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Nascere figlia di un artista è cosa tanto bella quanto complicata, crescere come figlia “d’arte” è ancora più difficile, soprattutto se intorno a te tutti sembrano essere portati per la recitazione e la regia.
Il destino di Sofia Coppola sembra scritto e tracciato dalla sua stessa esistenza e quindi la piccola di casa inizia a recitare in piccole parti che poi diventano ruoli sempre maggiori e più importanti e, dato che la recitazione sembra proprio non essere il suo forte, non passa molto tempo perché abbia tutti contro. Certo a una figlia d’arte si perdona anche meno e la carriera di Sofia sembra terminare definitivamente nel 1990 con il suo criticatissimo ruolo ne Il padrino parte III.
La ragazza, però, non ci sta. E non perché è figlia di uno dei più grandi registi di Hollywood, ma perché qualcosa dentro di lei le dice che il cinema è tanto altro e tanto di più.
Allora si mette a scrivere. Confeziona sceneggiature brillanti e originali e cerca di farsi conoscere e apprezzare nel difficile mondo delle star di professione.
E ci riesce. Ottiene premi prestigiosi e riconoscimenti importanti per le sue storie e per il suo grande senso nel raccontarle, e allora Sofia decide che se è brave a raccontare senza una macchina da presa, probabilmente lo è anche con una macchina da presa e decide così di dedicarsi alla regia.
Nascono pellicole come Il giardino delle vergini suicide e Lost in Translation, che oltre a ottenere premi e consensi fanno anche scuola per quello che riguarda il cinema al femminile.
Sofia Coppola capisce che la sua strada è segnata davvero adesso. Che la piccola di casa ha trovato il suo destino e allora si impegna ancora di più. Nel 2010 presenta a Venezia il suo capolavoro assoluto, Somewhere, aggiundicandosi il Leone d’Oro.
Da quel momento in poi è tutto un susseguirsi di successi e di riconoscimenti fino a quest’anno 2013 quando, a giugno scorso, conclude le riprese del suo ultimo film The Bling Ring, attesissimo in Italia e presentato in anteprima a Cannes.
La storia è così realistica e scandalosa da far scrivere ai giornali americani che l’unica regista che poteva narrarla è proprio Sofia Coppola.
La pellicola narra le vicende di un gruppo di ragazzi americani ossessionati dallo stile di vita dei protagonisti di film e programmi televisivi per adolescenti. Tormentati dall’esistenza dei loro idoli allora decidono di prendersi un po’ della loro vita svaligiandogli le case.
Una realtà cruda e per niente filmografica e che sta facendo riflettere l’America sul divismo e sull’ossessione di mettere in piazza la vita dei personaggi famosi.
L’attrice protagonista di The Bling Ring è Emma Watson, la famosa Hermione Granger di Harry Potter, cresciuta anche lei e perfetta nei panni della fan tormentata e della scassinatrice provetta.
Sofia Coppola ha dato ancora una volta prova di essere una grande regista ma soprattutto una superba sceneggiatrice, dimostrando a tutti che il cinema è un universo con mille stanze, aprire la migliore è questione di sintonia.
A parte pochissimi fortunati, ormai l'estate è giunta al termine per tutti e gradualmente si torna ai ritmi prestabiliti da lavoro, studio e impegni vari.
Concluse le vacanze e reduci di alcune (o troppe) concessioni è il momento di ripristinare i nostri equilibri.
L'argomento è però delicato: spesso si tende ad essere molto drastici nell'imporsi una nuova disciplina sia dal punto di vista fisico-motorio che da quello alimentare.
Sforzi brevi ma intensi, diete improvvisate e minimali spesso possono essere controproducenti, se non dannosi.
Per evitare questo e permettervi di prendervi cura di voi stessi, Nerospinto ha pensato di richiedere pochi ma essenziali consigli alla Dott.ssa Arianna Rossoni (http://www.alimentazioneinequilibrio.it/), la dietista che ci accompagna nel nostro percorso, per ottenere alcune linee guida generali utili al reinserimento più fluido nei propri ritmi usuali, lasciandosi alle spalle gli eccessi estivi.
