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È aperto al pubblico e dopo il grande evento inaugurale del 29 febbraio: l’AranGino è il nuovo laboratorio di arancini ‘spakkiusi’ di via Caminadella 18 a Milano, nel cuore di Sant’Ambrogio. Una piccola boutique con arancin* espresso, ovvero fritti al momento e modellati in diverse forme a seconda degli ingredienti. L’ideatore del laboratorio, Gino lo spakkiuso, ovvero spaccone e gradasso, ha progettato quattro forme differenti per rendere perfetta la cottura di ogni variante di arancin*, che non saranno mai esposti al pubblico proprio perché preparati su richiesta.

Piramide, prisma, ellisse e sfera, sono le quattro forme create da Gino per bilanciare nella cottura gli ingredienti avvolti nella calda coperta di riso allo zafferano e la panatura croccante e dorata e soprattutto per privilegiare una selezione di prodotti sempre di alta qualità. Se la punta alta della piramide custodisce un cuore di ragù, piselli e mozzarella filante, il prisma nasconde al suo interno prelibatezze rigorosamente vegetariane, mentre l’ovale avvolge in un caldo abbracciomortadella, stracciatella e pistacchio e ultima, ma non meno importante, la sfera con scamorza filante e prosciutto cotto.
Un prodotto artigianale in un locale unico e molto particolare: da 'o mi* bell* arancin*' a l'AranGino d'oro (sulla falsa riga dell'ambrogino) sono tanti i claim e le illustrazioni che tappezzano le pareti arancioni dell’AranGino. La simpatica mascotte, ideata sulle fattezze del creatore, campeggia in tutti gli angoli del laboratorio di arancin* espressi, soluzione linguistica che non risolve la diatriba tra maschile e femminile (o forse sì) ma che di certo mette d’accordo sulla bontà di un prodotto made in Sicily che sbarca in una veste innovativa a Milano.

Per restare in terra siciliana, inoltre, il menù dell’AranGino prevede birra Messina cristalli di sale e i cannoli di Bottoni, piccola realtà artigianale con produzione limitata, che saranno farciti al momento e impreziositi a scelta con granella di pistacchio, arancia candita o gocce di cioccolato.
Gino arriva dunque a Milano con i suoi arancini spakkiusi e invita tutti nel suo laboratorio di via Caminadella 18.
Un incontro tra passato e futuro, tradizione e avanguardia. È il concept dal quale nasce Ultra, frutto di un incontro casuale tra Domenico Carella e Fabrizio Margarita, entrambi con una storia fortemente legata al food e all’hospitality: il primo come chef professionista, bartender e manager, il secondo come fornitore di prodotti caseari prima e successivamente come ristoratore.
Aperto a Milano in via Pier Lombardo, Ultra è il loro punto d’incontro, un’unione di idee e intenti per quello che oggi è solo il primo passo di una lunga avventura. Cocktail e pizza, accompagnati da una piccola cucina, sono i protagonisti assoluti del progetto. I signature drink sono ispirati a elementi principali come fiori, piante, radici, pietre e alghe, affiancati da classici preparati con maestria. La carta si completa con sakè, fermentati e un’ampia scelta di etichette di vini perlopiù naturali, tra cui spiccano anche champagne.

La pizza utilizza un impasto diretto, proposto anche in versione gluten free, con una lunga lievitazione che permette di fondere gusto e digeribilità. Il risultato è di una maggiore croccantezza, senza l’ossessione di cornicioni troppo pronunciati. La lista propone grandi classici rivisitati in chiave contemporanea (come la Capricciosa con pomodoro San Marzano, fiordilatte, carciofi arrosto, prosciutto cotto Capitelli, cardoncelli, terriccio di olive, olio evo e basilico), alternative vegane e signature che partono dal principio di portare sulla pizza ingredienti con la loro cottura ideale, come se si stesse assemblando un piatto (tra cui pecorino, crema di zafferano, ossobuco arrosto, gremolada e caviale).

