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Libertà, solarità, passione e romanticismo: tutto ciò caratterizza la personalità e le creazioni di Sonia Bianco, in arte So’ White.
L’amore incondizionato per l’arte e la sfrenata creatività hanno sempre contraddistinto la gioiosa e frizzante artista milanese, spingendola a continue sperimentazioni .
Le sue opere sono un’esplosione di forme, colori materiali e stili diversi.
La contaminazione artistica è il filo conduttore della sua arte che raggiunge la massima espressione con la passione per il mosaico, tecnica a cui si avvicina nel 1998, in seguito ad un viaggio in Grecia, e che non abbandonerà mai più.
Dopo il conseguimento della laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano con una tesi sui mosaici,
entra nella Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco ottenendo il diploma di mosaicista.
Prosegue gli studi frequentando corsi brevi alla Scuola Mosaicisti del Friuli a Spilimbergo e un master presso la Fornace Orsoni di Venezia.
Polvere, tessere di marmo, di vetro, di smalti, metalli e glitter sono gli ingredienti con i quali So’ White crea e scopre nuovi procedimenti.
La ricchezza dei materiali riflette la molteplicità di sentimenti che le opere riescono a catturare e mostrare: gioia di vivere, emozione, stupore, fascino e magia caratterizzano la sua produzione artistica.
I bijoux di Sonia Bianco non sono dei semplici oggetti che impreziosiscono il volto e il décolleté di una donna, ma delle opere d’arte, che rivelano le emozioni e il carattere di chi li indossa.
Accanto ai gioielli l’artista riversa la sua creatività nei mosaici e quadri materici, raramente figurati, in cui ogni persona può trovare ciò che cerca.
Le sue creazioni anticonvenzionali non sono mai uguali perché ogni tassello utilizzato è diverso dall’altro e le combinazioni possono essere infinite. Così come i mosaici, allo stesso modo ogni persona è diversa dall’altra e potrà trovare il gioiello o il quadro che più rappresenta la sua personalità e storia.
Se volete scoprire i mille colorati universi di Sonia Bianco non perdetevi l’appuntamento con l’artista all’evento Nerospinto Borderline Design Week allo Spazio Giulio Romano 8, sabato 13 aprile dalle ore 19.00.
Ad Agra, Lugano, si trova la Collina d’oro, un posto magico con una vista spettacolare sul Lago di Lugano…
Proprio qui domina il Resort, la nuovissima struttura firmata dal’architetto Ettore Mocchetti e voluta da Silvio Tarchini.
Venticinque ettari, un hotel con 30 suites e 16 camere doppie , 43 appartamenti in vendita-affitto e mille metri quadrati di SPA sono i numeri che fanno del Resort Collina d’Oro una location “da mille e una notte”.
Il Resort dispone di un moderno ed innovativo Centro Well-Aging, dotato di piscina interna ed esterna, sale per trattamenti e fitness.
Benessere, relax ed armonia in una struttura elegante, dove il cliente è coccolato da professionisti del Beauty e del Fitness.
E' la location ideale per rigenerare mente e corpo e trovare un nuovo equilibrio psico- fisico, benessere e amore per la cucina!
Il Ristorante del Resort è un angolo di paradiso per gli amanti dei piaceri della tavola.
Lo chef Arcangelo Gioia, giovane promessa della cucina italiana, propone menù studiati ad hoc per garantire un equilibrato apporto di calorie. La tradizione della cucina italiana si intreccia alla ricercatezza di nuovi sapori nel segno della leggerezza e della qualità.
Resort Collina d’Oro: un nuovo concetto di Benessere in cui trovare la perfetta sintonia tra mente e corpo in un ambiente affascinate ed armonioso .
Per informazioni: www.resortcollinadoro.com
Sara Biondi
Dalle colline toscane arriva alla Nerospinto Borderline Design Week un marchio fondato nel 2011 da Nicola Bastreri e Gianni Crocetti che, insieme ad un team di giovani designer, hanno deciso di realizzare un sogno, facendo della loro passione un lavoro.