Ecco il decalogo di suggerimenti elaborato per voi:
- ricominciate a fare attività fisica gradualmente: l'eccesso di sport dopo un lungo periodo di calma può nuocere alle articolazioni. Inoltre uno slancio di entusiasmo verso un'attività intensa (ad esempio in palestra) si spegne più velocemente, rispetto ad un piccolo impegno continuativo;
- un buon inizio è concedersi una camminata tutti i giorni, o jogging a giorni alterni per circa 40 minuti;
- se siete delle persone dallo stile di vita sedentario è consigliabile praticare il nuoto, in quanto più idoneo al passaggio tra l'assenza di attività e un impegno fisico più continuativo;
- alternativa utile alla classica passeggiata è il nordic walking (camminare con le racchette da trekking) poiché muove armonicamente il nostro corpo, favorendo il ricircolo del sangue;
- evitate le diete drastiche: funzionano sull'immediato, ma hanno un effetto solo temporaneo. Sono sconsigliate le diete a base di sole frutta e verdura: vengono meno le proteine utili al buon funzionamento del nostro fisico e si rischia di perdere massa magra (ovvero quella che brucia le calorie);
- se gli eccessi estivi sono stati considerevoli è possibile seguire una dieta "detossinante", volta alla diminuzione di ritenzione idrica (attenzione: serve ad eliminare liquidi in eccesso, non a perdere grassi).
Abbondate le porzioni di verdura drenante (finocchio, sedano, cetrioli, ravanelli) e frutta fluidificante (ananas, melograno, kiwi), privilegiate pasti proteici, ma mantenente un buon apporto di carboidrati per quanto riguarda la colazione (muesli, pane e marmellata, fette biscottate, qualche noce).
Questa dieta non va protratta a lungo, serve semplicemente a porre un rimedio sull'immediato in vista della ripresa del proprio stile di vita;
- nella prima settimana dopo il rientro può essere utile limitare il glutine, prediligendo riso, avena, grano saraceno, miglio;
- non eliminate i grassi: 2/3 cucchiaio di olio extravergine d'oliva al giorno evitano che il metabolismo si restringa e quindi che non si brucino abbastanza kcal;
- limitate snack, dolci, prodotti confezionati fuori pasto. La sola esclusione di questi alimenti contribuisce a gran parte del lavoro al fine dell'eliminazione dei kg di ritenzione;
- per favorire il drenaggio di liquidi è bene evitare di assumere in dosi consistenti: caffè e bevande energetiche, verdure ricche di ossalati (pomodori, melanzane), zuccheri semplici e farine (pane, pizza, grissini, crackers), formaggi, carne/pesce cotti in umido.
Preferite cotture alla piastra, carni bianche e pesce fresco e uova a cottura breve. Potete abbondare con frutta e verdura -con le dovute precauzioni sopra descritte-, e consumare preferibilmente cereali senza glutine, come riso, orzo, farro e grano saraceno, senza per questo evitare di concedervi una pasta qualche volta (meglio di formato lungo in quanto ha un miglior controllo glicemico).
Sono utilissime le spezie: oltre a contribuire al gusto invitante delle pietanze, sono antiossidanti e accelerano il metabolismo. Consigliati zenzero, curcuma, curry, pepe e peperoncino.
Non dimenticate mai di bere tanta acqua, pura o come infuso.
Senza rinunce improponibili o sforzi sovrumani (soprattutto per chi non è abituato all'attività fisica e si impone un regime serrato) è possibile recuperare la forma e la normalità, guadagnando inoltre qualche sana abitudine in più.
Preferite un piccolo cambiamento costante agli stravolgimenti drastici che spesso rischiano di essere più che altro controproducenti.
Otterrete di sicuro maggiori vantaggi e un benessere più duraturo...ma soprattutto l'energia necessaria ad affrontare il rientro con maggior vigore ed entusiasmo.
Buon inizio settembre a tutti!
Stanchi della solito tran tran musicale di MTV? Cercate idee e novità per rinnovare la vostra selezione di canzoni sull'Ipod, ormai cosi prevedibile da potere essere cantata a memoria?
Nerospinto ha selezionato per voi le novità più interessanti della scena musicale internazionale.