La filosofia della cucina è quella di abbracciare una proposta italiana contemporanea, oltre a essere a sostegno della pizza. L’offerta si arricchisce dunque con piatti quali mondeghili e frico, montanare crunchy anche in versione vegana (con barbabietola marinata), mozzarella di mandorla ed erbe, focacce con gamberi crudi, foie gras ed erbe o con pastrami, pickles e rafano. La carta dei dessert resta invece sul classico, offrendo tarte tatin alle mele con gelato alla vaniglia e tartufi al forno del Sud in una chiave più leggera.

Tutto ciò si realizza in uno spazio che una volta ospitava una banca, concepito in modo minimalista e dotato di colori sobri, dove il materico è grande protagonista con segni marcati del ferro, del cemento, della pietra e del legno. Come se fosse un vero e proprio palco, il banco ingloba bar e cucina, e attorno a esso si dispongono le varie sedute. Illuminato da luci calde per creare un’atmosfera intima, ogni angolo del locale è quasi completamente a vista, cucina e laboratorio compresi, privo di barriere fisiche e visive. Non è un caso, infatti, se tavoli, banco e pass cucina sono tutti alla stessa altezza: la parola d’ordine è “condivisione”.
Josef Kamelger
Una realtà gastronomica partorita dalla mente di due ingegneri. Difficile a credersi, eppure Morbido è la dimostrazione che niente è impossibile.
Basta recarsi a Roma nel quartiere Appio Claudio, a due passi dal Parco degli Acquedotti, per scoprire l’hamburgeria di quartiere aperta nel 2019 da un’idea di Giuseppe Aronica e Alessio Staffoli, rispettivamente ingegnere delle comunicazioni e ingegnere informatico.

Pensata inizialmente come format di street food, si è trasformata presto in un’attività con sede stabile. Il nome non è stato scelto a caso: Morbido, da un lato, fa subito venire in mente un panino in cui affondare i denti, dall’altro è l’affermazione di un approccio alla vita. Vuol dire serenità, rilassatezza, meno corsa e più ricerca; un rifiuto allo stress quotidiano.
«Appena aperti abbiamo concentrato tutte le nostre energie sulla qualità in loco, senza puntare molto sul delivery e sull’asporto – raccontano Alessio e Giuseppe – Poi la pandemia ha scombinato tutto, costringendoci a buttarci su take-away e consegna a domicilio. Oggi possiamo affermare di avere grandi soddisfazioni da entrambi gli aspetti: la sala è sempre più piena e nel delivery siamo attualmente tra le prime tre scelte su Glovo per ciò che riguarda gli hamburger a Roma. Questo ci riempie di felicità, perché ripaga i nostri sacrifici e ci fa capire che stiamo andando nella direzione giusta».

La conferma è arrivata nel 2023, anno record per Morbido. Merito senza dubbio dell’offerta gastronomica, ma anche di questi due giovani amici (classe 1983 e 1988) che, nel tempo, hanno incrementato la loro formazione puntando alla crescita: Giuseppe attraverso svariati corsi professionali di cucina e pasticceria, Alessio nel marketing e nel management della ristorazione. Tutto ciò senza mai perdere di vista tre ingredienti fondamentali: passione, talento e lungimiranza.
Entrando da Morbido si scoprono i sapori partendo dalle materie prime, selezionate con grande ricerca e attenzione, non dai prodotti industriali. L’unica eccezione alla regola è rappresentata dalle patatine fritte: «Dobbiamo un po’ sdoganare la patatina fritta surgelata – spiega lo chef Giuseppe Aronica - non sempre è sinonimo di scarsa qualità. Anzi. Esistono prodotti di altissimo livello, basta saperli individuare. Inoltre i nostri volumi sono talmente importanti che sarebbe impensabile organizzare una linea di patatine fritte in casa».

