'adolescenza per le ragazze che negli anni Novanta dichiaravano il loro amore pop per i Take That: la mitica boy band britannica, infatti, si esibirà Martedì 13 Ottobre al Mediolanum Forum di Assago.

Unico appuntamento live in Italia, Milano chiuderà con uno show sold out un tour mondiale che non ha tradito le attese dei fan, a distanza di quattro anni dal successo del precedente "Progress Live".

A supportare i Take That ci sarà Emin, una delle popstar russe più popolari sul mercato internazionale. Nel 2015 ha pubblicato il suo terzo album, "Amor", da cui è tratto il singolo "Boomerang", scritto con Cutfather (Olly Murs, All Saints, Kylie Minogue) e registrato insieme a Nile Rodgers.

I Take That stanno tuttora promuovendo il loro settimo album - "III" - uscito a dicembre dello scorso anno. E', come noto, il primo lavoro della band in formazione ridotta.

Il precedente disco, uscito nel 2010 ed intitolato "Progress", li vedeva ancora in cinque: Gary Barlow, Howard Donald, Jason Orange, Mark Owen e Robbie Williams. Orfani da tempo (e mai definitivamente) del figliol prodigo Williams -il bad boy che ha intrapreso una carriera da solista a dir poco brillante-, nel 2014 hanno dovuto rimediare anche all'abbandono di Jason Orange.

Ora la diaspora appare terminata ed il trio sta provando a scrivere l'ennesimo capitolo di una storia che recita numeri fenomenali, come 30 milioni di album venduti e 7 milioni di spettatori ai concerti.

Partiti in cinque da Manchester, a suon di hit dance pop e teen pop, sorrisini ammiccanti e contagioso entusiamo, la boy band più popolare degli anni Novanta non smette di conquistare il mondo.

 

 

Take That Martedì 13 Ottobre ore 21.00 Mediolanum Forum - Via Giuseppe di Vittorio 6, 20090 Assago (MI) Biglietti Esauriti

 

 

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Il teatro è uno dei mezzi più potenti per esprimere un’opinione o un pensiero e quando viene usato per le giuste cause e per portare avanti battaglie vere e proprie, allora, non si può far altro che andare al botteghino, comprare il biglietto, sedersi in platea aspettando che le luci si abbassino e godersi la magia.

Il 13 ottobre, al Teatro Carcano di Milano, torna in scena con una replica straordinaria, PER NON MORIRE DI MAFIA, uno spettacolo, sotto forma di monologo, tratto dall’omonimo libro di Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia e attuale presidente del Senato, scritto in collaborazione con Alberto La Volpe, Spering & Kupfer, nel 2009.

Un uomo, che lotta per portare avanti la propria idea di un mondo pulito, di una società che possa definirsi tale. Un uomo “contro” che mette la sua vita in prima linea per salvare la speranza di un futuro possibile.

Un teatro attuale, che tocca un tasto dolente del mondo che ci circonda, che parla di ciò che per molto tempo è stato nascosto, di ciò di cui a lungo si è preferito tacere.

Se Falcone e Borsellino teorizzano che per combattere la mafia è necessario conoscerla, qui, Pietro Grasso, aggiunge che per una lotta ad armi pari è indispensabile avere la percezione della sua pericolosità, soprattutto nel tentativo di parlarne alle coscienze dei più giovani.

Si tratta quindi di una vero e proprio progetto sotto forma di spettacolo. Un modo per far conoscere una realtà che sembra essere stata dimenticata, ma che così non è. Una realtà che per anni è stata celata e per la quale moltissime persone hanno perso la vita. Una realtà che dovrebbe essere contrastata indistintamente da tutti, ogni giorno, con ogni mezzo possibile.

Uno spettacolo contro il silenzio, che si propone di far parlare, discutere, ma soprattutto uno spettacolo che cerca una reazione.

Una costante ricerca di risposte a domande scomode, la voglia di analizzare e capire quello che ci circonda e i meccanismi che hanno portato questa piaga ad essere parte della società.

Il grido del personaggio in scena è rivolto alle coscienze: perché la cosa peggiore che si può fare a riguardo è ignorare. Questo è un monologo che cerca proprio una presa di posizione, una scelta di vita, per poter costruire, insieme, il futuro che tutti noi ci meritiamo, un futuro pulito.