Prendete carta e penna e segnate questi nomi e vi sembrerà di essere nel club più figo della città:
-Marina and The Diamonds: band britannica capeggiata dalla bella Marina Lambrini Diamandis, esordisce nel 2010 con l'album "Family Jewels", a cui segue Electra Heart nel 2012. Un mix di electropop,folk e dancepop, ampiamente incensato dalla stampa d'oltremanica
https://play.spotify.com/artist/6CwfuxIqcltXDGjfZsMd9A
-The Mary Onettes: compagine svedese, alfieri del dream pop scandinavo, con le loro melodie vi trascineranno in un viaggio vintage tra palmizi e spiagge hawaiane, un sogno tropicale e pochi passi da casa vostra
https://play.spotify.com/artist/06Iig2bqY8mv98B1c9Iyo8
-Friendly Fires: formazione britannica capeggiata dal tarantolato Ed MacFarlane, famosa per le sonorità tropicali, un'onda allegra e spensierata che non lascia spazio a problemi e impegni di sorta. Living the endless summer!
https://play.spotify.com/artist/3mZqziCJj4pq3P2VBpmK6p
-AlunaGeorge: duo inglese di elettronica, formato da Aluna Francis e George Reid, finalista al 2013 Brit Awards of Critics' Choice, vi faranno ballare al ritmo di un r'n'b 2.0 made in London
https://play.spotify.com/artist/2VAnyOxzJuSAj7XIuEOT38
-Kindness: solo project del britannico Adam Bainbridge, propone un sound downtempo, con spruzzate di elettronica, indietronica e synthpop
https://play.spotify.com/artist/6SYIsHAQ1sPokVxmzpaDBU
-Ladytron: band elettronica formatasi a Liverpool nel 1999, ha creato un electropop spruzzato di venature new wave anni 80, che tanto amiamo
https://play.spotify.com/artist/0ucLPotcQNI7AViFytdhBz
-Citizens!: compagine britannica attiva dal 2010, famosa per il video di "True Romance" (vedere per credere), si muove tra alternative dance, indietronica e synthpop
-Familjen: progetto solista di Johan T Karlsson, dj svedese, smuove le piste dei maggiori club scandinavi con il suo mix di elettronica, techno e indie
https://play.spotify.com/artist/1jBFgqfCh0pz5eNIWFvJGQ
To be continued, stay tuned!
I Capital Cities, quelli del tormentone agostano "Safe and Sound", giungono in città per un'unica e imperdibile data: 11 settembre ai Magazzini Generali.
Prendete appunti sull'agenda, salvate un dave the date sul vostro Iphone, in quanto si tratta dell'unica occasione (per adesso) di ascoltare dal vivo il sound multicolor e multisfaccettato del duo indie pop californiano!
I Capital Cities, aka Ryan Merchant e Sebu Simonian, conosciutisi grazie ad un annuncio su Craiglist, sono pronti a trascinarvi in un vortice di pura gioia e buone vibrazioni, che vi faranno muovere i piedini come mai prima d'ora!
Capital Cities ai Magazzini Generali
Open doors h 20
Biglietti a partire da 17 euro, in vendita sui maggiori circuiti nazionali
Magazzini Generali
via Pietrasanta, 14
Milano
Per maggiori informazioni:
http://www.magazzinigenerali.it/capital-cities/
Nel weekend vi aspetta un evento davvero insolito: sabato 14 il Carroponte si tinge di biango!
No, non si tratta di un errore di battitura, ma de Il Tour Biango che approda con Elio E Le Storie Tese a Sesto San Giovanni.
Lanciato dal singolo Complesso del Primo Maggio, L'Album Biango (che da il nome al Tour che impegnerà il gruppo fino al 21 settembre) contiene i brani Dannati Forever e La canzone mononota, manifesto dell'immutata genialità del gruppo che gli è valso ogni riconoscimento possibile all'ultimo festival di Sanremo.
Accanto alla presentazione dei nuovi brani, speriamo di assistere ad un concerto unico nel suo genere (come solo gli Elii sanno fare) con gag improbabili e il riproporsi nostalgico-demenziale di vecchie hit che non tramonteranno mai!
Quindi agenda-calendario-cellulare (insomma quello che volete) alla mano e segnatevi l'evento:
14 settembre
ore 21.30
biglietto 20 € + prevendita
Carroponte (Sesto San Giovanni)
Mi ha detto mio cuggino che sabato noi non mancheremo, e voi?
La compagine siciliana, capitanata da Giovanni Gulino e Carmelo Pipitone, è pronta ad infiammare il palco del Carroponte giovedi 12 settembre.
L'avventura musicale dei MST inizia nel 2002, con la creazione del nucleo fondatore e il trasferimento a Bologna, dove il gruppo si esibisce in pubs e localini proponendo un repertorio di cover selezionate.