«Altro aspetto fondamentale è il grande lavoro artigianale costante presente in cucina – aggiunge Alessio Staffoli – Dietro al servizio si nasconde un’enorme preparazione: abbiamo sempre pronti da cuocere almeno 250 hamburger, più altri 70 circa da servire al piatto. La nostra cucina è organizzata come quella di un ristorante: abbiamo del personale dedicato esclusivamente alla friggitoria, altri solo per i dolci, e così via».
Cuore dell’offerta di Morbido è ovviamente la carne (manzo, vitella, maiale e pollo), consegnata ogni giorno e proveniente dal banco della macelleria di Antonio Di Stefano, che collabora nella selezione dei tagli migliori: brisket, pancia e magro, Scottona nazionale e molto altro. Da segnalare il fatto che la carne macinata per gli hamburger non venga messa sottovuoto, ma sia incartata dal macellaio come avviene con i clienti del mercato.
Altro fiore all’occhiello è il pane, realizzato in maniera artigianale dal forno romano Fatti di Farina appositamente per il locale, con una ricetta studiata e calibrata alla perfezione per accogliere la carne e i suoi condimenti. Mai come in questo caso il nome dell’insegna è rivelatore: il pane di Morbido è una nuvola dentro e croccante fuori. Tutti i panini in carta sono frutto di ricette personali, passioni dello chef e ricordi di viaggio.
La friggitoria, oltre a grandi classici come patatine, onion rings e alette di pollo, propone delle polpette di bollito, un brie in crosta di cornflakes, parmigiana croccante, bombette e polletti. Questi ultimi, in particolare, sono un vero e proprio esempio di waste food: vengono recuperati gli scarti del pollo utilizzato per la tagliata e marinati con salsa BBQ, lime, paprika dolce e fritti.
Chiudono la proposta di Morbido i dessert, tutti rigorosamente homemade, con una selezione divisa fra grandi classici e ricette più orientate alla creatività e all’innovazione.
Barbara Spadafora
Una giornata d’eccezione per scoprire alcuni tra i Vigneron più interessanti del momento: l’11 marzo Meteri, selezionatore e distributore di etichette vinicole nazionali e internazionali, ripropone Notturno, evento gratuito aperto a tutti dedicato al bere bene.
All’interno degli spazi di Zan Hotel & Center Gross a Bentivoglio, pochi chilometri da Bologna, sarà possibile assaggiare i vini di territori eccezionali come lo Jura, l’Etna, la Borgogna e il Collio, interpretati da viticoltori eccellenti come Jean-Pierre Robinot, Frank Cornelissen ed Evangelos Paraschos.

