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A principio di weekend, la redazione di NeroSpinto muove verso quel del Toilet Club per un Giovedì molto speciale: "ANTIBAGNO NEROSPINTO".
"La Fosca, in collaborazione con il magazine Nerospinto, ospita giovedì 21/02/2013 dalle ore 22.30, il tableau vivant "La Cattiva Concubina" magistralmente interpretato attraverso la danza di Maura di Vietri e la coreografia di Piero Bellotto."
Quasi come fosse un remake di "Addio mia Concubina" (Kaige Chen - 1993) prenderà vita, durante le serata, un conturbante turbinio di movimenti del corpo, ispirati alla danza contemporanea cinese; unamessa in scena che, tramite le delicate movenze della cattiva concubina, trasporterà i fruitori del salotto della Fosca in una rappresentazione disadorna e asettica della carnalità, quasi criptica.
Dopo la rappresentazione Walter Zanca provvederà a ritemprare le menti stanche con le sue melodie distensive, proiettando gli ascoltatori in atmosfere tibetane corredate di canne di bambù e monti innevati.
Toilet Club
Via Lodovico Il Moro 171, Milano
http://www.facebook.com/profile.php?id=1614086550&ref=ts&fref=ts
Milano, capitale indiscussa della Moda, accoglie l’evento THE VOGUE TALENTS CORNER. Un progetto di Vogue Italia e thecorner.com che ha come obiettivo la promozione degli stilisti di talento.
Visto il successo della scorsa edizione,Vogue Italia ha deciso di dare nuovamente spazio alla creatività ed originalità di giovani designer in occasione della Settimana della Moda. Nella sede di Palazzo Morandi, in via Sant'Andrea 6 a Milano, dal 23 al 25 febbraio, 11 brand emergenti presenteranno le loro creazioni. Abbigliamento, accessori e gioielli ideati e realizzati da giovani stilisti. Le creazioni degli 11 stilisti saranno in vendita sul portale thecorner.com a partire dall'opening del progetto.
23-25 febbraio 2013 Via Sant’Andrea 6 - Milano
Per informazioni: www.vogue.it/talents/vogue-per-i-giovani
La storia del tatuaggio è antichissima, la nascita del termine così conosciuto è dovuta al Capitano inglese James Cook che nel 1769, approdando a Tahiti, trascrive per la prima volta la parola Tattow (poi Tattoo), derivata dal termine "tau-tau", parola onomatopeica per descrivere il rumore prodotto dal legno sull'ago per bucare la pelle.
Si ritiene che già in epoca preistorica la pratica del tatuaggio fosse diffusa a scopo terapeutico, pitture funerarie dell'antico Egitto risalenti al 2000 a.C. testimoniano il suo utilizzo, così come è ormai appurato che i Celti tracciavano i simboli delle loro divinità sulla pelle. In Giappone già dal quinto secolo a.C. si usava tatuare il corpo attribuendogli valenza magica o estetica, ma anche come pratica punitiva per i criminali. Durante l’impero romano il tatuaggio era usato per marchiare criminali e condannati; solo successivamente, in seguito alle battaglie con i britannici che portavano tatuaggi come segni distintivi d'onore, alcuni soldati romani cominciarono a tatuarsi la pelle. Fra i primi cristiani era invece diffusa l'usanza di manifestare la propria fede tatuandosi la croce di Cristo sulla fronte, pratica portata avanti fino all'undicesimo e dodicesimo secolo, quando i crociati portavano sul corpo il marchio della Croce di Gerusalemme per permettere, in caso di morte sul campo di battaglia, l'appropriata sepoltura secondo i riti cristiani.
Dopo le Crociate, il tatuaggio sembrò pian piano scomparire dall' Europa, mentre in altri continenti manteneva il suo status di pratica diffusissima senza cessare di esistere.
Fu solo nei primi anni del 1700 che i marinai europei tornarono a contatto con l’antica pratica attraverso le popolazioni indigene delle isole del Centro e Sud Pacifico, luoghi in cui il tatuaggio continuava ad essere praticato e possedeva un'importante valenza culturale. Poco più di un secolo dopo,a testimonianza del fatto che la pratica aveva ripreso piede, nel 1846 l’americano Martin Hildebrandt apriva il primo salone di tatuaggi nella città di New York, talmente popolare che la sua clientela includeva soldati di entrambe le fazioni della Guerra Civile. Sua figlia Nora, è ancora ricordata come la “Tattooed Lady” al Barnum and Bailey Circus.