Il 2003 vede la pubblicazione del loro primo EP "Muscoli e Dei", che porta la band a vincere, l'anno dopo, il premio del Meeting Etichette Indipendenti come miglior gruppo underground italiano.
Dopo il secondo album (C'è gente che deve dormire,2005), il gruppo fonda la propria etichetta discografica (Tamburi Usati), con la quale produce l'album "Sushi & Coca" (2008); dopo innumerevoli concerti e festival (uno su tutti il MITO), i Marta sui Tubi partecipano al Festival di Sanremo 2013 ed in contemporanea pubblicano l'album "Cinque, la luna e le spine", che segue di due anni il precedente "Carne con gli occhi".
Un grande appuntamento con il meglio dell'indie rock italiano, quello di giovedi 12 settembre al Carroponte!
Da non perdere assolutamente!
Marta sui Tubi in concerto
giovedi 12 settembre
start h 21.30
ingresso 10 euro
Carroponte
via Granelli 1, Sesto San Giovanni (Mi)
Per maggiori informazioni:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.carroponte.org
L’Amore.
Quando è un inganno tradisce il sogno. Brutalmente lo lacera, e poi lo strappa.
Prima a colpi di silenzio. Poi di parole, affilate e taglienti.
Infine, arrivano le mani.
Non più setose e carezzevoli. Ma ruvide e graffianti.
Arrivano a marchiare il corpo di un malato e vile abuso di potere.
Sylvia Plath, poetessa americana morta suicida nel 1963, confidava alle pagine dei suoi diari il timore di perdere la propria dignità e identità a causa di un unione matrimoniale che le implicava l'adempimento passivo ad un ruolo servile.
Perché anche questo è violenza.
Da una riflessione sul tema della violenza -psicologica e fisica- subita all'interno delle mura domestiche, nasce L'Aspirante, una performance ideata da Giovanna Lacedra.
Questa trae origine da una reinterpretazione dell'omonima poesia della Plath, scritta tra gli anni 50 e 60, tradotta da Giovanni Giudici nel 1976.
La rilettura contemporanea chiama in causa i soprusi (e gli abusi) subiti in silenzio dalle donne, quando la relazione diventa disfunzionale, quando la vita coniugale è sopraffazione.
La violenza che nasce da un atteggiamento prevaricante, da una visione della donna come oggetto funzionale anziché come individuo dotato di personalità.
Giovanna Lacedra e Roberto Milani in
L'Aspirante - Live Performance
giovedì 12 settembre ore 18.30
Info:
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www.amyd.it
Amy-D Arte Spazio
via Lovanio 6, Brera District
Milano
A volte i numeri contano e nel caso del fotografo Spencer Tunick è proprio così. Fotografo dal 1988, newyorkese DOC, Spencer Tunick ha sempre avuto un’ossessione: i nudi, in massa!
Lontano dai soliti schemi, estraneo ai luoghi comuni, decisamente sopra le righe ritrae il corpo, o meglio, molti corpi, nel modo più semplice e naturale, senza veli!
Collettività e nudità sono i punti cardine dell’attività ventennale di Tunick che attraverso le sue opere compie delle vere e proprie “manifestazioni sociali”.
I suoi “esperimenti visivi” sono il concretizzarsi di una precisa concezione circa l’essere umano, il corpo e la società.
Vero è che ritrarre migliaia di volontari nudi non solo è un’impresa colossale ma anche l’occasione di poter osservare dinamiche antropologiche ormai in disuso: “Spogliarsi è un’azione livellatrice che permette di comprendere l’omogeneita’ umana, tramite una visione democratica del nudo, che, totalmente privato di umanita’ e sensualita’, ci riporta ad uno stato di uguaglianza non ottenibile in nessun contesto odierno”
L’ultima sua performance risale a circa due anni fa (settembre 2011), quando realizzò il “Mar Nudo”, ossia il ritratto di un migliaio di giovani israeliani nelle acque del Mar Morto.
Questo fenomeno di arte contemporanea ha toccato molti luoghi della Terra, Londra, Lione, Melbourne, Montreal, Caracas, Santiago, Sao Paulo, Buenos Aires, Sydney, Newcastle, Roma e Vienna, nonchè i “Naked States”, ossia gli Stati Uniti ma il record personale di Spencer Tunick è stato infranto a Città del Messico, quando immortalò circa 18 mila persone, tutti volontari.
