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Oggi vi presentiamo l’opera di un giovane e promettentissimo scrittore che, con la sua prima pubblicazione, promette di stupire e regalare emozioni a tutti coloro che vorranno avventurarsi nel suo racconto.
Carlo Zambotti (classe 1977) , nato a Cavalese ma cresciuto a Milano dove ha studiato filosofia, si affaccia al mondo dell’editoria nel 2000, lavorando come grafico per la rivista Caffelatte e trovando spazio, sempre come grafico e giornalista musicale, in alcuni magazine indipendenti. Grazie a queste esperienze prende la decisione di inseguire il suo sogno, prima che finisca per rimanere uno delle tante speranze intrappolate ogni giorno nei cassetti. Si isola per un periodo per riflettere su se stesso e sul suo personale senso della vita, tutto ciò lo porterà alla pubblicazione del suo lavoro d’esordio.
Il titolo vale più di mille parole: “ Servirà qualcuno che ci legga alla fine”. In questo strano periodo, in cui sembra che chiunque sia in grado di scrivere un libro, in cui chi non ha pubblicato qualcosa rappresenta quasi l’eccezione alla regola, è sempre confortante sapere che c’è ancora qualcuno che lo sa fare davvero, alla vecchia maniera, scrivendo bene.
E' una bellissima collezione quella che ci presenta l'autore, grazie anche al sostegno di una piccola, ma lungimirante casa editrice, Gorilla Sapiens. Non una semplice raccolta di brevi novelle dal ritmo incalzante, ma un universo mutevole e vario, popolato da personaggi eccentrici e meravigliosamente descritti, che si perdono quasi nel metafisico.
Avventure che delicatamente sconfinano nel fantastico, storie dalla natura malinconica che mai scadono nel melodramma, narrazioni colorate da ironia autentica e spietata, ragionamenti logici ferrei e schizofrenie, gioco intellettuale colto, riferimenti letterari alti, cognizione della bellezza, caos organizzato. Tutto questo è la scrittura di Carlo Zambotti.
Voce del narratore che si adatta allo spirito del racconto, gusto della prosa breve e curata, ricchezza di espressioni e possibilità narrative. Arricchito inoltre dalle illustrazioni di artisti di grande talento, questo libro rappresenta un varco attraverso il quale accedere a un universo sempre nuovo e in piena espansione.
Non dite che non vi avevamo avvertiti!
Indira Fassioni
Il rossetto rosso è sicuramente il cosmetico più iconico che si possa trovare nella trousse di una donna.
Le tonalità possibili sono moltissime ma senza dubbio il più gettonato è il rosso classico, il più intenso.
Ci sono delle regole generali nella scelta del punto di rosso perfetto per le nostre labbra che però possono essere stravolte se la donna che lo sfoggia è dotata di grande personalità.
Le donne più mediterranee possono affidarsi ad un rosso più caldo, che vira verso il corallo, mentre coloro che possiedono una carnagione più chiara possono orientarsi meglio su un rosso più freddo.
Le labbra carnose prediligono un finish più opaco che senza dubbio conferisce un’aria sensuale senza essere volgari, mentre quelle più sottili sono maggiormente esaltate da un finish più lucido. Un piccolo trucco di bellezza per far risaltare maggiormente questo tipo di labbra è accompagnare il rossetto ad un tocco di illuminante privo di glitter sull’arco di cupido.
Attenzione fumatrici! Il rosso, se nella tonalità sbagliata, può sottolineare una dentatura spenta e non più bianchissima. Sono da evitare quindi rossi aranciati e corallo, a favore di rossi più cupi e decisamente chic.
Ma, a questo punto, quali sono i rossetti rossi più gettonati, belli e famosi? Il mercato ne propone moltissimi.