Un appuntamento, che si protrarrà dalle 11 alle 19, durante il quale si terranno tre masterclass riservate a tre diversi terroir di spicco: Borgogna, Loira ed Etna. La prima, intitolata “La New Wave della Borgogna”, sarà moderata da Armando Castagno, mentre a seguire Matteo Gallello guiderà la verticale di Iris du Loire; chiuderà Alfredo Buonanno, sommelier del ristorante Krèsios di Telese Terme (Belluno), 2 stelle Michelin sotto la guida dello chef Giuseppe Iannotti, con una degustazione di Munjebel Bianco e Munjebel Bianco Vigne Alte.
Tutti i vini Meteri sono selezionati dall’organizzatore della kermesse Raffaele Bonivento e dal suo team seguendo criteri rigidissimi, a cominciare dalla bevibilità del vino, preferito stilisticamente pulito e scevro da eccessivi sentori di legno o altri materiali di affinamento. Scopo di questa accurata selezione è quello di trovare nel calice un vino unico e irripetibile, frutto dell’andamento climatico dell’annata in commercio, nonché dell’esperienza del singolo vignaiolo. Un prodotto che non segua dettami standardizzati o vinificazioni omologate, risultando mai banale in quanto vino artigiano. In poche parole, un vino che sia espressione di altissima qualità.
Barbara Spadafora
A volte, per innovare, è necessario disobbedire, rompere gli schemi della tradizionalità per proiettarsi nel futuro. Ne è ben consapevole Denis Dianin, maestro pasticciere di Montegrotto Terme (Padova), nonché ideatore della vasocottura Invero, che ha appena dato vita alla sua Colomba gastronomica.
Presentata alla 19ª edizione del Congresso Identità Milano 2024, dove il tema dell’evento è stato proprio “Non esiste innovazione senza disubbidienza: la rivoluzione oggi”, questa avanguardia dell’immancabile lievitato pasquale è un rivoluzionario impasto salato che valorizza le eccellenze del territorio veneto.
“La Colomba gastronomica secondo Dianin”, impreziosita con la giardiniera homemade di stagione, è composta da tre strati: battuta di Sorana veneta, tartufo nero e maionese leggera al rafano padovano; gallina padovana in saor con uvetta, pinoli e foie gras per richiamare il bollito tipico della zona; uova, asparagi di Pernumia e sardina di Chioggia marinata.
«Ho raccolto con piacere la sfida a interpretare liberamente la disobbedienza – spiega il Maestro AMPI, dedito fin da piccolo al mondo della pasticceria e della cucina – Essendo in periodo pasquale, ho scelto di rivoluzionare la colomba pensandola come una portata del pranzo. E siccome sono veneto, ho voluto raccontare il mio territorio e i suoi ingredienti».
Per elaborare il grande lievitato, Dianin si è avvalso della collaborazione di Francesco Selmin, giovane cuoco classe 2000 originario di Galzignano Terme, nel cuore dei Colli Euganei, suo braccio destro nella pasticceria salata e nella proposta del Ristorantino. Nella colomba gastronomica, infatti, trovano spazio la carne di Sorana veneta, giovane femmina di vitellone nutrita con mangimi controllati e privi di OGM, foraggio ed erbe del pascolo; la gallina padovana, che è un presidio Slow Food, e la sardina di Chioggia. Dalla terra, invece, arrivano il rafano coltivato nel padovano e gli asparagi di Pernumia: una varietà precoce, meno fibrosa e perciò dall’utilizzo assai versatile.
La Colomba gastronomica secondo Dianin è disponibile solo su prenotazione nei locali di Selvazzano Dentro e Cittadella.
Barbara Spadafora
Tra colori pastello, fantasie, capi evergreen e qualche novità, ecco le principali tendenze da seguire:
Immancabile anche questa primavera è il trench, must-have impossibile da non amare. Questo capo tanto apprezzato è perfetto da indossare con qualsiasi look ed è sempre simbolo di stile e personalità.
Tra le versioni più amate troviamo il tradizionale trench corto e i modelli in pelle. Il consiglio della moda per la scelta di trench e capispalla per la mezza stagione è quello di optare per i colori classici come nero e beige, ma anche per quelli più originali come il rosso, il grigio, l'azzurro cielo, il marrone, il blu e il verde.
Tra le fantasie di moda per quest'anno saranno immancabili i motivi geometrici, i blocchi di colore e i quadri in generale. Si riconferma una scelta sempre azzeccata anche il tartan, usato solitamente in inverno e adesso invece protagonista anche delle passerelle della bella stagione. Via libera anche all'intramontabile fantasia a pois, micro e macro, su pantaloni, abiti e camice, e anche all'animalier. Se però lo scorso 2023 era stato l'anno del maculato, il 2024 invece sarà quello delle stampe snake, su capi d'abbigliamento, ma anche su borse e accessori.

