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Venerdì 16 gennaio 2026, con inizio alle ore 22.00, riparte, al centro culturale Base di Palazzolo sull’Oglio (Via Costa 5, BS), Lady Day Live Club, il tour di musica e testimonianze contro la violenza di genere legato al progetto Lady Day.
Domenica 25 gennaio, ore 19.00, al mare culturale urbano (Cascina Torrette, Via Quinto Cenni, 11, Milano), va in scena il terzo appuntamento della settima stagione di Because The Night- Il palco delle cantautrici. Sul palco l'ideatrice e Direttrice della rassegna, Marian Trapassi, e la cantautrice Juno.
Alessia Borganti, in arte Juno, è una cantautrice e producer del ‘99.
Nerospinto ha incontrato Francesco Gronchi, il cantautore di Montopoli in V.no (PI), che ha recentemente pubblicato un progetto discografico dalla cifra fortemente personale, intitolato Oltre l’orizzonte .
Per le nuove generazioni il concetto di benessere è più solo una questione di forma fisica o successo personale, ma una ricerca di equilibrio, identità e autenticità. A raccontarlo sono i dati 2025 dell’Osservatorio Italiano Ben-Essere Teens (OIBET) realizzato da Excellentia, startup innovativa a vocazione sociale che si prefigge di incidere positivamente sulle nuove generazioni attraverso percorsi educativi dedicati e personalizzati, in collaborazione con Q8 Italia, che restituisce il ritratto di una generazione consapevole ma fragile, capace di grandi slanci emotivi e allo stesso tempo attraversata da ansie profonde.
Secondo la ricerca, oltre il 61% dei ragazzi definisce il benessere come equilibrio tra salute fisica e mentale, mentre più della metà (53%) indica nel tempo dedicato a sé stessi, alle passioni e agli hobby il vero motore dello stare bene. Un dato che segna una netta distanza dalle narrazioni adulte basate su risultati, produttività e performance.
Dietro questa ricerca di armonia, si nasconde però una vulnerabilità diffusa: il 52,1% dei giovani dichiara che la paura di essere giudicati frena le relazioni, rendendo difficile mostrarsi per ciò che si è davvero. L’autenticità diventa così un desiderio potente, ma anche una conquista complessa.
Tra i fattori esterni che influiscono sul benessere, emerge l’importanza di un "ambiente di vita sereno e stimolante” per quasi il 50% dei rispondenti, mentre tra i fattori interni troviamo l’autostima e l’accettazione di sé (53%).
L’autenticità e la cura di sé sono considerate degli strumenti per raggiungere l’armonia interiore, ma ben il 9,1% dichiara di non sapere cosa lo fa stare bene, segnale di un bisogno crescente di educazione emotiva e sostegno alla consapevolezza di sé.
Lo sport, in questo scenario, assume un ruolo educativo fondamentale, che travalica la mera attività fisica e diventa uno spazio di crescita personale: il 46,3% lo considera una scuola di impegno e disciplina, mentre per oltre un quarto dei ragazzi intervistati aiuta a gestire le emozioni. Quasi un giovane su cinque, però, non pratica sport con regolarità, segnale di un bisogno ancora non appagato di inclusione e accessibilità.
I dati OIBET parlano chiaro: i ragazzi non chiedono modelli perfetti, ma luoghi sicuri in cui sperimentare, sbagliare e crescere. Ed è proprio da qui che nasce il bisogno di nuove alleanze educative.
Un confronto concreto su questi temi arriverà con “Hack the Sport”, il Simposio dello Sport promosso da Excellentia, in programma il 19 febbraio 2026 a Milano, dalle 10 alle 13, presso la sede della European School of Economics di via Tortona 35. Un evento-laboratorio, non a caso in concomitanza con le Olimpiadi Invernali, che metterà intorno allo stesso tavolo giovani, istituzioni, sportivi e imprese per ripensare lo sport come leva di benessere sostenibile e crescita autentica.
Dopo anni di sperimentazioni fluide, oversize rilassati e comfort assoluto, il 2026 segna un punto di svolta per la moda contemporanea. Il fashion system sembra sentire l’urgenza di un ritorno alla struttura, al dettaglio: non nostalgia, ma la nascita di una nuova consapevolezza estetica, capace di coniugare rigore e immaginazione, controllo e teatralità. In un contesto segnato dalle turbolenze del 2025, tra numerosi avvicendamenti ai vertici creativi, acquisizioni e scenari economici complessi, il ritmo rallenta, lasciando spazio a qualità, costruzione e durabilità. Il romanticismo creativo non scompare, ma si trasforma: meno protagonismo del singolo, più lavoro corale, meno eccessi e maggiore visione, delineando una moda più consapevole e precisa, dove ogni scelta diventa espressione di stile e personalità.