All’interno di una fascia di prezzo medio-alta, i classici rossi di Mac Cosmetics sono i migliori. I più famosi e celebrati tra i rossetti della gamma sono certamente i leggendari Russian Red e Ruby Woo. Sono entrambi opachi e simili, ma i sottotoni sono diversi: il Russian Red è maggiormente consigliato per le carnagioni più calde, mentre il Ruby Woo, tendente più al fragola, è più indicato per sottotoni freddi Non sono tra i rossetti più confortevoli in commercio poiché, per la loro natura opaca, tendono a seccare le labbra tuttavia, con un po’ di attenzione, possono durare anche tutto il giorno poiché la loro formulazione lascia la bocca leggermente tinta. Bisogna prestare attenzione all’applicazione: sono difficili da stendere ed è fondamentale applicarli con un pennello labbra, previo utilizzo di una matita. Malgrado Il non semplicissimo utilizzo o forse proprio per questo tali rossetti conferiscono un’allure di rosso oldstyle che ha contribuito fortemente al loro fascino, per molte donne addirittura un mito.
Se si desidera salire di prezzo, i rossetti rossi più apprezzati sono senza dubbio quelli di Chanel, in particolare “39 La Somptueuse” ( linea Rouge Allure Velvet ) e “98 Coromandel” (linea Rouge Allure). Il primo è un rosso più classico, il secondo è più aranciato. La scelta deve essere orientata dal proprio sottotono, come precedentemente esposto. Il risultato finale, una volta applicati, è delizioso. Rimane la raccomandazione di avere cautela nell’applicazione: sono molto pigmentati ed è difficile rimediare agli errori.
In una fascia di prezzo più bassa, primeggiano i Color Elixir di Max Factor. I più amati sono “720 Scarlet Ghost” e “715 Ruby Tuesday”. Il rapporto tra di due rossetti è comparabile a quello che vi è tra i due cugini più famosi di Mac. “Scarlet Ghost” è molto più freddo rispetto a “Ruby Tuesday”, più caldo e acceso. A differenza di “Ruby Woo” e di “Russian Red” i Color Elixir sono decisamente più idratanti e il loro finish è leggermente più lucido.
Revlon, a sua volta, propone “060 True Red”(linea Colorburst) , un rosso intenso e lucidissimo, ottimo per tonalità e resa. Bisogna prestare attenzione, però, nel corso della giornata , poiché per sua natura è un rossetto abbastanza mobile che rischia di sbavare all’esterno.
Un’altra alternativa, questa volta supereconomica, è di Kiko che nella sua linea base può vantare il numero “392”, idratante, performante e delicatamente lucido.
Di finish completamente diverso è “401 Rebel Red” di L’Oreal (linea Caresse), un lucidissimo rosso fragola evanescente, per questo adatto a chi non vuole osare con un rosso intenso e pigmentato. L’applicazione è semplicissima, quasi senza specchio, ma va riapplicato più volte nel corso della giornata, poiché per quanto sia racchiuso in un packaging da rossetto ha più a che vedere con un gloss molto scrivente.
E per le ragazze molto scure o di colore? C’è un rossetto apposta per loro. “Iman Red” di Iman Cosmetics è la punta di rosso perfetta per le donne dalla carnagione scura o molto scura. E’ stato creato dalla leggendaria top model somala Iman Mohamed Abdulmajid, che ha pensato ad una linea intera di cosmetici dedicati alle donne dalla carnagione scura. Non è reperibile in Italia, ma è facilmente rintracciabile ed acquistabile sul web.
La scelta, come si può vedere, è molto personale e più di qualsiasi regola vale la personalità della donna che lo sfoggia e….la sua volontà di divertirsi!
Nel giugno del 2013 Lou Reed subì un operazione importante che l'aveva salvato dalla morte. Laurie Anderson, musicista avant-garde e sua moglie, con voce roca raccontò il fatto al Times dicendo che avrebbe ripreso le sue attività in pochi mesi ma che la sua vita non sarebbe più stata come prima: “A liver transplant. It's as serious as it gets. He was dying. You don't get it for fun”.