Giunti quasi all’inizio del XX secolo, nel 1891, Samuel O'Reilly brevetta la prima macchinetta elettrica per tatuaggio, ispirata alla penna elettrica creata da Thomas Edison; il design delle moderne macchine per tatuaggi si ispira ancora alla sua macchinetta. I primi anni del ‘900 sono quelli degli uomini tatuati diventati personaggi d’attrazione nei grandi circhi americani, e per mezzo secolo i tattoo rimangono prerogativa di una parte discriminata e appartata della popolazione, quella delle minoranze etniche, dei marinai, dei veterani di guerra, dei malavitosi o carcerati, in contrapposizione ai valori e allo stile di vita della cultura tradizionale.
Nel corso degli anni la tecnica del tattoo ha continuato a diffondersi in lungo e in largo per il mondo, fino a raggiungere, soprattutto in quest’ultimo ventennio, grandissimo successo e diffusione. Le tipologie di tatuaggio più in uso sono quelle dei tattoo realistici; i tribali o maori polinesiani, ispirati ai tatuaggi tradizionali delle isole del pacifico; la tecnica Tebori giapponese; i tatuaggi biomeccanici, che rappresentano organi o membra umane fusi con elementi meccanici; la tecnica del lettering, tatuare frasi, nomi o parole;“old school” caratterizzati da linee nette e squadrate, grande uso del colore nero e dalla colorazione piatta e senza sfumature; “new school” , che si rifanno alla “vecchia scuola” utilizzando linee ancora più spesse e colori brillanti. I soggetti dei tatuaggi “old and new school” sono quelli della tradizione europea e americana: fiori, in particolare rose rosse, pugnali, cuori sacri, amorini, pin up e riferimenti al mare quali marinai, navi, sirene e ancore.
Ora che vi siete fatti un'idea su questa tecnica antica fatta di personaggi fantastici, colori e mostri immaginari, Nerospinto vi invita all’evento FREAKSHOW TATTOO in Via Bertini 11, Milano –Sabato, 2 marzo 2013, dalle ore 18.00 alle 22.00 per celebrare la BIG OPENING del nuovo salone di tatuaggi di Cristian il Principe dei Mostri, tatuatore old school, e Rita la Zia, professionista di ispirazione vintage e barocca (Cristian Gaudioli e Rita Pierantozzi).
Questo Sabato il Freakshow Tattoo vi darà la possibilità di entrare nella sua wonderland colorata e multiforme: un luogo dove il mondo del tattoo abbraccia l’universo del graphic design e della moda, uno spazio diviso in due, una location originale ambientata a circo dalle pareti a righe bianche e rosse, gli allegri motivi dei misteriosi tendoni circensi.
Grande apertura con musica, spettacoli di danza con corde shibari e ballerini, libagioni_ tre donne baffute serviranno zucchero filato cupcake, hotdog e altre prelibatezze_.
Dress code Freak, Circus, Black, Dark and Fetish are welcome!
Al look più "stupefacente" un buono omaggio tattoo del valore di 100 €
Inoltre i fortunati che riusciranno a fissare la data del proprio tatuaggio durante il party potranno godere di uno sconto esclusivo.
Freakshow Tattoo
Via Beertini 11, Milano
BIG OPENING Sabato 2 marzo 2013,
dalle ore 18.00 alle 22.00
Per Informazioni:
Der Prinz 3477972884
Rita 3279092314
Parcheggio convenzionato: via Bertini 10 (1,5 €/l’ora).
A Milano tutti i negozi si preparano alla Settimana della Moda, pronta ad accogliere saloni, sfilate, party e “fashion event”.
La moda delle grandi firme internazionali, ma non solo: oltre alle griffe che hanno fatto la storia del fashion, sfileranno nella city milanese anche brand emergenti provenienti da tutto il mondo. Nel cuore di Tortona, punto di riferimento per buyer, giornalisti, fashion blogger a caccia di novità e tendenze, dal 23 al 25 febbraio, si svolgerà WHITE MILANO, la rassegna internazionale delle novità fashion, con aree dedicate a tutti i segmenti moda, abbigliamento e accessori donna, e uno spazio espositivo dedicato alla sfera beauty. Nell’area ex Ansaldo di via Tortona 54, diventata un vero e proprio “fashion&design district”, e negli spazi espositivi del bellissimo NH Hotel Milano, WHITE MILANO si prepara a presentare il meglio delle nuove tendenze moda.