Un teatro, questo, che rievoca la sua funzione civile ed educativa, capace di disegnare gli uomini e di delineare esperienze. Un teatro che, senza troppi intellettualismi, vuole recuperare il senso civico perso.

La versione scenica è di Nicola Fano e l’adattamento drammaturgico di Margherita Rubino. Lo spettacolo è stato fortemente voluto da Sebastiano Lo Monaco ed è stato accolto a gran voce al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 2010.

“Finché la mafia esiste bisogna parlarne, discuterne, reagire. Il silenzio è l’ossigeno grazie al quale i sistemi criminali si riorganizzano e la pericolosissima simbiosi di mafia, economia e potere si rafforza. I silenzi di oggi siamo destinati a pagarli duramente domani, con una mafia sempre più forte, con cittadini sempre meno liberi”, Pietro Grasso.

 

PER NON MORIRE DI MAFIA Di Pietro Grasso, con Sebastiano Lo Monaco. 13 ottobre 2015 al Teatro Carcano, corso di Porta Romana, 63, Milano.

INFO BIGLIETTI:

PREZZI Posto unico € 18,00 – under 26 € 13,50 PER SCUOLE E GRUPPI ORGANIZZATI Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

INFO e PRENOTAZIONI TELEFONICHE 02 55181377 – 02 55181362 VENDITA ONLINE www.vivaticket.it - www.ticketone.it - www.happyticket.it - www.getiticket.it - www.bookingshow.com

 

www.teatrocarcano.com

Adele Di Giovanni

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Doppio sold out Lunedì 12 e Martedì 13 al Teatro Nazionale di Milano per il concerto di Malika Ayane.

La cantantautrice milanese (ambasciatrice di Expo 2015) inaugura così il "Naif Tour 2015".

In questo viaggio musicale l'attuale conduttrice della trasmissione "Hit Parade" su Rai Radio2, porterà in scena tutti i suoi successi: dal sanremese “Adesso e qui (Nostalgico presente)”  con annesso premio della critica al tormentone estivo “Senza fare sul serio” (che vanta più di 15 milioni di visualizzazioni su YouTube), fino all’ultimo singolo “Tempesta”, terzo singolo estratto dal nuovo album "Naif" .

Naturalmente non mancheranno le canzoni meno recenti e altrettanto famose, pescate dal suo ricco bagaglio musicale.

Scritto e registrato tra Milano, Parigi e Berlino, "Naif" nasce dalla visione artistica di MALIKA AYANE e dal lavoro di scrittura musicale di un variegato team di autori internazionali come Shridhar Solanki (già autore di hits per Carrie Underwood, Craig David, Natalie Imbruglia oltre che per diverse serie tv), l’autrice top seller canadese Simon Wilcox e il francese Françoise Villevieille, già metà del duo Elephant e a sua volta autore di hits per artisti del calibro di Vanessa Paradis.

A questo lavoro hanno collaborato anche autorevoli nomi del panorama italiano del songwriting, da Giovanni Caccamo -che firma il brano sanremese- a Antonio Di Martino, da Matteo Buzzanca a Cesare Chiodo.

A grande richiesta dopo lo straordinario successo di prevendite delle prime due tappe, Malika Ayane ha da poco aggiunto una terza data milanese: tornerà, infatti, ad esibirsi il 30 novembre sempre al Barclays Teatro Nazionale.

 

 

Malika Ayane "Naif Tour 2015" Lunedì 12 e Martedì 13 ore 21 Barclays Teatro Nazionale (ex Piazza Piemonte 12), Via Giordano Rota 1, 20145 Milano

 

 

 

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Il quartiere milanese famoso per il design e le sperimentazioni sorge attorno alla famosissima via Tortona, che ospita numerosi ambienti dotati di stile e di fascino per i giovani frequentatori della movida milanese. Tra questi fa parlare di sé il Belle Donne Bistrot, una nuova location caratterizzata da pareti con mattoni a vista e arredi retrò, impreziositi da suggestivi quadri in bianco e nero e da lampadari dal design unico.