Disposti in formazione, a coppie o semplicemente ammassati l’uno all’altro i corpi di Tunick sono curiosi e disinvolti, genuini e trasparenti, manifesto di un ritorno alle origini e alla spontaneità che si sta perdendo.
Affacciarsi al mondo dello Yoga diventa come scegliere che facoltà intraprendere all'Università.
In Occidentale vengono offerte diverse tipologie e varianti che riprendono la disciplina Orientale yogica originale oppure ne rielaborano radicalmente i contenuti.
Non avendo un occhio critico ma “descrittivo” riporto qui le principali differenziazioni e tipologie di Yoga in Europa e negli Stati Uniti.
Una cosa diviene importante da sottolineare: capire cos'è per se stessi lo Yoga e quale disciplina ci fa arrivare al fine ultimo della pratica, l'unione con noi stessi e la scoperta della parte migliore di sé, comprendere che lo Yoga non è un mero esercizio fisico ma un percorso di continua ricerca.
Questa è l’idea: cercare di capire e di dire che cosa sia per noi lo yoga.
Prima di tutto per noi occidentali in senso lato, perché – come dice bene il testo di Jung – nell’avvicinarci alla pratica dello yoga dobbiamo essere consapevoli delle differenze profonde che esistono tra la nostra psiche, che nei millenni non ha creato una cosa come lo yoga, e quella orientale, che invece questa cosa l’ha creata. E poi per prenderci responsabilità, ciascuno di noi, e darne testimonianza.
All'interno della dottrina classica dello yoga si individuano quattro sistemi principali: il Karma Yoga, il Bhakti Yoga, lo Jnana Yoga e il Raja Yoga da cui, in seguito, deriva l'Hatha Yoga, il sistema probabilmente più noto in occidente.
All'interno dei quattro sistemi fondamenti si possono individuare diverse scuole e tradizioni che, di regola, riconducono ad un maestro a cui è stato affidato il compito di divulgare la tradizione.
Forse non è di stili che si dovrebbe parlare, ma di metodi di insegnamento accumunati dallo stesso fine…è un po’ come far capire la matematica: a seconda del metodo si comprendono più velocemente o meno operazioni complesse.
1. Hata Yoga_ È il nome tradizionale dello yoga descritto dall’Hatha Yoga Pradipika, testo fondamentale datato intorno al XV secolo. E’ costituito da un complesso di esercizi fisico-ginnici, o âsana, e da esercizi di controllo della respirazione (più propriamente delprâna, «soffio vitale»), o prânâyâma, perfezionati nel corso dei secoli da generazioni di yogin.
Due parole sull'Ashtanga Yoga. Ashtanga Yoga e Ashtanga Vinyasa Yoga sono due varianti diverse, capiamo perché:
2.1 L’Ashtanga Yoga (otto membra o braccia)_ otto livelli per arrivare alla realizzazione del sé. Gli otto stadi principali sono necessari per intraprendere il cammino progressivo verso quella che gli indiani chiamano liberazione (moksha) dalle rinascite.
Non è uno stile bensì una denominazione, una compilazione sistematica, o codificazione, dello Yoga classico, chiamato in seguito Raja Yoga (Yoga regale), del saggio Patanjali negli Yoga Sutra (scritture dello Yoga), per ordinare e suggerire il percorso che si dovrebbe intraprendere per raggiungere la realizzazione.
2.2 Vinyasa Ashtanga Yoga_ Sviluppato dal maestro indiano K. Pattabhi Jois, allievo diretto di Krishnamacharya, è uno stile molto energico. Si esegue sempre la stessa sequenza (con variazioni e adattamenti per i principianti). Quando è padroneggiata (dopo anni) si passa a una nuova sequenza. È una evoluzione dello Yoga contemporaneo, non uno yoga violento, ma è una proposta personale di uno yoga con inserimento di Dharana (concentrazione), Bandha (contrazione o legame) e di un determinato Pranayama (respirazione) che controlla la cintura addominale.