Lou Reed stesso pubblicò su Facebook poco tempo dopo questa dichiarazione: “Sono un trionfo della medicina moderna, della fisica e della chimica. Sono più grande e forte che mai. Il mio regime di Chen Taiji e di salute mi ha fatto bene negli anni, grazie al Master Ren Guang-yi. Non vedo l’ora di tornare a suonare sul palco, e di scrivere altre canzoni per connettermi con i vostri cuori e spiriti e tutto l’universo, in futuro”.
Rolling Stones ha annunciato la sua morte, oggi, domenica 27 ottobre ma senza dichiarare quale sia la causa del decesso. Muore sicuramente un grande del rock, uno dei pilastri fondamentali della musica e uno degli artisti più influenti di sempre. Non bisogna parlare dei tentativi passati del grande trasformista di sbarazzarsi della droga e di cercare di smettere di bere, ora Lou Reed starà sicuramente camminando ancora nel lato selvaggio di chissà quale posto, canticchiando e suonando le sue canzoni. Personalmente scrissi questo articolo - sempre per Nerospinto - proprio per l'amore che provo verso questo artista e mi sembrava doveroso salutarlo:
Ciao Lewis Allan Reed.
Ascolto:
Andrea Facchinetti
Tenero, fragile, passionale, doloroso: è l’amore vissuto in tutte le sue sfumature quello cantato nelle poesie erotico-amorose del progetto “Estratti di Porpora” in collaborazione con Planète Amoureuse nella serata Emotiva-mente di sabato 26 ottobre presso l’hotel Enterprise di Milano a conclusione del Festival della Cultura Psicologica.
"Estratti di Porpora" è un progetto nato nel 2008 da Ambra Rampoldi, aka Guenda, con l'unico vero scopo di dare libero sfogo alle sue esigenze di esibizionismo e di espressione.
La voglia è quella di indagare, attraverso diverse forme d'arte, il delicato e sublime concetto di “erotismo”, inteso come complesso miscuglio di impulsi chimici, fisicità, odori, sentori e tutto ciò che “sfiora ma non tocca”. L’idea si arricchisce con la collaborazione di Giorgia Brandolese, bassista migrata al violoncello, e Marcello Finardi, chitarrista-fantasista versatile ad alto contributo ormonale. È da qui che nasce una performance fatta di reading di poesie e favole a tema erotico, accompagnate dalle atmosfere sensuali e dalle nebulose armoniche create dalla musica con l’aggiunta di proiezione di immagini e video a tema.
Nella serata saranno interpretate i testi scritti da Indira Fassioni, ideatrice di Planète Amoureuse, manifesto sull’amore carnale, nonché chiave di espressione artistica a 360°. Contenitore di artisti, di idee, di forme accumunati dalla tematica erotico-amorosa sempre in perenne evoluzione e trasformazione nei suoi partecipanti e nei suoi ideali, Planète Amoureuse è un progetto itinerante che fa del viaggio e del movimento tematiche stesse di trasformazione dell’amore.
Un momento impagabile per tuffarsi negli abissi del cuore e della mente cullati da note musicali e poetiche.
Serata Emotiva-mente, sabato 26 ottobre, c/o Hotel Enterprise Milano ore 19,30.
http://festivalculturapsicologica.com/
www.enterprisehotel.com
Meladailabrianza inaugura la stagione invernale con una prima serata, prevista il 25 ottobre al Bloom, dal titolo: Stand-up-Fuori c'è la rivoluzione.
L'evento dà il via ad una stagione che ha, come punti cardine, la denuncia sociale e la rivoluzione culturale. Non a caso, l'ospite della prima serata, sarà Sara Velardo, giovane cantautrice che presenterà il suo secondo cd, intitolato "Polvere e Gas". Si tratta di un lavoro dai forti contenuti sociali, come mostra anche il video del singolo di lancio "Il mio amore immenso", incentrato sul tema dell'omofobia, realizzato con la partecipazione dello staff di Meladailabrianza e che verrà presentato in anteprima venerdi sera.