In via Tortona 28, nasce quindi il primo Tuscany Bistrot a Milano, inconfondibile per il suo ambiente intimo ed accogliente. Oltre alla ricercatezza degli arredi, il Belle Donne Bistrot è conosciuto per aver reso la cucina italiana di qualità alla portata di tutti. Al Belle Donne Bistrot è possibile gustare ingredienti inusuali mixati ai gusti della tradizione italiana al prezzo di una semplice pizza.

La bravura e l’estro dello chef Angiolo Barni, danno vita ad una cucina ricca di sperimentazioni con ingredienti, forme e consistenze rivoluzionarie. Il Belle Donne Bistrot si rivolge ad un pubblico giovane, amante della cucina mediterranea rivisitata in chiave contemporanea, per gustare ogni sera piatti insoliti e di qualità, riuscendo a rimanere alla larga dai prezzi tipici dell’alta ristorazione.

Il menù di Belle Donne Bistrot spazia tra i piatti più tradizionali della cucina toscana, come la tartare di Chianina o la Pappa al Pomodoro, a portate come la quinoa o i paccheri all’astice, accompagnati da vini di alta qualità.

Il Belle Donne Bistrot organizza il venerdì e il sabato dei “percorsi gourmet” al prezzo di 30 euro includendo la degustazione di buoni vini e la gradevolezza della musica dal vivo e per chi vuole godersi il weekend in città, Belle Donne Bistrot propone il grande classico del brunch domenicale.

Ma gli appuntamenti infrasettimanali non mancano di certo, nasce infatti l’aperitivo gourmet del giovedì sera chiamato “Le Jeudì”, caratterizzato da ottimi drink e dal Dj set di Andrea e Michele.

Il Belle Donne Bistrot offre davvero un’ampia scelta di occasioni per trascorrere una serata piacevole regalando ai vostri palati cibo di ottima qualità.

 

Info:

Belle Donne Bistrot

Via Tortona 28, Milano

www.belledonnebistrot.com

Per prenotazioni: 366 3799176

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Originario di Sant'Agata de Goti, Alberto Finelli è un giovane artista che vive e lavora tra Milano e Monaco di Baviera. Tra le sue numerose esposizioni, ricordiamo la personale nel 2009 alla MC Gallery di New York e a La Générale en Manufacture di Parigi nel 2011 e la più recente nel 2013, insieme all’artista americano Ray Smith, alla Galleria Formentini di Milano.

Il labirinto è una figura antica che non smette di sollecitare la fantasia di artisti e scrittori, anche in realizzazioni recenti. Il labirinto è per antonomasia il luogo dello smarrimento: la mancanza di punti di riferimento insieme ai continui cambiamenti imposti nella direzione nel percorso obbligano il visitatore ad abbandonare ogni certezza circa la propria collocazione nello spazio. Ogni labirinto mette in crisi la relazione tra sé e l’universo. Nella perdita di sé e nella vertigine, cercata o indotta, è però riposto il senso di un’esperienza necessaria per accedere a una nuova e più autentica dimensione.” Queste le osservazioni oltromodo suggestive del curatore della mostra, Domenico Maria Papa.

Il progetto di Alberto Finelli per lo spazio di Nuvole Arte, ripropone il topos del labirinto, ispirandosi esplicitamente a Villa Pisani e ci racconta come esso si prestava ad essere gioco e insieme allegoria del desiderio. Il corteggiatore infatti, entrando nel labirinto, poteva vedere una dama mascherata sulla torretta, ma nel tentare di raggiungerla rischiava di perdersi e di non averla, in realtà, mai. L’insegnamento che ne avrebbe tratto era perspicuo: a condurci non può essere la voluttà. Al contrario, per soddisfare le proprie ambizioni, ciascuno deve imparare a riflettere e, riflettendo, imparare a governare le proprie pulsioni. Facile a dirsi, meno a compiersi. Ma in fondo è proprio l'impresa che più di altre siamo chiamati a portare a termine. Apprendere l'arte della riflessione. Misurare i passi che compiamo. Escogitare modi per cavarcela. Alimentare il senso dell'inventiva e, nel contempo, governare l'istinto; proprio ciò che tanto spesso ci conduce a fare scelte passibili di pentimento.