Pantone ha eletto “Cloud Dancer” (PANTONE 11-4201) come colore dell’anno 2026: un bianco chiaro, lattiginoso e impalpabile che evoca calma, equilibrio e leggerezza, ideale come base per un guardaroba più consapevole. Accanto a questa tonalità, le passerelle propongono colori più intensi e vibranti: nero, blu klein, blu notte, rosa morbidi e gialli polverosi si alternano con eleganza, creando una palette elegante, stratificabile e facilmente indossabile anche nella vita quotidiana.
Kenzo spring 2026, Daniele Oberrauch - Gorunway.com
Nell’inverno 2026, l’outerwear domina la scena: cappotti lunghi fino ai piedi e giacche dalle spalle strutturate, spesso arricchite da dettagli in finta pelliccia su colletti e polsini, definiscono look di forte impatto unendo estetica e funzionalità. Il tailoring si fa deciso e scolpito: i blazer abbandonano le proporzioni oversize a favore di vite segnate, spalle forti e tagli asimmetrici, mentre i doppiopetti vengono riletti in chiave contemporanea con costruzioni affilate e lunghezze variabili. La Napoleon jacket e le giacche embellished confermano l’importanza del dettaglio: spille, bottoni gioiello, ricami e applicazioni trasformano ogni capo in un elemento distintivo. La stessa cura si estende al denim, arricchito con applicazioni, ricami brillanti e lavorazioni.
Fendi Sfilata Autunno Inverno 25/26, Milano
Le silhouette dei pantaloni riflettono una moda in evoluzione, sempre più attenta alle proporzioni e al dialogo con il corpo. Tornano ispirazioni anni ’90 come i jeans a sigaretta, aderenti sulla coscia e dritti sotto il ginocchio, insieme a jorts, pantaloncini larghi e lunghi fino a metà coscia o appena sopra il ginocchio, e skinny jeans. Sulle passerelle Autunno/Inverno 2025/26 trovano spazio anche pantaloni sartoriali over, ampi e strutturati, spesso abbinati a blazer. Accanto a questi, i pantaloni in satin, un tessuto liscio e luminoso, si distinguono per le interpretazioni fluide di Fendi e Jil Sander, adatte sia al giorno che alla sera. La pelle resta un materiale chiave, declinata in versioni a vita alta o con fondo svasato, anche in colori accesi. Il pantalone utility rilegge il classico cargo, noto per le tasche funzionali, in una versione più pulita ed elegante. Completano il panorama i flare extra lunghi (a zampa), i capri wide-leg ampi e fluidi come una gonna e i balloon pants, caratterizzati da volumi morbidi, con versioni animalier e dettagli decorativi che aggiungono personalità senza sacrificare armonia e stile.
The Attico Autunno Inverno 25/26, stivali slouchy
Le calzature del 2026 sposano comfort ed eleganza. Le sneakers lasciano spazio a scarpe più curate, mentre le babbucce evolvono in flat shoes sofisticate: scarpe basse, morbide e confortevoli, ma realizzate con materiali di qualità e design ricercato. Il raso, tradizionalmente serale, appare su décolleté e slingback, mentre le peep-toe, scarpe aperte sulla punta, rivisitano l’eleganza anni Cinquanta. Texture animalier e stivali slouchy, con la gamba morbida e leggermente arricciata, conferiscono carattere e femminilità ai look combinando comodità e stile.
Balmain Primavera Estate 2026 - Launchmetrics.com spotlight
Quest’anno gli accessori non completano il look, lo definiscono. Le borse spaziano dalle maxi bag capienti alle clutch, passando per materiali morbidi come suede e finta pelliccia, fino alle vanity bag rigide e compatte, capaci di elevare anche gli outfit più essenziali. Collane statement, vistose e d’impatto, e occhiali oversize, dagli aviator ai modelli a visiera, catturano lo sguardo e diventano punti focali dello styling. Anche i cappelli giocano un ruolo chiave: pillbox retrò a tamburello, cappelli da pescatore in lana, coppole e baschi rileggono codici del passato in una chiave contemporanea, donando carattere ed eleganza. Le calze, dal pizzo sofisticato alle versioni fantasia con pois, stampe e colori vivaci, rafforzano l’espressività del look, mentre frange e nappe su sciarpe e accessori introducono movimento. Ogni elemento concorre così a rendere gli accessori veri strumenti di stile e identità.