Quinto Ego, questo il nome del brand, propone al mondo della moda una linea di gioielli in argento e pietre semi preziose che è emblema della produzione Made in Italy di cui ogni italiano dovrebbe andare fiero. Qualità garantita dalla decennale tradizione orafa, tramandata in famiglia da generazioni, e un design di tendenza fanno delle collezioni Quinto Ego il perfetto connubio tra presente e passato.
L’eco della tradizione risuona non solo nella lavorazione, che utilizza tecniche antichissime come quella della saldatura a fuoco, ma anche nell’estetica del gioiello: spunti dallo stile gotico e vittoriano, combinati al gioco di luci, creato grazie a particolari tecniche, regalano infatti ad ogni pezzo una particolare magia dal sapore vagamente fiabesco. Valore aggiunto la lavorazione a mano che, seppure per un piccolo particolare, assicura unicità ad ogni prodotto.
Seppure, si sa, un gioiello è in grado di alleviare i malumori di una donna come solo qualcosa che luccica (e il gelato) sanno fare, parallelamente alla collezione donna è stata pensata a una linea apposita per l’uomo, rendendo la gamma più completa, arricchendola con creazioni che vanno dagli anelli ai bracciali, dalle cinture ai portafogli, dagli orecchini ai gemelli.
Che voi vogliate dunque fare un regalo alla vostra splendida dolce metà, o che vogliate farlo alla vostra splendida dolce persona, sabato 13 aprile dalle ore 19 allo spazio Giulio Romano 8 sarà presentata la collezione Quinto Ego. Non perdetela!
Como si apre alla Musica da camera: la città, dal 7 aprile al 19 maggio 2013, accoglierà una rassegna di musica da camera di qualità con sei concerti di livello tenuti da musicisti di prim'ordine.
Artisti internazionali, i cui nomi compaiono nei cartelloni di rinomati Teatri e Festival di Musica, interverranno con le proprie performance: il primo violoncello del Giardino Armonico Paolo Beschi; il pianista americano Alexander Frey; il Trio di Firenze Andrea Tacchi - violino, Luca Provenzani - violoncello, Fabiana Barbini - pianoforte (Orchestra Regionale della Toscana, ORT); il pianista Giuseppe Gullotta; il flautista Claudio Ferrarini ed Emanuela Battigelli. Chiude la rassegna un duo d’eccezione: il pianista non vedente Gianluca Casalino e il violinista Davide Alogna, per un’esperienza sensoriale unica e straordinaria.
La neonata associazione Como Classica, che trova il suo cardine nella figura del Maestro Davide Alogna, mente e cuore del progetto, offre alla città la prima edizione di una stagione musicale presentata con una conferenza stampa il 14 marzo scorso. Concerti prestigiosi, in location altrettanto raffinate: luoghi storici di Como quali la Pinacoteca civica e la sede del Teatro Sociale.
La musica da trova così spazio in luoghi d'arte dove il rapporto tra arte e spettatore si fa intimo ed unico.
La rassegna proposta da Como Classica vuole essere la prima di una lunga serie di manifestazioni volte ad avvicinare il pubblico alla musica da camera, grande assente negli eventi degli ultimi anni, proponendosi come opportunità di educazione artistico-musicale gratuita. Gli eventi musicali sono tutti ad accesso libero e per i cittadini che avranno la possibilità di sostenere l'associazione, tramite la sottoscrizione di una tessera associativa di 15 euro annui, saranno realizzati eventi fuori cartellone ideati appositamente.
Sostenere Como Classica significa investire nel talento e nella passione per la musica, far parte di quel gruppo di cittadini, enti e realtà imprenditoriali che hanno a cuore il futuro della cultura. L'associazione vuole risvegliare la città difendendo il valore sociale, educativo, morale ed etico della musica.
“La musica è un prodotto culturale e perciò oggettivamente una scelta, ricollegata alla cultura e creatrice di cultura, tra tutte le possibilità puramente musicali…”
(Friedrich H. Tenbruck, sociologo)La Realtà e la Mente sono un vasto argomento trattato da studiosi, filosofi e scienziati nel corso dei secoli.
Il modello oleografico, propostovi nell'articolo scritto la settimana scorsa, viene richiamato dalle scoperte e ricerche in campo psicologico realizzate nell'arco degli ultimi centoventi anni e che influiscono tutt'oggi sulla Naturopatia.