23-25 febbraio 2013 Zona Tortona – Milano http://www.whiteshow.it/
Non so voi, ma quando sento parlare di biciclette mi passano nella testa immagini veloci e disordinate della mia infanzia. Come non ripensare adesso all'eccitazione e alla paura di quando mi vennero tolte le rotelle? Lo so, adesso molti sconsigliano addirittura di mettere questi supporti alle bici dei piccoli, ma ai miei tempi era così, le bici per bambini avevano le rotelle, e, alla fine del primo giorno in cui dovetti farne a meno, finalmente mi sentii “grande”!
Bicicletta, l'oggetto, ma che dico, il gioco che ha caratterizzato l'infanzia di molti di noi, l'abbiamo amata, curata, aggiustata, a volte anche odiata, e alla fine abbandonata con il passare degli anni per essere sostituita il più delle volte dal motorino, dalla macchina e dai mezzi pubblici.
Sempre più spesso però, negli ultimi tempi, assistiamo alla rivalutazione della bici, tanto che sempre più persone la utilizzano per sfuggire allo stress del traffico, per fare un po' di attività fisica, o, diciamocelo pure, anche perché è tornata di moda.
Insomma, la nostra compagna di scorribande giovanili resiste ai tempi che cambiano, ed anzi, si tiene al passo coi tempi continuando a stupirci, venendo incontro ai più disparati bisogni che l'era di “una macchina a persona” ci richiede.
Magari in Italia molte delle innovazioni in campo ciclistico non sono ancora arrivate alle orecchie dei meno esperti, ma nel resto d'Europa, specialmente nei paesi del nord, dove l'utilizzo di mezzi alternativi alle auto è più diffuso, si assiste a geniali intuizioni e continui rinnovamenti tecnici, come nel caso della nuova Fixed Gear, la bicicletta pieghevole.
Al contrario delle normali bici, la Fixed può essere facilmente svitata per essere in questo modo piegata e portata molto più comodamente dove si vuole: sui mezzi di trasporto, in ufficio, in qualche angolo della casa, e, perché no, pure sotto il bancone del vostro pub preferito se avete gli agganci giusti.
Questo nuovo concept si sposa perfettamente con le nostre città dove non si trovano spesso piste ciclabili adatte ad arrivare in tutte le zone cittadine.
Questa ingegnosa intuizione è stata progettata dal designer inglese Philip Crewe, a cui è bastato adottare due snodi sul tubo orizzontale ed una ghiera a vite sul tubo obliquo del mezzo, una trovata semplice e funzionale che ha permesso di rendere una classica bicicletta per il tempo libero un veicolo adatto ad arrivare ovunque.
La caratteristica vincente di questo mezzo, oltre alla possibilità di ripiegarsi, è il design, che riprende quello delle comuni biciclette. L'efficienza dell'innovazione si unisce al buon gusto e rende la Fixed Gear molto più accattivante e gradevole alla vista delle biciclette pieghevoli brevettate in passato.
I bicicli trasportabili, al contrario di quello che si crede, non sono una trovata degli ultimi anni, le prime sperimentazioni infatti risalgono al 1848, quando l'inventore William Grout, un altro brillante inglese, decise di brevettare una bicicletta alta, con pneumatici pieni, alla quale era possibile smontare in quattro segmenti radiali la ruota anteriore, per essere riposti in una valigia triangolare. Questo mezzo, che all'epoca non riscosse pieno successo, trovò la sua massima applicazione durante agli inizi del XX secolo da parte dell'esercito svizzero, britannico ed italiano.
Oggi il mercato delle biciclette pieghevoli in Italia sta pian piano decollando grazie ad una maggiore coscienza civica ed alle restrizioni legislative sull'utilizzo delle automobili; adottare un mezzo alternativo ed ecologico, dunque, potrebbe diventare anche per noi un modo diverso e divertente per combattere ogni giorno la quotidiana guerra del traffico.
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Quando John Lennon incontrò Yoko Ono nel 1966, la stessa era già considerata una pioniera del movimento artistico Fluxus, che dal 1962 raccoglieva artisti d’avanguardia intorno alla figura di George Maciunas, l’architetto lituano che rese il celebre quartiere newyorkese di SoHo e lo trasformò in un rifugio per artisti. Yoko avvicinò e conobbe gli esponenti di Fluxus proprio nella “grande mela” e da qui tutti insieme cercarono di esportare e far conoscere le proprie opere in Europa e poi in Asia.