“Nel labirinto di Alberto Finelli, le pareti che impedirebbero una visione simultanea e dunque indurrebbero a smarrirsi, vengono abbassate fino a diventare una pura traccia” Osserva Maria Papa. “Alla maniera di dedalo, il visitatore del labirinto di Finelli, coglierà sin da subito la geometria della stanza e potrà avvicinarsi al centro senza smarrirsi. Potrà raggiungere il centro che torna ad essere, come nel labirinto dell’antichità, l’asse oscuro che avvolge e incorpora il visitatore stesso. L’artista, infatti, recupera la forma della torretta di Villa Pisani per trasformarne la funzione: da luogo dell’ostensione dell’oggetto desiderato a luogo chiuso di raccoglimento, al pari di uno studiolo rinascimentale, come dichiara egli stesso. Vi si giunge uno alla volta, infatti, ed è uno spazio ristretto in cui può stare una sola persona. Chi accede alla realizzazione di Alberto Finelli, può incontrare la parte più remota e incognita di se stesso.”

Info: Nuvole Arte Contemporanea via IV Novembre (I traversa) Montesarchio (BN) http://www.nuvolearte.org Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. lun./sab. 9.00-13.00 17.00-20.00 domenica su appuntamento +39 0824835518

Chiara Zanetti

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Torno a parlarvi del Biroccio, l'ape car che da un mese a questa parte sfreccia per le strade di Milano dispensando risotto ai passanti. Logo del truck food, una forchetta le cui punte ricordano le guglie del Duomo. Incuriosita da questa proposta, ho partecipato a una serata di promozione in via Paolo Sarpi, ove ho avuto il piacere di assaggiare un ottimo “risott giald” e scambiare quattro chiacchiere con Daniele Carettoni, socio maggioritario del Biroccio. Persona allegra, cortese, oltremodo affabile, mi ha dato qualche delucidazione in merito al loro progetto.

Com'è nata quest'idea imprenditoriale?

l'idea è nata da una costola della trattoria “La Pesa”, in via Giovanni Fantoni. Dal momento che cuciniamo moltissimo riso in trattoria, abbiamo deciso di provare a portarlo per strada. Siamo in quattro soci: io sono il socio maggioritario; a me si sono uniti Paolo Affer, compropietario della trattoria, Monica Priori, imprenditrice milanese e infine Daniele Ferrari, chef della trattoria.

La Pesa” è una trattoria storica di Milano, vuole darci qualche informazione in più per chi non la conoscesse?

“La Pesa” ha origini antichissime: nasce infatti nel 1902. Nell'ultimo ventennio è sempre stata in mano alla stessa famiglia. Noi l'abbiamo in gestione dal 2014. Le nostre specialità culinarie sono i piatti tipici milanesi, come il risotto allo zafferano, l'ossobuco con risotto o con polenta, la cassola, lo gnocco fritto e via discorrendo.

Che io sappia, la vostra è una proposta di street food assolutamente innovativa: dispensare risotto nelle strade di Milano, non credo sia mai stato fatto prima. Questa sarà forse la genesi di un nuovo modo di concepire lo street food. Cosa pensa in proposito?

Lo spero proprio. Consideri che a Milano c'è ancora una demonizzazione di questo tipo di vendita. Il truck food, per esempio, è bandito nell'Area C. Noi ci poniamo l'obiettivo di rivalorizzarlo con proposte gourmet, classiche, come il risotto. A proposito di innovazione, è sempre il frutto di una mia iniziativa l'applicazione “Streeteat”, il primo geolocalizzatore italiano di street food. Si tratta di un app del tutto gratuita. Il progetto è partito a maggio e al momento annovera ben 60 affiliati. Recentemente, abbiamo raccolto adesioni anche a Londra e a breve lo faremo a Barcellona.

Il risotto allo zafferano è una ricetta storica della cucina lombarda. Quanto avete a cuore la preservazione delle tradizioni locali e la “milanesità”? È corretto dire che con il vostro progetto vi eregete un po' a difensori delle tradizioni?