Secondo gli studi di Jung, le coscienze umane sono interconnesse tra loro, originate da una collettività che si manifesta tramite la pluralità e varietà degli individui.
Jung introduce l'elemento sincronicità, ovvero "coincidenze talmente insolite e significative da essere difficilmente attribuibili al solo caso".
Egli osserva inoltre come la psiche possa influenzare la realtà, dato che non c'è separazione tra mente e materia: un approccio propositivo e collaborativo dei suoi pazienti durante le sedute, permette loro di mutare le condizioni di salute con notevoli miglioramenti.
È fondamentale un approccio sereno e fluido alle situazioni, agli eventi che si verificano durante la nostra esistenza. Ogni episodio vissuto è prezioso, siamo noi a scegliere come vivere tale insegnamento, se con gioia, o in modo più o meno traumatico.
Carl Simonton, oncologo del Cancer Counseling and Research Center di Dallas, applicò la visione di Unione tra realtà "esterna" e mente per aiutare pazienti con tumori ad affrontare tale stato con maggior serenità.
L'immaginazione e la mente intervengono sull'aspetto fisico del paziente, il quale influisce direttamente sul proprio essere. Attraverso tecniche di rilassamento, meditazione e visualizzazione che accompagnavano il malato tumorale durante il percorso di cura, Simonton ottenne ottimi risultati sui pazienti che parteciparono alle varie sperimentazioni.
Si dice che il filosofo Epitteto, così come altre tradizioni filosofiche, sostenne tale concetto: le persone non sono disturbate dall'evento in sé, ma dall'interpretazione che ne danno.
Negli anni Sessanta, ricercatori americani dimostrarono che l'aumento di stress (capacità di adattamento a situazioni) comporta maggiore produzione di cortisolo dalle ghiandole surrenali.
Tale risultato venne studiato sul caso di uno studente interrogato da un professore a scuola: gli studiosi si chiesero dunque che cosa effettivamente accada in noi durante situazioni di maggior pericolo.
Vennero presi in esame piloti di carri armati in servizio nel conflitto in Vietnam, e i risultati furono sorprendenti: il livello di ormoni corticosteroidei erano al di sotto della norma. Intervistati i militari, essi giustificarono la loro tranquillità indicando che si sentivano al sicuro sulla terraferma, si decise dunque di riproporre gli stessi esami ai piloti di elicotteri.
Il risultato, anche qui, fu di nuovo rappresentato da un livello base di produzione di cortisolo e altri ormoni surrenali non superiore alla norma. Intervistati anch'essi, diedero la stessa spiegazione dei soldati di terra: stare in aria faceva loro sentire al sicuro, dato che con elicotteri era per loro più semplice rispetto allontanarsi dal pericolo rispetto alle truppe di terra.
La mente ha un ruolo chiave, con tutte le convinzioni che porta con sé.
Il corpo dei soldati rispondeva a rassicurazioni mentali senza aver bisogno di produrre valori alti di ormoni surrenali perché i militari si sentivano al sicuro anche in condizioni non del tutto distese e serene.
Lo stesso approccio può essere anche associato a come si vive il dolore: una persona che "pensa" di essere malata, tende a vivere ogni minimo disturbo con maggior disagio rispetto a una che "pensa" di essere sana.
La risonanza degli eventi si manifesta in noi proprio attraverso l'interpretazione dell'evento che, per una persona può essere insignificante, per un'altra decisamente traumatico.
Concludo segnalando che il medico Larry Dossey sostiene che noi, oltre a intervenire con la mente sulla realtà tramite pensieri, abbiamo un altro strumento fondamentale: la Consapevolezza.
Essa permette di vedere la malattia non come separazione, ma segnale di un insieme di comportamenti, scelte, dieta, esercizi fisici, pensieri e relazioni con il mondo fisico e con chi lo abita che ha dato come risultante tale stato.
Intervenendo sui vari aspetti dell'Insieme, è più semplice intraprendere la via della Guarigione.
Per molti riconoscere la propria passione è difficile, un lavoro di anni; altri invece già da piccolissimi riescono a vedere oltre, trovano, tra i mille stimoli della vita, quell’attività che non li stanca mai, un mondo in cui trovare ispirazione e verso il quale saranno sempre curiosi, appunto, come bambini.