Anche per la primavera 2024 si riconferma un trend molto amato il total denim. Sulle passerelle delle fashion week non sono mancati tra i protagonisti abiti corti e tubini, da abbinare a sandali e sneakers per chi vuole ottenere uno stile più casual oppure a un paio di décolleté dal tacco discreto. Oltre agli abiti corti, saranno molto in voga le gonne di jeans, mini e midi, e gli abiti chemisier, da abbinare a stivaletti e giacca di pelle per uno stile più rock chic.
Anche la giacca in denim è tra i capispalla più amati, versatile e perfetta per tutte le occasioni.
Per molto tempo ritenuto banale e scontato, lo stile floreale nel 2024 torna invece a rappresentare la moda primaverile. Gli stilisti hanno quindi messo da parte il pregiudizio su questa stampa, oggi presente su abiti, camicette e pantaloni.
Uno dei capi più di moda sarà l'abito corto, dalla silhouette elegante e dalla fantasia romantica e delicata, perfetto da indossare tutti i giorni per un brunch con gli amici. Un altro capo must è poi la camicetta floreale, ottima da indossare in tutte le occasioni, che sia con un paio di jeans o con una gonna a vita alta. Chi ama lo stile più estroso può optare anche per pantaloni a stampa floreale, da abbinare a una camicia o una t-shirt monocolore.
Infine, tra le tendenze più alla moda da seguire ci sono quelle che rispediscono agli anni '50 e '60. Torna il classico little dress che però abbandona il nero tradizionale e si tinge di bianco, per una versione più fresca e prettamente estiva. Un must immancabile nell'armadio è anche la materica e raffinatissima gonna a ruota, simbolo del look pretty da abbinare a camicette, bluse e t-shirt monocolore.
Venerdì 29 marzo, ore 21.00, appuntamento al Teatro Arciliuto (Piazza di Montevecchio 5, Roma), nel cuore della Roma antica, con il concerto di Cappuccio Collective Smooth feat. Eric Daniel al sax.
L’evento è presentato da Pentoniero Production.
Il mare a Monza, un’idea che ha del bizzarro e del visionario insieme. È il concept ambizioso partorito dal team di Pane & Trita: un porto con tanto di pescatori, camalli e banco del pescato fresco.
Tiporto è il format rivoluzionario di quattro soci, Pabel Ruggiero, Filippo Lo Forte, Stefano Mandardoni e Danilo Giaffreda, che nell’arco di dieci anni hanno saputo costruire attorno al loro brand una proposta di successo grazie a materie prime di alta qualità, alla capacità di innovare e a uno stile giocoso e irriverente (come testimoniano provocazioni gastronomiche quali l’Uniporco, il Terùn, il Grillo Cheeseburger o il più recente Cyber Burger).

Gli stessi presupposti che hanno portato a immaginare Tiporto, un progetto food con un’offerta dedicata interamente alla cucina di mare guidata da un menù tarato sul pescato del giorno. Proprio come nei ristoranti delle località costiere.
«Abbiamo trasferito nel mondo del pesce lo stesso approccio ludico con cui abbiamo creato Pane & Trita – spiega Pabel Ruggiero, cofondatore del marchio – Per noi è fondamentale che i nostri ospiti, oltre a mangiare prodotti buoni e genuini, si divertano stando a tavola. È nata un po’ così l’idea dell’asta del pesce, per esempio, un unicum nel panorama della ristorazione italiana».
Oltre a divertirsi nella grande sala conviviale (lo spazio totale misura 700 mq in grado di ospitare 220 coperti, 400 col dehors estivo), è possibile vivere anche esperienze più intime grazie a Tiporto Secret, una zona privé con menù dedicato per assaporare il gusto esclusivo della secret room.

La carta è un inno al Mediterraneo e ai suoi tesori: dai crudi freschissimi ai primi piatti della tradizione nostrana realizzati con pasta di grano 100% italiano trafilata al bronzo e crostacei, mitilli o polpo; dai secondi con diverse cotture del pesce (griglia, padella, brace) all’immancabile frittura mista, che Tiporto serve “mezzo metro alla volta”, per arrivare infine ai panini a base di pesce e alle pizze in perfetto stile marinaro.
Il design degli arredi, ça va sans dire, è assolutamente in linea con la proposta gastronomica: reti da pesca appese alle pareti, sacchi di iuta, insegne luminose e vecchie scatole di metallo, pavimenti in legno e maiolica, tavoli che richiamano il legno delle barche e container industriali a fare da bancone. Ogni dettaglio è stato pensato per stimolare l’immaginario collettivo evocando sia le tipiche pescherie di una volta, sia i più veraci banchi dei mercati del pesce.