3. Vinyasa Yoga_ Vinyasa significa flusso, fluire. Si tratta di un metodo di yoga vario che prevede un flusso continuo di asana sincronizzati con la respirazione. Si praticano molti saluti al sole. Il termine vinyasa identifica anche una particolare microsequenza, il passaggio fluido dalla sbarra al cobra e infine al cane che guarda in basso. Si tratta di una microsequenza che viene praticata anche nell’Ashtanga Yoga fra una posizione e l’altra per tenere alto il metabolismo e l’impegno fisico. Privilegia il flusso e la concatenazione tra le Asana, in una sorta di danza meditativa.
4. Yoga Integrale_ Stile di yoga fondato da Swami Satchidananda, a lui si deve la diffusione dello "Yoga Integrale", una sintesi delle varie pratiche dello yoga che punta allo sviluppo armonico di ogni aspetto dell'individuo. Sri Aurobindo, in seguito, ne ricava una sintesi dai sistemi tradizionali dello Yoga, compreso il Tantra yoga, descrivendo lo yoga integrale come il contatto costante e consapevole con tutti gli elementi che costituiscono la nostra vita quotidiana e spirituale coinvolgendo corpo, emozioni e sentimenti.
5. Anusara Yoga_ Anusara significa “fluire con grazia”. Si tratta di uno stile elaborato e messo a punto da John Friend. In ogni asana vengono applicati tre principi: Attitudine, Allineamento, Azione. Il concetto fondamentale è che ogni posizione viene infusa con la più alta intenzione, la consapevolezza degli allineamenti e l’equilibrio dell’azione, tutto guidato dall’energia del respiro. Le posture riflettono così un creativo e profondo sentimento interiore.
6. Yin Yoga_ Yin è il principio femminile, lunare e freddo della filosofia cinese. È uno stile di yoga che pone l’accento sulla durata della posa per migliorare la circolazione dell’energia vitale. Si basa sull’abbandono completo del corpo alla gravità, un abbandono che diviene man mano sempre più intenso.
7. Satyananda Yoga_Stile di yoga elaborato da Swami Satyananda Saraswati su basi molto tradizionali. Satyananda è autore, co-autore e ispiratore anche di una sterminata serie di manuali pratici relativi alla filosofia dello yoga, la pratica di asana, il pranayama, le tecniche di rilassamento. Il metodo divulga lo yoga classico, tradizionale, ed in particolare lo yoga come viene insegnato in India, nella Bihar School of Yoga, da Paramhansa Satyananda, e dalla Bihar Yoga Bharati, l’unica università dello yoga esistente al mondo, riconosciuta dallo stato indiano. Questo metodo di insegnamento è definito “metodo Satyananda” o “Bihar Yoga”.
8. Bikram Yoga_ Lo stile elaborato dall’insegnante indiano trasferito negli Usa Bikram Choudhury. Bikram è stato il primo a teorizzare l’opportunità di praticare yoga in ambienti surriscaldati (le sale pratiche di Bikram Yoga possono arrivare a 40 gradi e il minimo consigliato è 30). Si pratica sempre la stessa sequenza, usando gli specchi alle pareti per correggersi.
9. Iyengar Yoga_ Si tratta dello stile di yoga codificato ed elaborato da BKS Iyengar, allievo diretto di Krishnamacharya. La scuola di Iyengar è molto attenta al rigore della pratica e all’aggiornamento e la formazione degli insegnanti. Senza tralasciare, ovviamente, gli aspetti filosofici della pratica.
10. Jivamutki Yoga_ Elaborato dai due insegnanti americani Sharon Gannon e David Life, prevede di praticare con accompagnamento musicale. Comprende asana impegnativi, mantra in sanscrito, filosofia indiana e propone alimentazione vegana. Ha come fine quello di arrivare ad una consapevolezza spirituale partendo d auna pratica puramente fisica.
11. Kundalini Yoga_ è conosciuto come lo "yoga degli angoli e dei triangoli". L'uso di angoli particolari nelle posizioni di questa disciplina, il controllo del respiro, il tenere alcune mudra (posizione delle mani) e la recitazione dei mantra sono le caratteristiche principali delle tecniche del Kundalini Yoga. Certe angolazioni favoriscono la secrezione delle ghiandole. Il risultato è un sistema ghiandolare bilanciato che ha un effetto dimostrato sulla nostra stabilità emotiva. Attraverso la pratica di questa disciplina si può ottenere un corpo sano, sviluppare una mente equilibrata e ridurre lo stress. Si entra in contatto con la propria parte infinita, la propria innata saggezza interiore come se si aprisse una porta sul proprio pieno potenziale.