Per Marika Guida è stato così: fin da piccola sviluppa la passione per il disegno e per il lavoro artigiano mentre osserva il padre e la nonna alle prese con questa attività spesso dura, ma in grado di dare moltissime soddisfazioni.
Così Marika si indirizza verso gli studi creativi e, una volta laureata all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino in scenografia e costume, dirige le sue attenzioni artistiche verso il mondo del design frequentando un master presso lo IED di Torino.
Completata la sua formazione Marika comincia a produrre quelle che è lei stessa a definire “sculture tessili”; si tratta di capi d’abbigliamento per la vita di tutti i giorni, accessori, costumi per lo spettacolo e gioielli.
Il tratto distintivo delle sue creazioni è l’unicità, nel modello e nel materiale, in un tentativo di distacco dalla produzione in serie, noiosa agli occhi della stilista.
La sua ultima recentissima collezione è uscita a marzo 2013 e vanta dei pezzi esclusivi dal sapore primaverile e un po’ retrò: elegantissimi cappelli, orecchini grandi e colorati, pantaloni con cuciture a cannone e splendidi vestiti.
Dopo aver ricevuto nel 2012 l’onorificenza “Eccellenza Artigiana” e aver poi continuato a disegnare tra l’Italia e l’America, la designer diffonde le sue creazioni grazie ad internet e ai social network: Twitter, Facebook ed Etsy sono tra i metodi più veloci per entrare in contatto con lei.
La possibilità di toccare con mano ed indossare un abito o un accessorio sognando di essere la donna pensata appositamente per loro tuttavia non batterà mai nessun sito di e-commerce, ed è per questo che Marika invita chiunque lo volesse a visitare il suo Atelier nel cuore di Torino e noi di Nerospinto vi suggeriamo di venire a conoscerla Sabato 13 aprile all’aperitivo organizzato allo spazio Giulio Romano 8, in occasione della Nerospinto Borderline Design Week.
Torna sabato 6 Aprile l'appuntamento con il nostro Dottore preferito.
Gaia360° e My Doctor Says Party insieme per organizzare una serie di eventi in favore di una raccolta fondi per supportare il Mix festival.
Giunto alla sua prossima ventisettesima edizione, la comunity del festival audiovisivo, lancia un appello a gran voce sul web, proponendo una campagna di crowdfounding per supportare l'evento.
La raccolta fondi a sostegno del progetto sarà attiva fino al 30 Aprile.
Insomma il Dottore vi propone una serata divertente, ma anche impegnata culturalmente..come si suol dire “mens sana in corpore sano”!
Ad accogliervi Dj set per emozioni liquide Mary K e Shener.
Pensavate di aver visto tutto? Questo fine settimana guest djs le Orjas in console per spingervi fin dove non avete osato arrivare.
HD Disco
Via Enrico Caruso angolo Tajani
20133 Milano
Per maggiori informazioni visita l'evento facebook:
https://www.facebook.com/events/140335262805348/
Powered by:
MY DOCTOR SAYS PARTY!: http://www.facebook.com/MyDoctorSaysParty GAIA360: http://www.facebook.com/groups/210853325646999/
Ingresso 10€ con consumazione A seguire birra 5€ / drink 7€
Che cos’è un vero "affarista’’? Per Balzac un truffatore, un accanito, è un imbroglione praticante l'arte dei "crediti marci", è quell’esemplare di uomo che farebbe invidia a tutta Wall Street. Un tipo capace di agire freddamente, senza nemmeno considerare l’ipotesi del minimo scrupolo. Insomma, stiamo parlando di colui che risponde al nome di Mercadet. Per intenderci, é l’eroe spietato delle finanze. Di aspetto buffo, per antitesi sposato con una ‘donna onesta’, dalla quale ha avuto una figlia ‘bruttina’. E’ il cinico e irriverente maniaco del denaro, nella stessa misura in cui un amante ossessivo del gioco d’azzardo ama giocare.