A seguire, il pubblico potrà ammirare la performance di Meladailaviviana vs Isathedrummer, durante la quale la percussionista si esibirà in una jam session accompagnata dalla musica di Viviana Bruno. La serata si concluderà con il djset a cura di Disagiati² - al cubo.
Il photoset sarà, come di consuetudine, affidato a EM Prohotoproject; madrina dell'evento sarà la drag queen Maya Luna, alla quale si affiancherà la special guest Miss Cappa.
Meladailabrianza 25 ottobre 2013
Apertura porte ore 22. Inizio concerti ore 23.
Ingresso libero.
Meladailabrianza
web: www.meladailabrianza.blogspot.com
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Bloom
Via Eugenio Curiel, 39 - 20883 Mezzago (MB)
http://www.bloomnet.org/
Arriva il week end e Toilet Club, il locale più folle di Milano, vi aspetta con due imperdibili serate.
Venerdì scatenatevi in pista a COOL KIDS CAN’T DIE, l’unico “Queer Party” di Milano che da ormai 9 anni infiamma . Il dj show di Japi & LaEmi non è solo un set ma un vero e proprio spettacolo in 4D, dove la musica, il travestimento e l’interazione con il pubblico ne hanno decretato il successo. Il pubblico di CKCD si ritrova come una grande famiglia e si scatena in pista e nella testa con pezzi Pop, Electro, Trash, Punk Rock, col tempo fusi con sonorità che vanno dagli anni ‘60 ad oggi, dando vita a mix inconfondibili e ad atmosfere uniche.
Sabato va in scena TOILETTE, una serata spensierata, divertente, accattivante e a volte sconsiderata. Sorrisi eccessivi, balli proibiti, drink stellari e baci alcolici. Ad allietare la vostra serata facendo ballare fino al mattino Erik Deep & Lo Zelmo, i resident dj del sabato sera, con il loro inconfondibile (quanto inetichettabile) sound dance-pop, contaminato da elettronica, anni90, affiancati per questo weekend da Damian, dj insieme a della serata Rockette, in esclusiva per una sola notte al Toilet Club.
COOL KIDS CAN'T DIE - Cioè
Venerdì 25 ottobre
DjShow&Love JAPI e LaEMI
** ENTRO LE 00:30 COCKTAIL A 5.00€ **
TOILETTE - Mi scappa di sabato
Sabato 26 ottobre
Erik Deep & LoZelmo Dj Set
Guest: DJ DAMIAN
** ENTRO LE 00:30 COCKTAIL A 5.00€ **
TOILET CLUB via Lodovico il Moro 171, Milano Aperto dalle 23 alle 4
INGRESSO GRATUITO con tessera ARCI, ARCIGAY, ARCILESBICA, UISP NON HAI ANCORA LA TESSERA ARCI? Richiedila almeno 24h prima di venire al Toilet compilando il form all’indirizzo www.circolotoilet.it/tessera
Info: www.circolotoilet.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
29 ottobre, Mediolanum Forum di Assago (MI).
Per tutti gli amanti della Rock Band canadese che ha spazzato via ogni record, una data da salvare assolutamente sul calendario.
I Nickelback tornano in Italia per un’unica data a quasi 10 anni di distanza dal loro ultimo concerto, portando il loro The Hits Tour on stage a Milano, dopo l’enorme successo dell’ album “Here and Now”.
Nati in Canada nel 1995, i Nickelback arrivano al successo negli Stati Uniti con il loro primo album THE STATE i a marzo del 2000. La band è composta dal cantante e chitarrista Chad Kroeger , autore di tutti i testi, dal chitarrista e seconda voce Ryan Peake, dal bassista Mike Kroeger e dal batterista Ryan Vikedal. THE STATE ottiene un buon successo piazzando tre singoli nelle classifiche e dopo un tour di 200 date i Nickelback entrano in studio con il produttore Rick Pharashar (Pearl Jam, Temple Of The Dog) e in sole cinque settimane registra il secondo album SILVER SIDE UP, mixato da Randy Staub (Metallica, U2) e pubblicato alla fine del 2001, trainato dal singolo “How you remind me”. Nel 2003 e nel 2005 escono rispettivamente THE LONG ROAD e ALL THE RIGHT REASONS, che però falliscono nell’obiettivo di portare al gruppo l’attenzione del disco che li ha preceduti. Nel dicembre si rifanno del 2006 i Nickelback vincono tre Billboard Music Awards.