In questo scenario trovano posto anche le casse di birra Ichnusa, che diventano parte integrante dell’arredamento e sottolineano l’abbinamento tra birra e cucina di mare, un incontro molto apprezzato dai più giovani.
Aperto sette giorni su sette, pranzo e cena, Tiporto fa respirare l’atmosfera vivace e piacevolmente caotica della vita di banchina, resa particolarmente coinvolgente dall’asta del pesce citata da Ruggiero, che viene messa in scena ogni sera e consente ai clienti più reattivi di accaparrarsi una serie di piatti a prezzi vantaggiosi. Cosa segna l’inizio della sfida? Ovviamente il suono di un campanaccio fatto vibrare con vigore da uno dei camerieri che sfoggiano un look marinaro con tanto di berretto di lana in testa. Siamo pur sempre “al porto”.
Testo di Tiziana Latorre
In occasione della Giornata mondiale della Felicità (istituita nel 2012 dall’ONU per riconoscere l’importanza di questo sentimento nella vita delle persone in tutto il mondo), mercoledì 20 marzo 2024 la Fondazione della Felicità, presieduta da Walter Rolfo, chiama a raccolta al Forum di Assago personalità dello spettacolo, sportivi, creator, ma anche formatori, manager di aziende e docenti per Happiness on Tour, Vite – Storie di felicità. Il più grande evento motivazionale gratuito dedicato alla felicità, realizzato con il patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano, si snoderà in due momenti principali: la mattina dalle 9:30 per gli studenti delle scuole superiori e la sera dalle 21:00 per tutti.

Durante la kermesse, gli ospiti si racconteranno in modo inedito condividendo col pubblico i momenti cruciali della propria carriera professionale o della vita privata con lo scopo di sollevare una riflessione sulla propria felicità traendo ispirazione dalle storie degli altri.
«Sarà un’occasione per ribadire il diritto alla felicità di ogni persona - spiega Walter Rolfo - a prescindere dal genere, dall’età, dalla classe sociale ed economica, dall’orientamento sessuale, dalla religione e dall’etnia. Ciascuna testimonianza sarà nuova e preziosa, in grado di lasciare un segno, un’intuizione che potrà contribuire alla realizzazione dei nostri sogni».

Insieme al presidente della Fondazione della Felicità, la sera si avvicenderanno sul palco i seguenti ospiti: Clara, cantautrice in gara all’ultimo Festival di Sanremo e vincitrice dell’edizione Giovani 2023, nonché attrice nella serie tv di successo Mare Fuori; Raul Cremona, noto comico e illusionista; Germano Lanzoni, personaggio protagonista del film Il Milanese Imbruttito e fondatore di Humor Business Experience; Francesca Corrado, ideatrice della prima Scuola di Fallimento in Italia; Giulia Biondi, dottoressa in biologia della nutrizione, docente di alimentazione e formatore olimpico; Mattia Bidoli, in arte Flip, prestigiatore e attivista che da anni porta la magia in ospedali, orfanotrofi, carceri, campi profughi e zone di guerra; Andrea Paris, comico, mago, mentalista e attore; Pasquale Acampora, mental coach fondatore di Blackship; infine Riccardo Haupt, direttore operativo di Chora & Will Media.
Nel corso della mattinata, saranno presenti con le loro storie anche Amalia Ercoli Finzi, scienziata e ingegnera aerospaziale conosciuta come “La Signora delle Comete”; Emanuele Lambertini, Oro Paralimpico di scherma; Raffaello Corti, in arte Faccestamagia, comico e prestigiatore; Giuseppe Stigliano, imprenditore, manager e autore.ù

Partner principale del progetto Happiness on Tour è Generali, azienda particolarmente attenta alle persone nelle loro ambizioni di felicità e impegnata nel generare un impatto concreto positivo nelle comunità in cui opera.
L’intera iniziativa è rivolta in particolare alle scuole in quanto punta ad arrivare alla felicità degli studenti e delle studentesse di oggi, spesso condizionati da un contesto fitto di cambiamenti che li porta ad affrontare ogni giorno sfide sociali sempre più complesse: guerre, dipendenza dai social e abuso delle tecnologie con conseguente isolamento sociale, depressione e bullismo. Per questo motivo, la Fondazione della Felicità ha voluto offrire ad alunni e docenti programmi educativi gratuiti, nel tentativo di favorire un ambiente scolastico sereno e collaborare alla costruzione di un futuro migliore votato alla felicità.
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