Forever Young Leather utility belt - Etsy
Tra i trend chiave del 2026 spicca l’apron, come visto nella collezione primavera/estate di Miu Miu, dove il grembiule, simbolo del lavoro, viene reinterpretato con audacia. Nella quotidianità, diventa elemento di design: gonne wrap sovrapposte, cinture utility con tasche e dettagli sui pantaloni uniscono funzionalità e stile, proponendo una femminilità funzionale e curata.
Erik Charlotte, circus core
Accanto a quest’eleganza strutturata, emergono anche estetiche più scenografiche. Il Circus Core prende ispirazione dai costumi circensi e vintage, con strisce, corsetti, volant, tessuti lucidi e paillettes, colori vivaci come rosso, nero e oro, e dettagli appariscenti, creando look unici. L’Opera Core si ispira invece al teatro d’opera, con tessuti ricchi come velluto e seta, abiti voluminosi, maniche a sbuffo, corsetti e accessori opulenti, fondendo riferimenti storici con un’estetica moderna e scenografica. Mescolando queste tendenze a uno stile più quotidiano si ottengono outfit comodi, ma d’impatto, misurati, ma originali.
Il 2026 segna l’anno in cui la moda torna a prendersi sul serio: meno casual, più progettuale. L’improvvisazione lascia spazio alla costruzione e la creatività si incanala in forme più consapevoli. Cresce l’anti-luxury, una tendenza che valorizza autenticità, qualità e individualità: vintage e second-hand diventano scelte strategiche, non solo per il fascino dei pezzi, ma anche per una maggiore coscienza sociale e ambientale. L’obiettivo è chiaro: comprare meno, ma meglio, selezionando capi capaci di durare nel tempo e raccontare qualcosa di chi li indossa. È un’eleganza silenziosa, che non ha bisogno di gridare, ma si percepisce nei dettagli, nei volumi e nella scelta dei materiali. Tutto lascia intendere che questa stagione rappresenti l’inizio di un nuovo capitolo: una moda più matura, sostenibile e consapevole del proprio ruolo.
A cura di Anna Olivo
Nel mese di dicembre Aps PartyVolontario, con la collaborazione di Biblioteca OgniBene e la partecipazione de Gli amici dello zio- Aps ha proseguito la tradizione del Cinema a sorpresa, la rassegna- dalla forte vocazione solidale- di proiezioni su grande schermo di film e cortometraggi a sorpresa, il cui titolo viene svelato solo nell’imminenza della proiezione in sala.
In occasione dell’Epifania, a San Sebastiano Po, il Maestro Pasticcere torinese Fabrizio Galla, "Tre Torte" nella Guida Pasticceri & Pasticcerie di Gambero Rosso, insieme alla moglie Federica Russo, capo laboratorio, presenta la Focaccia della Befana: un dolce della tradizione popolare reinterpretato attraverso il rigore tecnico e la cultura della grande pasticceria artigianale.
La Focaccia della Befana nasce dallo stesso impasto del panettone, lavorato con lievito madre e sottoposto a 72 ore di lavorazione, nel rispetto dei tempi naturali della lievitazione. Un processo complesso che restituisce una struttura estremamente soffice, leggera e aromatica. L’impasto è arricchito esclusivamente da arancia candita, scelta per la sua freschezza e per il legame con la stagionalità invernale.
All’interno del dolce viene inserita una fava secca prima della cottura, elemento simbolico che rimanda a una tradizione antica, condivisa da diverse culture europee. Secondo la credenza popolare, chi la trova sarà fortunato per tutto l’anno; altre interpretazioni affidano invece al “prescelto” il compito di offrire da bere o organizzare il prossimo momento conviviale. La superficie è completata da una glassa alle mandorle e granella di zucchero, che aggiungono struttura e contrasto, mantenendo un equilibrio misurato tra dolcezza e aromaticità.
La Focaccia della Befana si inserisce nel solco delle preparazioni rituali che segnano la chiusura delle festività natalizie, come gesto augurale e conviviale, affidato a una lavorazione di altissimo livello. Disponibile in edizione limitata presso il punto vendita di San Sebastiano Po.
Per il Capodanno, Acadèmia.tv propone un menu completo che mette in dialogo cucina d’autore e intelligenza artificiale. Il progetto nasce da ChefCPT, assistente AI sviluppato dalla piattaforma e addestrato sui contenuti di oltre duecento maestri di cucina, pensato per supportare sia la costruzione dei menu sia gli aspetti tecnici delle preparazioni.