Grande speculatore, Mercadet è anche un imbroglione nonché protagonista di ‘Le Faiseur’, opera balzachiana che si fa beffe di speculatori, usurai, creditori, e piú in generale di un sistema capitalista che qui si accende di vuoto e riecheggia al suono di una moneta che cade.
Balzac non ha che da guardarsi allo specchio per disegnare una sagoma tale. Autore dalla vita tumultuosa e sregolata, uomo d'affari spesso ubriaco, a tratti è come se avesse creato un alterego esasperato di sé stesso, un personaggio che vive di espedienti, sperperando e investendo non il proprio, ma il denaro altrui. Accanto a lui c’è un altro protagonista, che non viene nominato, ma che è onnipresente e davvero rilevante: stiamo parlando del denaro, ovviamente. Ma in fondo questi milioni, che Mercadet tanto millanta, sono solo nella sua testa, mica nelle sue povere tasche! A volte ció che piú lo interessa arriva ad essere la gestione del denaro, non il denaro stesso. Ci troviamo di fronte alla nevrosi di un fanatico, un sognatore, un sonnambulo che inconsciamente cammina sul bordo di un tetto. La signora Mercadet trema per lui: un passo falso e quest’uomo da un momento all’altro potrebbe cadere. Forse.
Scritta nel 1840, è un’opera dai toni piacevolmente grotteschi che stupisce per la sua modernità e svela tutto l’amore che Balzac aveva per il teatro. L’uomo, ancora una volta, oggetto d’analisi della Comédie Humaine: sempre alla ricerca di facili espedienti che non mancano di rivelarsi fragili e illusori, che vive d’apparenza fino ad assumere un comportamento quasi animale. Del resto, in che altro modo potremmo definire il cieco Mercadet che non fa altro che amministrare i propri affetti solamente in vista di un guadagno economico? E’ degno di commiserazione un uomo che arriva a volere che la figlia, non certo dotata di straordinaria bellezza, convoli a giuste nozze con un sedicente nobilastro, che per ironia della sorte non mancherà di rivelarsi tanto falso quanto il futuro suocero, mandando a monte il matrimonio in un primo momento?
Giudicate voi: l’affarista da palcoscenico è in arrivo al Carcano dal 3 Aprile. Noi non vediamo l’ora di conoscerlo.
Al Teatro Carcano di Milano da mercoledì 3 a domenica 14 aprile 2013
L'AFFARISTA - Mercadet di Honoré de Balzac
Regia Antonio Calenda
Produzione Teatro Stabile di Calabria Teatro Quirino Vittorio Gassman
Orari feriali ore 20,30 – domenica ore 15,30 – lunedì riposo
Prezzi poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00 (studenti € 15,00/€ 13,50)
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Prevendite on-line www.vivaticket.it; www.ticketone.it; www.happyticket.it
Di esposizioni su Leonardo ne sono state fatte molteplici, d’altronde l’artista-scienziato ha fatto parlare di sé a suo tempo e continua ad affascinare tutt'ora, nonostante siano passati secoli dalla sua morte.
Non è un caso che proprio a Milano, città a lui particolarmente legata, la mostra LEONARDO3 – IL MONDO DI LEONARDO stia ottenendo un clamoroso successo.
Inaugurata il 1 marzo, presso Le Sale del Re, con ingresso in Galleria Vittorio Emanuele all’angolo con Piazza della Scala, la location non poteva essere più adeguata: proprio di fronte a Palazzo Marino campeggia l’autorevole e autoritaria statua del genio cinquecentesco.
Si tratta della più importante mostra interattiva e multidisciplinare dedicata a Leonardo e alle sue ingegnose macchine; concepita e organizzata dal centro studi Leonardo3 di Milano, dà finalmente la possibilità anche al pubblico della città di fruire degli studi degli organizzatori, nonché delle loro scoperte e realizzazioni.
L’esposizione è unica nel suo genere in quanto, sebbene le opere artistiche di Leonardo siano state oggetto di grande attenzione, studio e divulgazione, lo stesso non è avvenuto per le pagine dei suoi manoscritti, decisamente più difficili da interpretare, che qui trovano nuovo vigore.
Leonardo lasciò 120 volumi, dei quali molti sono andati perduti, ma rimangono comunque 5 mila pagine, la maggior parte delle quali contengono disegni ancora da interpretare.