Gli artisti di Fluxus sono architetti, designer, poeti sperimentali e musicisti che rivendicano nella vita quotidiana e nei gesti di tutti i giorni la presenza estrinseca dell’arte. Il flusso del quotidiano permeato, appunto, dalle più disparate forme artistiche.
Yoko Ono, nella galleria londinese dove conobbe Lennon, aveva esposto una mela con sotto la scritta che recitava “apple” e invitava i visitatori a piantare in una parete espositiva dei semplici chiodi con un semplice martello al fine di farne un collage. Erano le prime mostre personali dell’artista che, come molti altri membri di Fluxus, imponevano l'artisticità dei gesti quotidiani in nome di un'arte totale. Un’arte che predilige come ambiti d'espressione la musica, la danza, la poesia, il teatro e la performance. Da qui nascono gli happening, prima quelli americani che vedono la partecipazione di personaggi del cinema e della cultura, ma anche di donne simbolo come Jacqueline Kennedy; e poi quelli europei, soprattutto tedeschi, dove è l'evento che conta e dove lo spettatore finisce con il diventare attore e protagonista dell’evento artistico. Fluxus, dal latino flusso, indica un fenomeno in continuo mutamento, che non ha forma né luogo, che abolisce i confini tra le discipline artistiche, fra artista e pubblico, fra arte e vita. Le opere d'arte Fluxus finiscono così per diventare veri e propri avvenimenti, con video, assemblaggi e performance che dal quotidiano si ricombinano in un nuovo orizzonte provocatorio e sorprendente, e sempre lasciando grande spazio e importanza al caso.
E per festeggiare al meglio i suoi primi, meravigliosi, ottant’anni Yoko Ono espone le sue opere più importanti in una mostra itinerante:Women in Fluxus & Other Experimental Tales.
Nella mostra sono presentate, oltre ad opere scelte di singole artiste, documentazioni di eventi e spartiti, Event Scores, riprese video, fotografie, dischi, oggetti, documenti cartacei, Yearboxes e altri interessanti e singolari materiali relativi alle serate Fluxus. Le opere provengono dalle più importanti collezioni internazionali e intendono ripercorrere quell’incredibile momento d’interdisciplinarietà programmatica che Dick Huggins chiamò Intermedia, e che scrisse parte della storia dell’arte contemporanea, anche italiana.
Le opere di Women in Fluxus sono circa duecento e, oltre ai lavori di Yoko Ono, ci sono quelli di artiste come Anna Halprin, Carolee Shneemann, Charlotte Moorman e Alice Hutchins.
Finalmente anche in Italia arriva Spotify. Da oggi è possibile avere un negozio virtuale dove ascoltare tutta la musica che desideriamo. Tutta? Almeno 20 milioni di canzoni on demand. Spotify è il futuro, l'inizio di un nuovo modo di fruire musica. Proviamo a riassumervi, punto per punto cos’è e come funziona questo nuovo sistema di ascolto, che ha rivoluzionato e rivoluzionerà il mercato musicale mondiale, per permettervi così di capire come poterlo sfruttare a vostro piacimento.
1. Che cos'è. Lanciato in Svezia nel 2008, Spotify è un servizio di ascolto musicale “in streaming”. Significa che le canzoni non vengono scaricate e conservate, ma si ascoltano senza salvarle, un po' come la radio. A differenza della radio, però, il servizio è on demand: l'utente non riceve passivamente una selezione di brani, ma può scegliere cosa ascoltare.
2. Come funziona. Sul proprio PC ci si iscrive su www.spotify.com, si sceglie il proprio abbonamento e si scarica/installa il software. L'intera esperienza di ascolto avviene attraverso questo software, su cui si cercano le canzoni, si costruiscono le playlist, si ascoltano quelle degli altri. Si può anche solo scaricare l'app per smartphone e tablet (in questo caso però si paga, come vediamo tra 2 punti).
3. Il catalogo. 20 milioni di brani approssimativamente. Cosa manca? Mancano i gruppi che iTunes ha in esclusiva per il Web (un nome su tutti: i Beatles). E mancano i dischi di artisti che preferiscono seguire una strategia di distribuzione ibrida, vendendo prima la propria musica in download e solo in un secondo momento aggiungendola su servizi some Spotify (Coldplay, Adele, Black Keys). Alcuni grandi assenti: Led Zeppelin, Pink Floyd, Ac/Dc.