Con i loro 50 milioni di dischi venduti in tutto il mondo rimangono uno dei gruppi canadesi di maggior successo della storia, aggiudicandosi il secondo posto nella classifica degli artisti stranierI che hanno venduto più dischi negli USA del 21 secolo.
Un concerto che i fans aspettavano da tanto tempo, una scarica di energia pronta ad invadere Milano, trascinata dalla voce potente di Chad, recentemente convolato a nozze con un’altra canadese famosa, l’ex skater-girl Avril Lavigne. La scaletta comprenderà i grandi singoli 'How You Remind Me', 'Photograph', 'Burn It To The Ground' e 'Rockstar', oltre ai brani più recenti, 'When We Stand Together', 'Bottoms Up', 'Lullaby' e 'Trying Not To Love You', per uno spettacolo da non perdere che coprirà una decade di strepitosi successi. Famosi in tutto il mondo per le loro incredibili hit e la loro forza sul palco, i Nickelback offriranno uno spettacolo degno di nota, e la lunga attesa dei fan italiani sarà decisamente appagata.
INFO BIGLIETTI
http://www.ticketone.it/nickelback-biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages/tickets&fun=artist&action=tickets&kuid=461984
Recensione Massimo Volume – Aspettando i Barbari (La Tempesta, 2013)
I Massimo Volume sono tornati e non possiamo negarlo; dopo Cattive Abitudini del 2010, che rappresenta la volontà di riprovarci e di crescere ancora, di prendere il gruppo e di renderlo un tutt'uno con quello che è stato, progetti laterali di Emidio Clementi compresi, ora è la volta di Aspettando i Barbari.
Questo nuovo lavoro discografico passa in rassegna tutta la storia della band, dai testi migliori di Lungo i Bordi (anno 1995) e Da Qui (il mio preferito, anno 1997), alle prove di un canto leggermente accennato in Club Privè (non il mio preferito, anno 1999) fino ad arrivare all'esperienza più elettronica, e si stente, di Emidio detto Mimì con gli El Muniria (sentitevi anche gli inserti di 'Il nemico avanza'). Hanno preso il meglio, e musicalmente Aspettando i Barbari non ha davvero rivali: i Massimo Volume ce l'hanno fatta e nello scriverlo mi sembra quasi di essere tornato negli anni '90 quando nell'alt-rock italiano loro erano lassù, in cima. Una bella sensazione insomma. La produzione questa volta è affidata, oltre che ai MV stessi, a Marco Caldera che si mette anche ai synth e ai sampler, mentre i toni e le sensazioni sono più cupi e duri rispetto al precedente Cattive Abitudini.
'Dio delle Zecche' è stata scelta per aprire l'album e sono le parole di Danilo Dolci a raccontare, perfettamente, la loro scalata: “vince chi resiste / alle tentazioni / chi cerca di non smarrire / il senso / la direzione / vince chi non si illude”. Tantissime sono le ispirazioni e i riferimenti che spuntano come fiori nel campo di queste dieci canzoni, da John Cage a Mao Tse Tung, da Steinbeck a Buckminster Fuller. Nel momento esatto in cui senti declamare “Se penso a te / ti vedo in via dei tigli” ('La Cena') vieni gettato nel film e nelle perfette immagini che questa canzone crea tra synth, chitarre e bordoni, con un finale sonoro leggermente noise (genere che si ripresenta anche in 'Compound').