La mostra presenta il frutto delle ricerche degli ultimi dieci anni e si focalizza proprio sul lavoro di Leonardo come “ingegnere”, rendendo più chiari i suoi scritti, i suoi progetti, le sue metodologie e gli studi sulle le macchine.
Non mancano comunque importanti spazi per numerosi dei suoi disegni a sfondo artistico, oltre che per due delle sue più importanti creazioni, realizzate proprio a Milano: l’Ultima Cena e il Monumento equestre a Francesco Sforza.
Si possono ammirare centinaia di macchine interattive, oltre a modelli fisici, molti inediti e mai ricostruiti dopo Leonardo, realizzati nel rigoroso rispetto del progetto originale, che si ritrova nelle migliaia di pagine, appunti e disegni contenuti nei più importanti manoscritti arrivati fino ai nostri giorni: il Manoscritto B, il Codice del Volo e il Codice Atlantico. Dallo studio di quest’ultimi sono state ricreate macchine suggestive presenti in mostra: la Clavi-Viola, il Leone Meccanico, l’Automobile-Robot, il Cavaliere-Robot, la Bombarda multipla, e molte altre.
Tra le anteprime mondiali, svelate per la prima volta al pubblico, le ricostruzioni inedite di Sottomarino Meccanico, Macchina del Tempo, Macchina Volante di Milano, Cubo Magico e Libellula Meccanica.
Tutta la mostra è caratterizzata da esperienze interattive in 3D, tra le quali anche le anteprime del Codice Atlantico in edizione completa, con oltre 1100 fogli consultabili digitalmente, oltre alla possibilità di vivere in prima persona la costruzione della Macchina Volante di Milano, della torre più alta del mondo prevista al Castello Sforzesco e di dipingere l’Ultima Cena.
Al Cavallo gigante, ovvero Il Monumento a Francesco Sforza, è dedicata una stazione che svela anche come avrebbe potuto essere il monumento completo.
Da non perdere in particolare, il restauro digitale dell’Ultima Cena e della Gioconda checonsente di scoprire i particolari e i colori ormai perduti delle due celeberrime opere.
Piazza della Scala – Ingresso Galleria Vittorio Emanuele II
1 marzo – 31 luglio 2013
Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 23
Biglietti € 12,00 (intero), € 11,00 (studenti e riduzioni), € 10,00 (gruppi), € 9,00 (bambini e ragazzi), € 6,00 (gruppi scolastici)
Parlare di lusso al giorno d’oggi significa farlo con la piena consapevolezza di ciò che tal concetto ha rappresentato nel passato, evitando anche di inciampare in ricorrenti luoghi comuni. Magnificenza, sofisticatezza, ricercatezza potrebbero essere considerati nel contempo sinonimi e caratteristiche del lusso.
E’ tuttavia necessario sottolineare che, se ci si riferisce al lusso inteso come ricchezza e nello specifico ad oggetti costosi, in quel caso si tratterebbe di una ormai superata concezione dello stesso. Non è infatti detto che un oggetto particolarmente caro sia logicamente lussuoso, né tantomeno elegante. Anzi, un’eccessiva esibizione di oggetti del lusso sfocia in volgarità o in cattivo gusto.
Oggi si tende a definire il lusso come un ‘qualcosa’ a cui la nostra mente è rivolta o, più semplicemente, da cui è attratta in quanto manifestazione di una perfezione attraverso cui i nostri sensi si sentono appagati.
Decade il vecchio concetto di status symbol per essere sostituito da quello di style symbol: si vuole entrare in possesso di un oggetto del lusso non per testimoniare l’appartenenza ad una èlite, ma per sentirsi ‘esclusivi’.