Il percorso si articola in quattro portate che ripropongono piatti della cucina contemporanea, affidandone l’ispirazione a chef italiani noti al grande pubblico. L’antipasto apre con gamberi scottati serviti su uno zabaione salato alla ’nduja, ispirato alle tecniche di Cristian Spagnoli. I gamberi vengono rosolati rapidamente, mentre lo zabaione è preparato montando i tuorli a bagnomaria e incorporando la ’nduja; il piatto è completato da cime di broccoletti sbollentate e ripassate in padella. Un avvio deciso, costruito sull’equilibrio tra dolcezza, grassezza e una nota piccante.
Il primo è una lasagnetta croccante con porcini, pancetta arrotolata, squacquerone e pesto di cavolfiore, ispirata alla cucina di Igles Corelli. I dischi di sfoglia vengono sbollentati e dorati al grill, farciti con squacquerone, porcini rosolati e pancetta croccante, quindi passati brevemente in forno. Il cavolfiore è lavorato in doppia consistenza, in crema e in pesto, a dare profondità e continuità al piatto.
Segue un secondo più legato alla tradizione, ma riletto in chiave conviviale: arancini ripieni di ossobuco, ispirati alla cucina di Cesare Battisti. Il ripieno nasce da uno stufato di vitello cotto lentamente, racchiuso in un risotto allo zafferano mantenuto compatto; gli arancini vengono poi panati e fritti al momento. Una proposta pensata per una tavola delle feste informale ma strutturata.
Il dessert chiude con un classico rivisitato: panettone tostato e caramellato in stile crème brûlée, accompagnato da zabaione al moscato e gelato alla vaniglia, ispirato al lavoiro di Vincenzo Santoro. Il panettone viene dorato in padella e caramellato, lo zabaione montato a bagnomaria, per un finale giocato sul contrasto tra caldo e freddo.
A completare il menu, indicazioni pratiche su tempistiche e abbinamenti, con un’impostazione pensata per l’organizzazione domestica: molte preparazioni possono essere anticipate, lasciando al momento del servizio solo rifiniture e cotture finali.
Il progetto si inserisce nel più ampio ecosistema formativo di Acadèmia.tv, che sperimenta qui il potenziale dell’applicazione dell’intelligenza artificiale alla cucina di casa.

Le ricette:
ANTIPASTO
Gamberi con zabaione salato alla ’nduja e cime di broccoletti
Ispirazione: Cristian Spagnoli
Ingredienti (4 persone)
12 gamberi grandi
200 g cime di broccoletti
olio extravergine di oliva, sale
Per lo zabaione salato
4 tuorli
45 g ’nduja
20 g acqua
Procedimento
Sbollentare le cime di broccoletti in acqua salata per un minuto, raffreddarle e saltarle brevemente in padella con olio e sale. Montare i tuorli a bagnomaria con un pizzico di sale e l’acqua fino a ottenere una consistenza cremosa, quindi incorporare la ’nduja. Tenere tiepido. Pulire i gamberi e scottarli velocemente in padella con un filo d’olio. Servire lo zabaione sul piatto, adagiare gamberi e broccoletti.
PRIMO
Lasagnetta croccante con porcini, pancetta arrotolata, squacquerone e pesto di cavolfiore
Ispirazione: Igles Corelli
Ingredienti (4 persone)
12 dischi di sfoglia all’uovo
250 g squacquerone
2 porcini
8 fette di pancetta arrotolata
1 cavolfiore
pinoli, scorza di limone
olio extravergine di oliva, sale, pepe
Procedimento
Sbollentare brevemente i dischi di sfoglia, asciugarli e passarli al grill fino a renderli croccanti. Cuocere le cime di cavolfiore e frullarle con olio, pinoli, scorza di limone e sale per ottenere il pesto; con il gambo preparare una crema più liscia. Rosolare i porcini a fette con olio e aglio, grigliare la pancetta. Farcire i dischi con squacquerone, porcini, pancetta e pesto. Scaldare in forno e servire sulla crema di cavolfiore.
SECONDO
Arancini ripieni di ossobuco
Ispirazione: Cesare Battisti
Ingredienti (4 persone, circa 8 arancini)
280 g riso Carnaroli
300 g ossobuco di vitello a dadini
zafferano
brodo
burro, Parmigiano Reggiano
sedano, carota, cipolla
uova, farina, pangrattato
olio per frittura
Procedimento
Preparare uno stufato con ossobuco, soffritto e brodo, cuocendo lentamente fino a ottenere una carne morbida. A parte cuocere un risotto allo zafferano mantenendolo asciutto e compatto. Raffreddare entrambi. Formare gli arancini inserendo il ripieno di ossobuco, passarli in farina, uovo e pangrattato. Friggere in olio caldo fino a doratura e servire.