4. Gli abbonamenti. Ci sono 3 possibilità. C'è Spotify Free, gratuita, che permette di ascoltare musica sul proprio pc senza limitazioni, ma con banner e annunci pubblicitari audio (circa tre minuti ogni ora di ascolto). Spotify Unlimited costa 4,99€ al mese ed elimina tutta la pubblicità. Queste opzioni richiedono un collegamento costante a Internet: la musica si ascolta solo online e su desktop. Diverso il discorso per Spotify Premium , a 9,99€ al mese, in questo caso funziona anche su tablet e smartphone e permette di scaricare fino a 9999 brani su tre dispositivi (3333 per dispositivo). I brani scelti non diventano “tuoi”, rimangono nella app e sono accessibili solo finché si rimane abbonati al servizio, ma, e questa è la grande differenza, possono essere ascoltati anche offline, senza connessione.
5. Playlist + Social. Su Spotify si possono sentire album e singole canzoni, ma il centro della fruizione musicale sono le playlist con le quali si crea la propria libreria personale: “Anni 80”, “Metal scandinavo”, "indie made in uk", a seconda dei gusti. Le playlist si condividono. E' la regola social che permette interazione e viralizzazione. Possono essere pubblicate su siti, blog e tumblr, oltre che sui social network. Altra opzione interessante: si possono inviare playlist e singole canzoni come messaggio privato a un altro utente.
6. Quello che verrà. Molti giornali (tipo NME o Rolling Stone), etichette (la Ninja Tune per esempio), siti musicali e radio (la prima italiana è quella di Rockol) propongono le loro playlist. A marzo arriveranno anche servizi follow per seguire gli account di artisti, celebrità e trendsetter per scoprire tutte le novità in fatto di musica. Il futuro, insomma, è sempre più social.
‘’Dipingo responsabilmente maschere di uomini irresponsabili. Ne consacro il volto all'inferno e il cuore al paradiso.’’
Centro della riflessione l’uomo. L’uomo nella sua complessità, nel suo tentativo affannoso alla ricerca di un fantomatico equilibrio, sfida tra paura e assenza. Passato e attesa. Lo spunto da cui partire il divenire della sua essenza piú profonda, il prodotto finale delle sue sfide vissute, quelle subíte o quelle vinte nel grigio di una metropoli dove puoi notare tutti, ma non essere notato e che permette alla tua maschera di prendere forma esteriore. Indagine sulle complessità e le lacerazioni dell’interiorità dell’io che il mondo moderno mai come ora rende sempre più evidenti. Un uomo condannato a vestire la sua maschera e a evitare quella sbagliata : il futuro è ‘’Sottovetro’’. Ma l’uomo anche nella vita di tutti i giorni, incrina la sua maschera e ne rivela il fondo: il magma caotico, che altro non è se non la realtà a lungo celata, “mascherata”, appunto. Così l’uomo si accorge della condizione in cui vive, il relativismo, vale a dire il contrasto vita-forma. Dopo aver acquisito consapevolezza del suo essere forma, l’uomo ha tre possibilità: o accetta passivamente la maschera che lui stesso ha indossato oppure con cui gli altri tendono a identificarlo, perché incapace di ribellarsi, o accetta il suo ruolo con atteggiamento ironico-umoristico, pur non rassegnandosi, o reagisce con disperazione. Questo è il dissidio e l’agonia pur sempre pregna di vita che Cosimo cattura nell’Apocalisse delle sue tele. Forma per forma, colore per colore. Lui non giudica i suoi protagonisti ma ne mostra l’essenza in tutta la sua tensione espressiva senza filtri , in piena energia pulsante delle sue tele che vibrano, nell’insieme magmatico di idee brillanti e follie, nel suo tripudio di forme geometriche e colori accesi che rendono vivace la fauna delle sue anime smarrite che scelgono di vivere e di essere mostrate senza mai abbassarsi a compromessi. In onore di quella che Cosimo definisce l'Insostenibile amarezza dell'essere.
DIMENSIONI OPERE: o’ Priatore: 80x100, olio su tela La Ragione Persuade L’amore: 100x70, olio su tela L’Uomo Nero: 50x709, olio su tela Sottovetro: 100x150, olio su tela"
Ab-Sinth 2° ART-Xperiment : Cosimo Carola Painter
Mercoledì 9/01 ore 22:30 to 2:30 ZoOM Bar Via Panfilo Castaldi 26 Milano Info-contacts 345/2418801
Djs Alex Carrara Enrico Bernes
Toilet Club via Lodovico il Moro 171, Milano
Ingresso gratuito
con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, Uisp
Non hai la tessera? Richiedila qui: www.circolotoilet.it/
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