Quello del lusso e quello del design sono due mondi che viaggiano di pari passo, incontrandosi e scontrandosi, portando alla luce nuove realtà estetiche che trascendono il necessario. Ci si ritrova improvvisamente colti da un desiderio: quello di cedere alle lusinghe che alcuni oggetti esercitano su di noi. Automobili dal design d’avanguardia, collier in oro impreziositi dai diamanti più ricercati, yacht arredati come alberghi a cinque stelle e, perché no, abiti. Già, anche - o meglio soprattutto - la Couture è legata al mondo del lusso. Nell’ambito specifico della Moda, il lusso deve essere oggi interpretato come l’occasione per cimentarsi nella sperimentazione finalizzata alla ricerca di nuove soluzioni che non risultino scontate o già viste - rischio che si è riproposto spesso e volentieri negli ultimi anni anche a causa della nascita di aziende di ‘fast fashion’. Proprio per contrastare questo mercato che inevitabilmente induce ad una forma di globalizzazione/omologazione, nell’ultimo decennio si è pensato di poter trovar rifugio nell’artigianalità. Parlare di artigianalità implica parlare del lusso, un po’ come un’equazione matematica: un abito, un accessorio, una scarpa pensati e realizzati a mano e su misura diventano oggetti di lusso.
A cadenza stagionale, puntualissima come da calendario, la Moda si fa spazio nei principali centri: New York, Londra, Milano, Parigi. Ogni collezione presentata sulle passerelle esprime il tentativo di voler reinterpretare l’identità della maison e, contemporaneamente, offrire al pubblico il frutto di nuovi studi relativo alle forme, ai volumi, dettagli, lavorazioni, stampe e ricami. La necessità di intraprendere nuove strade tesa ad una continua evoluzione è propria del prêt-à-porter di un certo tipo, ossia quello che si identifica come ‘alto’ in quanto a creatività e qualità, ed anche dell’Haute Couture.
Sulle passerelle sfilano abiti che, per la qualità e la meticolosità della manifattura, comunicano un’idea di lusso e di sofisticatezza.
Ne sono sicuramente un esempio i capi delle ultime collezioni firmate da Riccardo Tisci, direttore creativo del marchio francese Givenchy. Lo stilista italiano concretizza l’incontro fra la sua immaginazione ispirata dall’ osservazione del mondo e lo studio delle culture e delle sub-culture contemporanee da cui si lascia contaminare. Non mancano mai riferimenti letterari, musicali, cinematografici e artistici. Gli abiti non sono semplici ‘ritagli di stoffa cuciti’, ma uno strumento attraverso cui raccontare delle storie, delle emozioni, delle visioni.
Abiti che impressionano per la precisione dei ricami tridimensionali che li caratterizzano, per le lavorazioni ottenute attraverso gli intrecci con la pelle o il visone rasato, per i giochi di frange in nappa, per la preziosità dei tessuti di cui son fatti, per le ricercate ed equilibrate geometrie costruttive finalizzate alla definizione di silhouette contemporanee. Ed è proprio nella minuziosità di questi dettagli che si nasconde il lusso.
Lo stesso discorso potrebbe essere fatto se ci si riferisce al duo composto dagli stilisti Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, a capo della storica maison Valentino. Attraverso le loro collezioni di prêt-à-porter e di Alta moda si percepisce come il concetto di lusso inteso come classe e discrezione nella ricchezza sia stata la svolta attraverso cui poter re-interpretare il marchio romano. Nel loro caso specifico si potrebbe parlare di lusso dell’artigianalità: nell’ ultima collezione estiva di Haute Couture emerge ancora una volta la straordinaria creatività del duo se non l’eccezionale bravura delle mani delle première che hanno saputo parafrasare attraverso costruzioni, cuciture e sperimentazioni di ricami la storia immaginifica che era alla base dell’ispirazione. Ne sono un chiaro esempio i capi impreziositi dal disegno di una cancellata reso attraverso un piping cucito con la tecnica del sottopunto o da fiori croché in 3D e paillettes di ceramica che si confondono fra le iridescenze madreperlacee dei tessuti, rimandando così a quell’idea di giardino, quasi onirico, da cui ha avuto vita il racconto.
La Moda è capace di regalare forti emozioni come in un climax ascendente sia a chi sa interpretarla o sia a chi, semplicemente, si limita ad osservarla. Un po’ come quando ci si ritrova dinanzi a “La zattera della medusa” di Géricault o si assiste ad un film di Lars von Trier: non si finisce mai con lo stupirsi. E di fronte a tutto ciò, forse, diventerebbe superfluo chiedersi perché la Moda sia un lusso.
Luigi Gentile
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