Tantissimo. Se non l'avessimo a cuore, avremmo fatto altro. Pensi che in trattoria mi sono cimentato nel raccogliere e diffondere oltre 150 detti in milanese! Vogliamo fare della “Milanesità” il nostro asso nella manica, in altre parole, la nostra caratteristica per antonomasia.

Quali sono i punti di forza del Biroccio? Io, dal mio canto, posso senz'altro annoverare la qualità, avendo partecipato alla serata in Chinatown; Il risotto era ottimo, davvero. Gli altri?

La ringrazio. La qualità della ricetta ce la riconoscono in molti. Un altro punto di forza è l'utilizzo di prodotti a Km 0. Il riso, per esempio, arriva da Rosate; non subisce l'ultima raffinatura, così mantiene di più la cottura. Importante è anche il nostro peculiare packaging. Il riso viene servito in una scatola in carta isotermica che lo mantiene caldo fino a 30 minuti, offrendo altresì la possibilità di farlo riscaldare in microonde.

Con questo avrei finito, la ringrazio per l'attenzione che mi ha riservato e spero in un arrivederci!

Senz'altro, grazie a lei!

Chiara Zanetti

In occasione della undicesima Giornata del contemporaneo organizzata da AMACI che avrà luogo sabato 10 ottobre 2015, arsprima presenta "Liaisons" una rassegna di video arte nata da un’idea di Cristina Gilda Artese, fondatrice dell'associazione culturale, che si è occupata della produzione insieme al curatore Alessandro Trabucco, e realizzata con il contributo del Punto Enel di Milano.

L'arte visiva da sempre indaga l'essere umano come proprio soggetto privilegiato, esplorando in profondità le emozioni che ne muovono le coordinate esistenziali.

Si è operata una scelta specifica, quella della video arte come linguaggio peculiare di questa rassegna, convinti che le immagini in movimento possano restituire efficacemente tutte le emozioni, positive e negative, che si annodano inestricabilmente alle vicissitudini dei legami e delle relazioni.

Una rassegna di video arte dedicata ai rapporti umani, di qualsiasi natura essi siano. Artisti che affrontano e si confrontano con tematiche estremamente delicate in un'epoca segnata da grandi e reali difficoltà nelle relazioni e nelle condivisioni.

La relazione tra essere umano e ambiente; il suo rapporto col mondo animale; il profondo e intenso legame di una madre col proprio bimbo; le relazioni familiari; il difficile, e a volte pericoloso, rapporto con l'alimentazione; l'unione fisica e spirituale tra uomo e donna; l'incomunicabilità e la mancanza assoluta di relazioni; il legame viscerale che può instaurarsi tra il donatore di un proprio organo e il ricevente di questo grande gesto di solidarietà umana; l'amicizia e le relazioni sociali; i vincoli e i legami di dipendenza; il rapporto con la fede. Questi sono solo alcuni degli argomenti che la rassegna toccherà.

Info: Punto Enel di Milano via Broletto 44 – sabato 10 ottobre 2015 11 a.m. – 6,30 p.m.

L’Istituto Italiano di Cultura a Budapest in collaborazione con l'associazione cramum e alla Fondazione Giorgio Pardi presenta oggi a Budapest la Mostra Internazionale “OLTRE” (Beyond the foreground) a cura di Sabino Maria Frassà.

In un momento storico in cui l’Europa sembra fossilizzarsi sull'idea di confini e divisioni, il progetto OLTRE cerca di promuovere il dialogo sia tra Paesi sia tra generazioni di artisti.

In mostra ci saranno infatti 40 opere di 10 artisti italiani e 7 ungheresi di diverse generazioni e fama (da artisti dell’attuale biennale a giovani promesse):