12. Power Yoga_ Variante dell’Ashtanga. Yoga elaborato da Beryl Bender Birch. Il power yoga è essenzialmente yoga più un notevole sforzo muscolare. E' una sorta di reinterpretazione americana dello "yoga ashtanga", che combina stretching, potenziamento muscolare e respirazione meditativa. Le posture ricordano quelle classiche usate nello yoga (chiamate "asana"), tuttavia la chiave del "power yoga" sta nel sudare e nel rapido sviluppo muscolare. Invece di riposarsi tra una posizione e l'altra, come avviene nello yoga classico, ogni postura porta direttamente alla successiva, col risultato di un intenso lavoro aerobico.
13. Baptiste Yoga_Lo stile elaborato dall’insegnante americano Baron Baptiste. Si pratica preferibilmente in stanze riscaldate. Contiene elementi e contaminazioni di Ashtanga Yoga, Power Yoga e altri stili.
14. Stile di Mysore (Mysore Practice)_Variante dell’Ashtanga yoga come viene praticato a Mysore, in India. Ogni allievo pratica la sequenza standard secondo i suoi tempi. L’insegnante sorveglia la classe e offre consigli e aggiustamenti singolarmente a ciascun allievo secondo necessità.
15. Acroyoga_ Un misto di yoga e acrobazie. Alcune posizioni vengono eseguite con un compagno, allievo o insegnante, per creare confidenza e fiducia.
16. Kripalu Yoga_Stile di yoga sviluppatopresso il Kripalu Center nel Massachussetts basato sull’osservazione delle sensazioni del proprio corpo. Le sequenze vanno da dolce a intenso
Namaste,
Vittorio Pascale
Studioso e praticante di Yoga Integrale presso il centro Parsifal Yoga di Milano, V.le Gorizia 6
Studioso e praticante di Buddismo Tibetano
Fondatore della pagina Fb: Yogamando
Hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dall'8 al 15 settembre, presso il MIC - Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana propone Buon Compleanno Zelig!, una rassegna dedicata al cinema in bianco e nero di Woody Allen in occasione del 30° anniversario del celebre lungometraggio Zelig.
Scritto, diretto e interpretato dallo stesso Allen nel 1983, il film riflette ironicamente sulla mania americana di trasformare in idolo chiunque abbia un particolare talento, per poi distruggerlo con altrettanta velocità.
La storia parla di Leonard Zelig, ebreo americano che, con la sua smodata smania di essere accettato, ha sviluppato la capacità di assumere le sembianze (fisiche e psichiche) di chiunque incontri.
La pellicola, premiata con un David di Donatello nel 1984, è considerata la più geniale dell'intera produzione del regista.
A completare la rassegna altri 5 titoli di tutto rispetto: Manhattan, Brodway Danny Rose, Celebrity, Ombre e Nebbia e Stardust Mamories.
Calendario delle proiezioni:
Domenica 8 settembre
h 15.00 Broadway Danny Rose (Woody Allen, USA, 1984, B/N, 86’)
h 17.00 Manhattan (Woody Allen. USA, 1979, B/N, 96’)
h 19.00 Ombre e Nebbia (Woody Allen, USA, 1991, B/N, 104’)
h 21.00 Zelig (Woody Allen, USA, 1983, B/N-col., 78’)
Lunedì 9 settembre
h 17.00 Celebrity (Woody Allen, USA, 1998, B/N, 113’)
Mercoledì 11 settembre
h 17.00 Stardust Memories (Woody Allen, USA, 1980, B/N, 85’)
Venerdì 13 settembre
h 15.00 Broadway Danny Rose (Woody Allen, USA, 1984, B/N, 86’) Replica
h 17.00 Zelig (Woody Allen, USA, 1983, B/N-col., 78’) Replica
Domenica 15 settembre
h 17.00 Stardust Memories (Woody Allen, USA, 1980, B/N, 85’)Replica
h 19.00 Manhattan (Woody Allen. USA, 1979, B/N, 96’) Replica
Info e costi:
Tel. 02 87242114
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Biglietto d’ingresso intero: 5 €
Biglietto d’ingresso ridotto: 3 €
Biglietto d’ingresso adulto + bambino: 6 €
MIC – Museo Interattivo del Cinema
Viale Fulvio Testi, 121
Milano
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