DESSERT
Panbrulè con zabaione al moscato e gelato alla vaniglia
Ispirazione: Vincenzo Santoro
Ingredienti (4 persone)
4 fette di panettone
80 g zucchero semolato
4 tuorli
20 g zucchero
30 ml Moscato
gelato alla vaniglia
Procedimento
Tostare le fette di panettone in padella, cospargerle di zucchero e caramellare con cannello o grill. Preparare lo zabaione montando a bagnomaria tuorli, zucchero e Moscato fino a ottenere una crema densa. Servire il panettone caldo con zabaione e una pallina di gelato alla vaniglia.
Il Capodanno è un rito, prima ancora che una festa. Un tempo sospeso in cui si brinda non solo a ciò che verrà, ma anche a ciò che l’anno che si conclude ha portato.
È da questa idea di attesa, profondità e precisione che nasce la visione di Metodo Classico di Feudi Spada: un progetto che guarda all’Umbria d’altura, severa e luminosa, e la traduce in due bollicine in edizione limitata pensate per la notte di San Silvestro.
Fondata nel 2010 da Alessandro Leoni e Maurizio Fea a Viceno, una frazione di Castel Viscardo, in provincia di Terni e a due passi da Orvieto, Feudi Spada da 15 anni è interprete di un territorio vitivinicolo straordinario, che si snoda su 38 ettari, di cui 11 vitati, e annovera le vigne più alte dell’Umbria, con appezzamenti che arrivano fino ai 580 metri di altitudine.
Alla regia c’è Leoni, enologo e produttore, che firma un lavoro di sottrazione e carattere, in cui ogni scelta – dalla vigna al dosaggio – risponde a un’idea chiara di identità.

Protagoniste sono le uve di Sangiovese e di Riesling Renano, che provengono dai vigneti di proprietà dell’azienda, situati a quasi 500 metri sul livello del mare: altitudini che regalano tensione, verticalità e una naturale vocazione alla spumantizzazione. Qui il Metodo Classico non diventa il racconto di un territorio attraverso il tempo, la materia e la pazienza. Due interpretazioni diverse, complementari, pensate per accompagnare la tavola delle feste e i brindisi dall’aperitivo alla mezzanotte.
Nel racconto di Capodanno firmato da Feudi Spada, il dialogo tra le referenze di Metodo Classico è infatti continuo e naturale. Il NOVINTAGE Rosé e il NOVINTAGE Brut nascono dallo stesso sguardo, ma parlano due lingue diverse, complementari, entrambe profondamente legate alla tavola e al tempo delle feste.
Il Rosé Extra Brut, a base Sangiovese, è quello che entra in scena con più materia e immediatezza. Matura sui lieviti per oltre quindici mesi, con un dosaggio calibrato che lascia spazio alla struttura del vitigno. Nel calice è intenso, con note di piccoli frutti rossi – amarena, ciliegia, mora – e una bocca che regge senza esitazioni piatti ricchi e rituali. È la bollicina che accompagna l’inizio della serata, dagli antipasti ai primi importanti del veglione: salumi, paste fatte in casa, strangozzi con porcini e funghi locali. Un rosé che non chiede leggerezza forzata, ma invita alla convivialità.
Il Brut, invece, gioca su un registro più verticale. Riesling Renano in purezza, proveniente da un vigneto ricco di sabbie e sassi alluvionali, è un Metodo Classico preciso e pulito. La vinificazione alterna acciaio e barrique a bassa temperatura, il tiraggio preserva il carattere floreale e il perlage resta fine, composto. Con un dosaggio minimo e un affinamento di trenta mesi sui lieviti, questa bollicina trova la sua forza nell’equilibrio e nella capacità di sostenere piatti complessi: tagliatelle al tartufo nero umbro, cotechino con lenticchie, quei secondi della tradizione che segnano il passaggio all’anno nuovo.
Insieme, NOVINTAGE Rosé e NOVINTAGE Brut raccontano una stessa storia: il Metodo Classico come racconto del territorio, delle sue altitudini e della sua cucina. Due bollicine pensate per accompagnare San Silvestro dall’inizio alla fine, senza effetti speciali, ma con coerenza, quella che da sempre accompagne Feudi Spada.
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