  • Artisti ungheresi: Endre Tót (tra i più famosi artisti ungheresi viventi, vincitore nel 2008 del celebre premio Kossuth), Szilárd Cseke (artista a cui è dedicato il Padiglione Ungheria dell’attuale Biennale di Venezia), Andi Kacziba (scultrice tessile a cui Milano dedicherà una personale a dicembre ’15), Zoltán Tombor (fotografo di fama internazionale); in mostra anche i giovani talenti: David Merényi , Beáta Székely e Kamilia Kard.
  • Artisti Italiani: Eva Sorensen (artista a cui è stato dedicato il Padiglione della Biennale di Venezia  del 1981), Alberto di Fabio (a ottobre la sua personale al Macro di Roma) Elisabeth Scherffig e Daniele Salvalai (artisti a cui Milano ha dedicato recenti monografie), HH LIM (Biennale di Venezia 2013), Franco Mazzucchelli (Biennale di Venezia 1976), Raffale Penna (tra i più  noti fiber-artist italiani); in mostra anche i giovani talenti Paolo Peroni (vincitore premio cramum 2014), Francesca Piovesan (vincitrice premio cramum 2015), Eracle Dartizio (protagonista nel 2016 di una mostra site-specific allo Studio Museo Francesco Messina di Milano).
L'naugurazione si terrà in data odierna alle ore 19:00 presso l'Istituto Italiano di Cultura, Via Bródy Sándor, 8.

Grazie al Museo Garda di Ivrea e all’Accademia di Ungheria a Roma la mostra giungerà infine in Italia (Ivrea e Roma) nel 2016.

La mostra è presentata da: Istituto Italiano di Cultura a Budapest, Associazione cramum e Fondazione Giorgio Pardi.

La mostra è patrocinata da: Ludwig Museum di Budapest, Museo Garda, Comune di Ivrea e Fondazione Guelpa.

Si ringraziano anche Accademia di Ungheria a Roma, Studio Museo Francesco Messina, Emiliano Biondelli, Natalie Arrowsmith, Ani Molnár Gallery, ACB Gallery, Galleria Raffaella de Chirico, Galleria Renata Bianconi, Edicola Notte, ZooZone, Ari Kupsus Gallery.

 

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Per tutti gli appassionati dei cooking show abbiamo un evento che fa per voi. Dal 7 al 13 ottobre lo Swiss Corner diventa Temporary Shop per PAN 999, con eventi, incontri con chef e giornalisti, consigli degli esperti sull’alimentazione, per una cucina sana e innovativa.

Dalle ore 10 alle ore 21, all’interno di questo store temporaneo si svolgerà l’evento NON SOLO DI PAN, dove sarà possibile acquistare in esclusiva la nuova collezione di utensili da cucina in Argento Puro e Ferro Puro, con brevetto internazionale, creati dall’architetto e designer Tobia Scarpa per San Lorenzo Milano.

Il calendario degli eventi sarà fittissimo e comprenderà decine di appuntamenti culinari per esperti e amatori.

Si comincerà il 7 ottobre, con un Cooking Show alla milanese alle ore 18, lo chef Alessandro Salamone della scuola di cucina Sale&Pepe dialogherà con Diana Scatozza, medico nutrizionista- professional counselor ed esperta di StarBene.

L’8 ottobre, sempre alle ore 18, toccherà invece a Tobia Scarpa, che discuterà in merito a “l’unico modo per cucinare sano”.

Il 9 ottobre sarà invece il momento de I Cibi della Salute, incontro culinario sempre con Diana Scatozza, che il giorno successivo, il 10 ottobre, si occuperà invece di affrontare il tema de I Metodi di Cottura.

L’11 ottobre il gran finale “Cooking Show, Design e alta cucina naturale si tingono d’argento”, con lo chef Simone Salvini, esperto in cucina vegetale e ayurvedica, presentazione di Sonia Giulidori, direttore editoriale di FunnyVegan.

Gli eventi si concluderanno l’11, ma lo shop temporaneo sarà aperto fino al 13 ottobre 2015 all'interno dello Swiss Corner, 200 metri quadri che racchiudono il meglio della cultura svizzera.

SWISS CORNER rappresenta una vetrina di promozione all’interno di uno spazio dinamico, destinato ad un pubblico ampio e qualificato, e si propone come location ideale per eventi e manifestazioni di varia natura.

l locale offre inoltre un servizio bar/ristorazione di alto livello che si distingue per qualità ed originalità, affiancando nei menù prelibatezze svizzere al meglio delle proposte tradizionali.

NON SOLO DI PAN Temporary Shop 7-13 ottobre 2015 Swiss Corner, Piazza Cavour, Milano.

Info: PAN 999

 

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