La title track è una classica canzone dei Massimo Volume, con un testo perfetto, mentre 'Vic Chesnutt' stranamente è un po' fuori fase, oltre a essere l'unica traccia che non mi convince pienamente. 'Dymaxion Song' è un brivido unico, con Clementi che va oltre alla semplice declamazione, andando verso Johnny Rotten. 'La Notte' ci riporta in qualche modo ad 'Alessandro' (Stanze vuote, anno1993), con quel suo elenco di persone e di fatti. 'Silvia Camagni' è tesa e febbrile, liricamente potrebbe essere reinserita in Da Qui e tutto si fa più cupo quando Mimì dice: / “qualcuno mi ha detto / che vivi a Berlino / che esci la sera / che abiti sola / io ti sogno / ogni tanto / che attraversi / la strada / ti giri e / mi gridi / fai presto, / poi di colpo / scompari”.
'Da Dove sono stato' è un mantra apocalittico, una dichiarazione sincera piena di verità che chiude tutto quanto: “per tutte le strofe / uscite male / e le frasi sbagliate / che nessuno / potrà più cancellare / io vi saluto / e mi inchino / io vi saluto / e pieno di rispetto / vi dico addio”. Io però non dirò addio alle chitarre di Egle Sommacal e Stefano Pilia, nemmeno alla batteria di Vittoria Burattini e alla potenza tutta di Emidio Clementi, ma felice di un sesto album con questo livello qualitativo posso dire: prendo atto, vi ascolto e continuerò a seguirvi. Bravi.
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Andrea Facchinetti
Questa volta, nella rete serica delle interviste marchiate Nerospinto, è caduto Cristian, alias “Il Principe dei Mostri” o “Der Prinz”, tatuatore di Freak Show.
Una settimana in cui Brera si trasforma in una mostra d’arte contemporanea diffusa, dove gli stand sono le gallerie d’arte, le showroom, i palazzi storici e le fondazioni che diventano spazi espositivi inconsueti con oltre 400 artisti. Così oltre alle istituzioni storiche, dall’Accademia alla Pinacoteca, la zona si anima con molte iniziative dedicate alla scena contemporanea.
Da oggi, 23 ottobre al 27 si susseguiranno presentazioni di libri e cataloghi, inaugurazioni, con artisti e visite agli atelier, un fitto calendario che culminerà sabato 26 ottobre con la ”Notte bianca dell’arte” (ore 20-24).
Filo conduttore di questa prima edizione sono gli anni ’60 con la mostra digitale “Il mito degli anni Sessanta. Il respiro innovativo delle gallerie d’arte”, a cura di Claudio Cerritelli, un focus “virtuale” sull’arte che vede l’adesione di gallerie attive in quell’epoca, o specializzate negli artisti del periodo, come la Fondazione Giorgio Marconi, le gallerie Milano, Lorenzelli, Cortina e A arte Studio Invernizzi.
Alle Gallerie d’Italia, (Piazza della Scala 6) da visitare l’esposizione in corso “1963 e dintorni”, a cura di Francesco Tedeschi, che mette a fuoco un anno particolarmente denso di eventi. Mentre la Fondazione d’Ars (Umanitaria, via San Barnaba 48) presenta al pubblico la sua ricca collezione di opere degli stessi anni.
Tra gli eventi imperdibili la grande mostra ”Fault Lines” di Allora&Calzadilla, allestita dalla Fondazione Trussardi a Palazzo Cusani (fino al 24 novembre, ing. gratuito, dalle 10 alle 20). La prima personale in un'istituzione pubblica del duo che invade le sale barocche della dimora di Via Brera con opere sperimentali che combinano elementi e linguaggi diversi: cultura, fotografia, performance, musica, suoni e video. Per Jennifer e Guillermo (questi i loro nomi di battesimo), ritenuti tra gli autori contemporanei più impegnati, l'Arte è un pretesto per indagare concetti come l'identità nazionale e la democrazia.
Per luoghi e orari consultare il programma su brerart.com.
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